martedì 21 aprile 2026

Ex Ilva, operaio ferito da una lamiera. E sui viali due nuove voragini. - info commento domani

Ex Ilva, operaio ferito da una lamiera. E sui viali due nuove voragini. I sindacati: “Cade a pezzi”

Giornata difficile nel siderurgico di Taranto. Soccorso e portato in ospedale il dipendente di una ditta dell’indotto per un taglio a una gamba nel reparto Afo4. Non è grave. Preoccupano anche le condizioni della viabilità interna. L’Usb: “Il Governo si svegli

C’è ancora un incidente all’ex Ilva di Taranto, dove un operaio di una ditta dell’indotto – la Anmar – è rimasto ferito a una gamba mentre tagliava una lamiera. L’uomo era impegnato nei lavori nel reparto Afo4 quando la lamiera, scivolando, l’ha colpito con violenza, procurandogli un taglio. Immediati i soccorsi. L’operaio è stato trasportato dapprima in infermeria e in un secondo momento all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dove è stato preso in carico dai medici. Le sue condizioni non sono gravi.

L’episodio è il più grave di una mattinata complessa nel siderurgico, dove, secondo quanto denunciato dal sindacato Usb, si sono verificati due altri incidenti – senza gravi conseguenze. Due voragini si sarebbero aperte in punti diversi dell’acciaieria. Una sulla strada presso la Centrale elettrica a causa di un guasto alle tubature sotterranee. E un’altra improvvisa apertura presso l’Officina centrale, a causa del cedimento del manto stradale. In nessuno dei due casi, passavano da lì lavoratori o mezzi.

Il nuovo incidente ha riacceso le polemiche sulla sicurezza nel siderurgico. Negli scorsi giorni un altro incidente si è verificato sempre nello stesso reparto. Un operaio, in quel caso, è rimasto ferito alla testa dopo essersi ribaltato con il muletto.

Più gravi gli episodi degli scorsi mesi, la morte del 46enne Claudio Salamida, precipitato nell’area ex Ilva durante un controllo su un impianto a causa del cedimento del piano di calpestio lo scorso 12 gennaio. E un incidente fotocopia a inizio marzo, quando perse la vita il 36enne Loris Costantino, precipitato da quasi 15 metri

verso la partenza della Global Sumud Flotilla da taranto il 2 maggio - info



📣 @chrono⛵️Tredici imbarcazioni della Global Sumud Flotilla 
stanno bloccando il portacontainer MSC Maya, 
diretto ai porti israeliani di Ashdod e Haifa, 
costringendolo a deviare la rotta nel Mediterraneo.

🔻Gli organizzatori dichiarano di voler fermare 
il trasferimento di materie prime legate all’industria militare.
 L’azione diretta sarebbe la prima di questo tipo condotta da 
una flotilla civile.

🔗 Vox

📣 @chronocol.mediacol.media

Petrolchimico Brindisi proclamato stato di agitazione: "Grosse perdite e fabbrica di batterie ancora a zero" - infosolidale

 

Petrolchimico, proclamato stato di agitazione: "Grosse perdite e fabbrica di batterie ancora a zero"

Cobas e Fialm protestano contro per l'emergenza occupazionale che attanaglia l'intero polo brindisino. Dopo mesi di promesse non mantenute e tavoli di crisi inconcludenti, i sindacati annunciano iniziative di lotta più incisive

Roberto Aprile

BRINDISI - La spirale delle promesse non mantenute si trasforma in allarme rosso per il futuro occupazionale del Petrolchimico di Brindisi. Mentre il settore della logistica continua a registrare perdite significative e il progetto della nuova fabbrica di batterie rimane fermo al palo, i sindacati Cobas e Fialm hanno formalmente dichiarato lo stato di agitazione, pronto terreno per iniziative di lotta ancora più incisive di quelle finora realizzate.

"Per quello che si sta verificando sul terreno occupazionale Cobas e Fialm hanno richiesto nei giorni scorsi con particolare urgenza alla Task Force Regionale sulla Occupazione, guidata dal presidente Leo Caroli, una nuova riunione dopo quella svolta il 17 marzo", spiegano i rappresentanti sindacali. In quell'incontro erano stati presi impegni sulla crisi del Petrolchimico "di cui non si vede ancora alcuna traccia sul reimpiego dei lavoratori eccedenti, nati dalla chiusura di diversi impianti e di altri ancora a seguire".

Il nuovo processo Ilva "Ambiente svenduto" inizia oggi con un Presidio al Tribunale di Potenza!

 

venerdì 17 aprile 2026

A Roma per l'ex Ilva di male in peggio: Governo/commissari, ecc vogliono la cassa integrazione e vogliono togliere l'integrazione!

La posizione dei sindacati, tutti, è SI  alla cassa integrazione e ai numeri voluti da governo, ecc... Ma non avevano detto finora NO... ma con l'integrazione?

Ovvero hanno già fatto un passo indietro ma non ne vogliono fare due.

Lo Slai cobas ha sempre, e ora più che mai, detto NO a questa cassa integraazione con questi numeri e non solo vuole la conferma della integrazione ma la sua estensione agli operai delle ditte dell'appalto! 

Ex Ilva, a rischio copertura cassa integrazione

da corriere di taranto estratto

Si è concluso con un sostanziale nulla di fatto, dopo più di quattro ore di confronto al ministero del Lavoro, l’incontro tra i sindacati metalmeccanici e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, per definire numeri e condizioni della nuova cassa integrazione. Il prossimo incontro è stato calendarizzato il 22 aprile.

Lo scorso 3 febbraio, Acciaierie d’Italia ha presentato al Ministero del Lavoro un’istanza per l’autorizzazione alla proroga della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) per un massimo di 4.450 lavoratori, nell’ambito della gestione commissariale.

La richiesta decorre dal 1° marzo e avrà una durata di 12 mesi.

Il provvedimento riguarda 3.803 dipendenti nello stabilimento di Taranto, di cui 2.559 operai, 801 impiegati e quadri e 403 intermedi. Coinvolti anche gli altri siti del gruppo: 280 lavoratori a Genova, 170 a Novi Ligure, 78 a Racconigi, 42 a Marghera, 42 a Milano, 20 a Paderno Dugnano e 15 a Legnaro.

Per i sindacati la distanza con l’azienda resta importante, specie sul nodo dell’integrazione salariale al 70% su cui pare sarebbe emersa una criticità sulle coperture economiche, considerata imprescindibile per garantire dignità ai lavoratori coinvolti, anche per evitare disparità tra Ilva in AS e AdI in AS che produrrebbero trattamenti economici diversi.

Il segretario della Fiom Cgil, Loris Scarpa al termine del vertice ha dichiarato: “L’incontro è sospeso un’altra volta. Il governo deve decidere cosa vuole fare dell’azienda e dei lavoratori perché così non si va avanti. L’azienda ci ha comunicato che ha intenzione di fare una cassa integrazione da punto e a capo, senza l’impostazione degli accordi fatti precedentemente e neanche i contenuti del mancato accordo precedente. Noi abbiamo detto che se questa è la posizione finale dell’azienda e del governo per noi si interrompono tutte le relazioni sindacali e si riprendono le mobilitazioni, vediamo cosa ne esce il 22”. 

Sulla stessa linea si colloca la Uilm. Guglielmo Gambardella che ha ricordato che il sindacato “era”è arrivato al tavolo per ottenere certezze sulla prospettiva industriale, occupazionale e ambientale, che ancora mancano. La Uilm ha chiesto almeno la continuità delle condizioni finora garantite ai lavoratori in cassa integrazione – ferie, welfare, integrazione salariale – ma l’azienda non ha dato conferme. L’assenza di garanzie ha portato il Ministero ad aggiornare il confronto: il decreto sembrava assicurare la continuità del sostegno, ma dal Ministero è emerso che il testo sarebbe stato scritto per non garantirlo oltre febbraio, una prospettiva inaccettabile”.

Infine, il coordinatore provinciale Vincenzo Mercurio ha parlato di un incontro “concluso con un nulla di fatto. L’Usb aveva chiesto di confermare le stesse condizioni dell’accordo precedente, compresa l’integrazione salariale ma l’azienda ha parlato solo di una generica difficoltà. Senza garanzie che può dare solo Palazzo Chigi non è possibile un confronto serio. L’unico elemento concreto riguarda i buoni welfare: l’azienda ha assicurato lo sblocco di quelli arretrati e la continuità futura, pur senza indicare i tempi.