Da un operaio ex Ilva in cigs allo Slai cobas
Ho appreso dello sciopero per la nuova morte dell'operaio, Loris, anche se ne ero certo sarebbe stato proclamato. Ma ho notato come i parcheggi fossero abbastanza nutriti di macchine, temo perciò che l'adesione sia stata insignificante.
Sono certo che mi giudicherete male per questo, ma non riesco a non disprezzare i miei colleghi. Non avete idea di quanti rospi tocca ingoiare con loro, dal sentirsi chiamati cretini - noi dello Slai Cobas - per ciò che facciamo perché tanto è la politica che decide e non è possibile fare nulla (mentre loro come dei pezzenti continuano ad elemosinare i favori ai sindacati confederali), sino ad arrivare a sentire che la responsabilità di quello che accade è colpa nostra (degli operai di Ilva in AS) perché non abbiamo fatto nulla per loro, passando per il sentirsi definiti parassiti perché siamo mantenuti dallo Stato (che è la stessa cosa che mi disse due o tre anni fa un handicappato di carabiniere e che disse anche Riondino), quando sono proprio loro che chiedono la cassintegrazione volontaria.
Sapete perfettamente chi sono i lavoratori rimasti a lavorare nello stabilimento dal primo novembre del 2018, e non sono di certo quelli più svegli, ed infatti da allora la situazione della fabbrica è andata precipitando senza sosta, sino ad arrivare ai due assassinii degli ultimi due mesi.
L'azienda si è tenuta strettamente questi personaggi, tra zerbini, innocui e mafiosetti ai quali demandare il controllo di quei pochi che potrebbero avere un qualche sussulto o scatto d'orgoglio adesso. E' davvero molto difficile lavorarci su, sono sempre più demoralizzato.
Scusa lo sfogo.
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