Lascia escavatore in fiamme e cade, ferito operaio ex Ilva
Desk Redazione
Nuovo incidente all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto: un operaio di 60 anni è rimasto ferito la notte scorsa dopo una caduta avvenuta mentre cercava di mettersi in salvo da un escavatore interessato da un principio di incendio. L’incidente si è verificato intorno alle 3.30 nel reparto Gestione rottami ferrosi (Grf), nell’area Acciaieria 2.
Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore, dipendente di Acciaierie d’Italia, era alla guida del mezzo quando si sarebbero sviluppate delle fiamme, probabilmente a causa di un problema alla batteria. Nel tentativo di abbandonare rapidamente l’escavatore, sarebbe saltato a terra, cadendo e procurandosi diverse lesioni.
Fonti della Uilm riferiscono che l’operaio, originario di Massafra, ha riportato fratture multiple, tra cui quella del femore. Dopo i primi soccorsi è stato trasferito all’ospedale di Taranto.
Sull’accaduto i sindacati hanno chiesto un confronto con l’azienda per chiarire la dinamica dell’episodio e accertarne le cause.
*****
Ma non si era detto dopo la morte di Lors Costantino, e poco prima di Claudio Salamida, che si dovevano attivare dei "Gruppi di Analisi sulla sicurezza, cioè presidi permanenti di confronto tra funzionari aziendali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, per effettuare una mappatura delle condizioni impiantistiche e individuazione di interventi migliorativi”?
Ma niente si è fatto! Gli incidenti, gli infortuni per mancanza di manutenzione sono continuati; i Commissari responsabili di questa permanente situazione di grave rischio sicurezza e vita, di mettere in cassintegrazione proprio lavoratori della manutenzione, restano lì; e ogni giorno andare all'Ilva è come una roulette russa!
Ma ancora una volta i sindacati, compreso il "quarto" l'Usb, continuano come sempre a chiedere confronti, dopo che i fatti sono accaduti; non pretendono neanche di mettere in atto realmente e urgentemnte quella "mappatura delle condizioni impiantistiche"; non chiedono la cacciata dei commissari; gli Rls non fanno il loro dovere. Anche questi sindacati non sono innocenti. Ogni giorno dovrebbero stare in questa fabbrica ad altissimo rischio vita a pretendere interventi di manutenzione.
Basta! La sicurezza, la vita degli operai non si salva con le parole, con gli incontri, ma con i FATTI!
Lo Slai cobas si batte - e ora sta anche raccogliendo le firme tra gli operai sulla "Piattaforma operaia" - perchè vi sia in fabbrica una postazione ispettiva permanente, che agisca prima degli infortuni, che prescriva interventi di manutenzione immediata, che sia di riferimento per gli operai che vogliono segnalare subito situazioni di pericolo, che sia di deterrente verso i capi. Che abbia potere di fermare lavori a rischio (non solo di fare una "mappatura"...).
Questo deve essere fatto, imposto all'Ilva dagli organi ministeriali, dalla Procura (che non devono scambiarsi le responsabilità di decisione, come purtroppo è emerso in un recente incontro fatto dallo Slai cobas con alcuni giudici). Questo deve essere fatto anche contro i freni degli stessi sindacati in fabbrica che non vogliono essere "scavalcati".
IL NOSTRO FORTE AUGURIO ALL'OPERAIO INFORTUNATO PERCHE' GUARISCA PRESTO!
Slai cobas - WA 3519575628
LA PIATTAFORMA OPERAIA












.jpg)