lunedì 14 ottobre 2013

Lettera alle lavoratrici, donne che andranno a Roma il 18 ottobre

Lettera aperta alle lavoratrici, alle delegate, e a tutte le donne che saranno a Roma il 18 ottobre 

E ORA, SCIOPERO DELLE DONNE! Il 25 Novembre
Contro governo, Stato, padroni, uomini che odiano le donne

Più di 100 donne sono state uccise dall'inizio dell'anno. Tante altre ferite, stuprate, molestate, perseguitate. Non si tratta di casi individuali, ma di una guerra di bassa intensità, sistemica contro le donne, che ha come teatro principale la “sacra famiglia” (osannata dai padroni del “mulino bianco” al governo, alla Chiesa che, pure con il nuovo Papa, su di essa non ha “innovazioni” da fare), e che è mossa da un “odio” verso le donne che vogliano decidere della propria vita.
Nei giorni scorsi il parlamento ha varato un decreto sul femminicidio all'interno di un “pacchetto sicurezza” e in una logica di aumento del controllo e repressione che si tradurrà non in più libertà ma in meno libertà per le donne.
Già questi femminicidi che, peggio di una vera guerra, assassina 1 donna ogni 3 giorni, è una ragione oggi urgente di una risposta forte delle donne: LO SCIOPERO DELLE DONNE!

Ma sappiamo bene dietro queste uccisioni, stupri contro le donne, c'è l'intera condizione delle donne e che questo sistema sociale capitalista, il suo Stato, i suoi governi, non sono la soluzione ma sono IL PROBLEMA!

Per questo le ragioni dello sciopero delle donne partono dalle manifestazioni più terribili della nostra vita ma si estendono e si intrecciano con l'intera condizione di oppressione/doppio sfruttamento/attacchi alla dignità delle donne.
Le ragioni sono nelle nostre realtà quotidiane di lavoro e di vita: nella nostra permanenza e peggioramento dei lavori precari, sottopagati, sempre a rischio di essere cacciate, in cui si arriva alla oscenità di proporre al sud – come alle lavoratrici delle pulizie delle scuole – contratti di 45 minuti di lavoro al giorno e 150 euro al mese; nei licenziamenti in aumento dalle grandi fabbriche alle piccole, tra le lavoratrici precarie nei call center come nei centri commerciali; dall'innalzamento dell'età pensionabile che non riconosce il nostro doppio lavoro di almeno 60 ore settimanali, alla leggi sulla scuola che ci colpiscono doppiamente sia come lavoratrici che come madri e non negano un presente e impongono già un futuro segnato alle studentesse; dalle illegali dimissioni in bianco per "liberarsi" di donne in maternità, alle vecchie e nuove nuove discriminazioni che vogliono far tornare indietro le donne; alla pesante condizione a nero e razzista delle tante donne immigrate...

Per noi donne tutto questo si traduce immediatamente in peggioramento delle nostre condizioni di vita: i tagli dei servizi sociali vengono scaricati su di noi, aumenta il lavoro di cura, ci vogliono rinchiudere di più in casa al servizio della famiglia e ci tolgono quel minimo di indipendenza che costituisce il lavoro esterno. Ma anche sui posti di lavoro questi attacchi si traducono in un clima più oppressivo, ricattatorio, che spesso per noi donne ha il drammatico volto del mobbing, delle molestie sessuali, fino a violenze sessuali da parte di padroni, capi, ecc.

E' ora quindi che noi donne prendiamo il posto in "PRIMA FILA" nella lotta.
E' L'ORA DELLO SCIOPERO TOTALE DELLE DONNE che intrecci la questione di classe alla questione di genere, che sia inconciliabile e radicale; che parta dai posti di lavoro ma investa le scuole, i quartieri.

QUESTO SCIOPERO DELLE DONNE E' STATO GIA' INDETTO
E CI SARA' IL 25 NOVEMBRE.

Il 18 ottobre a Roma, dopo la manifestazione dei sindacati di base, terremo un'assemblea nazionale in piazza S. Giovanni, alle ore 17.
Invitiamo tutte le lavoratrici, delegate, disoccupate, compagne che saranno a Roma a incontrarci in piazza S. Giovanni.

COSA NON VOGLIAMO:
- NO all’intensificazione della presenza/controllo di Forze dell’ordine: polizia, carabinieri, ecc. nelle città, nelle strade – non
vogliamo che gli stessi che nelle carceri, nei Cie, usano anche stupri e molestie, offese sessuali contro le donne, che ci
manganellano nelle lotte, siano messi a “difenderci”;
- NO a Task force che alimentano un clima securitario, di controllo sociale che si traduce in minore libertà, meno diritti per le
donne. SI, invece, ad “illuminare” e rendere luoghi pieni di vita, ogni zona delle città e dei paesi, favorendo l’apertura 24 ore
su 24 di locali, centri, parchi, e la gestione libera di essi da parte di organismi di donne.
- NO alla trasformazione dei processi per stupro in atti d’accusa e indagine sulla “morale” delle donne;
- NO a consultori o centri confessionali trasformati in luoghi di controllo/repressione delle scelte delle donne
E COSAVOGLIAMO:
- “case delle donne” in ogni città, e quartiere di grande città, gestiti dalle donne, di denuncia e di lotta, con servizi gratuiti di
avvocati, medici, psicologi, esperti scelti dalle donne.
- interventi immediati contro i maschi denunciati per violenze, stalking, molestie sessuali, maltrattamenti.
- Via subito dai posti di lavoro, da posti istituzionali chi esercita molestie, violenze sessuali.
- Divieto di permanenza in casa di mariti, conviventi, padri, fratelli denunciati per violenze, maltrattamenti;
- Procedura d’urgenza nei processi per stupro e femminicidi e accettazione delle parti civili di organizzazioni di donne -
patrocinio gratuito per le donne - Classificazione del reato di stupro tra i reati più gravi del sistema penale
- Semplificazioni e procedure d’urgenza per le cause di separazione e divorzi, patrocinio gratuito alle donne
- Divieto dell’uso del corpo femminile a fini pubblicitari e dell’uso sessista del linguaggio
- Abolizione nelle scuole e università di testi sessisti, con contenuti discriminatori, via i professori che li propagandano.
Contro le discriminazioni, oppressioni che sono alla base delle violenze sessuali e femminicidi
- Lavoro per tutte le donne - Reddito minimo garantito a tutte le donne, perchè la dipendenza economica non sia di ostacolo
alla rottura di legami familiari
- Trasformazione a tempo indeterminato dei contratti precari - Pari salario a pari lavoro
- Divieto di indagine su condizione matrimoniale, di maternità, di orientamento sessuale, per assunzioni o licenziamenti
- Diritto di cittadinanza e uguali diritti lavorativi, salariali e normativi per le donne immigrate
- Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario – abbassamento dell’età pensionabile delle donne, come riconoscimento
del doppio lavoro
- Nessuna persecuzione delle prostitute, diritti di tutte ai servizi sociali e al reddito minimo garantito
- Difesa e ampliamento del diritto di aborto, abolizione nella L.194 dell’obiezione di coscienza e gratuità degli interventi e
delle strutture, consultori laici gestiti e controllati dalle donne.- Accesso gratuito per le donne ai servizi sanitari e sociali
- Socializzazione/gratuità dei servizi domestici essenziali: asili, sanità, servizi di assistenza per anziani, ecc.

Lavoratrici/disoccupate Slai cobas per il sindacato di classe
Movimento femminista Proletario Rivoluzionario
Taranto
mfpr.naz@gmail.com
14.10.13

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