martedì 31 maggio 2016

Gli operai Ilva denunciano la permanenza delle situazioni gravi di attacco alla salute in fabbrica - lo Slai cobas presenta un esposto in Procura


Slai Cobas per il sindacato di classe
Sede legale v. Rintone, 22 Taranto – T/F 0994792086 – 3475301704 – cobasta@gmail.com

TA. 31.5.16
Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA – TARANTO
All'attenzione del PM Argentino

Lo Slai cobas per il sindacato di classe, nella persona di Calderazzi Margherita, raccogliendo varie segnalazioni di operai dell'Ilva, denuncia le seguenti violazioni alla sicurezza e alla salute degli operai, alcune delle quali continuano ad essere tuttora perpetrate.
Chiede che si avvii un accertamento in merito ad esse e che tali denunce entrino nel processo in corso sull'Ilva “Ambiente svenduto”.
I lavoratori che hanno segnalato sono disponibili a rendere testimonianze.

Nell'area Batterie: - vi sono perdite di gas e di altre sostanze (ammoniaca, benzoapirene). Quando i forni sfornano, i fumi provenienti dagli stessi non vengono convogliati nelle apposite cappe, perchè il 99% delle stesse non funzionano, si disperdono nell'ambiente lavorativo e quindi vengono respirati dagli operai, a cui vengono date semplici mascherine di carta, senza filtro.
I Tubi di sviluppo e gomiti risultano sempre intasati di catrame e graffite, per mancanza di manutenzione ordinaria. Pertanto il gas esce da tutte le parti, e in particolare dai coperchi del piano di carica.
In varie occasioni, la quantità di gas era talmente tanta che non ci si riusciva a vedere tra colleghi a distanza anche di 6 metri.
Il condizionatore della caricatrice e della guida Cok nel carro non funzionava e gli operai erano costretti a lavorare con le porte aperte per respirare.
Le bocchette per caricare i forni sono nella maggiorparte strette, perchè si è formata la graffite e si intasavano sempre le tramogge. Anche in questo caso usciva molto gas e si rimaneva molto tempo vicino al forno, respirando sempre gas, dato che serviva più tempo per caricarli.
Inoltre non funzionano gli automatismi della macchina caricatrice forni, e quindi il lavoro è fatto manuelmente

Nell'area Man/Ref – manutenzione refrattari - Le porte dei forni sono vecchie e esce sempre gas. Anche qui il gas esce dal piano di carica e dalle bocchette, sempre a causa dello stato dei tubi di sviluppo e gomiti, tappati.
La sala estrattori non riesce ad estrarre il gas.

Nel reparto Sea – servizio ecologico
I rifiuti si raccolgono con le mani. Vengono così riempiti sacchi anche di 30 Kg che vengono buttati nei camion dell'Iveco. Questo lavoro oltre che fatica provoca stress agli operai addetti. Nei rifiuti vi è anche l'amianto: Gli operai dovrebbero raccogliere solo plastica, ma di fatto raccolgono di tutto.
Viene denunciato, inoltre, che il responsabile del Servizio sanitario, che dovrebbe andare nei reparti a controllare, non lo fa.

Nel reparto Ossigeno - Qui il rischio è molto alto. Si lavora con materiale altamente esplosivo e infiammabile (azoto, idrogeno-ossigeno, argon).
Si segnala, inoltre, un'anomalia per l'antincendio. La centralina dell'antincendio non funziona, non parte in automatico, bisogna manovrarla manualmente.
Non viene fatta la manutenzione ai condizionatori, che contengono “lana di roccia”.

Si chiede di conoscere l’esito della presente denuncia.

Per SLAI COBAS per il sindacato di classe
(coord. prov.le Calderazzi Margherita)

Per comunicazioni:
Slai cobas via Rintone, 22 Taranto – T/F 0994792086 – 3475301704 – cobasta@libero.it

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