sabato 26 settembre 2026

Blitz alla Base navale di Taranto

Ieri, 25 settembre, riuscito blitz alla Base navale di Taranto.
Una delegazione di compagni e compagne con striscioni: "lavoro non guerra!" - "Taranto non è città di guerra no al comando Nato sulla nostra terra", ha presidiato la Base e un incrocio stradale nei pressi della Base.
Sono state fermate macchine di militari e lavoratori della Base per dare volantini e avviare discussioni, trovando da parte di alcuni condivisione sul NO all'uso della Base da parte della Nato per andare in guerra; altri hanno detto che effettivamente in questi giorni ci sono dei movimenti, stanno rendendo efficienti le navi militari perchè siano pronti in ogni momento alla partenza (vedi il video postato sotto, che parla delle esercitazioni in corso - chiaramente presentate come "operazioni umanitarie").
Altri militari hanno rifiutato il volantino. Ma questa divisione, scontata, è un bene; noi vogliamo che anche tra il personale della Base ci siano schieramenti.
Dopo la "visita" alla Base, è stato messo uno striscione davanti all'Ammiragliato sul lungomare, luogo che da troppo tempo è diventato per la polizia "zona rossa" in cui è vietata ogni iniziativa e affissione. 
Ieri è stato il lancio di una campagna cittadina, regionale e nazionale per respingere i piani Nato/governo annunciati dall'ammiraglio Cavo Dragone su Taranto in una visita di tre giorni, e confermati dal Ministro Crosetto.
 
A breve sarà convocata una assemblea cittadina e regionale per organizzare una vera manifestazione con marcia/blocco della Base.  
Info slai cobas per il sindacato di classe: slaicobasta@gmail.com - wa 3475301704 


Davanti all'Ammiragliato
 
 Le esercitazioni della Marina militare a Taranto
  

Il porto di Taranto nelle cartine di Limes dentro l'intreccio guerra/economia di guerra

Taranto sempre più dentro le guerre in corso e quelle future con ruolo centrale della Base navale in  Mar Grande - contro la quale siamo scesi in campo anche noi con una incisiva iniziativa e azione nella giornata di ieri... Non è che l'inizio! - Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

Le vulnerabilità dei porti italiani

Dettaglio della carta di Laura Canali. Per la versione integrale, scorri fino alla fine di questo articolo.

La carta inedita a colori della settimana è dedicata all'Italia.

La mappa fotografa le vulnerabilità dei porti del nostro paese alle perturbazioni geopolitiche: dalla guerra dei dazi alla chiusura degli stretti, dalla concorrenza internazionale alle limitazioni dell'Emissions Trading System (Ets, sistema per lo scambio delle quote di emissione dell'Ue).

Dell'importanza dei traffici mercantili e della necessità di disegnare una strategia marittima italiana hanno scritto Anna Arianna Buonfanti e Alessandro Panaro nel numero di Limes 7/2026 "Gli stretti indispensabili":

 

venerdì 25 settembre 2026

Ore 16.30 conferenza stampa alla Base navale - ore 18.30 piazza Immacolata

Invito a stampa  

Lo Slai cobas per il sindacato di classe Taranto considera gravi le parole e i fatti illustrati dall'ammiraglio Cavo Dragone che delinea  Taranto e la sua Base navale come uno dei futuri comandi NATO attivamente impegnata nelle missioni militari di guerra nel  Mediterraneo, Golfo persico, Medio oriente

Noi non vogliamo che Taranto sia città di guerra, ma città di pace 

Vogliamo lavoro non guerra
Apriamo un campagna di informazione e lotta nella città su questo il cui programma viene presentato in una conferenza stampa davanti alla Base navale venerdi 25 alle ore 16.30 a cui sono invitati stampa TV e tutti soggetti interessati

per Slai cobas taranto info wa 347 5301704

 Alla DIGOS Taranto

TA 21.9.26

La scrivente O.S. comunica che venerdì 25 settembre c.a. dalle ore 18,30 alle 21 in piazza Immacolata, slargo a sinistra affaccio a via D'Aquino, terrà un presidio di informazione su avvenimenti in Palestina/guerra/ruolo della Base navale di Taranto nei piani militari/prigionieri politici nel mondo.

Durante il presidio saranno proiettati dei video, con uso di schermo, proiettore su tavolino, e alcune sedie.

Vi saranno inoltre striscioni e cartelli informativi, banchetti informativi. Vi sarà macchina scudo per impianto di amplificazione.

Slai cobas 

giovedì 24 settembre 2026

Global Sumud Flotilla, presidio a Roma per i quattro attivisti detenuti a Tunisi: “Condizioni sono sempre più gravi. Temiamo per la loro vita”

Dato che a Taranto la "compagnia di giro" della Flotilla tarantina sembra in tutt'altre faccende affaccendata - e' nella iniziativa in piazza Immacolata di venerdi 25 ore 18.30 che informeremo ed esprimeremo la solidarietà con gli attivisti della Sumud Flottilla perseguitati a Tunisi e per i quali è in corso una giusta mobilitazione nazionale e internazionale - così come rivendicheremo la liberazione dei prigionieri politici palestinesi nelle carceri italiane, in particolare ANAN rinchiuso nel carcere di Melfi e Hammoun verso cui continua l'infame persecuzione

 #iostoconlapalestina - taranto
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Manifestazione davanti all'ambasciata per chiedere la liberazione dei 4 tunisini in carcere da marzo: "Sono prigionieri politici"

Presidio davanti all’ambasciata tunisina a Roma per la liberazione dei quattro attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti dal marzo scorso a Tunisi. Sono in attesa della decisione d’appello sul prolungamento della loro detenzione, disposto due settimane fa per altri quattro mesi. Da oltre un mese sono in sciopero della fame, le loro condizioni si stanno aggravando. Wael Naouar, il più noto, già leader degli studenti tunisini durante la dittatura, ha perso 25 chili ed è stato trasferito in ospedale, ma stanno male anche gli altri. Sono Ghassan Boughediri, Nabil Chennoufi e Ghassan Henchiri. “Per la prima volta temo che possa morire”, ha detto Hichem Naouar, padre di Wael, dopo l’ultima visita al figlio nel carcere di Mornaguia.

Davanti all’ambasciata di via Asmara a Roma c’erano attivisti romani della Flotilla e giovani tunisini, molto preoccupati per quanto accade nel loro Paese. “Sono prigionieri politici, arrestati in quanto leader della delegazione tunisina e maghrebina della Global Sumud Flotilla e sono sciopero della fame, in condizioni critiche – ha detto Luca Poggi di Global Sumud Italia – È in atto una stretta globale contro l’attivismo per la Palestina”. Altri presidi si sono svolti davanti ai consolati tunisini di Milano e di altre città, come in vari Paesi europei.
La legge tunisina consente in teoria la detenzione preventiva fino a 14 mesi senza formalizzazione delle accuse, fin qui molto fumose e relative alla gestione di fondi raccolti per Gaza e per la Flotilla, che nel settembre 2025 partì anche da Tunisi con migliaia di persone a salutare le imbarcazioni. Nei giorni scorsi invece la polizia ha arrestato o fermato una ventina di persone che manifestavano nella capitale tunisina per la liberazione dei quattro. Il governo di Kais Saied sembra deciso a chiudere i conti con il movimento di solidarietà per i palestinesi, che è molto radicato nel Paese e fino a sei mesi fa aveva avuto piena agibilità. Poi, il 5 marzo scorso, la polizia ha impedito una manifestazione alla quale partecipavano anche Thiago Avila e Greta Thunberg e altri attivisti da tutto il mondo. E nei giorni seguenti ha arrestato Naouar e altre sei persone, tre delle quali sono state poi rilasciate. Gli altri sono ancora in carcere, tra le proteste delle organizzazioni per i diritti umani.

Venerdi 25 in lotta subito contro Taranto Comando Nato, Base di guerra!

Le dichiarazioni e i piani di Crosetto/governo Meloni: "La Marina militare "scorterà" le navi italiane a Bab el Mandeb. Crosetto: "Proteggere il lavoro delle aziende", dicono chiaramente che l'Italia partecipa alla guerra di Trump Usa e che Taranto è centrale per portare uomini, armi nelle zone di guerra, e ora per la partenza delle navi nella nuova missione militare annunciata da Crosetto nello stretto di Hormuz e Bad El Mandeb.  Questo si lega e conferma le dichiarazioni dei giorni scorsi fatte dall'ammiraglio Cavo Dragone: "Taranto perno Nato nel fianco sud".

Noi non possiamo assistere inermi.

In lotta subito contro Taranto Comando, base di guerra!

Venerdì 25 settembre

Base navale alle ore 16.30  conferenza stampa

piazza Immacolata alle 18.30 -manifestazione

contro guerra, solidarietà al popolo palestinese, no al ddl su antisemitismo, libertà per i prigionieri politici. 

per una mobilitazione prolungata contro la realizzazione del comando Nato a Taranto e di trasformare sempre più Taranto in città di guerra al servizio delle missioni imperialiste nel Mediterraneo, nel mar rosso, nel nord Africa, Golfo persico, Medio Oriente - in una citta' da economia di guerra, militarizzazione industrie belliche.

Ex Ilva - assemblee nello stabilimento - buona partecipazione ma conclusioni povere - Una attesa inutile senza la lotta e obiettivi giusti

Ex Ilva, assemblee nello stabilimento. I sindacati: "Servono misure straordinarie"

Confronto con i lavoratori in vista delle udienze del 30 settembre e del 20 ottobre: «Senza risposte dal Governo la protesta continuerà»

redazione.taranto@buonasera24.it

L'assemblea dei lavoratori ex Ilva - foto della Fim Cisl di Taranto

L'assemblea dei lavoratori ex Ilva 

TARANTO - Sono iniziate questa mattina nello stabilimento ex Ilva di Taranto le assemblee dei lavoratori convocate per fare il punto sulla vertenza, sulle prossime scadenze e sugli esiti del recente confronto tra Governo e organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi.

Gli incontri hanno registrato una consistente partecipazione dei dipendenti e sono serviti ai rappresentanti sindacali per illustrare il quadro della situazione e ribadire le richieste avanzate per la tutela dell’occupazione e del futuro del siderurgico.

Al centro del confronto resta la necessità, indicata dalle organizzazioni dei lavoratori, di adottare misure straordinarie capaci di garantire occupazione e reddito in una fase segnata da forti incertezze sul destino dello stabilimento.

«Se non arriveranno le risposte dal Governo continuerà la mobilitazione», hanno ribadito i sindacati nel corso delle assemblee, confermando la richiesta di interventi concreti per i lavoratori.

Il confronto all’interno della fabbrica guarda anche alle prossime scadenze giudiziarie, considerate decisive per comprendere gli sviluppi della vicenda legata all’area a caldo.

Il primo appuntamento è fissato per 30 settembre davanti alla Corte d’Appello di Milano, dove sarà esaminata la nuova richiesta di sospensiva relativa al provvedimento che dispone lo spegnimento dell’area a caldo.

Successivamente, il 20 ottobre, la questione approderà davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a discutere il ricorso relativo al provvedimento adottato dai giudici milanesi.

Per i sindacati, proprio l’esito di questi passaggi giudiziari rappresenterà uno snodo fondamentale per il futuro dello stabilimento e dell’occupazione. Nel frattempo, la linea ribadita nelle assemblee è quella di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e di proseguire con le iniziative di mobilitazione qualora non arrivassero le risposte richieste al Governo.

 

 

Ex Ilva - Il governo fa finta di mettere i soldi in realtà sono prestiti a breve che non risolvono nulla per l'appalto ex Ilva sotto lo spettro dei licenziamenti

info stampa

Ex Ilva, è legge il nuovo prestito da 100,5 milioni. Ma l'indotto è in stato di massima allerta

Via libera definitivo del Senato al decreto: la restituzione dei finanziamenti pubblici avrà priorità sugli altri crediti. Prevista anche l’AIA statale per gli impianti Ilva

Il provvedimento autorizza per il 2026 un ulteriore finanziamento fino a 100,5 milioni di euro in favore di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Le risorse saranno trasferite dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, su richiesta dell’organo commissariale.

Il finanziamento dovrà essere restituito entro 6 mesi dalla scadenza del contratto di affitto stipulato con Ilva oppure entro 6 mesi dalla vendita dell’azienda.

Ma è soprattutto la priorità assegnata alla restituzione dei finanziamenti pubblici a suscitare forte preoccupazione tra le imprese dell’indotto ex Ilva. La norma stabilisce infatti che l’amministrazione straordinaria del Gruppo Ilva debba privilegiare il rimborso delle somme pubbliche rispetto agli altri crediti.

Una previsione che alimenta il malumore tra fornitori e aziende che lavorano per il siderurgico, già alle prese con una fase di forte difficoltà e incertezza. Il timore è che la nuova disposizione possa avere conseguenze sui crediti vantati dalle imprese dell’indotto.

Il decreto introduce inoltre un’altra disposizione che riguarda direttamente il complesso siderurgico: gli impianti Ilva dichiarati di interesse strategico nazionale saranno sottoposti ad Autorizzazione integrata ambientale in sede statale.

Solo una parte del provvedimento riguarda invece i carburanti. Il Parlamento ha recepito i precedenti interventi sul taglio delle accise, relativi alle riduzioni applicate tra la fine di luglio e il 5 settembre, oltre alla proroga del credito d’imposta per le imprese dell’autotrasporto.

L’attenzione a Taranto resta però concentrata sulle norme relative all’ex Ilva e, in particolare, sulla scelta di attribuire precedenza alla restituzione dei finanziamenti statali. È questo il passaggio che sta creando maggiore preoccupazione nell’indotto, dove nelle prossime ore sono attese le reazioni delle aziende interessate.