sabato 21 ottobre 2017

27 ottobre - manifestazione ore 9 piazza castello - la lotta autorganizzata e non le chiacchiere! info 347-5301704

Porto, pubblicato avviso per ex TCT per iscrizione all’agenzia ‘Taranto Port Workers Agency S.r.l.’ - una vera pagliacciata a puntate


sindacati paramafiosi del porto ingannano i lavoratori, eternamente in cassa integrazione

uno scandalo nello scandalo
Quest’oggi è stato pubblicato sull’Albo Pretorio del sito istituzionale dell’AdSP del Mar Ionio – al link http://albopretorio.port.taranto.it (AVVISO_20/10/17) – l’Avviso Pubblico integrale per la consegna della documentazione finalizzata all’iscrizione negli elenchi dell’agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale costituita a seguito di Delibera del Comitato n. 10/2017 del 19/06/2017 e denominata “Taranto Port Workers Agency S.r.l.”.
L’avviso è destinato esclusivamente ai lavoratori della Taranto Container Terminal S.r.l. in liquidazione che alla data del 27 luglio 2016, usufruivano di regimi di sostegno al reddito nelle forme degli ammortizzatori sociali così come previsto dall’art. 4, comma 1, L. 18/2017. L’Avviso Pubblico indica la documentazione da presentare per richiedere l’iscrizione negli elenchi dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale, il luogo ed i giorni previsti per la ricezione delle istanze. Per facilitare la presentazione delle richieste è stata predisposta ed allegata all’Avviso la relativa modulistica.
Le date di formale iscrizione negli elenchi di che trattasi ed eventuali ulteriori adempimenti saranno indicati nell’emanando “Regolamento per l’iscrizione e la permanenza dei lavoratori negli elenchi tenuti e gestiti dall’agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale”. Tali elenchi avranno efficacia al termine della verifica, tuttora in corso, delle procedure per l’erogazione dell’indennità di mancato avviamento al lavoro con gli Enti interessati. Ciò al fine di evitare interruzioni nell’erogazione degli attuali ammortizzatori sociali nella fase di passaggio dagli stessi alla citata indennità

Governo De Vincenti tavolo Istituzionale .. hanno a Taranto una loro base di appoggio nei sindacati confederali

Eppure finora a Taranto operai e masse popolari non hanno visto niente se non le venute quotidiane di De Vincenti

non basta fare elenco di soldi, quando nulla migliore sul fronte del lavoro e salute
anzi aumentano licenziamenti, cassaintegrazione, porecarietà, morti malati disagio ambientale e territoriale , servizi sociali

Tavolo Istituzionale per Taranto: l’apprezzamento di Cgil, Cisl e Uil

Tavolo istituzionale per Taranto In una nota congiunta, i segretari delle sigle ritengono come la seduta del Tavolo Istituzionale per Taranto abbia segnato “un’ulteriore fase evolutiva nella utilizzazione delle risorse finanziarie che tocca l’82% del totale (952 m€) e punta alla riprogrammazione di quelle residue (35 m€)”.
Diversi gli accadimenti da evidenziare, secondo gli esponenti sindacali, “soprattutto quelli a forte rilevanza economica e sociale. Si chiude con successo la fase della progettazione delle risorse dedicate alla fornitura di beni strumentali medico scientifici deputati ad integrare le dotazioni dei nosocomi jonici (70 m€). L’aspetto è stato curato dalla Regione Puglia dopo i rilievi mossi dal Ministero della Salute. Adesso si potrà procedere, rapidamente, alla fase esecutiva dell’acquisto”.
Inoltre, “si avviano rapidamente alla definizione, dopo la fase abbastanza lunga di studio e di analisi, gli interventi di bonifica da condurre su un’area amplissima circa 560 km2 che entra, finalmente, nella sua dimensione esecutiva, infatti, in occasione della prossima seduta il Commissario Straordinario detterà il cronoprogramma sulla base delle risorse finanziarie disponibili”.
Definita anche la dotazione (12 m€) per gli interventi da effettuare, sempre in materia ambientale, sui comuni dell’area SIN (Massafra, Statte, Montemesola, Crispiano e Massafra), aggiunge la nota.
Le novità più attese attengono, invece, alla richiesta di ‘accelerazione’ delle procedure burocratiche per la realizzazione del ‘San Cataldo’“che sarà oggetto di particolare attenzione da parte del Tavolo Istituzionale dopo il pronunciamento favorevole da parte degli organi di giurisdizione amministrativa, e l’apertura all’inserimento delle misure a protezione del mercato del lavoro locale in occasione della realizzazione delle prossime opere infrastrutturali. Più specificamente, Il Ministro De Vincenti ha accolto la richiesta in tal senso proposta dalle Organizzazioni Sindacali Confederali sulla diffusione della norma contemplata dall’art.9 del Contratto di Sviluppo, da far valere per le stazioni appaltanti anche per le altre opere di competenza del CIS”.
Lo stesso ha proposto la creazione di un gruppo i lavoro tecnico al fine di redigere specifiche “linee di indirizzo” in grado di realizzare l’assunto, sempre nel rispetto della normativa comunitaria. Ad oggi, tale norma ha operato efficacemente solo per gli interventi di bonifica ed ha consentito che la realizzazione del progetto ‘verde amico’ fosse affidato ai lavoratori della ex partecipata della Provincia di Taranto Isolaverde.
Sempre il partenariato sociale (Confindustria e Sindacati) ha chiesto “l’immediata realizzazione di quell’auspicato accordo di programma da porre a base per la definizione degli interventi di reindustrializzazione dell’area di crisi ionica, da condurre d’intesa con la Regione Puglia”.
I temi economici, in sostanza e particolarmente per il porto, concludono i tre segretari, “rimarranno centrali anche in occasione della prossima seduta del Tavolo Istituzionale, che si dovrebbe tenere in chiusura d’anno, con un’azione di sintesi sullo stato delle proposte in corso di formalizzazione per la  concessione del Terminal ionico a nuovi operatori in grado di determinare il rilancio dello scalo”. Perciò le O.S. “esprimono il proprio apprezzamento per l’attenzione posta dal Governo nella valutazione delle richieste rappresentate e nell’impegno a tradurre le stesse in azioni concrete. Le stesse hanno rappresentato al Ministro l’opportunità di individuare nuove fonti di finanziamento per implementare l’azione del Tavolo Istituzionale ampliandolo a nuovi ambiti di intervento in grado di generare sviluppo e occupazione

ILVA - AMIANTO testimonianza di Pasquale Maggi, operaio

Questa è la testimonianza di Pasquale Maggi, operaio presso l’Ilva di Taranto: parla di amianto, parla di futuro incerto, di chi avrebbe forse dovuto far qualcosa. La pubblichiamo così com’è. Com’è giusto che sia: basta e avanza per riflettere.Sono ormai 17 anni che lavoro in ILVA a Taranto con la mansione di operaio manutentore elettrico. Un lavoro che mi soddisfa e che mi permette di provvedere al sostentamento della mia bambina di 3 anni. Mi ritenevo fortunato fino all’inizio di questo anno quando, a gennaio, l’azienda ha diffuso la notizia della presenza di circa 4000 tonnellate d’amianto al suo interno. Una vera doccia fredda! Mi sono chiesto: “Come reagiremo a questa nuova situazione?” Abbiamo lavorato per anni senza i più elementari dispositivi di prevenzione e protezione come guanti e mascherine. Siamo quindi tutti potenzialmente a rischio? C’era qualcuno che doveva e/o poteva prevenire tutto questo? Se affermativo perché non è stato fatto?” Sono tutte domande che adesso continuano a girarmi per la testa senza sapere se avrò mai una risposta.
Adesso, fortunatamente, sono in salute. Ma si sa che l’amianto è una patologia che può avere una latenza anche di 30 anni e questa verità, ovviamente, non mi permette di godermi la vita come vorrei. Inutile nascondere che ci penso e ripenso. Dalla mappatura diffusa dall’azienda sembra proprio che, anche nel mio reparto, sia confermata la presenza di amianto. Si parla di bonifica ma i tempi saranno molto lunghi. Il danno alla nostra salute è stato perpetrato nel tempo anche in assenza di una sorveglianza sanitaria specifica per l’amianto.
Ogni anno mi hanno fatto sempre fare le visite sanitarie periodiche di routine e mai nulla di più attinente.
Sono molto preoccupato anche per mio padre, lui è un ex dipendente ILVA, ha lavorato per 30 anni ed è in pensione da 10. Potrebbe essere a rischio anche lui? A questo punto non dovrebbe essere previsto un protocollo sanitario anche per gli ex dipendenti?

Io sono iscritto alla CGIL FIOM e ho fatto esposti anche allo SPESAL e alla ASL, dipartimenti prevenzione, proprio perché, ci tengo a sottolineare, io lavoro in azienda e voglio continuare a lavorare, e se sono qui a parlarne è per il bene di tutti, non solo dei colleghi, ma anche per il resto della città. A Taranto è ancora tanto l’amianto presente; sui tetti, agli angoli delle strade, nei capannoni

ILVA ricomincia la trattativa? .. ma senza la lotta questa trattativa è a perdere - e la lotta richiede autonomia dalle diatribe dei vertici sindacali - serve l'autorganizzazione - 27 con lo slai cobas scioperare e partecipare alle iniziative ore 9 comune, ore 11 prefettura info 347-5301704


lva, ArcelorMittal ‘pronta’ alla trattativa. La Fiom resta critica, la Fim attende speranzosa

Accogliamo con favore la dichiarazione del Ministro Calenda e siamo lieti di poter avviare le negoziazioni. È importante incontrare i sindacati per approfondire e discutere il nostro piano industriale e ambientale“. E’ quanto afferma in una nota ArcelorMittal dopo l’annuncio della ripresa a breve del tavolo, da parte del ministero dello Sviluppo economico. “Siamo desiderosi – aggiunge il gruppo Franco-Indiano – di trovare una soluzione che assicuri un futuro solido e sostenibile per Ilva e per i suoi stakeholder, compresi ovviamente i dipendenti“Dalla Fiom-Cgil trovano “singolare apprendere da una nota emessa dal ministero dello Sviluppo economico – e non direttamente – che il ministro Calenda riconvocherà il tavolo di confronto sulla vertenza Ilva in tempi brevi” sottolineando che sulla vertenza “prosegue l’opacità. Come sempre – si legge in una nota – in questa vertenza, anche questa volta si fa riferimento a impegni presi tra il ministro, i commissari e Am InvestCo a noi totalmente ignoti, poiché non c’è stato consegnato né il piano industriale, con relativo piano di ambientalizzazione, né il contratto stipulato tra i commissari,  a nome e per conto del governo, e Am InvestCo sull’affitto del ramo d’azienda, né il programma che i commissari dovranno svolgere utilizzando il miliardo e duecento milioni per il processo di ambientalizzazione previsto“. “L’unica certezza in questo momento – prosegue Fiom – è la procedura ex articolo 47 inviata il 6 ottobre scorso alle organizzazioni sindacali e che ad oggi non è né ritirata né modificata. Come sempre siamo di fronte a un negoziato opaco, in cui al sindacato non vengono dati gli elementi per affrontare la trattativa. Elementi senza i quali non è pensabile che si possa aprire un confronto di merito con la cordata aggiudicataria“. La Fiom ribadisce che “va salvaguardata tutta la forza lavoro attualmente occupata in Ilva, sia direttamente che nell’indotto, garantendo salari e diritti attuali e realizzando un piano di ambientalizzazione compatibile per Taranto che tenga conto anche del rischio sanitario legato al processo produttivo. Sappiano il ministro e Mittal che senza il raggiungimento di questi obiettivi per la Fiom non ci saranno le condizioni per giungere a un accordo“.
Ci auguriamo che si apra un negoziato vero che non lasci spazio a politicizzazioni e a strumentalizzazioni elettoralistiche che renderebbero ancor più difficile una delle vertenze più complicate della storia di questo Paese“: così invece commenta il segretario generale della Fim-Cisl Marco Bentivogli in merito all’annuncio della riapertura a breve del tavolo dell’Ilva. “La trattativa – dice Bentivogli – sarà comunque durissima per centrare i nostri obiettivi su occupazione ambiente investimenti e conferma delle condizioni contrattuali dei lavoratori. Ma è una notizia positiva che l’intervento del Governo, unitamente alla mobilitazione sindacale abbia riaperto le condizioni di partenza della trattativa all’accordo tra la gestione commissariale ILVA E Arcelor Mittal

A Novi LIgure gli operai dell'Ilva scendono in piazza con gli operai Marcegaglia - Ma gli operai devono respingere comunque e dovunque i licenziamenti, non come dice la Fiom: no a "pioggia", discutiamo stabilimento per stabilimento...

NOVI ONLINE

"Non fate gli indiani": le tute blu di Ilva e Marcegaglia si fanno sentire

NOVI LIGURE – Fumogeni, petardi, fischietti, tamburi, striscioni e bandiere: i lavoratori di Ilva e Marcegaglia ce l’hanno messa tutta per farsi sentire dalla città di Novi Ligure. E soprattutto da Roma, dove si dovrà discutere il loro futuro. «Non fate gli indiani», chiedevano gli operai con uno striscione. Già, perché i primi passi di Am InvestCo – la società ora proprietaria di Ilva e composta all’85 per cento dagli indiani di Arcelor Mittal e al 15 per cento dagli italiani di Marcegaglia – non sono stati dei più rassicuranti, per usare un eufemismo.

Dipendenti licenziati e poi riassunti con stipendio più basso e minori garanzie e oltre 4 mila esuberi: queste le prime mosse che Am InvestCo ha cercato di fare, bloccate però dallo stop imposto dal ministro Carlo Calenda. Le trattative dovrebbero ripartire a breve, ma i sindacati vogliono mandare un messaggio netto al governo e ai neo proprietari di Ilva: «Non condivideremo mai alcuna piattaforma che preveda esuberi», ha gridato Mirco Rota della Fiom nazionale dal palco allestito ai giardini di viale Saffi, di fronte ad alcune centinaia di tute blu (300 secondo le forze dell’ordine).

«Intendiamo discutere stabilimento per stabilimento – ha detto Rota – Aprire un confronto sulle prospettive di sviluppo, i carichi di lavoro, i livelli occupazionali. Non accetteremo esuberi a pioggia e organizzeremo scioperi in tutte le fabbriche del gruppo Ilva». A Novi sono stati i primi a scendere in strada e l’adesione allo sciopero è stata pressoché totale (terminerà stasera alle dieci).

Con i lavoratori di Ilva c’erano anche i colleghi dello stabilimento Marcegaglia Buildtech di Pozzolo Formigaro, in sciopero per chiedere maggiore sicurezza in fabbrica. «Marcegaglia non è interessata a fare investimenti e in tutti i suoi siti produttivi ci sono problemi evidenti sul fronte della sicurezza – ha ricordato Rota – Non vorremmo che gli stessi standard fossero applicati anche in Ilva». Sul palco si sono succeduti anche gli interventi di Andrea Bernuzzi (Fiom-Cgil), Aldo Gregori (Uil) e Salvatore Pafumi (Fim-Cisl).
19/10/2017
Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info

venerdì 20 ottobre 2017

Calenda al lavoro, ma per il compromesso con ArcelorMittal - mentre De Vincenti e Commissari spiegano bene che fine faranno gli "esuberi"

Calenda sta studiando il «congelamento» della lettera di Am Investco Italy
"È il compromesso per fare ripartire la vertenza sindacale sulla cessione dell’Ilva.... La migliore soluzione per ritrovarsi al tavolo – secondo questo Ministro - sembra accordarsi per «congelare» il documento".
Bentivogli Fim – a nome anche degli altri sindacati - ha lasciato intendere anche la disponibilità dei rappresentanti dei lavoratori ad "accantonare il percorso previsto dalla legge per tornare a sedersi il tavolo".

Quindi, la lettera di AmInvestco resta. E, pur se “accantonata”, agisce di fatto come una “spada di Damocle” sulla vertenza; tant'è che il Governo punta ancora a ottenere da Am almeno una sorta di assenso sul fatto che quanto scritto nella lettera possa essere superato in trattativa.
Della serie: governo e sindacati fanno finta che non è successo nulla, mentre ArcelorMittal terrebbe sempre a portata di mano la lettera e le sue inaccettabili condizioni.
Dove sarebbe, quindi, la “trattativa più serena da ricominciare”, di cui parla Rocco Palombella della Uilm?

Quindi Calenda e sindacati confederali stanno facendo un passo indietro: non più respingere la lettera al mittente e porre loro le condizioni tassative ad ArcelorMittal, ma mettere la lettera in un cassetto ridare a Mittal la parola. Quindi, chi tiene in mano la “corda”?
E che i toni di Calenda si vadano ogni giorno più attenuando si capisce anche da come ha risposto alle interrogazioni parlamentari di Donatella Duranti (Mdp) e di Stefano Fassina (Possibile). Qui, Calenda, quasi stizzito, invece di dire ciò che non va affatto con ArcelorMIttal, ha tenuto a sottolineare i meriti di questi nuovi padroni: «una cordata che è pronta a investire 4 miliardi di euro tra piano ambientale e industriale e che garantisce il maggior numero di assunzioni e il migliore livello salariale». (Sole 24 ore)

TUTTO QUESTO DIMOSTRA CHE SENZA CONTINUITA'/RIPRESA DELLA LOTTA DEGLI OPERAI, CHE INVESTI ANCHE LA CITTA' PER UNIRSI AGLI ABITANTI DI TARANTO, NON C'E' ALCUNA GARANZIA PER GLI OPERAI.

Ma cosa dicono chiaramente De Vincenti e 
i commissari sugli esuberi.
Per quanto riguarda coloro che non andranno in Am Investco verranno impiegati dall'amministrazione straordinaria nelle attività di risanamento ambientale attorno allo stabilimento Ilva, non dentro lo stabilimento”.
E, aggiunge il commissario dell'Ilva Laghi: “Noi stiamo lavorando col Governo per inserire in questi lavori quella porzione di esuberi che certamente ci sarà. Inseriremo delle clausola sociali nei bandi di appalto perchè ci possano essere lavori di pubblica utilità nel territorio”; e De Vincenti conferma, in maniera anche più attenuata: “cercheremo di inserire anche una clausola sociale … per reimpiegare i lavoratori che non saranno assunti da Am Investco”. (da Sole 24 ore)

In pratica questo vuol dire che gli operai che restano nell'Ilva commissariata (la bad company) starebbero sicuramente in cassintegrazione e messi in una sorta di “bacino” - che a Taranto diventa sempre più enorme - in attesa di andare a lavorare per ditte vincitrici degli appalti che eventualmente abbiano accettato la clausola sociale – che, come fa capire lo stesso De Vincentis, non è affatto un obbligo.
Gli operai Ilva, quindi, non solo non lavorerebbero per l'Ilva ma per ditte e dittarelle ma sarebbero ridotti a elemosinanti di lavori precari, incerti, di “pubblica utilità”, entrando a far parte di quella grandissima area di licenziati/disoccupati “in attesa”...

Tutto questo i 4 sindacati all'Ilva lo sanno, ma continuano a raccontare chiacchiere agli operai.

Processo Ilva - Morti operaie "premeditate"

Nell'udienza del 18 ottobre scorso, abbiamo dovuto assistere ad una specie di show del teste ingegnere Roberto Orlando, che rispondeva alle domande dei PM sugli infortuni mortali di Marsella e Zaccaria come se si trovasse ad un evento, aggiungendo suoi commenti e considerazioni che avevano il solo effetto di ridimensionare le responsabilità dell'Ilva.
Questo è stato scandaloso sulla morte di Claudio Marsella, per cui alla fine il problema era il mancato utilizzo da parte dell'operaio dei necessari dispositivi di sicurezza.
Più difficoltà ha avuto per la morte di Francesco Zaccaria, per cui ha dovuto ammettere tante irregolarità: dall'assenza di un piano di evacuazione in caso di pericolo; assenza di scorrimani, mancanza di conoscenza da parte degli operai dei dispositivi di sicurezza in caso di uragano; mancate manutenzioni delle gru da molto tempo; stato di deterioramento delle passerelle, degli ancoraggi dei parapetti, delle apparecchiature elettromeccaniche; ecc. ecc.
Praticamente una situazione di costante pericolo, per cui anche se non ci fosse stato l'uragano, gli operai lavoravano sempre a rischio vita!

Il 25 ottobre si sentiranno altri testi su questi "assassinii" di operai.
A novembre verranno sentiti i periti  della Todisco che al termine della loro consulenza definirono l'Ilva fonte di malattie e morti di operai e cittadini.

giovedì 19 ottobre 2017

GIOVEDI' ROSSI - I PRIMI ATTI DEL GOVERNO OPERAIO E CONTADINO NELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE

Lo straordinario decreto sulla pace del governo sovietico mostra tutta la potenza del potere rivoluzionario e anche la straordinaria attualità della Rivoluzione d'ottobre, se si guarda alle vicende odierne di nuove tendenze alla guerra mondiale, insite nelle vicende della Corea, della Siria e di tanti altri scenari della incandescente situazione mondiale.
Il decreto sulla pace contiene inoltre la soluzione di tutte le vicende che riguardano l'autodeterminazione dei popoli - vedi l'odierna Catalogna - e infine la dimostrazione pratica di quanto alternativa e diversa è l'azione nella politica estera, nella diplomazia, nel rapporto tra nazioni tra il potere rivoluzionario e il potere borghese.
Deve far capire alle avanguardie operaie e ai militanti di oggi che nulla è più radicale della rivoluzione proletaria e socialista, nulla è meglio del partito rivoluzionario, della lotta armata per la conquista del potere politico, della dittatura del proletariato, della via rivoluzionaria e  socialista
Anche e sopratutto a questo serve l'odierna formazione operaia on line.

II Congresso dei Soviet dei Deputati degli Operai e dei Soldati di tutta la Russia, tenutasi allo Smolnyj (Pietrogrado) il 25-26 ottobre (7-8 novembre) 1917 proclamò il potere sovietico, approvò i decreti sulla pace e sulla terra e insediò il primo governo sovietico, il Consiglio dei Commissari del Popolo, di cui fu eletto presidente Lenin.
DECRETO SULLA PACE

Il governo operaio e contadino, creato dalla rivoluzione il 24-25 ottobre e forte dell’appoggio dei soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini, propone a tutti i popoli belligeranti e ai loro governi l’immediato inizio di trattative per una pace giusta e democratica.
Il governo considera come pace giusta e democratica, alla quale aspira la schiacciante maggioranza degli operai e delle classi lavoratrici di tutti i paesi belligeranti, sfinite, estenuate e martoriate dalla guerra, la pace che gli operai e i contadini russi esigevano nel modo più deciso e tenace dopo l’abbattimento della monarchia zarista, una pace immediata senza annessioni (cioè senza la conquista di terre straniere, senza l’annessione forzata di altri popoli) e senza indennità.
Questa è la pace che il governo della Russia propone a tutti i popoli belligeranti di

notizie dall'Ilva di Genova e Novi ligure

Ilva: partito il corteo contro gli esuberi e l’applicazione del Jobs Act

Stamattina sciopero e manifestazione in città delle maestranze dello stabilimento: chiusura in via Saffi.
È partito poco fa il corteo delle tute blu che dallo stabilimento Ilva attraverserà tutto il centro di Novi Ligure. I dipendenti dalle 8 di stamattina si sono ritrovati agli ingressi dello stabilimento per partecipare al nuovo sciopero indetto contro il piano industriale prospettato dal gruppo Arcelor Mittal –Marcegaglia, che prevede 4 mila esuberi in tutta Italia, di cui 54 a Novi. Inoltre, usufruendo del famigerato Jobs Act, la legge sul lavoro approvata dal governo sostenuto dal Pd, si prospettano condizioni di riassunzione dei dipendenti da parte della nuova proprietà definite inaccettabili dal sindacato e non solo. Il corteo, al quale ha partecipato da subito il sindaco Rocchino Muliere, arriverà in via Pietro Isola per dirigersi in piazza Repubblica, via Girardengo, piazza XX settembre, via Verdi, Corso Italia, per concludersi nei giardini di viale Saffi. Lì i sindacati Fim, Fiom e Ulim terranno un’assemblea alla quale dovrebbero prendere parte anche i parlamentari eletti in provincia, che hanno tutti (o quasi) approvato il Jobs Act.
I dipendenti dell’Ilva stamattina davanti alla fabbrica
A tal proposito, il consigliere regionale di Mpd Walter Ottria, al termine dell’incontro di lunedì in muncipio richiesto dal sindacati sul tema Ilva, ha dichiarato: “E’ assurdo ciò che rende possibile il Jobs Act, cioè i licenziamenti e la riassunzione dei lavoratori non in esubero con l’annullamento degli scatti d’anzianità e i vantaggi del contratto integrativo; i nuovi contratti poi non prevedranno le tutele dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Se penso a quanti passi indietro abbiamo fatto in questi ultimi anni, in termini di tutela del lavoro e del lavoratore, c’è di che stare male. Ciò che fa molta rabbia – conclude Ottria – è che i risparmi ottenuti non andranno in investimenti. Tutto stoppato: niente manutenzione né nuovi progetti; alla faccia dell’industria della produzione e dell’industria che dà lavoro e che fa innovazione. Qui siamo al fare cassa per rivendere: è l’industria che fa finanza sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori”. Le maestranze sostengono che il taglio prospettato per Novi non ha senso, in quanto ogni giorno arrivano 30 lavoratori da Genova per colmare il gap occupazionale.
 
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Ilva e Marcegaglia, operai uniti per il lavoro e la sicurezza

Ci saranno anche i lavoratori della Marcegaglia di Pozzolo Formigaro oggi in sciopero insieme ai colleghi dell'Ilva, e insieme sfileranno per le vie di Novi Ligure fino ai giardini di viale Saffi, dove in mattinata è previsto il comizio conclusivo con la partecipazione dei delegati sindacali nazionali
NOVI LIGURE – Ci saranno anche i lavoratori della Marcegaglia oggi in sciopero insieme ai colleghi dell’Ilva, e insieme sfileranno per le vie di Novi Ligure fino ai giardini di viale Saffi, dove in mattinata è previsto il comizio conclusivo con la partecipazione dei delegati sindacali nazionali.

I metalmeccanici della fabbrica di Pozzolo saranno in corteo per protestare contro le condizioni di sicurezza: recentemente si sono verificati due gravi infortuni (l’ultimo dei quali solo l’altro ieri) e gli operai insieme alle rappresentanze sindacali hanno deciso di proclamare uno sciopero di otto ore per la giornata di oggi, giovedì 19 ottobre. Tra l’altro Ilva e Marcegaglia sono ormai gruppi apparentati, visto che il 15 per cento della Am InvestCo Italy appartiene alla società Marcegaglia Carbon Steel.

Sul fronte Ilva intanto si registra la presa di posizione del Comune di Novi Ligure. Dopo l’incontro con le parti sociali e i rappresentanti delle istituzioni, lunedì in municipio, il sindaco Rocchino Muliere ha preso carta e penna e ha scritto al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.
Al governo, il primo cittadino ha chiesto di riaprire il tavolo delle trattative «garantendo la continuità del rapporto di lavoro a tutti i lavoratori che transiteranno in Am InvestCo sia sugli aspetti retributivi, di anzianità e di inquadramento che sugli altri diritti». Per Muliere, inoltre, è ingiustificata la previsione di 54 esuberi allo stabilimento di Novi, stante la capacità produttiva della fabbrica.
19/10/2017
Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info

IL CASO ILVA - Il capitalismo e barbarie e morte - Un contributo da Milano

Di Michele Michelino | nuovaunita.info
16/10/2017

Il capitalismo è barbarie e morte. Il caso ILVA

Per anni i sindacati FIOM (CGIL)-FIM (CISL)-UILM (UIL) UGL hanno garantito pace sociale e profitti ai vari padroni pubblici e privati, barattando il lavoro e il salario con la salute degli operai della fabbrica e dei cittadini di Taranto e dintorni. Non si lottava contro la nocività in fabbrica e col padrone di turno, si accettava invece tranquillamente la politica padronale della monetizzazione della salute. La concertazione e la complicità hanno portato i sindacati a essere complici dei vari "piani industriali", che avevano l'unico scopo di realizzare il massimo profitto sulla pelle degli operai. Invece lottare per eliminare la nocività e rivendicare nelle piattaforme contrattuali condizioni e ambienti di lavoro salubri, hanno accettato condizioni che hanno avvelenato prima i lavoratori e poi il territorio.

Oggi la nuova proprietà della fabbrica dichiara che a livello nazionale è previsto un organico totale di 9.885 dipendenti tra quadri, impiegati e operai rispetto ai circa 14mila attuali. Circa

Rispondiamo a padroni, governo, Istituzioni locali con l'adesione allo sciopero del 27 ottobre - a Taranto presidio alle 9 al Comune e poi Prefettura

Convegno a Taranto con De Vincenti e legalità - un parterre dei padroni della città e dei loro servi istituzionali che avrebbe dovuto essere contestato

Ma si sa, qui 'movimento, oppositori, ambientalisti' tutto fanno meno che contestare

 Il ministro per la Coesione Territoriale, Claudio De Vincenti, ed il procuratore della Repubblica presso la procura di Taranto, Carlo Maria Capristo, hanno siglato il protocollo per la legalità a margine dell’incontro del tavolo istituzionale del Cis

Il punto del ministro De Vincenti sugli interventi conclusi, in esecuzione ed in fase di progettazione nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo
Siglato, a margine dell’incontro odierno del tavolo istituzionale del Contratto istituzionale di sviluppo di Taranto presso la prefettura territoriale, il Protocollo d’intesa per la legalità. A

De Vincenti- Corbelli - con Degl'Innocenti messi là da Renzi... aria fritta e soldi pilotati in una città piena di disoccupazione, lavoro nero e morte

Il Commissario per la bonifica e la direttrice del Museo M.AR.TA, alla presenza del Ministro De Vincenti, hanno firmato un accordo per un programma di azioni di valorizzazione culturale dell’Area vasta nell’ambito del piano di riqualificazione dell’area di crisi ambientale

La cultura e la valorizzazione delle risorse e dei beni culturali del territorio, la bonifica e la riqualificazione della città di Taranto rappresentano elementi forti e significativi per una crescita sostenibile dell’area di crisi ambientale. Ne sono convinte il Commissario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera Corbelli, e la Direttrice del M.AR.TA, il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, Eva Degl’Innocenti, che oggi, alla presenza del Ministro De Vincenti, hanno firmato un accordo di collaborazione per avviare un programma di iniziative finalizzato alla conoscenza e diffusione del processo di riqualificazione ambientale e allo stesso tempo alla valorizzazione del sistema culturale in

Federacciai e Fiom - compreso i dirigenti di Lotta comunista come sempre "culo e camicia" all'ILVA di Genova - l'altra faccia della 'lotta dura' che non viene mai smascherata anche a Genova

Antonio Gozzi, presidente di Federacciai«Credo che ci sarà una lunga negoziazione e alla fine l’Ilva potrà riprendere la sua strada nelle mani del più importante imprenditore della siderurgia mondiale, capace di garantire all’Ilva investimenti e management». Ottimista nonostante l’incontro annullato la scorsa settimana dopo l’annuncio degli esuberi, la protesta sindacale e l’intervento del ministro Calenda. Per quanto riguarda Genova, lo stabilimento di Cornigliano, il presidente di Federacciai non entra nel merito dell’accordo di programma firmato nel 2005 che a fronte della chiusura degli impianti a caldo prevedeva la garanzia dei salari e l’ occupazione di tutti i dipendenti, rivendicato dai sindacati. «È un accordo di 15 anni fa, è cambiato il mondo, sono successe tante cose. Credo che il tema sia il piano industriale, con gli investimenti e l’occupazione» osserva. «In ogni caso – aggiunge – sono convinto che nel dispositivo di Mittal Genova abbia una grande importanza, perché mentre in un piano di Ilva ‘stand alone’ gli stabilimenti di Cornigliano e Novi possono essere alimentati solo da Taranto, con un dispositivo allargato agli altri impianti di Arcelor Mittal, possono essere alimentati anche da Marsiglia-Fos, ed è un elemento di forza». Si inizia a parlare anche di un ‘piano B’, se il confronto con Am InvestCo non andasse in porto. «Non ne so niente. Oggi il tema credo sia quello della trattativa fra Arcelor Mittal e il sindacato» conclude Gozzi.
«Le parole di Gozzi sono parole intelligenti di chi conosce l’industria e in particolare la siderurgia, Genova e i suoi metalmeccanici». Lo ha detto il segretario generale della Fiom Bruno Manganaro commentando le parole del presidente di Federacciai sulla necessità di un dialogo Mittal-sindacato su Ilva. «Siamo pronti a un confronti pubblico con lui, le parole che ha detto anche giorni fa sono vere – ha detto Manganaro -: questa non è una semplice vendita ma una ristrutturazione e rischia di essere sbagliata dal punto di vista industriale e dolorosa per i lavoratori. Sbagliata – ha sottolineato – perché si ridimensiona la siderurgia italiana oltre ogni ragionevole idea e dolorosa per i lavoratori».

Usb invece che sui lavoratori punta su Emiliano e Melucci per salvare gli operai e ambiente... Stiamo davvero freschi!

Usb mette in guardia Mittal e governo «sulla possibilità all’azienda subentrante di assumere solo una parte di lavoratori cancellando loro i diritti acquisiti». Un fronte su cui l’Usb è pronto anche alle aule di tribunale «per impedire l’ennesimo massacro sociale e pronti ad impedire la liquidazione della siderurgia in Italia», prosegue la nota sindacale. «La vicenda Ilva non può essere ridotta ad una mera tradizionale trattativa tra azienda e sindacati. Chiediamo al governo di promuovere un tavolo con le organizzazioni sindacali e tutte le istituzioni, regionali e cittadine direttamente coinvolte, per discutere e decidere sul futuro dell’acciaio, sulla salvaguardia dell’ambiente e sulla salute delle popolazioni», conclude il sindacato di base.
Fonte ANSA

Le posizioni alla Camera espresse da Palombella Uilm - pronta ad essere smentita via via che la trattativa riprenderà - come è sempre avvenuto finora all'ILVA Taranto!

Anche le sigle sindacali sono intervenute ancora una volta sull’intera vicenda, impegnate presso la Commissione Lavoro del Senato«L’acquirente di Ilva, Am Investco, ha confermato i 4.200 esuberi riguardanti i lavoratori diretti, di cui 3.300 solo nel sito di Taranto – ha sostenuto Rocco Palombella, segretario generale UILM - È bene precisare ancora che noi con l’azienda non abbiamo concordato alcun esubero; anzi, siamo convinti che il rilancio dello stabilimento nel capoluogo ionico possa portare nuove assunzioni».  «Per quanto ci riguarda – ha continuato – occorre rovesciare il paradigma impostato: il fattore industriale di prospettiva deve prevalere su quello meramente ragionieristico. Quindi, no a condizioni peggiorative per i lavoratori relative a retribuzioni e scatti di anzianità acquisiti, ma no soprattutto agli esuberi. Siamo in attesa di essere riconvocati al tavolo di confronto con Am Investco, perché il confronto proprio sui livelli occupazionali non si è mai avviato». «Non esiste altra prospettiva che trattare per trovare un equo accordo sindacale con la controparte, ma – ha concluso il sindacalista – bisogna partire da presupposti coerenti e senza pregiudizi tra le parti».

Calenda sui giornali dice una cosa ma alla Camera comincia la copertura delle decisioni di padron Mittal

In un question time alla Camera, invece, sulle iniziative volte a garantire il rilancio industriale e la tutela occupazionale presso gli stabilimenti Ilva di Taranto, Genova, Novi Ligure e Milano, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda ha affermato che «la lettera di avvio della consultazione sindacale del 6 ottobre prevede l’assunzione da parte di Am Invest Co di 10.000 lavoratori, ma dice ‘restando inteso che non vi sarà continuità rispetto al rapporto di lavoro intrattenuto da dipendenti con la società, neanche in relazione al trattamento economico e all’anzianità’. 
...Peraltro, per quello che attiene gli esuberi, coloro i quali non verranno assunti nella nuova Ilva rimarranno in carica all’amministrazione straordinaria. 
«Il tavolo si riapra nel modo giusto, vi esorto davvero a non trascinare questa vicenda difficilissima ed estremamente complicata, che coinvolge tanti lavoratori, in un preludio di campagna elettorale che non giova a nessuno  Calenda ha poi precisato: «Cdp era nell’offerta che ha perso, quella che prevedeva più esuberi e meno stipendi».

Ilva - parlano di legalità e trasparenza i commissari ilva, ma coprono le proprie illegalità nella gestione quotidiana dello stabilmento - Invitiamo gli operai a collaborare a preparare un dossier di denuncia di fatti e di persone - con garanzia di riservatezza - slaicobasta@gmail.com

Da uno dei Commissari straordinari di Ilva, Enrico Laghi, intervenuto al convegno ‘Pon Legalità: un investimento per l’Italia e per l’Europa’, organizzato dal Ministero dell’Interno in collaborazione con la Prefettura di Taranto e l’Autorità di sistema portuale del Mar Jonio.

«Crediamo che la legalità e la trasparenza nell’uso delle risorse siano principi fondamentali. Quando siamo arrivati in Ilva abbiamo introdotto un sistema di controllo dell’impresa, nella logica degli indirizzi dati dall’alta direzione e con responsabilità chiare. Il sistema di vigilanza – ha spiegato Laghi – prevede che si possano mitigare i rischi di

NO all'uso dei lavoratori "Pasquinelli" per lavori ultraprecari - Tavolo subito o il 27 ottobre SCIOPERO

Ancora una volta, si ripresenta una situazione già vista negli scorsi mesi; siamo a poche settimane dalla fine dell'ultima proroga "pasticciata" e le promesse del Comune di un progetto di lavoro serio e duraturo non si concretizzano.

Noi abbiamo dovuto accettare questo cambio di servizio per avere più tempo per una soluzione definitiva, MA SIA CHIARO!

Non vogliamo che continui questo uso dei lavoratori per attività provvisorie, anche di mera pulizia. Questi lavoratori "Pasquinelli" sono stati formati e hanno esperienza per un'attività seria e necessaria nel ciclo rifiuti: raccolta differenziata, selezione rifiuti, ecc.
E vogliamo che siano impiegati in questo settore.
(Mentre nei lavori di verde, di pulizia di aree, assolutamente necessari e che sarebbero tantissimi, è giusto impiegare le migliaia di disoccupati e disoccupate che ci stanno nella nostra città - dov'è un piano serio per questo?).

Continuare, invece, in soluzioni "pasticciate" da un lato costituisce un demansionamento, dequalificazione dei lavoratori con rischio anche di abbassamento di livelli, salario, e ore (attualmente sono a 25 ore settimanali, con perdita già di 11 ore di lavoro e salario);
dall'altro sarebbe sia uno spreco di denaro pubblico, già utilizzato per la formazione di "operatori della raccolta differenziata e ciclo rifiuti", per propagandare la raccolta differenziata a Paolo VI, ecc., sia un ennesimo schiaffo in faccia alla città e ai cittadini che aspettano ancora che venga fatta la raccolta differenziata nei quartieri a partire proprio da quelli più inquinati: Tamburi e Paolo VI.

I lavoratori Slai cobas per il sindacato di classe aspetteranno fino al 26 ottobre che venga convocato il Tavolo della Task Force, Comune, Amiu, ditta
ALTRIMENTI IL 27 OTTOBRE E' SCIOPERO!

mercoledì 18 ottobre 2017

Giovedi' 19 ancora sulla Rivoluzione d'Ottobre - "Senza Partito niente rivoluzione"


MENTRE SI AVVICINA LA PRESENTAZIONE 
DEL LIBRO SULLA QUESTIONE DI STALIN 
ALLA MONDADORI

Oggi, nuova udienza del processo Ilva - Notizie e testimonianze


In vista della venuta prevista per la prima decade di novembre degli avvocati di Torino del processo Ilva e dell’esame degli aspetti legali della vicenda Ilva: passaggio ad ArcelorMittal – new company/bad company – jobs act - esuberi, ci sono comunicazioni scritte e orali per gli operai, le parti civili che saranno fornite il 26 ottobre alle 19 alla libreria Mondadori Taranto via De Cesare 35 – prima della presentazione di un nostro libro.
info 3471102638

DI SEGUITO SI RIPORTANO INFORMAZIONI SULLA RECENTE TESTIMONIANZA NEL PROCESSO ILVA DEL DIRETTORE DELLO SPESAL.
Essa riguarda essenzialmente gli accertamenti sulle sostanze alimentari, ma anche ritorna sui danni alla salute per i lavoratori dell'Ilva e gli abitanti dei Tamburi. 

Il direttore del Dipartimento di Prevenzione della A.S.L., Conversano, ha iniziato dicendo che nel 2008 a Taranto era sorta una emergenza, per la presenza di diossine e PCB, in alcuni alimenti.
Si fecero quindi dei sopralluoghi e delle analisi, in particolare del latte, per verificare se questa presenza di diossina e PCB fosse stata solo occasionale o un indicatore dello stato di inquinamento e di contaminazione degli allevamenti nella zona circostante l’area industriale. Le analisi evidenziarono valori molto alti di diossina sopra ai livelli massimi fissati dalla normativa, cominciando dagli allevamenti più vicini all’area industriale e

martedì 17 ottobre 2017

Lavoratori pulizia Amat - oggi tavolo in prefettura - alcune cose negative e uno spiraglio per la trattativa di aumento delle ore

Comunicato stampa

Oggi convocato dalla task force regionale vi è stato un lungo incontro in Prefettura
presieduto dal viceprefetto Lastella, presente la task force al completo  - senza il dott. Leo Caroli - Amat, e per il Comune, gli assessori Motolese e Sebastio

All'inizio il cobas confederazione e slai cobas sc hanno riproposto la storia della vertenza portando esempi di lavoratori danneggiati in termini di salario e condizioni di lavoro, e richiedendo con forza il ripristino delle 5 ore e salari decenti e denunciando anche le inefficienze della nuova ditta appaltatrice - Servizi Ambientali di Palermo.
Alle richieste dei lavoratori, l'Amat ha inizialmente risposto picche - il verbale sarà pubblicato nei prossimi giorni - mentre il Comune con l'assessore Motolese ha parlato del futuro in cui vorrebbero aumentare le ore a 6 - ma tagliando metà degli operai; l'altra metà sarebbe da riqualificare e collocare altrove.
La task force regionale ha utilmente posto in rilievo che bisogna pensare alla qualità del servizio e alla necessità di un salario dei lavoratori necessario per vivere - come non è oggi - e che è necessario un piano industriale dell'Amat che faccia emergere i servizi necessari e quelli integrabili.
le OO.SS hanno chiesto soluzioni immediate migliorative, per poter discutere poi con calma il futuro e le proposte messe in campo.
L' Amat a quel punto ha detto di essere disponibile a integrare l'appalto del 20% con lavori straordinari e si è impegnata in due settimane a presentare una proposta in merito.

Lo slai cobas respinge innanzitutto le proposte del Comune per il futuro - non c'è nelle pulizie Amat nessun esubero, ma solo sottolavoro e sopratutto sottosalario, quindi ha chiesto di accorciare i tempi all'Amat della presentazione di questo piano del 20%.

I lavoratori saranno in lotta dal 27 ottobre e se entro fine ottobre il piano sarà presentato e soddisferà parzialmente le esigenze dei lavoratori la lotta avrà una pausa, altrimenti continuerà.

I lavoratori di servizi ambientali - pulizie amat
Slai cobas per il sindacato di classe Taranto
17 ottobre 2017

Ilva, riunione sindacati e Rsu a Genova: «AmInvestCo assuma tutti i lavoratori»

Genova - Riunione stamane tra le segreterie di Fiom, Fim e Uilm e la Rsu dell’Ilva a Genova. L’obiettivo era raggiungere una posizione comune rispetto alla delicata vertenza, dopo la comunicazione da parte di Am InvestCo di 600 esuberi su Genov a (4000 complessivamente in tutti gli stabilimenti, ndr), poi «ritirati» insieme alla lettera firmata dalla stessa AncelorMittal e dai commissari lunedì 9 ottobre nel corso del tavolo al Ministero dello sviluppo economico.

«Abbiamo indicato qual è la nostra posizione: tutti i 14mila lavoratori degli stabilimenti Ilva dovranno essere assunti da AncelorMittal, alle stesse condizioni salariali e contrattuali - ha detto al termine dell’assemblea genovese Bruno Manganaro, segretario provinciale Fiom- . Questo deve valere ancora di più per Genova, dove esiste un accordo di programma che tutela i livelli salariali e occupazionali», ha aggiunto il sindacalista.

Dopo la manifestazione di una settimana fa, i sindacati genovesi hanno dunque scelto di attendere la chiamata da Roma per la riapertura del tavolo di trattativa nazionale e per quello dedicato allo stabilimento di Cornigliano. Oggi dall’assemblea alcuni lavoratori hanno chiesto che l’incontro arrivi in tempi rapidi: «I problemi - ha spiegato Manganaro - non sono i tempi: se ci vuole più tempo nessuno si straccia le vesti. L’importante è che sia un incontro proficuo. Perchè se si organizza un tavolo con le premesse dell’ultima volta, non siamo davanti ad una trattativa, ma ad un ricatto».

lunedì 16 ottobre 2017

4° RESOCONTO DALL'ASSEMBLEA NAZ DELLE DONNE - ultimo giorno


DALLA DELEGAZIONE DEL MFPR (di cui faceva parte anche Fiorella di Taranto)

Ieri assemblea plenaria, con le conclusioni dei Tavoli, le decisioni finali per il 25 novembre e ancora tanti e tanti interventi.

Durante l'assemblea una rappresentante delle donne kurde ha portato il sostegno all'assemblea e alla lotta delle donne in Italia, dicendo: abbiamo lo stesso obiettivo.

Verso le conclusioni, è stata presentata dalla compagna del Mfpr de L'Aquila, Luigia, promotrice della campagna per le prigioniere politiche, per Nadia Lioce, l'appello/mozione a difesa delle condizioni di vita e No al 41bis per Nadia Lioce. 
L'appello è stato accolto con un grosso applauso, come pure l'invito al presidio che si terrà a L'Aquila il 24 novembre in occasione dell'udienza del processo contro Nadia Lioce.
L'appello poi è stato sottoscritto da tante donne e altre invieranno le loro firme on line.

L'assemblea ha lanciato la manifestazione nazionale a Roma per il 25 novembre!
Ma questa volta - come è stato detto dalla gran parte degli interventi nei due giorni - sarà diversa dall'anno scorso, non sarà una passeggiata, un corteo "normale", ma sarà combattiva,

Domani presidio-assemblea davanti alla prefettura dalle 11 dei lavoratori Pasquinelli

La continuità lavorativa conquistata dopo giorni e giorni di lotta, è solo un breve respiro che finisce nella prima decade di novembre, e i lavoratori continuano a non avere certezze per il futuro immediato e nel prossimo anno.
Lo Slai cobas sc non vuole ancora soluzioni momentanee, pasticciate.
Vogliamo la clausola sociale nelle gare d'appalto, vogliamo il ritorno dei lavoratori nelle attività del ciclo rifiuti. 

SLAI COBAS per il sindacato di classe

La nuova politica sociale del Min. Calenda

Negli ultimi tempi a fronte di vertenze importanti assistiamo ad interventi del Min. Calenda che appaiono a favore dei lavoratori. Al di là che queste prese di posizione non cambiano sostanzialmente nulla perchè occorre vedere come queste vertenze si concludono per i lavoratori, è importante cercare di capire il perchè di questo e fare alcune ipotesi.

Questo Ministro, da solo o con Gentiloni dietro, si sta smarcando da Renzi e PD per proporsi come alternativa nelle future elezioni? Questo Ministro, insieme a Minniti, si prepara ad essere “carta di riserva”, in caso questo governo accelleri la sua caduta per effetto del risultato elettorale siciliano o per i giochi di Palazzo in atto tra le forze parlamentari sulla legge elettorale?

Comunque questo rappresenta una novità politica perchè ha un impatto sulle lotte dei lavoratori in corso.

All'Ilva, dopo la presentazione del piano ArcelorMittal che ha aggiunto agli

Perchè la rivoluzione d'ottobre non è lontana - dalla relazione fatta dal circolo proletari comunisti nell'incontro del 12 ottobre scorso

"...La Russia era un paese imperialista, impegnato in una guerra imperialista, che decimava milioni di uomini, mentre al suo interno i contadini, gli operai, le masse non ce la facevano a sopravvivere.
Il governo provvisorio di Kerenskij che aveva preso il posto dello zar, caduto con la rivoluzione del febbraio del 1917, invece di mettere fine alla guerra, la rilanciò.
Occorreva rovesciare anche questo governo. Le parole d'ordini del Partito bolscevico di Lenin furono: la terra ai contadini, la pace per tornare a casa e

il 26 ottobre PARLIAMO DI STALIN - ALLA MONDADORI

Prosegue la celebrazione-formazione di operai e militanti per il centenario della Rivoluzione d'ottobre a Taranto

domenica 15 ottobre 2017

NUOVO REPORT DALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE DONNE - dalla lavoratrice, Fiorella, di Taranto

Dal Tavolo lavoro - il Tavolo più partecipato e più importante.

POMERIGGIO DEL 14 OTTOBRE

Vari altri interventi si sono succeduti. Molto buono e molto applaudito quello delle lavoratrici della Sodexo che, nel raccontare la loro lotta, la repressione subita dopo lo sciopero delle donne, hanno detto una questione chiave (ripresa anche da altri interventi):
Non bisogna fare solo parole, dobbiamo fare i fatti! E questo anche per la manifestazione del 25 novembre, che non deve essere una "passeggiata", ma un corteo combattivo, "contro", proponendo una tappa al Ministero del Lavoro.
Nello stesso tempo queste compagne hanno posto un problema chiave, di lotta e critica anche nel
movimento sindacale, nei sindacati di base: occorre - hanno detto - una nuova forma sindacale che metta in evidenza il protagonismo delle donne.
(Questo è importante. Le compagne, lavoratrici del Mfpr è da anni che portano avanti questa battaglia; questo fa sì che lo Slai cobas per il sindacato di classe, in

sabato 14 ottobre 2017

ORE 15, 30 - DALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE DONNE

All'assemblea nazionale delle donne in corso a Pisa, c'è una buona partecipazione, in termini di numero più o meno come la precedente. Al Tavolo sul lavoro, tra quelli con più presenze, vi sono circa 80 donne (pochissimi uomini).
Il clima è positivo, unitario, propositivo - in questo sì, un pò diverso da quello che vi era all'assemblea di Roma, in cui il ruolo delle donne romane alla presidenza era un pò pesante e fastidioso nel contingentare e discriminare sui tempi e il tipo di interventi, come sulla possibilità di avere spazio per mettere materiali delle varie realtà, affiggere manifesti, ecc. Questa volta invece vi sono tanti banchetti con pubblicazioni, tra cui il nostro del MFPR, che permettono di conoscere e scambiare materiali, manifesti e locandine, ecc.

La compagna di Taranto del Mfpr, Fiorella, partendo dalla sua realtà di lavoratrice dei servizi nelle scuole, ha raccontato la realtà della condizione ultraprecaria delle lavoratrici a Taranto ma nello stesso tempo delle loro lotte; ha parlato anche dell'Ilva e degli effetti che ha la politica di padroni e governo di attacco alla salute che investe tutti, anche donne e bambini. 
A fronte di questa dura realtà, Fiorella ha posto in modo molto netto che non è con i "tavoli" che dobbiamo fare la lotta, ma occorre scatenare e organizzare la ribellione delle donne, delle lavoratrici, delle donne dei quartieri inquinati. 

La rappresentante di Palermo, Giorgia, delle precarie assistenti disabili delle scuole in lotta, ha portato il vento combattivo della lotta in corso (ieri, prima di partire era ad uno dei tanti presidi/occupazione), ha raccontato questa lunga e articolata battaglia che sta usando mille forme di lotta, ha denunciato come a questa indomabile ribellione delle lavoratrici lo Stato risponde con le denunce, la repressione, ma niente e nessuno può fermare la lotta e la nostra resistenza. Anzi, ha aggiunto, attraverso questa lotta tante lavoratrici hanno preso coscienza che oltre all'attacco al lavoro, c'è la questione della violenza contro le donne, e che quindi tante iniziative sono state fatte a Palermo anche contro femminicidi, stupri, nei processi contro gli assassini di donne. 

La combattività di queste lavoratrici, dei loro interventi è stata sottolineata da applausi e anche in alcuni interventi di altre donne. Tante poi si sono avvicinate per sapere di più, per scambiarsi contatti. 

La compagna del Mfpr di Palermo, Donatella, unendosi ad altre compagne che erano intervenute sullo sciopero delle donne, per valorizzarlo ma per porre anche il problema di come unire ancora di più tante realtà di donne, lavoratrici, ha ripreso il significato "storico" dello sciopero delle donne, che ha unito tante donne di diverse città, posti di lavoro, realtà; esso - ha detto la compagna - è un'arma di fase per porre con forza la questione della condizione di sfruttamento e oppressione delle donne a 360° e i nostri bi/sogni che la piattaforma portata avanti dal Mfpr ha cercato di sintetizzare; una piattaforma diversa che pone anche la necessità per realizzarla di rovesciare questo sistema sociale e costruire una nuova società. 
E per questo, ha detto Donatella, non vogliamo e non possiamo delegare - portando una chiara denuncia del ruolo nefasto della Cgil/Camusso. 
In risposta poi a chi poneva, giustamente, il problema di estendere lo sciopero, riuscire ad unire tante altre realtà in un nuovo sciopero, la compagna del Mfpr ha proposto di organizzare una "marcia delle donne" che tocchi luoghi in cui c'è stato lo sciopero delle donne dell'8 marzo scorso e luoghi emblematici della condizione di sfruttamento e oppressione delle donne - portando su questo l'esperienza nuova fatta dal Mfpr nel sud.

Altre, riprendendo la necessità di collegare varie realtà, superando i limiti dello sciopero delle donne dell'8 marzo che non è ancora riuscito ad estendersi in tante realtà, hanno proposto di realizzare un'inchiesta dei luoghi di lavoro al servizio di un miglior collegamento delle realtà lavorative. 

Altri interventi, insieme ad un ritorno sulla questione di un nuovo sciopero delle donne, hanno posto la necessità di sviluppare subito una mobilitazione forte contro la politica repressiva, di militarizzazione portata avanti dal governo e dal suo massimo rappresentante, Minniti che porta avanti tagli ai servizi sociali, alle fasce più deboli, ai migranti, e che ai femminicidi e stupri risponde organizzando "sportelli" nelle questure, una politica che è un anello chiave della repressione.
Qui alcune hanno proposto di organizzare per il 4 novembre presidi alle caserme contro la repressione e la militarizzazione. 

Brevi note anche dal Tavolo contro la violenza sulle donne. Qui il dibattito è stato anche in alcuni momenti vivace per le differenze di posizioni. La compagna del Mfpr di Milano, Giovanna, ponendo le ragioni sistemiche, strutturali della violenza sessuale contro le donne, ha criticato la linea di ridurre la lotta a richieste a Stato, Istituzioni.  

Bene sta andando anche, soprattutto nella pausa dell'assemblea, la raccolta firme per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche e la fine del regime del 41bis per Nadia Lioce, per cui le compagne del Mfpr hanno portato e distribuito l'appello. 
(CONTINUA)