domenica 30 ottobre 2016

Al processo Ilva verso il patteggiamento dell'Ilva e dei Riva - Solo la partecipazione di massa al tribunale può impedire questa nuova china pericolosa del processo! IL 6 DICEMBRE TUTTI AL TRIBUNALE

La Procura di Taranto, con l'entusiastico appoggio di esponenti del parlamento e dei possibili nuovi padroni (Arvedi), sta andando verso una fuoriuscita dal processo di Ilva Spa e, forse, addirittura dei Riva ("anche il legale dei Riva, Annicchiarico, starebbe valutando l'esistenza di margini per vhiudere, il meno dolorosamente possibile, le partite aperte tra Milano e Taranto" - GdM) attraverso l'accettazione del patteggiamento.
In questo modo, si dice, si potrebbe recuperare il miliardo e 200 milioni dei Riva. Gli imputati se ne potrebbero uscire con il modico importo di 14 milioni, tra multa e confisca del profitto del reato - rispetto ai precedenti 9 milioni offerti.
Ma perchè questo sia possibile si parla di cancellare la cifra di 8 miliardi e 100 milioni - richiesta prima invece negata e che aveva portato nella precedente fase gli stessi PM a respingere il patteggiamento - cifra ritenuta dal Giudice Todisco importo necessario per effettuare tutte le opere di risanamento ambientale dello stabilimento siderurgico.

E' evidente, quindi, da un lato che una decisione di accettazione del patteggiamento sarebbe di fatto una sconfessione e un colpo all'inchiesta Todisco; dall'altro che anche la Procura darebbe anch'essa una forte mano agli attuali commissari e ai futuri padroni a non fare un reale risanamento ambientale; terzo che l'Ilva uscirebbe dal processo e quindi non sarebbe chiamata a risarcire le parti civili.

Questo patteggiamento non può e non deve passare. Anche se la Procura ha messo sull'altro piatto della bilancia un appesantimento dei reati per le società Riva Fire e Riva Forni Elettrici, questo non può giustificare l'alleggerimento della situazione dell'Ilva - visto che le due società e l'Ilva erano strettamente collegate nel portare avanti i loro affari truffaldini.
Il processo lo stanno gestendo di fatto gli avvocati dei Riva e dei suoi complici. la Procura, il pres. della Corte d'assise prima hanno permesso questa monopolizzazione, ora, addirittura, si accordano per togliere dal processo parte dei responsabili di morti, ammalati di tumore, di chi ancora continua ad uccidere!
PERCHE' SI PONGA FINE A QUESTA "FINE NOTA" C'E' UNA SOLA STRADA: LA PARTECIPAZIONE DI MASSA AL PROCESSO, DELLE PARTI CIVILI, DEI LAVORATORI, DEGLI ABITANTI DEI QUARTIERI, DEI GIOVANI.

Facciamolo nella prossima udienza del 6 dicembre.

(Dalla stampa) - A Taranto il processo «Ambiente svenduto» per il reato di disastro ambientale contestato all’Ilva potrebbe avere a dicembre una doppia svolta. La prima: l’Ilva in amministrazione straordinaria si appresta a rilanciare la proposta di patteggiamento. La seconda: il processo con 47 imputati e sinora mai realmente «decollato», potrebbe traslocare a Potenza. Su questo punto la Corte farà conoscere la sua decisione nell’udienza del 6 dicembre.
L’elemento nuovo è dato dalla riapertura della possibilità di patteggiare, carta che la difesa dell’azienda ha già giocato nell’udienza preliminare, trovando però il no della Procura che ritenne inadeguata l’offerta allora avanzata. Adesso invece il quadro è cambiato. I pm hanno riformulato alcuni capi di imputazione...
Una lettura dei fatti nuova esposta dalla Procura e cambio del capo d'imputazione per le societa' Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici sono state formulata dai pm alla Corte d'assise di Taranto nell'ambito del processo ambiente svenduto. In base alla documentazione prodotta dalla difesa di Ilva, ed agli accertamenti conseguenti della Guardia di finanza, la Procura ha riformulato le contestazioni alle società coinvolte, attribuendo nuove responsabilità alla capogruppo Riva Fire, e, di converso, ridimensionando la posizione di Ilva attualmente gestita dai commissari. Secondo la Procura, Riva Fire avrebbe esercitato un'attivita' di controllo, anche attraverso "contratti di cash pooling e di conto corrente di corrispondenza attraverso i quali Riva Fire disponeva di una tesoreria centralizzata infragruppo dove, al termine di ogni giornata lavorativa, i saldi attivi e passivi dei conti correnti intestati a Ilva venivano automaticamente trasferiti a Riva Fire".
A questo punto Ilva potrebbe ripresentare la precedente proposta di patteggiamento in base al quadro mutato oppure modificarla. E anche le società dei Riva, che sinora al patteggiamento non avevano fatto ricorso, potrebbero ora accedervi. Questo potrebbe anche agevolare il rientro in Italia dalla Svizzera del miliardo e 200 milioni dei Riva che sinora non si è riusciti a trasferire.

La mossa dei pm sui capi di imputazione arriva dopo un confronto tra le Procure di Taranto e Milano (dove ci sono altre inchieste su Ilva e sui Riva) e dopo che nell’udienza di ieri uno dei pm ha riconosciuto l’impegno dei commissari rispetto alla gestione Riva.
Ad annunciarlo il senatore Massimo Mucchetti, presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo al Senato, a margine del convegno organizzato dal Pd di Cremona «Industria, ambiente, globalizzazione: quali lezioni per la politica» dove era presente come relatore insieme a Giovanni Arvedi, numero 1 dell'omonimo gruppo siderurgico. 

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