domenica 26 giugno 2016

AL C.S. 28 MAGGIO DI ROVATO (BS) - DAL LIBRO "ILVA LA TEMPESTA PERFETTA": LA STORIA POLITICO SINDACALE CHE HA PRODOTTO LA VICENDA ILVA

In uno dei Centro sociali più attivi e interessati alle questioni operaie e ambientali della provincia di Brescia, Rovato, il C.S. '28 Maggio', è giunta la presentazione del libro “Ilva la tempesta perfetta”.
Il carattere di questa presentazione ha avuto dei lati positivi ma anche negativi che ne testimoniano tutta l'attualità.

Il lato negativo è stato, per ragioni tecnico informative, la poca partecipazione dei frequentatori, di solito più numerosi, del centro.
Questo ha reso necessario valorizzare il lato positivo dell'iniziativa, la solidale e calorosa accoglienza dei compagni gestori del centro, prevalentemente, operai, lavoratori, che hanno fatto di tutto per rendere utile la riunione allargata che si è tenuta.

Gli autori del libro hanno messo qui in rilievo non solo i contenuti del libro, ma gli elementi di storia politica e sindacale che hanno prodotto negli anni la vicenda Ilva e che hanno avuto il segno di una lotta operaia d'avanguardia e di massa, che ha cercato dagli anni '70 in poi di mettere in discussione
nell'Italsider di Stato, prima, e nell'Ilva di padron Riva dopo, l'attacco sistematico alle condizioni di sicurezza sul lavoro che hanno provocato centinaia di morti, e la gestione del rapporto fabbrica/città che con un trend ascendente ha attraversato tutta la storia di questa fabbrica.
Particolare attenzione è stata posta dai relatori sulla repressione in fabbrica degli attivisti sindacali, dalla Palazzina Laf ai licenziamenti dei delegati Fiom che avevano bloccato il convertitore, ecc.; repressione che visto progressivamente il sindacato, Fiom compresa, sostenere le ragioni della conciliazione e del padrone, perfino con l'emarginazione prima e l'espulsione dei delegati attivi, in particolare dopo la ribellione del 2 agosto del 2012 (Apecar).

Gli interventi dei compagni del Centro hanno permesso di tornare sulla composizione operaia in questa fabbrica, passata dagli anni dell'insediamento a quelli della privatizzazione e all'interno di questi, della gigantesca rottamazione prodottasi negli anni di Riva con il pensionamento di 5mila operai per amianto e l'ingresso progressivo di 8mila giovani, privi di esperienza sindacale e di conoscenza della realtà di un siderurgico; rottamazione che ha in qualche misura contribuito allo strapotere della gestione per il profitto e criminale dell'Ilva e del suo gruppo dirigente.
Questo ha richiamato all'esigenza che il conflitto di classe debba avere il suo centro dentro la fabbrica, unendo le ragioni degli operai a quelle delle masse popolari della città.
Si è detto come gli operai, riorganizzati sindacalmente dal basso e puntando sulle assemblee, possano non solo contrastare i piani attuali di padroni e governo Renzi, ma anche diventare il punto di riferimento, uscendo dalla fabbrica, della lotta in tutta la città.

I compagni del CS hanno colto con particolare attenzione anche la dimensione nazionale della vicenda Ilva e affermato che, evidentemente, la discussione, l'informazione e la mobilitazione fanno parte degli impegni che anche questo utile incontro deve stimolare e indirizzare.

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