mercoledì 24 settembre 2014

Ilva - l'ambiente va a finire in una "Bad-company" - cioè in malora, insieme ai lavoratori, masse popolari che vogliono giustizia e interventi immediati. Questa prospettiva va contrastata e respinta!

(da Il Quotidiano) - "ArcelorMittal ribadisce l'interesse per Ilva e conferma che sul dossier è al lavoro con il gruppo Marcegaglia... È la strada su cui spinge il Governo, con il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che ha chiamato intorno ad un tavolo al ministero tutti gli attori della possibile operazione: il responsabile per le operazioni M&A di ArcelorMittal e ceo per l'Europa, Aditya Mittal; Antonio e Emma Marcegaglia, che condividono le deleghe al timone del gruppo di famiglia; il commissario straordinario dell'Ilva, Piero Gnudi, e gli advisor. Il clima è di riservatezza, con il ministero che si limita ad indicare che l'incontro «è stato approfondito e cordiale».
Ma la partita («una operazione molto complessa, una matassa difficile da districare» fanno notare fonti vicine al dossier) è anche e forse soprattutto politica, con il Governo che vede in gioco anche l'impatto su Taranto ed il futuro dell'industria dell'acciaio italiana, e che è chiamato a mettere in campo tutte le condizioni necessarie per rendere l'operazione fattibile agli occhi di investitori privati. Tra le ipotesi, anche quella di creare una newco per lasciare in una bad-company tutti i rischi che potranno derivare dalle gestioni passate, a partire dal contenzioso ambientale, e per mettere quindi al sicuro i futuri nuovi azionisti da ogni incertezza legata alla «vecchia-Ilva».".

Ciò che governo e nuovi padroni si apprestano a fare va respinto immediatamente da parte degli operai e delle masse popolari di Taranto!

Per "mettere al sicuro" i profitti dei nuovi soci, che devono avere un'Ilva sgravata di debiti e di interventi economici per l'inquinamento, puntano a creare due società: una "buona" ripulita da problematiche ambientali, ma sicuramente "ripulita" anche da operai "in esubero"; e una "cattiva" in cui devono essere buttate tutte le questioni che per i nuovi padroni sarebbero solo costi, fastidi e non utili, in primis, quindi, gli interventi di risanamento ambientale, i risarcimenti a lavoratori, cittadini ammalati o morti, e, non ultimo, gli operai diventati "zavorra". 

La logica "mors tua vita mea" del capitale e dei suoi governi scavalca ogni norma sociale, per cui chiunque vada ad acquistare un bene patrimoniale, dovrebbe prenderlo così com'è, con gli aspetti buoni e con gli aspetti da aggiustare; ma questo non vale per i padroni!

Chi si illudeva, compreso parte degli stessi operai Ilva, che liberandoci di Riva tutto si sarebbe sistemato, ora può aprire gli occhi: i padroni, italiani o stranieri/indiani che siano, sono una razza bastarda e tutti i governi, si chiamino Berlusconi o Renzi, sono al loro servizio!

Se passa questa ipotesi, all'Ilva la situazione sarà come e peggio dei tempi di Riva. Da un lato una "Nuova società" ottenuta dagli indiani e da nuovi padroni italiani quasi gratis, e in cui, chiaramente, l'obiettivo è che i soldi da investire debbano servire per la produzione, per battere sul mercato mondiale la concorrenza, non certo per difendere realmente salute e sicurezza; e i diritti degli operai saranno ancora di più carta straccia, anche in termini di difesa del posto di lavoro, del salario, delle condizioni di lavoro: tra un pò, conteremo i morti "indiani"?
Dall'altra vi sarà la "Bad company", una sorta di "buco nero" che proprio perchè pieno di debiti, non farà nulla soprattutto sul fronte del risanamento ambientale. 
NON PERMETTIAMOLO!

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