giovedì 18 luglio 2019

AM sicurezza - ma quale percorso condiviso... AM cerca la copertura sindacale per i suoi interessi

Sindacati, senza piattaforma e mobilitazione operaia, condividono gli interessi dei padroni e nulla più 
 Ex Ilva, sindacati-Mittal: al via percorso condiviso


 Quest’oggi in esecuzione di quanto previsto dell’accordo ministeriale di lunedì 15 luglio, si sono incontrati l’azienda e il consiglio di fabbrica di Fim, Fiom, Uilm e Ugl.Durante l’incontro è stata costituita la task force composta da RR.SS.UU. RR.LL.SS. e tecnici aziendali (Risorse Umane, Operations, Sicurezza e Salute, Ambiente) – si legge nella nota dei sindacati -. A partire da domani saranno calendarizzate delle riunioni, area per area, all’interno delle quali saranno illustrati ed esaminati i piani di manutenzione straordinaria”. “Inoltre, le scriventi organizzazioni solleciteranno il Prefetto di Taranto ad attivare un tavolo istituzionale con gli organi preposti alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Terremo informati i lavoratori sull‘evoluzione degli incontri che partiranno da domani“.
Oggi ArcelorMittal Italia ha avuto il primo incontro con i sindacati firmatari dell’accordo concordato lunedì scorso – si legge invece in una nota di ArcelorMittal Italia -. A rappresentare l’azienda, Cosimo Liurgo, Responsabile Relazioni Industriali di ArcelorMittal Italia. Abbiamo colto l’occasione per istituzionalizzare un processo grazie al quale i sindacati possano essere regolarmente aggiornati sugli sviluppi relativi agli investimenti previsti dal piano ambientale e industriale. Siamo tutti concordi sul fatto che l’effettiva manutenzione dell’impianto e la sicurezza dei dipendenti siano fondamentali. Ringraziamo tutti i presenti per l’atteggiamento costruttivo con cui hanno preso parte all’incontro, che ha aperto una strada per continuare a discutere in modo collaborativo su questi temi“.

Nel verbale firmato dalle parti, si legge che “ArcelorMittal e sindacati Fim, Fiom, Uilm e Ugl si attiveranno sin da subito, nell’ambito delle rispettive prerogative, al fine di avviare con le altre parti interessate un percorso diretto ad approdare alla definizione di un Protocollo con la partecipazione degli enti istituzionalmente preposti al controllo delle condizioni di salute e sicurezza in fabbrica“. Sarà “istituito a far data dal 24 luglio ed ogni mercoledì e, a cadenza settimanale, un incontro in merito all’esperienza operativa maturata a seguito di infortuni/near miss (mancati infortuni) relativamente ad eventi occorsi e ritenuti significativi dalle parti. Nel corso dei medesimi incontri le Rls, nell’ottica di un sistema di confronto proattivo e costruttivo, potranno segnalare ai aziendali eventuali temi o materie per le quali si ritiene l’attivazione di un confronto ad hoc“. Infine, “nel corso della riunione già programmata per la giornata di domani per l’area Sbarco Materie Prime, saranno affrontati con le Rsu temi specifici legati ad un aggiornamento generale sullo stato dell’arte, nonchè un focus sulla gestione delle risorse interessate“.
Sarà istiuito un Gruppo di Lavoro (Task Force) composto dalle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) ed Rls (Rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza) firmatarie dell’intesa ministeriale del 15 luglio e tecnici aziendali (Risorse Umane, Operations, Sicurezza e Salute, Ambiente) nelle quali saranno illustrati ed esaminati i Piani di manutenzione delle aree.
Domani sono in programma due riunioni, alle ore 10,30 area portuale sbarco materie prime e parchi minerali, e alle ore 14.30 cokeria e sottoprodotti mentre venerdì sarà il turno dell’area agglomerato e Altiforni/manutenzioni – e al termine delle varie analisi si entrerà nel merito delle specifiche richieste nell’incontro odrieno.
Nei giorni successivi toccherà ai reparti Acciaieria, Produzione calcare e cava, Officine Centrali di manutenzione, Gestione Discariche, Facilities, Treni di Laminazione a caldo, Laminazione a freddo, Lamiere/Tubi/Finiture Nastri, Logistica, Qualità.
Nel corso degli incontri saranno quindi esaminate le comunicazioni e le segnalazioni pervenute a firma di Rsu ed Rls non oggetto di specifico confronto. Al termine degli incontri di aree sarà fornita alle organizzazioni sindacali firmatarie dell’intesa ministeriale una presentazione per area del Piano Investimenti entrando anche nel merito di specifiche richieste già formulate nell’incontro di oggi ed oggetto di esame nelle successive riunioni.

Comunicato stampa Slai cobas per il sindacato di classe
L'inizio degli incontri su salute e sicurezza con AM avviene in una situazione in cui nessuna consultazione dei lavoratori è avvenuta in assemblee e per di più con esclusione dal tavolo
delle organizzazioni sindacali non firmatarie dell'intesa di Roma.
Lo Slai cobas non condivide l'accordo romano e sottopone in questi giorni, a partire da ieri, la sua piattaforma sulle questioni in discussione

Su alcune questioni sono diverse la sostanza, il metodo, l'effetto e il risultato possibile.

1
Sicurezza
piano di emergenza: Reparto per reparto, fermare l'attività produttiva per verifica/interventi, manutenzione straordinaria su tutti gli impianti, macchinari, a partire dal porto, dalle gru, per loro messa in sicurezza o sostituzione impiegando le tecnologie più avanzate;Per questo, lavoro 24 ore su 24 su 7 giorni, nuovo piano ambientale straordinario di emergenza; riduzione drastica dei tempi di attuazione del piano ambientale per la messa in sicurezza, a partire dalle aree più a rischio e inquinanti

Nessun operaio senza lavoro, nessun operaio con riduzione di salario; un lavoro di questo tipo in tutta la fabbrica, l'avvio di un piano di manutenzione straordinaria, richiede non solo il no all'attuale cassaintegrazione ma  il rientro dei cassintegrati con  l'assunzione dei lavoratori in cigs Ilva AS, per il loro impiego nei lavori di messa in sicurezza, bonifiche interne;

No a corsi di formazione inutili, Sì a corsi di formazione in funzione di questi lavori;

Postazione fissa ispettiva in fabbrica (Spesal, Arpa, Ispettorato del lavoro), per controllo/intervento quotidiano sullo stato delle aree, e della sicurezza dei lavoratori, per deterrenza e pronto intervento preventivo per situazioni di pericolo, inosservanza procedure di sicurezza. Gli ispettori in ogni area  possono e devono essere affiancati da delegati, Rls e rappresentanze degli operai decisi dagli stessi lavoratori, fuori dal controllo dei capi;

Rimozione/sospensione dei capi che risultano indagati per infortuni dalla magistratura.
Aumento rilevante del numero degli RLS eletti direttamente dai lavoratori area per area, revocabili in ogni momento con aumento delle ore di permesso per la loro attività;
Applicazione rigida da parte dei lavoratori dell'art.44 del TU sulla sicurezza (81/08 modDlg 106/09: “Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno”.

Misure più a lungo termine
Prepensionamento – 25 anni bastano - che salvaguardi la salute e risarcisca gli operai, benefici amianto e applicazione per gli operai siderurgici della normativa sui lavori usuranti.

mercoledì 17 luglio 2019

ArcelorMittal - partono le riunioni AM/sindacati - USB esclusa. Una chiara illegittimità che dimostra che queste riunioni sono una truffa!




Pochi giorni fa il sindacato di base ha ritirato formalmente la firma dall'accordo sindacale del 6 settembre



Siamo sconcertati dall’apprendere della convocazione separata sul tavolo Rsu-Rls per la sicurezza di stabilimento in ArcelorMittal. La sicurezza non è appannaggio delle lobbyes padro-sindacali tanto care ad Arcelor ma un diritto di tutti i lavoratori, anche quelli non iscritti o iscritti ad altri sindacati“. Lo sottolinea Francesco Rizzo, coordinatore dell’Usb di Taranto, comunicando l’esclusione del sindacato di base dall’incontro tra il responsabile delle relazioni industriali Cosimo Liurgo e i segretari di Fim, Fiom, Uilm e Ugl, in programma nel pomeriggio dopo l’accordo firmato l’altro ieri al Mise da ArcelorMittal, dal ministro Di Maio e dai sindacati, ad eccezione proprio dell’Usb. “Solo poche ore fa – insiste Rizzo – l’ennesima vita spezzata, l’ennesima famiglia distrutta e la risposta è il Tavolo separato. La completa assenza di rispetto e dignità della vita delle persone passa da azioni scellerate come questa. La sicurezza è una cosa seria, vergogna

Ma vi sono le lotte dei braccianti migranti che vengono represse - Vi è la condizione delle donne migranti che viene dimenticata da tutti

Venerdì prossimo alle 15 - nel seminario donne organizzato dal Movimento femminista proletario rivoluzionario - saranno a Taranto compagne della Rete Campagne in lotta che da anni nel foggiano con i braccianti migranti organizzano lotte contro le condizioni di lavoro di supersfruttamento e le bestiali condizioni di vita. 
Ci parleranno dell'altra realtà che viene nascosta/dimenticata, quella delle donne migranti.

Capitanata - interviste ai migranti braccianti - Se questa è vita...

Stralci da Flore M. Yovanovitch

"Sai dove si può cambiare un dente?». E’ la prima domanda che mi viene rivolta, sull’ex pista aeroportuale di Borgo Mezzanone, un tarmac occupato da casupole di plastica che serviva da casa a 1500-2000 persone in alta stagione, ma dove ora, dopo il quarto sgombero attuato dalla polizia la scorsa settimana, trovano posto si e no un centinaio di migranti.
Guardo le mani dell’uomo che mi ha parlato, mani coperte di fango, distrutte dal lavoro nei campi. Basterebbe un buon paio di guanti, ma sono una rarità fra i migranti che lavorano come braccianti nei campi del Foggiano. Pomodori in questa stagione. Sveglia alle ore 4,30 – 5, una giornata di lavoro può durare fino a 10/12 ore, la paga giornaliera è nella maggior parte dei casi di 3 euro, 3 euro e mezzo l’ora. Non ti pagano mai allo stesso modo.
QUANDO ANCORA c’erano gli asparagi ti davano 5 euro l’ora, qualche volta solo 4. Dipende dal mercato. Dai prezzi fissati dalla grande distribuzione. In una giornata di dodici ore, tipiche della stagione di raccolta del pomodoro, invece, un lavoratore guadagna circa 30/40 euro. Da questa cifra va però sottratto i soldi pagati ai caporali per il trasporto. Tutti ripetono la stessa cosa: «Non voglio rimanere seduto a non fare niente. Mi affatico a raccogliere pomodori, 8 ore al giorno». Ibrahim: «Se

Domani ai funerali di Cosimo Massaro - Il nostro dolore, la nostra rabbia - la nostra vicinanza ai suoi familiari

Domani pomeriggio alle 17.30 a Fragagnano, in piazza Toniolo, si terranno i funerali di Cosimo Massaro, l’operaio 40enne di ArcelorMittal morto cadendo in mare insieme alla gru sulla quale lavorava, crollata.

I braccianti migranti occupano la Basilica di Bari - Massima solidarietà

Da Il Manifesto - di G. Leone
Nella mattinata di ieri una nutrita delegazione di braccianti della provincia di Foggia, provenienti da Borgo Mezzanone dove proseguono da mesi gli sgomberi del ghetto, ha occupato simbolicamente la Basilica di Bari. Il gruppo di lavoratori, una sessantina, era guidato da Aboubakar Soumahoro, il 39enne italo-ivoriano da tempo dirigente dell’Usb.
La protesta di ieri, avvenuta tra la curiosità e lo stupore dei turisti, è l’ennesima iniziativa di un percorso di lotta da tempo intrapreso dai braccianti che vivono nei ghetti del foggiano.
Hanno occupato simbolicamente le panche della Basilica, con le loro bandiere e i loro striscioni, tra cui il più simbolico riportava una domanda tutt’altro che scontata: «In Italia ci sono ancora le leggi sul lavoro?». Chiaro riferimento alla legge 199/2016, nata per contrastare il fenomeno del caporalato da diverse angolazioni. Come quella relativa al problema di una decorosa sistemazione abitativa, alla sicurezza dei mezzi di trasporto che portano i lavoratori nei campi, alla regolarizzazione della loro posizione di cittadinanza e da parte dei datori di lavoro, la tutela della salute, per rompere il sistema del caporalato di cui si servono centinaia di aziende agricole pugliesi che servono la grande distribuzione.
L’occupazione aveva anche un altro obiettivo, raggiunto nel primo pomeriggio: incontrare l’arcivescovo, monsignor Cacucci, per chiedere alla chiesa di fare da tramite con le istituzioni, affinché la questione dei braccianti che lavorano nelle campagne pugliesi sotto i caporali, sia affrontata più incisivamente. Alcuni brevi momenti di tensione si sono vissuti solo quando nella Basilica è giunta la Polizia Locale, che ha chiesto ai manifestanti di chiudere le bandiere e abbassare i cartelloni. Anche grazie all’intervento di Sabino De Razza, esponente dell’Usb presente alla protesta, dopo qualche minuto è tornata la calma e le bandiere arrotolate.
L’arcivescovo, arrivato poco dopo, si è intrattenuto con i braccianti e Aboubakar Soumahoro per conoscere la loro situazione. «Chiamerò il presidente della Regione Emiliano – ha assicurato – e coinvolgerò gli altri vescovi pugliesi e poi sentirò Papa Francesco». «Mi farò interprete di questi che sono l’espressione del riconoscimento dei diritti della dignità umana: da parte nostra c’è un atteggiamento di difesa senza se e senza ma della dignità umana. Quello che non riusciamo ancora a realizzare in Italia è la seconda accoglienza: bisogna insistere su questo».

Da tempo i braccianti attendono risposte e l’avvio di un tavolo regionale su agricoltura e bracciantato, chiedono incontri alle istituzioni regionali, ma finora troppo poco si è concretizzato.

Foggia, migranti presi a sassate mentre vanno al lavoro

Da Il Manifesto - Gianmario Leone
Presi a sassate da una macchina in corsa mentre si recavano in bicicletta nei campi. E’ quanto accaduto all’alba di lunedì ad alcuni braccianti agricoli alla periferia di Foggia. Si tratta di un gruppo migranti, poche decine di persone, che vivono nella vecchia fabbrica abbandonata di via Manfredonia del capoluogo dauno, utilizzata per dormire e provvedere alle loro necessità. A dimostrazione di come, ancora oggi, i problemi relativi ad una dignitosa sistemazione abitativa per questi lavoratori, siano ancora lungi dall’essersi risolti.
I braccianti aggrediti l’altro ieri lavorano abitualmente negli sterminati campi della Capitanata e per loro scelta non si rivolgono all’intermediazione dei caporali, ma contattano direttamente i datori di lavoro per offrire le loro prestazioni con grande umiltà e sacrificio.
Potrebbe risiedere in questo piccolo ma non insignificante particolare, rivelato dalla Flai Cgil di Foggia, il motivo dell’aggressione. «I lavoratori sono stati vittima di una sassaiola ad opera di sconosciuti, non è la prima volta, solo che questa volta alcuni di loro sono stati gravemente feriti:  lievemente alla testa (guariranno in cinque e sette giorni), un senegalese di 33 anni e un cittadino della Guinea Bissau di 26 anni, che hanno scelto di non recarsi sul luogo di lavoro in questi giorni, per non rischiare di «incontrare di nuovo quei ragazzi» hanno dichiarato alle autorità che indagano sul caso.
Da tempo si respira un clima d’odio crescente in tutta la provincia di Foggia. Un’azione squadrista e xenofoba, oltre che intimidatoria, nei confronti di braccianti agricoli che continuano a vivere emarginati rispetto alla società. Ciò nonostante da tempo politica e istituzioni, insieme a sindacati e associazioni presenti sul territorio, dopo l’entrata in vigore della legge 199/2016, conosciuta come legge anticaporalato, stiano lentamente provando a cambiare una realtà tristemente radicata in molte regioni italiane, non solo al Sud.
Sull’episodio è intervenuto anche il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gismundo: "Nel paese c’è chi sta alimentando un clima di odio e intolleranza attraverso una narrazione falsa e strumentale dell’immigrazione, per meri tornaconti politici».