venerdì 30 giugno 2023

Acciaierie d'Italia: operai messi in una cassintegrazione ancora non autorizzata

Acciaierie d’Italia ha continuato, dopo il 19 giugno, a mettere in cassintegrazione, presentando istanza di accesso alla nuova cassa integrazione sulla base del nuovo decreto legge n. 75/2023 che consente di proseguire la cigs sino a fine anno se non sono riuscite a completare la ristrutturazione in corso, SENZA CHE QUESTA CASSA SIA STATA ANCORA AUTORIZZATA DAL MINISTERO.

Quindi gli operai per i periodi attuali di cig sono "scoperti", col rischio di non prendere l'indennita' di cassintegrazione; chiaramente, in questo caso è l'azienda che deve coprire integralmente quelle giornate col 100% di retribuzione.

Ma tutto va bene per governo, Regione (che ha aggiornato l'incontro su questo con l'azienda all'11 luglio)... c'è una evidente violazione di legge, di procedura normativa... ma non c'èproblema...

Siamo al solito, se un lavoratore o qualsiasi persona fa una minima violazione, per esempio stradale, subito ha la sanzione, per i padroni, possono fare quello che vogliono.

mercoledì 28 giugno 2023

Formazione marxista per operai - Ascolta la nuova puntata su podcast

Podcast

Formazione marxista per operai

Rossoperaio

"Lezione" del 16/06/2023

https://open.spotify.com/episode/62rlUuUbZLptDmWVwc2Pda?si=KXoFh-6WRv2-w8wl8RWfig


Continuiamo il nostro percorso approfondendo la "cellula" del sistema capitalistico.

In questa puntata parleremo del criterio di equivalenza tra le merci che rende possibile lo scambio; di cosa sia e come viene ricavata la misura del tempo di lavoro socialmente necessario per produrre una merce. Infine, inizieremo ad indagare quale sia tra tutte le merci la "merce esclusa" e perchè il denaro non è altro che il rapporto sociale che ciascuno di noi porta in tasca.

Infine, arriveremo a decifrare uno dei concetti più famosi del pensiero marxista: nella societa' produttrice di merci i rapporti sociali tra persone si presentano come rapporti tra cose!


Per visualizzare/ascoltare tutte le puntate clicca qui:

https://open.spotify.com/show/0hbqn7pC04COEbvq4vMQtJ

 

sabato 24 giugno 2023

Il Comitato lavoratori ex Nuova Siet in presidio alla Prefettura - Questa importante ed emblematica vicenda torna d'attualità

Ieri pienamente riuscito il presidio del comitato lavoratori ex Nuova Siet sotto la prefettura, oltre una ventina di lavoratori; massiccia presenza della stampa e tv che hanno permesso finalmente che questa vicenda di lotta dei lavoratori e di lungo processo - prima vincente con forti condanne di Riva, dei suoi uomini e dei padroni della ex Nuova Siet, poi via via messo in discussione in appello, fino al rovesciamento della sentenza - torna ora d’attualità e arriva in prefettura, nel governo e in parlamento. Oggi è stato presente l’onorevole Mario Turco e c’è stato un incontro con il prefetto - i rappresentanti dei lavoratori e lo Slai cobas che li appoggia e organizza hanno ottenuto: una nota al governo che ne richiede un intervento verso i ministeri competenti lavoro e giustizia - un interessamento dell’inps per i soldi e una partecipazione a una iniziativa dentro il parlameno.
Buoni primi risultati della mobilitazione 

Comunicato dello Slai cobas per il sindacato di classe


Le Rsu Fiom e Uilm denunciano, denunciano... ma quando si fermano gli impianti?!

Dalla denuncia delle RSU RLS FIOM-CGIL. “le comunicazioni (della messa in cassintegrazione) avvengono attraverso messaggi whatsapp poche ore prima del turno di lavoro nonché la variazione repentina degli stessi turni, provocando forti disagi, scaricando sul lavoratore una situazione di forte stress-lavoro correlato”.

La Rsu Uilm a sua volta scrive: “Nonostante da diversi mesi, per non dire anni, chiediamo ai vari Ministri fino ad arrivare al Presidente del Consiglio, chiarezza sul futuro di migliaia di lavoratori diretti e non, dello stabilimento di Taranto ad oggi oltre le solite promesse e slogan, l’unica cosa certa è il caos che regna all’interno dell’Acciaieria di Taranto"2. ”...non poter fare affidamento su pezzi di ricambio in mancanza dei quali si è costretti a fermare il reparto con conseguente disagio che ricade sui lavoratori e le loro famiglie. E’ palese l’imbarazzo di chi gestisce la sicurezza nel riconoscere l’assenza di dispositivi protezione  individuale. E’ palese la difficoltà di chi gestisce il personale nel non poter riconoscere quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale in materia dì ferie... E’ palese la difficoltà nel trasportare il personale sociale con pochissimi mezzi a loro disposizione. E’ palese la difficoltà con cui i lavoratori sono costretti a lavorare in ambienti non climatizzati come dovrebbero esserlo per legge. E’ palese la difficoltà di tutti nel capire la logica della gestione della Cassa Integrazione, che cambia quotidianamente a seconda dell’umore dell’AD, con conseguente perplessità tra ì lavoratori. E’ palese che continuando a percorrere questa strada l’azienda che qualcuno  definisce strategica sarà l’ennesimo fallimento del Governo Italiano. Vogliamo ricordare a tutti che la Uilm non si piegherà mai alla rassegnazione e sarà sempre in campo con qualsiasi azione, per mettere fine a quanto stanno subendo in questi anni migliaia di lavoratori e le loro famiglie”.

 

martedì 20 giugno 2023

Taranto 19 giugno in piazza, al carcere, al tribunale - cosa ha detto la delegazione di lavoratori e compagni

 

Il volantino diffuso durante il presidio

19 giugno

Oggi 19 giugno è una giornata internazionale contro la repressione; a sostegno delle lotte nelle carceri di tutto il mondo. come parte del movimento dei proletari e dei popoli di tutto il mondo.

Questa data ricorda il massacro dei prigionieri politici in Perù del 1986, appartenenti e sostenitori del Partito Comunista del Perù; essi svilupparono una grande rivolta per affermare che le prigioni non potevano fermare la guerra del popolo, la lotta di liberazione, l'aspirazione a una società contro l'imperialismo e le borghesia ad esso asservite, per una società che desse la terra, il lavoro, e in cui gli operai e i contadini fossero al potere.

Contro queste prigionieri fu scatenata un’atroce repressione, furono usate bombe e massacri per mettere fine alla ribellione dei prigionieri politici. I prigionieri politici opposero una resistenza eroica, per questo questa giornata è ricordata come “giornata dell'eroismo”.

E’ un esempio di grande resistenza anche la battaglia di Alfredo Cospito che ha messo in discussione la sua vita con lo sciopero della fame per tre mesi, contro l’ingiusta detenzione nel 41 bis, contro il carcere tortura, il carcere assassino.

La lotta dei prigionieri politici è parte della lotta della classe operaia, dei proletari e di tutti gli oppositori politici e sociali di questo paese!

In questa giornata rilanciamo la massima solidarietà agli operai e ai lavoratori di Mondo Convenienza di Campi Bissenzio di Firenze che da giorni stanno scioperando e la loro lotta sta continuando perché costretti a lavorare con quei contratti che producono il cosiddetto lavoro povero: contratto di pulizie multiservizi, con turni tra le 10 e 14 ore al giorno per sei giorni a settimana, con straordinari non pagati, in un meccanismo di appalti e subappalti che ha solo scopo di abbassare il costo del lavoro e spremere chi si spacca la schiena per lavori veramente faticosi, a livello di schiavismo, con problemi per la salute e la sicurezza.

Ebbene rispetto a questi padroni aguzzini e al sistema delle cooperative, alle grandi catene commerciali che ne sono i beneficiari, questa lotta ha ottenuto non che venissero accolte le richieste dei lavoratori, ma la violenza poliziesca, cariche poliziesche, organizzazioni del crumiraggio, tentativo di investirne qualcuno che stava cancelli con il camion, come era già avvenuto a Novara con la morte di Adil, un’avanguardia di questi lavoratori che è morto investito dal camion di un crumiro.

La repressione contro le lotte operaie non è soltanto le cariche poliziesche, sono i licenziamenti, i provvedimenti repressivi, sono le persecuzioni, sono le discriminazioni, tante quelle che colpiscono le donne sul lavoro e il ricatto continuo.

La repressione è l'arma che usano i padroni del mondo, la borghesia imperialista, le borghesie dei diversi paesi, i regimi reazionari e fascisti e dittatoriali che stanno in tutte le parti del mondo, che usano la violenza di Stato, il carcere, la repressione, per impedire e fermare le lotte e, soprattutto, per impedire che diventino movimenti rivoluzionari che mettano in discussione il potere politico dei padroni e il sistema sociale capitalista e imperialista.

In questa giornata del 19 giugno vogliamo dare un messaggio a tutti che noi dobbiamo essere uniti, se toccano uno toccano tutti, perché dal modo di come rispondiamo alla repressione dipende anche la conquista reale dei nostri diritti, sul salario, sui posti di lavoro, nel territorio e dipende l'accumulazione della nostra forza per mettere in discussione tutto: la politica economica dei governi, l'azione e i piani dei padroni.

Certo il carcere non è fatto solo di prigionieri politici, il carcere è fatto di tanta gente che c'è finita dentro e i detenuti vengono trattati come pezze da piedi, hanno condizioni invivibili. Condizioni che portano anche a tanti suicidi,

Un esempio è il carcere di Taranto. Il 16 giugno i giornali locali riportavano l'ennesimo suicidio nel carcere e, nello stesso tempo, l'inizio di un processo contro i detenuti. 5 rischiano il processo per la rivolta che è scoppiata il 5 dicembre del 2021 e la procura contesta il reato di devastazione. I detenuti che non ne possono più, che si ribellano, subiscono il processo, vengono accusati di devastazione quando la loro vita viene devastata quotidianamente in queste carceri.

Difendiamo le condizione di vita dei detenuti, combattiamo il carcere-assassino e il carcere-tortura, come parte di una lotta per una società senza carceri, una società senza sfruttamento, senza oppressione, miseria, disoccupazione.

Soccorso Rosso Proletario srpitalia@gmail.com presso Slai cobas Taranto via Livio Andronico, 47 WA 351957562

al carcere di taranto


La “nostra giornata di lutto” per i migranti lasciati morire in mare

C’è chi non avrà mai una giornata di lutto nazionale nel nostro paese: i migranti.

I migranti uccisi a Cutro sono stati trattati come “pezze da piedi”, prima abbandonati sulla spiaggia e con i governanti assenti, governanti che ne avevano provocato, che lo vogliano o no, la morte. Il governo italiano a Cutro è andato solo per fare nuove leggi anti immigrati. Non ha avuto il coraggio di andare alle bare, di cui molte erano di tanti bambini, né tantomeno di dichiarare lutti di qualsiasi genere. Questo sistema, questi governi, questi Stati fanno orrore.

I morti saranno anche esseri umani ma ci sono esseri umani che provocano stragi e morti di tanti altri esseri umani, che non sono persone ma incarnazione del sistema sociale: il capitalismo, l'imperialismo che provocano lutti quotidiani, dai posti di lavoro al mar Mediterraneo, per non dire le oscene carneficine delle guerre, delle morti per fame.

C'erano oltre 100 bambini nelle stive della nave affondata al largo della Grecia. I corpi non si trovano, ne sono stati trovati ancora molto pochi. A bordo mancavano acqua e cibo, tanti sono morti per sete prima del naufragio. I soccorsi al solito sono arrivati in ritardo.

Il governo greco che è un governo reazionario come la maggior parte dei governi in questa Europa si è comportato più o meno come tutti i governi a fronte di queste stragi. L'allarme era scattato ore prima del naufragio. La guardia costiera di Atene se la cava dicendo che i migranti volevano proseguire per l'Italia, per questo non li hanno assistiti. Dimostratosi totalmente falso.

In realtà è una menzogna, come le tante menzogne che hanno accompagnato la strage di Cutro.

600 vittime, mancati soccorsi, repressione e caccia nei confronti di chi li vuole aiutare, come le ONG: su questo, il governo fascio razzista di Meloni/Salvini/Piantedosi/Crosetto vuole dettare una linea comune che poi è quella di non assisterli e, se per caso poi scampano alla morte, di riportarli indietro. Riportarli innanzitutto in quei paesi della costa del Mediterraneo, in Libia e oggi in Tunisia, dove li tengono rinchiusi in lager e dove li sottopongono ad atroci violenze.

Nessuno di noi può sottrarsi non solo alla naturale solidarietà – e su questo crediamo che tanti siano solidali con questi immigrati - ma sottrarsi alla possibilità di fare qualcosa per mettere fine all'orrore senza fine.

Onorare questi morti nell'unico modo in cui è possibile: creare le condizioni perché non ce ne siano più.

Mai più stragi in mare, accoglienza, solidarietà, assistenza ai nostri fratelli di classe, ai poveri del mondo, prima costretti a una vita impossibile che li spinge sul barcone e poi annegati con il barcone e poi, se hanno fortuna di arrivare, sottoposti a razzismo, a leggi anti immigrati, a lavoro schiavistico.

Tratto da ORE 12 Controinformazione rossoperaia che puoi ascoltare ogni lunedi’/mercoledi’/venerdi’ sul blog: proletaricomunisti.blogspot.com

Al Tribunale di Taranto

 

Mottola - sindaco M5Stelle e democrazia negata

un articolo della gazzetta del mezzogiorno e un commento dello slai cobas per il sindacato di classe

i lavoratori dello slai cobas di mottola e provincia esprimono la propria solidarietà a franco gentile - abbiamo verificato sulla nostra pelle in occasione della vertenza tessitura albini l’attitudine antidemocratica o a dir poco ostruzionistica della amministrazione barulli nei confronti di voci e organizzazioni dissenzienti ancor più se di sinistra o alternative ai sindacati confederali -di solito c.. e camicia con l’attuale amministrazione - riteniamo quindi giusto e necessario oltre che solidarizzare aprire nuovi spazi di democrazia in questa citta al servizio dei lavoratori e cittadini - questo va ben al di là di questioni e beghe elettorali a cui siamo naturalmente estranei e riflette invece il crescente e in una certa misura necessario astensionismo in crescita e che domanda nuova rappresentanza sociale e politica dei lavoratori e le masse popolari

grazie della solidarietà compagne e compagni Franco Gentile

Acciaierie d'Italia: A Roma un Vertice inutile. La risposta dei sindacati altrettanto INUTILE E ATTENDISTA!

 Stralci tratti da Corriere di Taranto

URSO: “Abbiamo chiesto all’investitore di scommettere anche esso nel rilancio industriale di Acciaierie di Italia e quindi nel sito di Taranto così come degli altri dell’ex Ilva. Aspettiamo una risposta significativa in merito..."
“ha sottolineato come ad oggi ci sia “la possibilità, eventualmente lo decidessimo, di anticipare l’aumento di capitale fidati per il maggio 2024 ma soprattutto decidere quale sia la governance e l’asseto azionario... Lo Stato c’è e con i sindacati c’è intesa sulla stessa direzione di rilancio e riconversione”. Il governo dunque “aspetta che l’azionista di maggioranza ci segua e scommetta sul rilancio produttivo e di riconversione ambientale dello stabilimento”.

Ma che succederebbe se lo Stato passasse, anche anticipando i tempi, in maggjoranza nella società "Acciaierie d'Italia", lo avevamo gia' scritto:

"il governo prima salirebbe al 60%, ma sarebbe solo momentaneo, perchè poi cederebbe il 20% a imprenditori privati del settore - quello che vorrebbe il presidente della Federacciai, Gozzi -, ma su questo 20% ArcelorMittal avrebbe il potere di dire SI o NO a un nuovo socio e potrebbe esercitare una propria opzione, che, QUINDI, LO FAREBBE TORNARE IN MAGGIORANZA! Sembra una sorta di "gioco dell'oca" in cui si torna sempre alla casella di partenza.

Un "gioco" vecchio del capitale, del padrone più forte tra i padroni, e sempre attuale. Il governo mette soldi (pubblici) i padroni comandano e incassano il profitto. In tutto questo aumentando lo sfruttamento degli operai e tagliando sui 3mila posti di lavoro".


Ma è chiaro anche dalle dichiarazioni dei sindacati che niente di serio ne può venire:

LA FIOM: “Sull’ex Ilva, oggi Acciaierie D’Italia, avremmo già dovuto avere risposte sugli assetti societari e sulla governance, e questa incertezza sta determinando una situazione drammatica dal punto di vista del rilancio produttivo, occupazionale e ambientale degli stabilimenti. In tutti i siti del gruppo mancano gli investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti..."

Ma a tanta drammaticita' (ieri un operaio si è infortunato cadendo, a causa dello stato delle strutture in fabbrica) si risponde con i soliti bla, bla, bla... “è necessario che il Governo e la politica assumano come prioritaria la questione delle politiche industriali nel Paese per affrontare le transizioni ecologiche e digitali mettendo al centro la buona occupazione”.

LA FIM: “La situazione di Acciaierie d’Italia è molto delicata, ma ormai siamo, anche se sembra ancora tutto da fare, alle battute decisive. “Se Mittal ci sta – prosegue Benaglia – si va avanti, altrimenti poiché il tema è che lo Stato non può abbandonare AdI, valuterà il passaggio in maggioranza, ma con l’idea che lo Stato passa in maggioranza per aprire dopo la strada a nuovi privati...".

La Fim bleffa "siamo alle battute decisive", per buttare acqua sul fuoco di una eventuale protesta operaia; e comunque è pienamente in linea col governo. 

LA UILM: “Senza il riavvio immediato di AFO 5, visti gli altri altoforni a fine vita, non ci sarà il rilancio dell’ex Ilva, non si potrà avere il tempo di gestire la transizione, e non potranno essere alimentate le linee finitrici di Taranto, Genova e Novi che creano il valore aggiunto all’azienda e che consentono il totale riassorbimento dei lavoratori. Insomma, se non ci sarà tutto questo, l’ex Ilva non avrà un futuro... abbiamo 5mila lavoratori di Acciaierie d’Italia e Ilva A.S. in cassa integrazione, impianti deteriorati e fermi, condizioni economiche e finanziarie disastrose... Occorre recuperare il tempo perso e rimediare a tutti gli errori commessi fino a oggi, a partire dalla rinegoziazione al ribasso concessa a Mittal nel 2020. Non si può continuare a concedere ininterrottamente la cassa integrazione, non si può continuare a concedere risorse pubbliche senza vincolarli agli investimenti...Il governo in carica decida di invertire il destino catastrofico di Acciaierie d’Italia. Per una vera svolta, il cambio di governance risulta il primo passo da fare”.

La Uilm dice almeno mezze verita'... arriva (addirittura) a farsi una autocritica... Ma, poi, si affida sempre al governo, che sempre più sta dimostrando di essere, come gli altri, un governo al servizio degli interessi dei padroni.

L'USB: “Un incontro assolutamente privo di spunti... Il governo Meloni fa la voce del leone ma davanti alle multinazionali si comporta sempre da agnellino, come dimostra l’incapacità di affrontare Stellantis, il socio straniero di Acciaierie d’Italia o JSW a Piombino. Dove Palazzo Chigi ha finora messo le mani, i lavoratori ne sono usciti sempre indeboliti, vista la vocazione dell’esecutivo a favorire i privati. A questo governo che preferisce sedere ai tavoli, USB risponde stando nelle piazze, per incalzare Meloni e la sua maggioranza sulle politiche generali. Lo faremo ancora, a partire dalla manifestazione nazionale di sabato 24 a Roma con inizio alle ore 14 in piazza della Repubblica”.

L'Usb sembra partire bene nella denuncia, ma poi tutta questa risposta "stando nelle piazze" diventa appunto la sfilata del sabato pomeriggio, il 24 giugno, lo scontro che sarebbe necessario col governo dei padroni, diventa un innocuo "incalzare la Meloni", che se ne frega altamente di questo "incalzamento" che non da alcun fastidio.  

Una manifestazione, di sabato pomeriggio, (gia' per altro programmata su vari temi) quando tutte le sedi ministeriali sono chiuse... sai che paura può fare!

Acciaierie e appalto contengono tutte le contraddizioni del sistema capitalista, dello scontro tra padroni e classe operaia, tra classe e Stato del capitale. E pensiamo che questa prateria ha bisogno di una scintilla che l’accenda. Per questo lavoriamo quotidianamente tra gli operai, con iniziative alla fabbrica e scritti fondati sui fatti e i fatti ci danno ragione. Ma sappiamo bene che nella lotta di classe tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ma il “mare armato” della coscienza di classe e dell’organizzazione di classe è l’arma invincibile dei lavoratori. E questa arma prima o poi deve essere impugnata.

Ex Ilva, operaio cade dal terzo piano

lunedì, 19 Giugno, 2023

L’uomo non sarebbe in pericolo di vita

Intorno alle 20.00 un operaio del siderurgico è caduto dal terzo piano di un reparto. L’uomo si trovava sul piano di calpestio quando, per cause ancora da accertare, è precipitato nel vuoto. Trasportato d’urgenza all’ospedale SS. Annunziata, non sarebbe in pericolo di vita. (Notizia in aggiornamento)

lunedì 19 giugno 2023

Dal lavoro ultrapovero alla beffa... I lavoratori ex Pasquinelli non firmano!

Questa mattina i lavoratori "ex pasquinelli" (il primo gruppo di 10 lav) convocati dalla Kratos (unica ditta che ha presentato l'offerta per l'affidamento del servizio di spazzamento di Kyma ambiente) per firmare il contratto di lavoro per 45 giorni, si sono trovati davanti un contratto CCNL cooperative sociali che li collocherebbe al 1 livello, percependo, pertanto, sulle 900 euro.

Siamo passati dal miseria alla beffa! Nonostante i lavoratori dovrebbero lavorare solo per un mese e mezzo, verrebbero a prendere, pur lavorando 6 ore giornaliere, ugualmente meno dell'indennita' Naspi, a causa di un livello abbassato dal 3 in cui erano inquadrati al 1 (con una violazione anche del CCNL).

A cosa è servita la proposta di lavorare solo per 45 giorni (solo dallo Slai cobas contestata, vedi di seguito precedente comunicato) - unica condizione a detta di Amiu e Comune per mantenere le 6 ore - se poi l'Amiu (con il Comune) non tenendo fede neanche alla sua miserrima proposta, non ha posto alcuna clausola sociale affinchè la ditta che ha fatto l'offerta sapesse di dover rispettare il livello? Per non parlare della clausola di contratto a tempo indeterminato che garantisse il passaggio da lavoro a lavoro sull'impianto di selezione. 

A questo punto, la maggioranza dei lavoratori non ha potuto firmare, in attesa di un intervento del presidente Amiu, Mancarelli e del Comune.

Ognuno pensa ai suoi interessi: Amiu e Comune proponendo solo l'elemosina di un lavoro ultra povero; la Ditta facendo l'offerta economicamente più bassa. E i lavoratori vengono presi alla gola! Ma c'è un limite all'attacco alle condizioni e alla stessa dignita' dei lavoratori...

I lavoratori non possono accettare questo contratto!

Va subito rifatto l'affidamento con la clausola sociale.

Gli accordi presi negli incontri devono essere almeno rispettati!

SLAI COBAS per il sindacato di classe

 

COMUNICATO STAMPA INVIATO IL 10 GIUGNO

Per i lavoratori della Pasquinelli siamo ad accontentarsi delle briciole, in attesa dell’avvio dell’impianto di selezione della differenziata, i cui tempi però ogni volta si allungano (ora settembre), insieme alle querelle/scontri in consiglio comunale per la delibera di affidamento dell’impianto all’Amiu.

Nell’incontro tenutosi ieri, 9 giugno a Palazzo di città, presenti Presidente di Kima Ambiente e Direttore del Comune, le proposte, poste in termini di prendere o lasciare, da parte di Comune e Amiu sono state, o tre mesi di lavoro a 4 ore per tutti e 21 lavoratori che partirebbero insieme (con un salario, quindi, inferiore a quanto prendono oggi con la naspi), o, per avere 6 ore di lavoro al giorno, devono fare una turnazione: per 45 giorni lavorano 10 e per altri 45 giorni lavorano gli altri 11. E’ passata questa seconda proposta, con l’accettazione dei sindacati Cgil e Uil.

Netta contrarietà da parte dello Slai cobas che ha insistito per un lavoro a 6 ore per tutti, l’avvio contemporaneo al lavoro senza divisione, con contratto a tempo indeterminato per consentire a settembre l’effettiva applicazione della clausola sociale del passaggio da lavoro a lavoro sull’impianto.

Questo incontro al Comune che doveva essere un passaggio, dopo l’ incontro della scorsa settimana solo con l’Amiu, per migliorare la situazione dei lavoratori, con una integrazione da parte del Comune in modo da arrivare tutti e insieme a 6 ore, invece è stato una inutile fotocopia del precedente incontro, con l’unica differenza che invece di essere impegnati i lavoratori metà nella raccolta differenziata e metà nello spazzamento Tamburi, ecc, tutti ora andranno allo spazzamento, ma divisi comunque e per 45 giorni ogni gruppo.

E’ inaccettabile, è stato detto nell'incontro dallo Slai cobas, che da un lato il Comune, il Sindaco, avrebbero fretta di fare questo servizio di spazzamento, tanto che è stato detto, che se non si accettava subito la soluzione proposta, si sarebbero presi interinali dalle agenzie; è inaccettabile che da un lato il Sindaco continua a dare priorità all’abbellimento della città, e si investano fondi negli eventi culturali, ad uso soprattutto del turismo…; e dall'altro invece per i lavoratori, che potrebbero essere realmente impegnati in servizi strutturali, assolutamente indispensabili ai cittadini di Taranto, in primis raccolta differenziata, "non ci sono fondi" e devono accontentarsi delle miserie!

Purtroppo, per ora sembra che comunque la partita sia chiusa, i sindacati confederali chiedono solo garanzie per il passaggio al lavoro futuro sull’impianto e i pochi lavoratori contrari dello Slai cobas non possono da soli continuare la mobilitazione.

Ma questi lavoratori resteranno e devono restare una spina nel fianco, per un lavoro sicuro e utile e un salario dignitoso.

SLAI COBAS

sabato 17 giugno 2023

Sulle vertenze nazionali Acciaierie e Stellantis - Da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 16 giugno

La Controinformazione rossoperaia si può seguire anche su Spotify:


Agli operai di Acciaierie d'Italia/ex Ilva di Taranto e di Stellantis

Il 19 ci sarà un incontro su queste due vertenze: Acciaierie d'Italia e Stellantis. Ma che sostanza hanno queste vertenze?

Abbiamo un governo che è tutto dalla parte dei padroni, padroni italiani, padroni europei, padroni indiani nel caso di ArcelorMittal. Come può un governo come quello di Meloni, che ha regalato ultimamente tanti soldi ad ArcelorMittal - come i precedenti governi chiaramente -, pensare che oggi possa risolvere i problemi del lavoro, dell'inquinamento nella città di Taranto e soprattutto permettere agli operai di essere protagonisti sia del lavoro, del lavoro sicuro, sia della trasformazione della fabbrica e della città, perché non sia una caterva di morti sul lavoro e da lavoro? Come si può pensare che un ministro come Urso possa dare soluzioni? Uno che è andato pochi giorni fa a Parigi ad omaggiare i padroni della Stellantis e a portargli tutto il suo saluto, mentre la delegazione operaia stava ai cancelli ed è stata ricevuta “dall'ultimo usciere” di quella fabbrica e il ministro del nostro paese stava invece a pranzo con i padroni?

Come si può sperare quindi che questo governo prenda dei provvedimenti? Anche quando dice di fare l'interesse nazionale, di difendere la produzione nazionale, sappiamo bene che difende i profitti non la produzione e i suoi piani non possono uscire dai canoni di un sistema che ha permesso che ci siano padroni come la Stellantis, padroni prima come Riva e oggi come ArcelorMittal.

Gli operai di queste due fabbriche sono stati accomunati in questa giornata del 19 come due vertenze da risolvere.

Quando si riuscirà a rovesciare la piramide e a far sì che gli operai di Acciaierie d’Italia/ex Ilva e gli operai della Stellantis si uniscano, che avranno una loro piattaforma, bloccheranno la fabbrica e andranno a Roma, ma andranno per fare casino, andranno in massa per far la guerra ai governi, quando succederà questo si potrà cominciare a pensare che qualche problema dello sfruttamento del lavoro in queste fabbriche e qualche problema sulla sicurezza e sulle morti sul lavoro e dell'inquinamento si potranno risolvere. Ecco oggi è l'ora

Lunedì 19 a Taranto giornata di mobilitazione e controinformazione: riforma giudiziaria, carceri/suicidi, repressione lotte, migranti, guerra

Mattino Tribunale - contro la riforma reazionaria e berlusconiana di Nordio/Meloni.  

Pomeriggio carcere - ancora un suicidio nel carcere di Taranto e intanto si processano detenuti che si sono ribellati. 

Sera piazza Immacolata dalle 18 controinformazione solidale su strage migranti - repressione contro i lavoratori e movimenti - carcere - costruzione della settimana di lotta contro la guerra a fine giugno 

 info 3519575628

venerdì 16 giugno 2023

Berlusconi chi era? Sui muri e in una poesia la verità di classe, mentre la Cgil si accoda alla propaganda - Dal blog proletari comunisti

Dichiarazione di Landini al servizio del marcio potere borghese:

 “Con Silvio Berlusconi scompare una personalità che ha segnato la storia degli ultimi 30 anni della vita politica e imprenditoriale del Paese, a cui va riconosciuto non è mai mancato il coraggio, la capacità di aggregare, la determinazione a costruire impresa”. 




 

Quando muore un operaio non muore nessuno,

apre il telegiornale la strage e la commozione

internazionale del Presidente del Consiglio.

Quando muore un operaio pochi sempre meno

ricordano che sotto la tuta c’era carne di uomo

carne non pregiata non curata spesso non quotata.

Quando muore un operaio meglio cambiare canale

guardare una partita di calcio un thriller americano

almeno lì muoiono dando spettacolo e si vede tutto.

Quando muore un operaio lascia figli che vedranno

sul comodino la foto del padre e madri tre volte

martirizzate e genitori che appassiranno di lavoro.

Quando muore un operaio non c’è lutto nazionale

non c’è politico che non pianga e mostri indignazione

scatarrando propositi e promettendo resurrezioni.

Quando muore un operaio si assume un altro

al suo posto lieto di avere un lavoro dopo il funerale

e le condoglianze di rito per la morte di un marito

di un figlio di un parente di un padre di un amico.

Quando muore un operaio qualcuno ride felice

tanto a morire sono loro e sono miliardi senza nome

e lavorano e comprano e continuano a non capire

e a morire e a lasciare vedove e posti vaganti.

Enrico Cerquiglini

 Enrico Cerquiglini, scrittore, nato nel 1962, vive in Umbria. E' fra gli organizzatori del Premio Nazionale di Poesia "Sandro Perna". Si occupa di scrittura, teatro, politica e storia.

da operai contro

 

giovedì 15 giugno 2023

Acciaierie d'Italia: Trattativa rotta per la cassa integrazione in deroga

Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha sempre sostenuto che questa nuova cigs in deroga andava respinta perché unilatelare e anticamera solo e semplicemente di nuovi esuberi per 2500 lavoratori.

L‘accordo separato fatto da Fim e Fiom si dimostra che era ed è solo un accordo bidone; e ora "piangono le lacrime di coccodrillo", come se non erano chiare fin da allora le intenzioni dlel'azienda... Un pò tardi per lamentarsi...

Ma anche i sindacati non firmatari si limitano a lamentarsi e a chiedere solo e sempre interventi del governo che ha ratificato quell’accordo.

La risposta doveva e deve essere la lotta e se lotta deve essere deve imporre gli interessi operai e non stare nel perimetro imposto da padroni e governo - Noi siamo per lo sciopero la prossima settimana con blocco della produzione

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

PS: Sulla stampa Franco Rizzo Usb dichiara: "al momento c’è il rischio che scoppi una bomba sociale legato alla mancanza di reddito per ben 2500 unità lavorative sin dai prossimi giorni"; Ma noi vogliamo la ‘bomba sociale‘, perché essa è l’unica possibilità per i lavoratori per difendere i loro interessi di reddito e lavoro e imporre una soluzione a loro favore.