venerdì 10 luglio 2015

Emiliano da un lato - la lotta proletaria dello slai cobas dall'altro

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PUGLIA - Non è proprio un avvio felice quello di Michele Emiliano alla guida della Regione Puglia. Questa mattina, infatti, è stato contestato da alcuni manifestanti al suo arrivo al palazzo del governo di Taranto, sede della Provincia, dov’è in corso la prima riunione ufficiale della sua giunta. Il risultato è stata una serie di insulti e qualche calcio arrivato da un giovane che poi è stato allontanato dalle forze dell'ordine. Molti gli striscioni di protesta, in una delle città in cui si combatte l'ambigua guerra tra il diritto alla salute ed il diritto al lavoro: "Emiliano, ora prima di tutto il lavoro", "L’altoforno che uccide va fermato, il lavoro operaio va tutelato", "Ilva di Riva Ilva di Stato operai ammazzati cittadini inquinati", "L’ennesimo decreto uccide la città anche questa giunta si fa pubblicità".
Programmate per la prima giunta le  audizioni di 38 tra associazioni, parti sociali e rappresentanti istituzionali, tra i quali l’Arpa, la Camera di Commercio, l’Università, i sindacati, gli Ordini, le associazioni datoriali e dei commercianti, le associazioni di volontariato e ambientaliste e delegazioni di lavoratori di aziende in crisi.
Emiliano nel suo discorso di insediamento ha assicurato che "impugneremo il decreto del Governo che autorizza la costruzione del gasdotto Tap". Ha anche fatto riferimento al decreto varato dal Consiglio dei ministri venerdì scorso sull’Ilva. "È duro da accettare un provvedimento che ha un effetto di postergazione del sequestro penale - ha rilevato Emiliano - con i consigli e suggerimenti che ci farete pervenire invieremo le nostre proposte di modifica al Governo" che, ha rivelato lo stesso Emiliano, sarà a Taranto il prossimo 20 luglio.
Il presidente della Regione ha affermato che "chiudere una fabbrica è una cosa che non può essere assunta con una decisione politica - ha precisato - nemmeno il Governo lo può fare ma quello che la Regione, a partire dal Consiglio, può e deve fare è vigilare affinché la visione stessa che il Governo ha dato per l’Ilva sia rispettata. In questo utilizzeremo gli stessi metodi della magistratura, ovvero osserveremo cogli strumenti scientifici se le leggi e i regolamenti vengono attuati e come vengono attuati perché - ha concluso - la visione stessa che il Governo ha voluto sull’Ilva attraverso le leggi sia compiutamente realizzata".

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