mercoledì 22 aprile 2026

ancora immagini e cronache dal presidio al Tribunale di Potenza- per il processo ambiente svenduto

Ex Ilva: a Potenza prima udienza del nuovo processo 'Ambiente svenduto'

All'esterno del Palazzo del Giustizia un presidio dello Slai Cobas di Taranto

Ex Ilva: a Potenza prima udienza del nuovo processo 'Ambiente svenduto'

 
Ambiente Svenduto, fissato calendario udienze

Ambiente Svenduto, fissato calendario udienze

Prima udienza in quel di Potenza il processo ‘Ambiente Svenduto’, sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva.

A presiedere il collegio, non c’era il presidente titolare a causa di un lutto familiare ed è stato sostituito dal presidente del Tribunale di Potenza, Rosario Baglioni eletto lo scorso dicembre. Erano state allestite due aule ma una è stata immediatamente dismessa perché i partecipanti erano molto pochi.

Si è discusso sul calendario prevedendo un’udienza alla settimana, alternativamente il martedì ed il venerdì a partire dall’8 maggio. Si stima che le udienze prima della pausa estiva possano esaurire le questioni preliminari.

Nel corso della prima udienza diversi avvocati della difesa hanno sollevato delle eccezioni sulla costituzione di diverse parti civili (in totale circa 350) ammesse dal giudice delle udienze preliminari di Potenza Francesco Valente. Il collegio si è riservato di decidere.

A giudizio, lo ricordiamo, 21 imputati (18 persone fisiche a cui si aggiungono 3 società). Nicola e Fabio Riva, ex proprietari della fabbrica ionica che insieme con l’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, l’avvocato Francesco Perli e i fiduciari Giovanni Rebaioli, Agostino Pastorino ed Enrico Bessone, accusati di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari e all’omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. Di questi ultimi reati devono rispondere anche alcuni dirigenti dell’epoca come Salvatore De Felice, Ivan Dimaggio, Marco Andelmi, Angelo Cavallo, Salvatore D’Alò. 

Tra gli imputati anche l’ex governatore di Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione per aver fatto, secondo gli inquirenti, pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia Giorgio Assennato affinché ammorbidisse la linea nei confronti della fabbrica. Nell’elenco c’è anche Lorenzo Liberti, ex consulente della procura accusato di disastro ambientale perché secondo l’accusa con una sua perizia scritta per salvare la fabbrica in cambio di una tangente di 10 mila euro, non avrebbe impedito la diffusione di sostanze nocive nell’area intorno all’acciaieria ionica.

All’esterno del Palazzo di Giustizia del capoluogo lucano, in concomitanza con la prima udienza, c’è stato un presidio a cui hanno preso parte alcuni rappresentanti di associazioni ambientaliste pugliesi e lucane, organizzato dallo Slai Cobas di Taranto che rappresenta oltre 70 danneggiati dal presunto inquinamento, tra operai e cittadini del quartiere Tamburi.

“Questo è un processo infinito – ha commentato il coordinatore Ernesto Palatrasio – di giustizia negata, se si pensa che è iniziato ormai da sette anni e non si è arrivati ancora a sentenza. E riteniamo che sia molto grave che si debba tenere a Potenza. Speriamo almeno che questa nuova puntata possa realmente portare giustizia e risarcimenti e possa essere di monito per le cosiddette industrie della morte”.

La prossima udienza è stata fissata per l’8 maggio.


Processo ambiente svenduto trasferito a Potenza: voci dal presidio e commenti degli avvocati di parte civile

 


x il 25 aprile corteo unitario - casa del popolo

 

𝟮𝟱 𝗔𝗣𝗥𝗜𝗟𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲
Il 25 Aprile è una giornata di conflitto e di memoria viva della 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮, ma non una ricorrenza istituzionale o pacificata. È la riaffermazione di una continuità storica delle lotte contro fascismo, colonialismo, occupazione e guerre. La 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 non è un evento chiuso nel 1945, ma una rottura mai risolta che attraversa ancora oggi i rapporti sociali e politici.
In questo senso, il parallelismo con la 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 è diretto: come la lotta contro il nazifascismo non può essere ridotta a narrazione nazionale, così la resistenza palestinese si inserisce dentro un contesto materiale di occupazione, apartheid e violenza coloniale. In entrambi i casi si tratta di processi storici in cui si scontrano potere, dominio e forme di resistenza popolare. Parlare di 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝗺𝗼 oggi significa riconoscere queste continuità senza neutralizzazioni. 🇵🇸
L’𝗮𝗻𝘁𝗶𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝗺𝗼 non è un’identità simbolica o celebrativa, ma una pratica di militanza concreta: opposizione a repressione, sfruttamento, militarizzazione dei territori e guerra. È collocarsi dentro i conflitti del presente come soggetto attivo.
𝗜𝗧𝗜𝗡𝗘𝗥𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 🗺️
𝗢𝗥𝗘 𝟵.𝟬𝟬 🚩𝗖𝗢𝗡𝗖𝗘𝗡𝗧𝗥𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗥𝗧𝗘𝗢 𝗗𝗔𝗩𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗟’𝗔𝗥𝗦𝗘𝗡𝗔𝗟𝗘
Da qui partirà il corteo cittadino, attraversando le vie della città secondo il percorso che verrà comunicato nei prossimi giorni.
𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟯.𝟬𝟬 ✊🏻 𝗗𝗘𝗣𝗢𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗥𝗢𝗡𝗔 𝗔 𝗧𝗨𝗥𝗥𝗜𝗣𝗣𝗘𝗡𝗡𝗘
Turripenne è uno dei quartieri storici della città vecchia, abitato da ceti popolari, lavoratori e pescatori. Negli anni ’30 fu quasi completamente demolito dal regime fascista con le operazioni di “risanamento”, cancellando pezzi di città e memoria popolare. Questo passaggio è riapertura di una storia rimossa e sua ricollocazione dentro il presente.
𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟰.𝟬𝟬 🍝 𝗣𝗔𝗦𝗧𝗔𝗦𝗖𝗜𝗨𝗧𝗧𝗔 𝗥𝗢𝗦𝗦𝗔 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗦𝗧𝗔 𝗘 𝗗𝗝 𝗦𝗘𝗧 𝗗𝗜 @rozzadj3 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗦𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗣𝗢𝗣𝗢𝗟𝗢 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔̀ 𝗩𝗘𝗖𝗖𝗛𝗜𝗔 (𝗩𝗜𝗔 𝗣𝗘𝗡𝗧𝗜𝗧𝗘 𝟭𝟱)


martedì 21 aprile 2026

Ex Ilva, operaio ferito da una lamiera. E sui viali due nuove voragini. - info commento domani

Ex Ilva, operaio ferito da una lamiera. E sui viali due nuove voragini. I sindacati: “Cade a pezzi”

Giornata difficile nel siderurgico di Taranto. Soccorso e portato in ospedale il dipendente di una ditta dell’indotto per un taglio a una gamba nel reparto Afo4. Non è grave. Preoccupano anche le condizioni della viabilità interna. L’Usb: “Il Governo si svegli

C’è ancora un incidente all’ex Ilva di Taranto, dove un operaio di una ditta dell’indotto – la Anmar – è rimasto ferito a una gamba mentre tagliava una lamiera. L’uomo era impegnato nei lavori nel reparto Afo4 quando la lamiera, scivolando, l’ha colpito con violenza, procurandogli un taglio. Immediati i soccorsi. L’operaio è stato trasportato dapprima in infermeria e in un secondo momento all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dove è stato preso in carico dai medici. Le sue condizioni non sono gravi.

L’episodio è il più grave di una mattinata complessa nel siderurgico, dove, secondo quanto denunciato dal sindacato Usb, si sono verificati due altri incidenti – senza gravi conseguenze. Due voragini si sarebbero aperte in punti diversi dell’acciaieria. Una sulla strada presso la Centrale elettrica a causa di un guasto alle tubature sotterranee. E un’altra improvvisa apertura presso l’Officina centrale, a causa del cedimento del manto stradale. In nessuno dei due casi, passavano da lì lavoratori o mezzi.

Il nuovo incidente ha riacceso le polemiche sulla sicurezza nel siderurgico. Negli scorsi giorni un altro incidente si è verificato sempre nello stesso reparto. Un operaio, in quel caso, è rimasto ferito alla testa dopo essersi ribaltato con il muletto.

Più gravi gli episodi degli scorsi mesi, la morte del 46enne Claudio Salamida, precipitato nell’area ex Ilva durante un controllo su un impianto a causa del cedimento del piano di calpestio lo scorso 12 gennaio. E un incidente fotocopia a inizio marzo, quando perse la vita il 36enne Loris Costantino, precipitato da quasi 15 metri

verso la partenza della Global Sumud Flotilla da taranto il 2 maggio - info



📣 @chrono⛵️Tredici imbarcazioni della Global Sumud Flotilla 
stanno bloccando il portacontainer MSC Maya, 
diretto ai porti israeliani di Ashdod e Haifa, 
costringendolo a deviare la rotta nel Mediterraneo.

🔻Gli organizzatori dichiarano di voler fermare 
il trasferimento di materie prime legate all’industria militare.
 L’azione diretta sarebbe la prima di questo tipo condotta da 
una flotilla civile.

🔗 Vox

📣 @chronocol.mediacol.media

Petrolchimico Brindisi proclamato stato di agitazione: "Grosse perdite e fabbrica di batterie ancora a zero" - infosolidale

 

Petrolchimico, proclamato stato di agitazione: "Grosse perdite e fabbrica di batterie ancora a zero"

Cobas e Fialm protestano contro per l'emergenza occupazionale che attanaglia l'intero polo brindisino. Dopo mesi di promesse non mantenute e tavoli di crisi inconcludenti, i sindacati annunciano iniziative di lotta più incisive

Roberto Aprile

BRINDISI - La spirale delle promesse non mantenute si trasforma in allarme rosso per il futuro occupazionale del Petrolchimico di Brindisi. Mentre il settore della logistica continua a registrare perdite significative e il progetto della nuova fabbrica di batterie rimane fermo al palo, i sindacati Cobas e Fialm hanno formalmente dichiarato lo stato di agitazione, pronto terreno per iniziative di lotta ancora più incisive di quelle finora realizzate.

"Per quello che si sta verificando sul terreno occupazionale Cobas e Fialm hanno richiesto nei giorni scorsi con particolare urgenza alla Task Force Regionale sulla Occupazione, guidata dal presidente Leo Caroli, una nuova riunione dopo quella svolta il 17 marzo", spiegano i rappresentanti sindacali. In quell'incontro erano stati presi impegni sulla crisi del Petrolchimico "di cui non si vede ancora alcuna traccia sul reimpiego dei lavoratori eccedenti, nati dalla chiusura di diversi impianti e di altri ancora a seguire".

Il nuovo processo Ilva "Ambiente svenduto" inizia oggi con un Presidio al Tribunale di Potenza!