mercoledì 15 luglio 2026

Le fabbriche e il ruolo degli operai durante la Rivoluzione culturale in Cina - 1

Cominciamo a riportare alcuni brevi passi del libro di Charles Bettelheim "L'organizzazione industriale in Cina e la rivoluzione culturale" - come annunciato nel post dell'11 luglio:

Sono possibili fabbriche in cui gli operai sono i protagonisti, decidono su tutto? SI'

https://tarantocontro.blogspot.com/2026/07/sono-possibili-fabbriche-in-cui-gli.html

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Questo libro, come ha scritto nella prefazione il suo autore, "è stato scritto utilizzando soprattutto una parte del materiale raccolto durante il mio soggiorno in Cina nell'agosto e nel settembre 1971" dove ha visitato varie fabbriche, e con molti colloqui avuti con operai, delegati dei Comitati nelle fabbriche.

Da: "La nuova condizione degli operai e operaie frutto delle trasformazioni nelle fabbriche cinesi"

Nella fabbrica generale di maglieria di Pechino:

"All'epoca della vecchia società (prima della rivoluzione - ndr) le cose erano molto diverse. I capitalisti non si occupavano di certe faccende' 

Nei reparti sono installati condizionatori d'aria che consentono di mantenere una temperatura media. Intorno alle macchine sono predisposti sistemi di protezione per gli operai, i quali così non corrono alcun rischio.", "in certi reparti il calore si fa sentire in modo particolare... gli operai che vi lavorano percepiscono un'indennità, ricevono una razione più abbondante di carne, hanno diritto a pause più frequenti... Ma la cosa più importante è cercare di ridurre il calore... Avrete visto i camioncini che trasportano il ghiaccio: è uno dei provvedimenti che consentono di attenuare il calore. Dopo il lavoro si può fare il bagno"

"Nella fabbrica esiste un centro sanitario e in ciascun reparto del i 'medici scalzi'. I medici che lavorano al centro sanitario della fabbrica devono compiere ogni giorno il giro dei diversi reparti, così che diminuisce notevolmente la necessità per gli operai di consultare un medico esterno. Se poi non è possibile curare i pazienti nello stabilimento, si può sempre ricoverarli immediatamente in ospedale. Ve n'è uno proprio di fronte alla fabbrica e un altro in questo stesso circondario. Visite mediche e medicine sono gratuite. Per tutto il tempo della malattia i lavoratori percepiscono il normale salario".

"Le donne hanno diritto ad una giornata di riposo in più al mese... (Per le donne incinte - ndr) Quando la mansione è particolarmente gravosa, per esempio per le macchine per cucire funzionanti a pedale, le gestanti compiono il lavoro soltanto durante i primi sei mesi di gravidanza, dopo di che vengono assegnate ad una diversa mansione"... "Dal diciottesimo mese d'età ai sette anni il bambino viene ospitato nell'asilo-nido, dove può restare giorno e notte..."

"Nelle fabbriche più o meno importanti esistono forme diverse di università o di scuole operaie che consentono di acquisire cognizioni varie e di assumersi nuove responsabilità"

"Il vicepresidente del Comitato rivoluzionario di fabbrica ha definito l'attuale orientamento della fabbricva, insistendo sulla parola d'ordine 'mettere la politica al posto di comando' e opponendo questa parola d'ordine agli orientamenti anteriori alla Rivoluzioone culturale"

"applicare il sistema della duplice partecipazione: partecipazione dei quadri al lavorpo produttivo e partecipazione degli operai alla gestione, alla riforma dei regolamenti in ciò che rappresentano di irrazionale, realizzando la triplice unione dei quadri, dei tecnici e degli operai"

"un tempo in questa fabbrica al posto di comando c'era l'economia, il che significa: priorità alla produzione, sistema di incentivazione materiale (premi), tendenza degli specialisti e degli esperti a dirigere la fabbrica, dando la precedenza alla tecnica, al denaro e al profitto.. Attualmente gli operai vegliano affinchè la partecipazione dei quadri alla produzione abbia veramente luogo; i quadri e i tecnici riconoscono giusta e indispensabile tale partecipazione:

"Prima della Rivoluzione culturale ero il vicedirettore di questa fabbrica... non capivo cosa significasse porre la politica proletaria al comando... Esigevo che gli operai lavorassero alla produzione: produzione, produzione, sempre produzione. Se gli operai non riuscivano a realizzare il piano,; i dirigenti avevano pochi contatti con loro. ..." si concedevano degli incentivi materiali, dei premi. Un tempo vi erano 28 tipi di premi..."

"Prima della Rivoluzione culturale c'era, inoltre, una separazione tra lavoratori e direzione. Il criterio principale di giudizio era la competenza tecnica. Pertanto gli operai non potevano controllare la direzione..."

"Prima della grande spinta della Rivoluzione culturale non capivo che cosa significasse 'rivoluzione culturale. Credevo che riguardasse esclusivamente gli ambienti culturali, la scuola."

"Quanto più ci trovavamo su posizioni opposte a quelle delle masse popolari, tanto più queste ci facevano oggetto di critica sotto forma di dazibao (grandi manifesti scritti a mano - ndr) incollati sui muri"

(CONTINUA)

La solidarietà per Sako Bakary alla sua famiglia




 

lunedì 13 luglio 2026

Ultimo numero stampato di ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Il prossimo esce a settembre - info pcro.red@gmail.com - A Taranto lo puoi trovare presso la sede Slai cobas

 

Perchè la Coop. Kratos perseguita un lavoratore del cimitero dello Slai cobas?

Lo Slai cobas denuncia l'azione di persecuzione che la Cooperativa Kratos sta portando avanti verso un lavoratore del cimitero di Taranto nostro iscritto. 

La Kratos da mesi sta colpendo con vari e continui provvedimenti disciplinari questo lavoratore con numerosi giorni di sospensione dal lavoro e quindi dallo stipendio, addebitandogli inadempienze, o non vere o per piccoli e innocui motivi; esempio 8 giorni di sospensione solo per aver trovato in disordine il suo sgabuzzino; 4 gg per averlo trovato senza la maglietta della ditta (sapendo bene che per problemi di salute il lavoratore può portare solo le sue camicie cotone), ecc.. Si tratta al massimo di piccole inedempienze - abbastanza normali in un rapporto di lavoro di molti anni - che invece di essere risolte al momento con un confronto o al massimo con richiami disciplinari, vengono considerate "violazione dei doveri di diligenza, fedeltà, del contratto di lavoro", ecc, e colpite in maniera sproporzionata appunto con decine di giorni di sospensione.

Ma c'è di più. Ora la Kratos è arrivata addirittura a minacciare il licenziamento del lavoratore alla prossima inosservanza.

Si tratta di una persecuzione vera e propria verso questo lavoratore che da anni lavora al cimitero. Questo sta avvenendo in una realtà che, in passato e anche ora, varie e continue inadempienze di alcuni lavoratori - molto più rilevanti, fino al non svolgimento dei propri compiti lavorativi - non ricevono invece alcuna contestazione, provvedimento disciplinare. Perchè? A domanda dello Slai cobas alla responsabile legale della Kratos, questa ha risposto: evidentemente si sanno coprire bene...

Ricordiamo che è in corso un processo indetto dallo Slai cobas contro un'aggressione ad un nostro RSA, fatta da un lavoratore legato ad ambienti malavitosi di Taranto e all'ex ditta DR che gestiva prima l'appalto, personaggi che avevano  imposto le "proprie leggi" al cimitero e attività estortive ai familiari dei morti. Questa aggressione e il clima di intimidazione che si creò verso gli altri lavoratori dello Slai cobas erano volti a mettere fuori dal cimitero lo Slai cobas, che difendeva gli interessi dei lavoratori e la legalità. 

Ora ci troviamo di fronte a questa persecuzione, una sorta di stalking, verso uno dei più pacifici lavoratori dello Slai cobas, fatta con palese discriminazione.

Allora, siamo di nuovo in realtà ad un attacco allo Slai cobas?

Lo Slai cobas chiaramente sta impugnando i provvedimenti disciplinari, ma a fronte di un attacco che ha motivazioni antisindacali denuncerà anche questo aspetto.

Slai cobas per il sindacato di classe - coordinamento provinciale

TA 13 luglio 2026

slaicobasta@gmail.com

wa 3475301704 

sabato 11 luglio 2026

Sono possibili fabbriche in cui gli operai sono i protagonisti, decidono su tutto? SI'

Nel sistema capitalista il lavoratore produce tutto ma non è padrone del suo lavoro, anzi vede il lavoro come attività diretta contro se stesso, indipendente da lui, che non gli appartiene; c'è una alienazione dell'operaio non solo rispetto al risultato del suo lavoro, ma all'intero processo produttivo. L'attività lavorativa diventa solo un mezzo per sostenere l'esistenza individuale del lavoratore. 
Senza l'operaio non si potrebbe produrre tutto ciò che serve all'umanità, ma l'operaio non può decidere nulla.

Spesso i lavoratori, e anche altri settori sociali, pensano che questa condizione sia immutabile; non vedono che questa condizione è unicamente legata, è conseguenza del modo di produzione capitalista, in cui la produzione è sociale, e viene realizzata attraverso lo sfruttamento, il lavoro salariato, ma l'appropriazione di questo lavoro è privata; per cui a più ricchezza per i padroni e i membri della sua classe, corrisponde più povertà, più subordinazione, più alienazione per i lavoratori e le masse popolari.

Solo rovesciando questo sistema della borghesia, costruendo il potere operaio è possibile un cambiamento di questa condizione.

Questo è già avvenuto, con la breve prima gloriosa esperienza della "Comune di Parigi", con la grande Rivoluzione d'Ottobre e i primi passi di una società socialista; ma soprattutto è avvenuto in Cina quando la Cina, con la direzione di Mao Tse tung, era socialista, durante i 10 anni della Rivoluzione culturale proletaria.

Durante la Rivoluzione culturale proletaria, gli operai gestivano collettivamente la fabbrica, decidevano

sulla produzione e su ogni organizzazione del lavoro; non vi era più la separazione tra dirigenti, tecnici e operai, ma vi era una unione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale. I lavoratori partecipavano ad ogni piano produttivo e di gestione della fabbrica, dei miglioramenti dei sistemi di sicurezza; in questo grande periodo, i dirigenti, gli ingegneri, gli intellettuali hanno dovuto svolgere lavoro manuale per evitare la formazione di élite tecnocratiche, vi era uguaglianza. I prodotti del lavoro non andavano più a beneficio dei padroni, ma della società.

Tutto questo cambiamento, frutto del potere operaio e popolare, non sono parole, ma sono fatti.

Perchè poi, dopo 10 anni della Rivoluzione culturale proletaria, dopo la morte di Mao Tse tung nel 1976, questa grande epopea finì e riprese il potere la borghesia, sia pur all'inizio tinta di "rosso", e ora la Cina è anch'essa un paese imperialista, è una lunga storia, importante per la marcia che il proletariato deve fare per la sua liberazione; una marcia che, rivoluzione dopo rivoluzione, esperienze di potere proletario sempre più avanzate che imparano dalle precedenti grandi esperienze, deve essere conosciuta e che noi, con la Formazione operaia e la sua ripresa in autunno, stiamo cercando di fare.

Ma ciò che è indubbio è che in Cina, durante la grande rivoluzione culturale proletaria è stato dimostrato dai fatti che è possibile mettere fine al potere dei padroni, all'estraneità dei lavoratori da ciò che producono, che è possibile che le fabbriche siano nelle mani dei lavoratori e che possono decidere su tutto.

Questo è dimostrato in particolare in un libro "L'organizzazione industriale in Cina e la rivoluzione culturale" scritto negli anni '70 da Charles Bettelheim, che stette in Cina in quegli anni, andò nelle fabbriche, parlò con gli operai, fece inchiesta, toccò con mano i cambiamenti.

Ecco, noi vogliamo riportare alcune parti di questo importante libro. Lo faremo in più post questa estate.

18 luglio tanti presidi alle carceri per la liberazione dei prigionieri palestinesi - Noi saremo al presidio di Melfi dove è rinchiuso Anan

 
 

Ex Ilva - Operai, cassintegrati non lasciatevi ingannare - Le "risposte" sono la "PIATTAFORMA OPERAIA"

Rizzo/Usb rilancia le sue proposte in vista anche del Tavolo romano per il 28 luglio.

Queste proposte non difendono l'occupazione, ma vogliono accompagnare solo la fine del lavoro per migliaia di operai - in questo senso non sono in contrasto con i piani di possibili nuovi padroni e governo Meloni/Urso di tagliare fino al 50% dei posti di lavoro in Acciaieria e nell'appalto.

Le proposte dell'Usb sono per i cassintegrati, soprattutto storici, e per operai a cui mancano pochi anni alla pensione. Per la maggiorparte degli operai che oggi ha un'età media di 47 anni, massimo 50 anni, anche se passassero queste proposte (lavori usuranti - che anche lo Slai cobas sostiene insieme ai benefici amianto e prepensionamenti) non avrebbero alcun effetto. Quindi tali proposte possono essere solo una parte delle rivendicazioni, non il tutto, nè le principali. Le altre proposte (incentivo all'esodo e Lavori di Pubblica Utilità sui Comuni di appartenenza) sarebbero negative: quanti operai abbiamo visto che hanno preso l'incentivo all'esodo nell'illusione di aprirsi un'attività e ora "piangono miseria"; così non siamo d'accordo a ridurre lavoratori con anni e anni di attività importante a fare lavoretti per i Comuni, per pochi soldi.

NON E' DIGNITOSO!   

La prima questione che si dovrebbe pretendere ai Tavoli, ma con la mobilitazione diretta degli operai, è la difesa del lavoro attuale e del salario.  

La piattaforma operaia indicata dallo Slai cobas è ciò che serve. Questa va sostenuta con le firme dei lavoratori (che abbiamo cominciato a raccogliere alle portinerie), ma soprattutto con la lotta.  

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COMUNICATO DI FRANCESCO RIZZO/USB

Le notizie pubblicate dalla stampa nelle ultime ore, che parlano di una trattativa per la vendita della fabbrica sempre più definita con Jindal, ci preoccupa, e non poco. Dopo molti anni di immobilismo colpevole della politica, abbiamo ben chiara la situazione tanto da poter dire, senza timore di essere smentiti, che al momento l'ex Ilva necessita di investimenti corposi che solo lo Stato può mettere in campo. Come primo passo, vanno date risposte ai lavoratori attraverso il pacchetto di proposte che, come Usb, abbiamo presentato a tutti i Governi che si sono avvicendati di recente, che comprenda il riconoscimento della siderurgia tra I lavori usuranti, l'incentivo all'esodo, e Lavori di Pubblica Utilità sui Comuni di appartenenza.  Per intraprendere una strada seria e credibile, unico soggetto è lo Stato che deve controllare la gestione dell'acciaieria, e che deve partire da un intervento straordinario, perché straordinaria è la situazione. Solo la presenza del pubblico può garantire la strada della decarbonizzazione che porti definitivamente ad un modo di produrre acciaio che non sia in contrasto con la salute e l'ambiente.
In vista della convocazione a Palazzo Chigi del 28 luglio prossimo, auspichiamo finalmente una presa di coscienza in questo senso che possa interrompere un circolo vizioso di cui continuano a fare le spese i lavoratori. 

Francesco Rizzo
ESECUTIVO NAZIONALE USB

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