mercoledì 12 agosto 2026

Le imprese delle indotto Ilva annunciano licenziamenti collettivi per migliaia di lavoratori, e noi dovremmo fare da claque a Mattarella/Meloni/La Russa e compagnia cantando per l'inaugurazione dei Giochi?

Invece il 21 agosto saremo e porteremo in piazza la voce della protesta della Taranto del lavoro, dei bassi salari, della salute della sanità negata, dei migranti ammazzati, della opposizione alla città della guerra e dello sfruttamento, dei licenziamenti indotto ex Ilva

Da Taranto buonasera 

Ex Ilva, l’indotto resta in mobilitazione: le imprese si preparano alla procedura di licenziamento collettivo

Nuova riunione del Tavolo Permanente per Taranto con Confindustria, Confapi, Aigi, Confartigianato e Federmanager. Le associazioni datoriali lanciano l’allarme sulle conseguenze della chiusura dell’area a caldo: “Non c’è più tempo da perdere”


Indotto ex Ilva

TARANTO - Le imprese dell’indotto ex Ilva mantengono lo stato di mobilitazione e si preparano ad avviare la richiesta di licenziamento collettivo. È quanto comunicato dalle associazioni datoriali al termine della riunione urgente che si è svolta questa mattina nell’ambito del Tavolo Permanente per Taranto.

L’organismo è stato costituito 2 settimane fa dagli imprenditori con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni in grado di evitare le pesanti conseguenze occupazionali ed economiche legate alla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico.

Alla riunione hanno preso parte Confindustria, Confapi, Aigi, Confartigianato e Federmanager, nuovamente riunite per fare il punto sulla situazione e sulle prospettive delle aziende che operano nell’indotto.

Dal confronto è emersa la decisione di proseguire con la mobilitazione, mentre le imprese si preparano al passaggio successivo rappresentato dalla procedura di licenziamento collettivo.

Un segnale che le associazioni datoriali accompagnano con un nuovo richiamo all’urgenza della situazione. “Non c’è più tempo da perdere”, affermano al termine dell’incontro.

Il Tavolo Permanente per Taranto prosegue dunque la propria attività mentre cresce la preoccupazione delle imprese per le ricadute occupazionali ed economiche connesse alla chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva e si restringono, secondo le associazioni, i tempi a disposizione per individuare soluzioni capaci di scongiurare il ricorso ai licenziamenti collettivi.

I lavoratori della manutenzione del verde hanno ragione - facciamoci vedere e sentire la protesta a tutti il 21agosto in occasione della venuta a Taranto di Mattarella/Meloni/La Russa, ecc

 Da GdM

Taranto, la protesta degli addetti alla manutenzione del verde blocca il centro: strada occupata e traffico in tilt

Taranto, la protesta degli addetti alla manutenzione del verde blocca il centro: strada occupata e traffico in tilt

Il presidio dei lavoratori, preoccupati per le prospettive occupazionali legate al prossimo affidamento del servizio, ha interessato anche il Ponte Girevole.

La protesta degli addetti alla manutenzione del verde pubblico ha mandato in tilt il traffico nell’area di Palazzo di Città, a Taranto. Il presidio dei lavoratori, preoccupati per le prospettive occupazionali legate al prossimo affidamento del servizio, ha interessato anche il Ponte Girevole. I manifestanti si sono radunati davanti al Comune e hanno occupato la carreggiata sottostante la Ringhiera, rendendo di fatto impraticabile il passaggio tra Borgo e Città Vecchia. Le ripercussioni si sono rapidamente estese alle strade circostanti, con code e rallentamenti in direzione del ponte e del centro storico.

 La protesta nasce dalle perplessità sulle nuove modalità di gara per la gestione del verde comunale. I lavoratori chiedono garanzie sui livelli occupazionali e sull'orario di lavoro e contestano il rischio che un criterio basato sull'offerta economica possa incidere sulle condizioni degli addetti. «No al ribasso nelle gare d’appalto, occupazione e orario non si toccano», si legge sullo striscione portato in piazza. La questione era stata affrontata anche durante una recente seduta del Consiglio comunale. Il nuovo bando prevede infatti la suddivisione del servizio in due lotti di ampie dimensioni, ciascuno destinato a coprire una parte del territorio .

martedì 11 agosto 2026

Potenza, un’altra morte nel Cpr delle torture di Palazzo San Gervasio - Il governo è l'assassino! E' un'estate tragica per i migranti - Giusta la rivolta! Il Cpr va chiuso!

Da Repubblica


Un tunisino di 30 anni vola dal tetto di Palazzo San Gervasio a due anni dalla morte di Oussama Darkaoui. Gli altri ospiti danno fuoco alla struttura, otto arresti

Forse si è buttato giù dal tetto (sembra che da poco avesse saputo del prolungamento della sua detenzione di altri tre mesi), forse è caduto accidentalmente. O forse qualcuno lo ha spinto. Il cpr di Potenza San Gervasio, lo stesso da anni al centro di inchieste per morti misteriose e condizioni di detenzione indecorose dei migranti destinati al rimpatrio, è di nuovo nell’occhio del ciclone dopo la morte di Lassoueed Dhoui, la seconda in due anni dopo quella (mai chiarita del tutto) di Oussama Darkaoui.

La rivolta
Una morte, quella del 30enne migrante tunisino, che ha scatenato una rivolta tra gli altri ospiti del centro: danneggiamenti, stanze, materassi, suppellettili dati alle fiamme e stamattina in otto sono finiti agli arresti. Lassoued, hanno raccontato agli investigatori i gestori del centro, aveva problemi psichiatrici e dunque l’ipotesi più accreditata è quella del suicidio.

Gli “eventi critici”
Se così fosse, il giovane tunisino non sarebbe dovuto neanche entrare a San Gervasio. E i 67 “eventi critici” (così vengono definiti atti di autolesionismo e tentativi di suicidio) registrati dall’inizio dell’anno ad oggi nel cpr famoso per i maltrattamenti e le torture (oltre che per episodi di corruzione) al centro di un processo ancora in corso, riaccendono la polemica sulle condizioni di detenzione amministrativa nei centri per il rimpatrio.

L’interrogazione al ministro dell’Interno
È la deputata dem Rachele Scarpa a presentare un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Lo scorso dicembre in un accesso ispettivo effettuato avevo già segnalato gravi criticità sanitarie e di trasparenza nella gestione della struttura, analoghe a quelle rilevate dal garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale nella visita del dicembre 2024...”.
Chiudere tutti i cpr d’Italia, verificare il rispetto dei diritti umani dei detenuti, è la richiesta unanime di tutte le forze del Centrosinistra, ma anche la Cisl chiede una “riflessione approfondita scevra da posizioni ideologiche” mentre Fratelli d’Italia parla di strumentalizzazione volta alla propaganda.

lunedì 10 agosto 2026

A Taranto in occasione della inaugurazione dei giochi del mediterraneo - tutti e tutte in piazza il 21 agosto

Slai Cobas Taranto e Cobas Brindisi e Bari hanno annunciato due giornate di mobilitazione in Puglia: la prima è in programma il 21 agosto a Taranto, in concomitanza con l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, la seconda il 4 settembre a Bari, in occasione dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia, alla quale è prevista la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Per l’iniziativa di Taranto, le organizzazioni sindacali indicano come tema principale la situazione occupazionale dell’ex Ilva e delle aziende dell’indotto, richiamando anche il decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone la chiusura dell’area a caldo entro il 28 ottobre. Secondo quanto riportato nel comunicato, la manifestazione sarà dedicata alle richieste di tutela del lavoro, del salario, della sicurezza e della salute per i lavoratori dello stabilimento e delle imprese dell’appalto.

Nel documento, Slai Cobas e Cobas chiedono inoltre investimenti alternativi e un diverso modello di sviluppo per il territorio, collegando la vertenza di Taranto alla situazione industriale di Brindisi, interessata dalla progressiva chiusura dei comparti energetico e chimico.

Il comunicato affronta anche il tema delle opere realizzate per i Giochi del Mediterraneo. I sindacati esprimono preoccupazione sulla sostenibilità economica degli impianti nel lungo periodo, ritenendo che le risorse disponibili per gli enti locali possano non essere sufficienti a garantirne la gestione futura.

La seconda mobilitazione è prevista il 4 settembre a Bari, in occasione dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia. I promotori annunciano una manifestazione di contestazione nei confronti delle politiche del Governo, indicando tra i temi richiamati nel comunicato le guerre, la situazione in Palestina, l’immigrazione e le norme in materia di ordine pubblico e manifestazioni.

Le organizzazioni sindacali affermano inoltre che negli ultimi mesi in Puglia sono state promosse diverse iniziative di protesta, in particolare a Taranto e Bari, anche contro manifestazioni e posizioni che definiscono riconducibili a «rigurgiti fascisti» e sul tema della remigrazione.

A cura di 

Slai Cobas Taranto 

Cobas lavoro privato Brindisi
info WA 3475301704 

Tutti a Taranto il 21 Mattarella, Meloni, La Russa.... per i giochi del mediterraneo...

 per gli operai morti, per i migranti morti, per il lavoro, il salario, la sanità la casa... chi li vede mai?

diciamoglielo in faccia il 21 agosto - Manifestazione

Un altro lavoratore bracciante straniero morto - Quali le responsabilità?

Furgone con braccianti stranieri si ribalta nel Foggiano, un morto e 8 feriti, uno dei quali in condizioni ritenute più gravi.

Il gruppo di lavoratori stava rientrando nel Foggiano, dopo una giornata di lavoro nelle campagne della vicina regione del Molise. Il mezzo è uscito fuori strada a Serracapriola (Foggia)
Nell'incidente sono stati coinvolti braccianti stranieri: stando a quanto si apprende, i 9 viaggiavano a bordo di un furgone che è uscito fuori strada ribaltandosi.

domenica 9 agosto 2026

Via la Meloni da Taranto il 21 agosto - da Bari il 4 settembre

Crisi Ilva - lavoro, salario, sicurezza, salute, investimenti alternativi modello di sviluppo anticapitalistico.
Giochi mediterraneo contro spreco, parassitismo, speculazione. corruzione. gentrificazione

Base navale, militarizzazione, guerra. Taranto non è né vuole essere città di guerra. via basi militari e industrie belliche dalla nostra terra.

Taranto è solidale dalla parte della Palestina contro genocidio, deportazione sionista imperialista

Taranto dice no a razzismo e reimigrazione, lottiamo uniti con i migranti nel nome di Bakari Sako.      Meloni vattene da Taranto il 21 agosto e da Bari il 4 settembre

Presidio manifestazione a Taranto il 21 agosto

Siamo tutti e tutte promotori, organizzatori, manifestanti antagonisti
 

A cura di 

Slai Cobas Taranto 

Cobas lavoro privato Brindisi
info WA 3475301704