mercoledì 8 gennaio 2014

Mentre muoiono altri due operai, udienza il 10 gennaio del processo ai Riva per la morte di alcuni operai che lavoravano a contatto con l'amianto


TARANTO – Due operai di 57 e 69 anni che tra il 1970 e la metà degli anni 90 avevano lavorato come manutentori elettricisti ed addetti alla colata continua dell’Acciaieria dell’Ilva di Taranto e che avevano ottenuto il riconoscimento dell’esposizione all’amianto, sono morti per mesotelioma. Ne dà notizia il presidente dell’Associazione 'Contramianto onlus' Luciano Carleo, che fa presente come siano «centinaia i casi di mesotelioma e patologie asbesto-correlate registrati nel personale Italsider-Ilva di Taranto.

Una situazione drammatica – aggiunge – ma prevedibile visto l'uso di amianto fatto all’interno dello stabilimento siderurgico». I dati, secondo Carleo, «parlano chiaro e sono evidenti le esposizioni alle polveri di amianto in un luogo dove ancora a fine degli anni 90 la sostanza cancerogena era presente in grande quantità». L’amianto «uccide. È un killer silenzioso – afferma ancora il presidente della onlus – che si insidia pericolosamente nei polmoni e che colpisce all’improvviso. Ancora una volta a pagare con la vita sono gli operai del siderurgico tarantino».

Il 10 gennaio ci sarà un'altra udienza del processo a carico di 29 ex dirigenti del Siderurgico di Taranto accusati di disastro colposo, omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e altri reati in relazione alla morte di operai che lavoravano a contatto con l'amianto e altri cancerogeni, deceduti per malattie professionali
Nell'elenco degli imputati ci sono Emilio Riva, suo figlio Fabio, il direttore dello stabilimento di Taranto e diversi ex dirigenti che hanno gestito il passaggio del siderurgico dalla gestione pubblica (Finsider e Partecipazioni Statali) a quella privata, avvenuta nel 1995 con la vendita dell'Ilva a Riva da parte dell'Iri.
Siamo tutti invitati!

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