sabato 21 luglio 2018

MEDICINA DEMOCRATICA SULL'ILVA - In risposta al comunicato dello Slai cobas sc del 20.7.18

Sotto la precisazione di Medicina Democratica - dal responsabile nazionale di MD delle vertenze giudiziarie), in risposta al comunicato:
http://tarantocontro.blogspot.com/2018/07/ilva-taranto-un-comunicato-dello-slai.html

Ne prendiamo con piacere atto. Sarebbe opportuno che MD faccia chiarezza anche al suo interno.
Slai cobas sc Taranto
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Care compagni e compagni,
faccio presente che Medicina Democratica ha una sua autonomia e in termini di salute e lavoro ha una elaborazione che gli deriva dalla sua lunga storia, di classe, 
Noi abbiamo sostenuto e tuttora sosteniamo che salute e lavoro non sono in contrasto, o meglio lo sono da parte del padrone che è interessato a fregarsene della salute in ragione dello sfruttamento dei lavoratori, del territorio e in negazione del dettato costituzionale. Come nega la salute il padrone nega, quando gli pare, anche il lavoro.

Per quello che riguarda la vicenda ILVA, al punto in cui è arrivata, non siamo certo per la sua chiusura, siamo però per la sua totale bonifica: l'inquinamento dei lavoratori, dei cittadini e in generale dell'ambiente deve cessare.
Ciò è possibile con il coinvolgimento degli attuali lavoratori, la cui coscienza di classe (la coscienza per sé) impone non solo di farsi ammazzare, ma nemmeno di ammazzare altri (le popolazioni circostanti).
Pensiamo che tutti coloro che condividono questi principi, conoscono la situazione, sono presenti sul territorio (ed eventualmente anche altri dall'esterno) debbano contribuire a che i lavoratori ricostruiscano i cicli produttivi, li analizzano e definiscano che cosa va tolto e modificato per non
perdere la salute. Per quanto ne sappiamo è possibile modificare anche la cd area a caldo - senza il carbone - per ottenere la produzione di acciaio.

La soluzione di chiudere la fabbrica e andarsene non cambierebbe sostanzialmente nulla: l'inquinamento continuerebbe per decenni; nemmeno la soluzione di continuare così o "agire all'italiana" ovvero fare qualche modifica marginale, sarebbe sufficiente.
Padron Riva e soci deve pagare, ma occorre dire  che visto il passato, la responsabilità dell'inquinamento è anche dei poteri pubblici e, di conseguenza, dei costi della bonifica. Ciò anche per legge: si veda in proposito oltre l'articolo 32 anche l'articolo 43 della Costituzione

Il processo è molto importante. Senza farsi alcuna illusione sulla conclusione positiva deve essere strenuamente portato avanti, evitando, fra l'altro, di arrivare alla prescrizione. La proposta che è stata fatta di sospendere la prescrizione dopo il primo grado deve essere perseguita, anche con azioni di mobilitazione e di lotta concrete nei confronti del legislatore.

Saluti a tutti
Fulvio Aurora (responsabile per MD delle vertenze giudiziarie)
Milano 20/07/2018

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