venerdì 20 marzo 2026

Sono Antonietta Ricci, avvocata, e al prossimo referendum del 22 e 23 marzo sulla giustizia voterò NO

Voterò NO perché la riforma non risolve neanche uno dei problemi reali della giustizia, non una riga di questa riforma darà sentenze più giuste e più veloci; non una riga di questa riforma risolverà tutti gli attuali squilibri del processo che invece hanno origine complessa e molteplice: il numero troppo elevato dei procedimenti, la conseguente eccessiva durata dei processi, un sistema normativo smisurato e la conseguente incertezza interpretativa di leggi e regolamenti, una carenza di personale sia dal punto di vista dei giudici che dal punto di vista dei personale degli uffici. Questa riforma, quindi, sebbene sia spacciata come una riforma che apporterà aspetti positivi alla gestione della giustizia, in realtà è una falsità, una emerita fuffa.

Piuttosto questa riforma rappresenta l'ennesimo attacco alla democrazia ed è un fatto che deve preoccupare veramente tutti, perché questa riforma vuole riscrivere l'assetto costituzionale, introduce infatti la modifica di ben sette articoli della Costituzione e la conseguenza sarà uno sbilanciamento dei poteri dello Stato in favore del potere politico. A conferma di ciò sono le dichiarazioni, incaute ma rivelatrici del vero intento, che abbiamo sentito pronunciare dalla capa di gabinetto del ministro Nordio, che ha detto chiaro e tondo in televisione che “ se vince il sì, ci togliamo di mezzo la magistratura”.

Ovviamente una frase del genere è un lapsus freudiano, che non vuol dire cancelliamo formalmente la magistratura, vuol dire ci togliamo di mezzo la funzione di controllo, di legalità che svolgono la magistratura e il potere giudiziario, quindi eliminiamo uno dei contrappesi costituzionali che rendono la nostra Costituzione realmente democratica. Questo è il vero obiettivo, ovvero smantellare il sistema delle garanzie costituzionali. E come vogliono ottenere ciò? Vogliono ottenere ciò modificando il metodo di elezione del CSM.

Il CSM è un organo di rilevanza costituzionale, è l'organo di autogoverno della magistratura ordinaria in Italia e garantisce l'autonomia e l'indipendenza degli altri poteri dello Stato. Il CSM gestisce le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, i procedimenti disciplinari dei magistrati, è presieduto dal Capo dello Stato ed è composto da membri di diritto e membri elettivi sia laici che togati. Ebbene la riforma incide sulla elezione dei membri del CSM per i quali verrà introdotto il sistema del sorteggio, in altre parole un organo di rilevanza costituzionale sarà eletto attraverso un metodo che sembra quasi banale, una tombola. Ma c’è di più, mentre i membri togati del CSM saranno sorteggiati tra tutti i giudici togati, i membri laici invece saranno sorteggiati da una lista che sarà scelta praticamente dal Parlamento ed è evidente quindi come questi membri saranno scelti volta per volta dalla maggioranza di turno e quindi avremo un CSM composto da membri laici che si sceglie il Parlamento - tant'è vero che sempre il Ministro Nordio, in un'altra delle sue incaute dichiarazioni, diceva che era incomprensibile l'atteggiamento dell'opposizione a questa riforma, quasi a voler dire che nel momento in cui sarete voi maggioranza potreste scegliere voi i membri del CSM, quindi indirettamente stava dicendo che di volta per volta saranno espressioni della maggioranza politica di turno, il che vuol dire che sarà la politica a controllare la magistratura ma nel progetto costituzionale la magistratura è un potere indipendente perché solo un giudice indipendente, libero da ogni condizionamento potrà sconfiggere corruzioni, mafia, potrà scardinare uno Stato parallelo come è stato per la P2. Appare quindi del tutto evidente qual è lo scopo reale di questa riforma, ovvero piegare la magistratura al volere politico.

Tra l'altro lo stesso Ministro Nordio ha detto che se passera la riforma lui ne ha già pronta un'altra, quella per riformare l'utilizzo dei Trojan nei telefonini contro i reati riguardanti la pubblica amministrazione, contro le “modeste mazzette” come ha detto lui.

Altri esponenti politici hanno detto anche che nel caso in cui passasse la riforma non sarebbero più possibili casi Garlasco e allora tutte queste dichiarazioni ci fanno porre una domanda: ma qual è l'obiettivo vero se passa questa riforma se non quella di consentire ai politici di avere mani libere su tutto, per esempio potrà anche stabilire con legge ordinaria che le indagini non vengano più dirette e coordinate dal pubblico ministero ma se ne occupa semplicemente la polizia. Fantascienza? Non credo proprio, viste tutte le modifiche già effettuate da questo governo verso un vero e proprio Stato di polizia, che sta cambiando l'ordine democratico di questo Stato - ed è questo il vero intento della riforma sulla giustizia.

Non è vero che riguarda la separazione delle carriere tra PM e giudice, per una riforma del genere bastava emanare una legge ordinaria con la quale si stabiliva appunto che le carriere dei PM e dei giudici siano separate, avrebbero potuto pensare anche a due concorsi diversi perché la nostra Costituzione dice che nella magistratura si accede per concorso e quindi avrebbero potuto prevedere tranquillamente due concorsi separati, ma non è questo il vero intento.

Il vero intento è cambiare la Costituzione e la Costituzione è di tutti, non si cambia a colpi di maggioranza perché il testo proposto dal governo è stato votato per quattro volte dalla sola maggioranza senza nessuna modifica, nessun confronto con le opposizioni, senza nessun vero dibattito. Non possiamo consentire ad una maggioranza di modificare una Costituzione che è frutto di un lavoro meticoloso, pignolo, estenuante, condiviso e soprattutto competente che ha portato alla stesura della nostra Costituzione.

Questa riforma è un vero e proprio pericolo per la democrazia perché vuole determinare un affievolimento delle garanzie di indipendenza del pubblico ministero e creare forme di controllo sul loro operato da parte del potere politico.

Si vuole quindi creare un pubblico ministero in sintonia con la mentalità dominante presso gli organi di polizia giudiziaria, una minore tutela quindi per il cittadino, un magistrato meno autonomo e meno indipendente.

In realtà più che risolvere i problemi della giustizia questo governo sta facendo a gara per approvare decreti sicurezza ed ogni mese approva nuovi reati sempre diretti verso le fasce sociali dei poveri, degli emarginati, dei giovani, dei militanti, nonché contro le aree del dissenso; che significa più reati, moltiplicazione dei processi, delle misure cautelari, dell'inefficienza.

Quindi la riforma rappresenta l'ennesimo attacco alla democrazia, è un fatto che ci deve preoccupare, è un fatto pericoloso, nei paesi in cui la carriera del PM è separata da quella del giudice, quasi sempre il PM stesso dipende dall'esecutivo e di certo questo non è un auspicio in termini di democrazia e terzietà ma di favore e tutela per una classe specifica e contro i semplici cittadini.

Quindi, per concludere, ci poniamo una domanda semplice: la riforma costituzionale in esame per cui siamo chiamati a decidere e a votare il 22 e il 23 marzo è idonea a risolvere i problemi della giustizia, quali la lentezza dei processi, l'efficienza dei tribunali, il sovraffollamento delle carceri?

No, l'intervento normativo non ha alcun impatto sulla risposta alla esigenza di giustizia che viene dalla gente. Quindi convintamente votiamo NO.

24 marzo serata internazionalista

giovedì 19 marzo 2026

"Voterò NO! Una vittoria del sì sarebbe una vittoria del fascismo al governo" - compagna proletaria di #iostoconlapalestina Taranto

Votare no. Perche' lo faro'. Non c'e' dubbio che una vittoria del sì purtroppo sarebbe una vittoria del fascismo al governo, ed e' questa l'unica motivazione politica e politicizzata che do al mio voto.

Ho pensato al "voto per dispetto" come d'altronde feci al Referendum di Renzi nel dicembre 2016… Si va a votare contro uno schieramento di destra, non certo per abolire o "cambiare" schifezze e nefaste responsabilita' di esse di una giustizia borghese e di classe, nefaste e responsabilita' che sono anche dei cosiddetti "partiti d'opposizione" che sventolano il no...(pero' e' bello sventolare la bandiera - bianca- dei diritti dopo aver ammainato quella dei diritti costituzionali e stracciato, almeno dal 1945, quella rossa…).

Per la destra fascista questo quesito e' una pacchia perche' serve a trasformare il sì del referendum in un sì alle loro politiche liberticide, fasciste, antipopolari, omofobe, islamofobe, razziste, sessiste, femminicide, genocidiarie, guerrafondaie, poliziesche, lobbistiche, all'insegna della corruzione e del malaffare; serve per avere sempre piu' "mani libere" e ad ufficializzare la loro natura delinquenziale attraverso apparati ben assoggettati che la legalizzano. Un esempio è l'abolizione del reato di abuso d'ufficio che altro non e' che abusi di potere.

Vorrei pero' ridimensionare il senso dell'appuntamento referendario che mi portera' a votare no. Andro' a votare come ci andai soltanto nel 2016 contro il referendum Renzi-Pd..., ma come abbiamo constatato il progetto di alterazione costituzionale fu solo rimandato…

E siamo all'oggi: non andro' a votare per chissa' quale miraggio alternativo di una giustizia borghese e di classe. Questo Stato non rappresenta gli sfruttati, i proletari che, anzi, sono il suo cibo con cui nutrirsi

ed arricchirsi, non rappresenta le donne, i loro sacrosanti diritti, non ne garantisce ne' il pane ne' le rose, anzi li nega e li calpesta. E le leggi che lo Stato borghese emana sono a sua garanzia esistenza e sussistenza, a immagine e somiglianza della sua classe borghese e capitalista, all'insegna del profitto e della illegalita'.

Questo Stato si abbatte insieme a tutto il suo ambaradan di apparati che ne sono colonne portanti. Non si cambia, non si riforma!

Ma bisogna stare coi piedi per terra. Nel contesto politico attuale. E a volte, i "passi" possono essere "calci" sferrati al potere che creano delle crepe, che scalfiscono, che sfidano l'insopportabile arroganza, la nauseabonda presunzione mafiosa, malavitosa, d'impunita', d'intoccabilita' di questo governo, d'"invincibilita”.

Un po' come la presunzione d'intoccabilita', invincibilita' ed "impenetrabilita'" del genocida Israele prima dell'ottobre del 2023 e delle azioni legittime della Resistenza.

Ecco, appunto, votero' no come atto di resistenza all'attuale governo liberticida della Meloni, alle sue malefatte di ogni ordine e grado, alle sue complicita' col genocidio in Palestina e le guerre ai popoli, con gli sterminii in atto in Iran; ai sotterfugi loschi ed alle protezioni con accompagnamento in Libia di stupratori e criminali perseguiti da mandati di cattura internazionale; per aver concesso vacanze e relax in Italia agli assassini nazisionisti dell'esercito israeliano, per aver fatto passare nei nostri cieli Netanyhau; per i morti ammazzati sul posto di lavoro, per le donne ammazzate dal loro “dio-patria-famiglia”, per il cimitero di disperati in un profondo mar Mediterraneo, per i continui ladrocinii convertiti in compravendita di armi ed armamenti, convertiti in spedizioni di morte alla tavola dei suoi compari di merende di carne umana di donne e bambini, per le violenze continue perpetrate dalla sua classe, dalle sue lobby di potere economico e quindi politico, nazionale ed internazionale; votero' no per i suoi apparati militari sempre piu' armati e sempre piu' impuniti, sempre piu' autorizzati alla violenza e allo stato di assedio del territorio da decreti e “pacchetti sicurezza” per reprimere meglio e di piu'.

Votero' no per il corpo violato ed immolato al sacrificio delle donne, stuprato non solo da un uomo, ma dallo Stato, prima per pregiudizio e adesso per legge!

Votero' no a "lor signori" giullari di corti altrui, americane, israeliane, che per loro conto condannano ed imprigionano partigiani palestinesi nelle carceri italiane.

No ai loro travestimenti e doppiafaccia, ipocriti servi e cantori del potere delle armi e delle guerre, signori dal fare parolaio e acchiappavoti e consensi che li fa da coltre per offuscare quel che sono stati (fascisti di Salo' e del ventennio) e quel che realmente sono.

Votero' no cosciente che il no sara' e dev'essere altrove, dove e' la lotta e lo scontro di classe che potra' incidere realmente e rovesciare i tavoli imbanditi delle loro feste e banchetti... - ed il nostro non sara' un pranzo di gala.…

Votero' no anche perche' questa campagna referendaria del governo dimostra la sua presunzione di impunita' anche nell'imbrogliare "l'elettorato" con la sicurezza di raccoglierne il consenso per finalita' occulte e non dichiarate, e una delle finalita' e' liberarsi del potere giudiziario, quel potere giudiziario che talora, a volte, "incastra" anche i potenti.

Voto no consapevole e convinta che dalla sua affermazione non passa la vita ed il destino della classe proletaria. La vita ed il destino, dal qui ad una prospettiva prossima o futura nel tempo deve cambiare e cambiera' soltanto con la lotta contro la classe dominante borghese che si fa Stato. Consapevole e cosciente di additare e riconoscere nel dominio della borghesia il reale nemico comune e combatterlo in ogni forma o formula esso appaia e si manifesti, con la lotta sempre piu' conflittuale e "capace". Capace anche nel senso di mettergli realmente paura.