martedì 23 giugno 2026

Vendita Acciaierie - La situazione continua ad essere grave ma non seria

Siamo ora di fronte alla lotta tra capitalisti - col governo Meloni/Urso che non ha alcun reale piano, dice solo: ragazzi, non ci sono più soldi...", nè decide alcunchè e con una situazione, per gli operai in primis, sempre peggiore e inaccettabile, in una fabbrica in cui il rischio infortuni è diventato altissimo, la cassintegrazione si estende, e in cui gli operai in attività non sanno che produzione e per chi la stanno facendo. 

Il fondo Flacks butta promesse, sciorina un futuro splendente: "Non più l'acciaieria più grande d'Europa, ma una delle migliori... non la sopravvivenza della vecchia Ilva, ma la costruzione di una nuova siderurgia"... Ma tuttora non presenta piani produttivi (ora parla di rivedere in profondità l’impianto del piano, insieme a due aziende, Danieli e Metinvest) e ambientali, come questi siano compatibili con la piena occupazione, e soprattutto dove sono i chi li deve mettere i soldi, molti miliardi che servirebbero.

Ma come un "mercante di merci fasulle", Flacks parla di "una visione che guarda meno alla quantità e più alla qualità del prodotto, con l’obiettivo di spostare il sito verso lavorazioni più remunerative e più coerenti con le esigenze dei mercati industriali avanzati". Poi, a proposito del futuro radioso spiega come sarà questa fabbrica: "automazione avanzata, manutenzione predittiva, digitalizzazione degli impianti, efficienza energetica, riduzione delle emissioni, integrazione logistica e specializzazione produttiva". E infine: sul fronte occupazionale, Flacks "assicura" che il progetto non prevede affatto esuberi: «Nel nostro piano nessuno resta a casa»,

L’ex manager di Arcelor, Alberto Pratesi (per nome e per conto di ArcelorMittal che si vuole vendicare della sua uscita dall'ex Ilva?), denuncia Flacks come imbroglione. "La sua critica si concentra soprattutto sul ruolo dello Stato, che a suo giudizio emergerebbe come elemento decisivo nella visione di Flacks. «In realtà non è poco chiaro, Mr. Flacks al contrario è molto chiaro», afferma Pratesi. «Sottolinea il ruolo che lo Stato dovrebbe assumere nel sostenere un settore considerato strategico. Cioè i soldi ce li deve mettere lo Stato». La critica riguarda soprattutto la scelta di puntare meno sulle quantità e più sugli acciai a maggiore valore aggiunto; però - dice - quali siano i numeri, come si possano ammortizzare i costi fissi e quante tonnellate, a quale prezzo, servano per raggiungere il break even.
Poi, secondo l’ex manager - "come una fabbrica più automatizzata, con minori quantità prodotte e una minore incidenza della manodopera, può contemporaneamente mantenere o addirittura aumentare l’occupazione? Pratesi solleva anche il tema dei debiti di Acciaierie d’Italia, quantificati nel suo intervento in 10 miliardi e forse oltre. 
Concludendo che «Il dubbio che sorge, a mio avviso, non è su come reperire le risorse ma su se Mr. Flacks sa quello di cui sta parlando».
 
E gli operai? Dovrebbero fare da spettatori o, peggio, scegliere qual'è il padrone meno peggio e di quale "capitale" morire?

A questo, di fatto, i sindacati che vanno da Tavolo in Tavolo, portano i lavoratori. 

Per questi sindacati confederali, e non diversamente l'Usb, il problema non è porre con la lotta a tutti i livelli gli interessi dei lavoratori; danno già per scontato che ci deve essere un forte taglio all'occupazione, e quindi il problema è soprattutto trovare gli strumenti che ne attutiscano l'impatto. 

Gambardella, referente nazionale per il settore siderurgico per la Uilm. dice (e gli altri sindacati sono d'accordo):“Per quanto ci riguarda - afferma Gambardella - ribadiamo che non accetteremo, come non lo abbiamo mai fatto, che si assumano decisioni in Europa ed in Italia senza un piano sociale che metta in protezione i lavoratori con strumenti che li accompagnino con la formazione per la riqualificazione e la ricollocazione”; “Il banco di prova, per il nostro Paese - conclude il sindacalista Uilm - sarà la vertenza ex Ilva per la quale attendiamo di capire quale futuro e quale prospettiva voglia dargli il Governo”.
 
Campa cavallo... 

Latiano - una persecuzione 'antiterrorista' contro un giovane palestinese che domanda solidarietà

Comunicato stampa
Il Cobas denuncia con forza l’uso distorto della applicazione del reato di “Terrorismo della parola”, introdotto dal governo Meloni nel decreto sicurezza al comma tre dell’articolo 270 quinquies; reato che ha colpito il giovane Palestinese Abdalmuti Abunada che viveva e lavorava a Latiano nei giorni scorsi.
Il decreto sicurezza emanato dal governo Meloni nell’Aprile 2025 ha dei tratti dichiaratamente incostituzionali fatti per colpire qualsiasi tipo di dissenso.
Si passa infatti dalle multe per quelli che erano considerati reati amministrativi a condanne per anni e anni, fino a limitare fortemente il diritto di parola .
La questione della applicazione del comma sul “Terrorismo di parola” sta provocando una grande discussione a livello nazionale perché applicato in misura troppo larga nei confronti dei Palestinesi residenti in Italia, colpevoli di aver pubblicato solo dei video .
Un pool di costituzionalisti e di avvocati sta seguendo le vicende di Ahmed Salem, condannato in primo grado dal tribunale di Campobasso a 4 anni per il reato appunto di “Terrorismo della parola”, cercando di dimostrare quanto sia prevalente la volontà di reprimere il dissenso applicando condanne fuori di ogni luogo.
Secondo noi, più che le vittime del Genocidio andrebbero perseguite gli autori di quello che è avvenuto a Gaza che continua sotto l’indifferenza occidentale.
Il governo Italiano sono quasi tre anni che mantiene un drammatico silenzio sul genocidio in Palestina e continua ad offrire collaborazione piena a quello israeliano.
Abbiamo l’esempio del capo del governo di israele, benjamin netanyahu , inseguito da un mandato di cattura spiccato dalla Corte Penale Internazionale che gira il mondo indisturbato.
Se parliamo di terrorismo della parola cosa dire di quelli che in Italia parlano di continuare le guerre e i genocidi di Israele contro Palestina , Siria, Iraq,Libano , Giordania , in nome del diritto divino del “popolo eletto” rivolto a realizzare la “Grande Israele”.
Basti inoltre pensare alla ultima illegittima guerra contro l’Iran per capire che il diritto internazionale è stato profondamente cancellato e sostituito dal diritto del “Più forte”.
Cosa volete che possa crescere nelle persone colpiti da disgrazie inenarrabili se non un sentimento di odio verso chi le sta realizzando .
Il Cobas continuerà a manifestare per un pieno diritto a manifestare e a dire quello che si pensa contro il Genocidio in Palestina ,contro il riarmo, per una vera pace.
Brindisi 21.06.2026
Confederazione Cobas Brindisi

Ultim'ora 

La situazione a Latiano è decisamente peggiorata.

Oltre il ragazzo palestinese in carcere e un altro ragazzo palestinese indagato, socialmente nella comunità di Latiano, "l'aria non è delle migliori", nei confronti di tutti gli immigrati presenti nel comune brindisino.
Giovedì in riunione sarà necessario quanto fondamentale fare un passaggio importante su tutto ciò.
Tutto ciò è successo e sta succedendo a pochi passi da noi.

lunedì 22 giugno 2026

Formazione marxista - martedì 23 ore 16,30 Biblioteca ple Bestat - Nuova lezione del Prof. Di Marco - Partecipazione libera


Report sull'assemblea regionale tenutasi a Bari il 19 giugno - Le proposte uscite, tra cui iniziative a Taranto

All'assemblea regionale di Bari del 19 giugno hanno partecipato vari compagni e comitati e organizzazioni: Collettivo operaio Mo Avast! – Comitato Altamura per la pace – Comitato Articolo 11 – Comitato contro il Genocidio del Popolo Palestinese, il riarmo e per la pace Brindisi - Comitato contro il riarmo del Salento - Comitato per la pace di Ruvo di Puglia - Comitato per la pace di Terra di Bari – Comitato per la pace di Putignano – Comitato per la pace di Ruvo di Puglia - Comitato promotore Marcia Gravina-Altamura 2026 - Coordinamento Capitanata per la pace – COBAS Puglia - Convochiamoci per Bari - Coordinamento Grottaglie per la Palestina – Coordinamento Molfetta per la Palestina - Coordinamento Nord Barese Pace e Disarmo – DigiunoGaza – DisarmaTerra - Donne in nero Bari – Emergency Puglia e Basilicata – Etica & Politica - Global Sumud Flotilla Puglia - La Giusta Causa – Legambiente Corato - Missionari Comboniani di Bari - Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Pace Terra Dignità di Alessano - PCI Puglia – PeaceLink – Piccola Comunità Kairos - Rete dei Comitati per la Pace di Puglia - Rete Puglia – Rifondazione Comunista Puglia – Risorgimento Socialista Puglia – Sinistra Anticapitalista Taranto – SLAI Cobas Taranto - Sinistra Italiana Puglia - UDS Puglia – Zona Franka

Dagli interventi sono uscite le seguenti proposte:
- Assemblea cittadina a Molfetta aperta a tutti il 25 giugno in preparazione della
- Manifestazione regionale il 4 luglio a Molfetta per la liberazione di Alberizia e Centrone, prigionieri in Libia
- Assemblea regionale il 5 luglio all'ex-caserma a Bari per la mobilitazione per la chiusura del consolato israeliano
- Manifestazione alla base navale di Taranto in occasione della partenza della Vulcano
  (proposta fatta da taranto slai cobas accolta)
- Assemblea popolare in piazza Taranto con mostra, proiezione di film, e intervento pro palestina e pro flotilla (proposta fatta da slai cobas taranto accolta)
- Banchetti di propaganda dell'appello "non armi ma pane" del Comitato  Articolo 1 ad Alessano, Casarano, Tricase con proposta di organizzarlo nel resto della Puglia
- Manifestazione a Brindisi il 15 ottobre in occasione dell'attracco della nave da crociera israeliana
  con appello a costituire in coordinamento interregionale dato che attraccherà anche a Catania e Palermo
- Corsi di formazione nelle scuole per costruire la partecipazione alla marcia Gravina Altamura del 24 ottobre (organizzati da associazioni accreditate, proposta dell'Osservatorio)

Al termine dei lavori, l'assemblea ha conferito mandato alla presidenza di predisporre un documento di intenti da sottoporre alla eventuale adesione di tutti i soggetti interessati, con l'obiettivo di costituire un coordinamento regionale finalizzato alla promozione di un programma condiviso di iniziative unitarie. Se necessario, il documento potrà essere ulteriormente discusso in una successiva assemblea regionale ad esso dedicata. 

*DOCUMENTO CONCLUSIVO DELLA ASSEMBLEA REGIONALE DEL 19/06/2016*
Alla luce di quanto emerso dal dibattito e considerata l'ampia partecipazione, rappresentativa dell'intero territorio regionale, l'assemblea rileva unanimemente la necessità di costruire un percorso unitario di mobilitazione contro le guerre, il riarmo e la militarizzazione del territorio, nonché a sostegno della causa del popolo palestinese.
L'assemblea prende altresì atto e sostiene le diverse iniziative già promosse sui medesimi temi dai vari soggetti impegnati nel movimento contro la guerra, con particolare riferimento alla petizione popolare contro il riarmo promossa dal Comitato Art. 11.
In tale quadro, l'assemblea registra un consenso unanime attorno alle seguenti iniziative:
- concorrere all'organizzazione della Marcia della pace Gravina–Altamura, in programma il 24 ottobre;
- promuovere una campagna per la chiusura del Consolato Onorario di Israele a Bari, a partire dalla partecipazione alla assemblea prevista per il 5 luglio;
- sostenere ogni iniziativa utile alla liberazione degli attivisti della Global Sumud detenuti in Libia, a partire dalla partecipazione all’assemblea in programma il 25 giugno;
- organizzare una manifestazione di protesta presso il porto di Taranto in occasione della partenza della nave Vulcano diretta verso lo Stretto di Hormuz.
Al fine di dare continuità e concretezza a questo percorso comune, l'assemblea decide di costituire un coordinamento provvisorio, composto da un rappresentante per ciascuna organizzazione sottoscrittrice del presente documento, con il compito di accompagnare la preparazione e la realizzazione delle iniziative sopra indicate fino allo svolgimento della Marcia della pace Gravina–Altamura.
Al termine di tale appuntamento, l'assemblea valuterà il percorso compiuto e deciderà se procedere allo scioglimento del coordinamento provvisorio o alla sua trasformazione in un organismo permanente di coordinamento e iniziativa.

Report a cura dellop Slai cobas Taranto

Processo Ambiente svenduto - Respinte dal PM e dai nostri avvocati le eccezioni degli avvocati degli imputati - Una udienza positiva

Nell’udienza del 19 giugno a Potenza vi è stata la risposta di PM e parti civili alle nuove eccezioni dei difensori degli imputati che nella precedente udieza del 5/6 hanno chiesto l'annullamento di tutti gli atti,  quindi la validità di tutte le prove, perizie, testimonianze che furono centrali nel processo di 1° grado a Taranto e per le sue condanne.

Il PM ha detto che vanno ritenute inammissibili le richieste dei difensori di Riva e soci. Molto efficace l’intervento per noi e i nostri avvocati della Avvocata Antonietta Ricci. Se pure in un quadro di prescrizioni che hanno ridotto il numero degli imputati noi restiamo tutti in campo e per i reati rimasti restiamo parti civili e soggetti di risarcimento.

La prossima udienza in cui il giudice si esprimerà è il 3 luglio

Nell’udienza del 5 giugno, i legali degli imputati hanno sostenuto l’inutilizzabilità soggettiva delle varie perizie tecniche eseguite in incidente probatorio nel primo processo; in quanto, i legali hanno detto, che molti imputati al momento dell’esecuzione delle stesse non erano ancora all’interno del processo. 
Inoltre, specificatamente per quanto riguarda perizia epidemiologica, è stato contestato il fatto che la gip Todisco l’assunse di ufficio, cosa che per i legali della difesa non poteva fare perché nel 2010 i PM dell’accusa avevano chiesto soltanto una perizia tecnico-impiantistica. 

Su questo vi è stata opposizione netta da parte del PM e della Avv. Ricci dello Slai cobas perchè è falso quento sostenuto dagli avvocati degli imputati. 
Altro questione riguarda le intercettazioni. Nel corso del processo a Taranto, furono acquisite quasi 2100 ore: i legali della difesa hanno chiesto se siano ancora tutte utili ai fini del processo, o se invece non sia il caso di acquisire soltanto quelle utili nei confronti degli imputati i cui reati non sono andati in prescrizione.

Infine, riguardo alle prescrizioni, secondo alcuni calcoli entro la prossima estate dovrebbe andare in prescrizione anche il reato relativo al disastro ambientale; mentre resterabbe il reato di avvelenamento di acque e sostanza alimentari.