mercoledì 19 giugno 2024

Info: aggiornamento da parte del Min. Urso su Acciaierie e appalto

Il ministro Urso interviene al question time della Camera per un aggiornamento sul siderurgico

Da corriere di Taranto

pubblicato il 19 Giugno 2024, 18:59

“Gli stabilimenti (dell’ex Ilva) sono stati visitati nei giorni scorsi da player internazionali particolarmente importanti sul piano industriale, che si sono mostrati interessati al futuro acquisto, secondo le procedure pubbliche”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, iniziando il suo intervento al question time alla Camera informando i deputati presenti. “Questo è stato possibile anche grazie al fatto che l’avvio della gestione commissariale a febbraio ha garantito il rilancio della macchina produttiva con piani significativi di manutenzione degli stabilimenti e di salvaguardia degli stessi e dei lavoratori”, ha aggiunto Urso ricordando come nelle scorse settimane a visitare gli impianti di Taranto, Genova e Novi Ligure siano state le delegazioni di Vulcan Steel, Steel Mont, e Metinvest.

Inoltre, “sono disponibili, per chiunque si aggiudicherà gli asset produttivi dell’ex Ilva finanziamenti significativi attraverso contratti di sviluppo per 700 milioni di euro – ha detto il ministro Urso nel suo intervento alla Camera -. Ulteriori risorse potranno giungere dal Fondo coesione e sviluppo, ovviamente nei limiti che l’Unione europea ci impone”, ha continuato Urso, ricordando che “per la decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto già è previsto un finanziamento di 1 miliardo di euro a carico del Fondo di sviluppo e coesione per la realizzazione di un impianto di produzione di preridotto – secondo il ministro -, gli impianti dell’ex Ilva costituiscono il contesto ideale per lo sviluppo di una nuova capacità green con forno elettrico, alimentare con preridotto. Noi siamo consapevoli del loro valore e per questo li abbiamo salvati da una governance che li stava portando alla definitiva chiusura”. “Noi sappiamo che si tratta di asset che hanno un valore strategico in Italia e in Europa, un complesso industriale e logistico fortemente integrato che conta 9 siti produttivi, logistici e centri di servizio, tra i quali, certamente, quello di Taranto, l’impianto con la maggiore capacità nominale in Europa, leader nella produzione di acciai piani, dotato di un network logistico integrato caratterizzato inoltre da un posizionamento geografico strategico e da infrastrutture particolarmente competitive – ha sottolineato sempre Urso -. Lo stabilimento, come hanno accertato i player internazionali, grazie anche all’intervento dello Stato è dotato di presidi realizzati in esecuzione del piano ambientale che hanno portato alla copertura, unica in Europa, dei parchi minerari, un’opera di grande valore ed efficacia e a una drastica riduzione delle problematiche ambientali”, ha continuato il ministro durante il question time. “I commissari stanno completando gli interventi residui e nei giorni scorsi hanno provveduto a depositare tutta la documentazione he necessita per il riesame dell’Aia, ivi compresa la valutazione del rischio sanitario. I commissari hanno anche presentato – anche ai fini del prestito ponte – un piano industriale con l’obiettivo di ristabilire le condizioni migliori per creare valore all’impianto, fino a giungere a produrre alla fine del prossimo anno 6 milioni di tonnellate di acciaio e poi nel 2028 una gamma di prodotti carbon neutral da forno elettrico”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/05/28/per-lex-ilva-deadline-al-2030/)

“Siamo alle verifiche finali e nel giro di un mese le aziende dell’indotto di Acciaierie d’Italia (ex Ilva) dovrebbero ricevere il 70% del loro credito. Si tratta ovviamente delle aziende strategiche e bancabili – ha poi annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy affrontando il delicato nodo delle aziende che lavorano all’interno del siderurgico -. I commissari (di Acciaierie d’Italia, ndr), superato l’iniziale stallo dovuto alle pessime condizioni in cui hanno trovato i beni e la contabilità aziendale, hanno ripreso i rapporti con le imprese dell’indotto e avviato una prassi di pagamento a 60 giorni. Nella precedente gestione i pagamenti avvenivano a un anno. Proprio per questo i crediti erano cresciuti a dismisura” ha sostenuto Urso. “I commissari propongono di ammettere al passivo ben più dei 120 milioni di euro richiamati dagli interroganti ma una cifra pari a 320 milioni di crediti, proprio perché nella precedente gestione i pagamenti venivano effettuati a un anno. Sono ora in corso tutte le necessarie interlocuzioni con Sace per condurre in porto l’operazione di cessione dei crediti pregressi, ormai facenti parte della massa passiva. Per circa la metà di questi interverrà Sace a breve. Siamo alle verifiche finali e nel giro di un mese queste aziende dovrebbero ricevere il 70% del loro credito. Si tratta ovviamente delle aziende strategiche e bancabili”, ha specificato il ministro. “Comprendo bene i timori delle imprese dell’indotto che dieci anni fa furono falcidiate dall’amministrazione straordinaria ma che questa volta possono contare finalmente su un Governo consapevole, determinato, che conosce il valore dell’impresa e agisce al fine di tutelarla.Fin dall’inizio abbiamo operato, sfruttando già nel decreto 4/2024 tutte le possibilità di aiuto compatibili con il diritto dell’Unione europea. È stato previsto un accesso delle imprese al fondo di garanzia a condizioni agevolate e senza valutazioni di merito creditizio per l’ottenimento di mutui dal sistema bancario ed è stato creato un fondo per abbattere del 50% i tassi di interesse. Possono attualmente fruire di questi benefici le imprese che abbiano impegnato almeno il 35% del proprio fatturato con Acciaierie d’Italia prima del suo commissariamento -. Inoltre, ha continuato Urso -, il decreto attuativo è stato adottato il 3 maggio e registrato dalla Corte dei Conti il 4 giugno; quindi, la misura è pienamente operativa – aggiungendo -, che è stata altresì riconosciuta per i lavoratori delle imprese dell’indotto una integrazione al reddito per sei mesi, prorogabile fino a 10”. Inoltre “è stata prevista la possibilità di cedere i crediti pregressi verso Acciaierie d’Italia, fruendo della garanzia dello Stato attraverso l’intervento di Sace fino all’80% dell’importo del credito. Ricordo infine che nell’ambito della conversione del decreto legge il Governo ha dato parere favorevole a un emendamento dell’opposizione grazie al quale si è autorizzato lo svincolo di importanti risorse della Regione Puglia proprio per il finanziamento di misure di ulteriore sostegno per le imprese dell’indotto. Ci attendiamo dunque che anche la Regione faccia la sua parte. Il quadro delle misure trattate è quindi molto corposo ed efficace, come mai prima”.

“Sono in corso le procedure per l’erogazione del prestito ponte da parte del ministero dell’Economia e le interlocuzioni con la Commissione europea procedono senza intoppi e sono sicuro che le risorse arriveranno in tempo utile per garantire il proseguo del programma di rilancio produttivoe quindi per le manutenzioni e l’approvvigionamento che servono all’ex Ilva. Nel frattempo, i commissari possono contare sui 300 milioni del patrimonio destinato il cui utilizzo per le finalità della continuità produttiva è stato autorizzato dal Parlamento” ha ricordato il ministro delle Imprese e del Made in Italy. “Per gli altri stabilimenti (dell’ex Ilva, ndr) mi auguro che ci siano le condizioni per iniziare prima della pausa agostana, così che si possa esplicare nell’arco dei mesi successivi, anche sulla base delle visite che sono state fatte da tre importanti player internazionale e degli altri attori che, nel frattempo, potranno manifestare i propri interessi”. Indicando che “è iniziata la prima procedura, che riguarda la Sanac, con i commissari che hanno ripreso le commesse verso Sanac che la precedente gestione aveva tagliato e la cassa integrazione di Sanac è passata dal 40% del 2023 al 10% del maggio 2024, mentre il fatturato previsto per il 2024 sarà di circa 50 milioni di euro, contro i 37 milioni del 2023”. Per questo, ha continuato Urso, per Sanac “è stata riapertura la procedura di gara che si concluderà il primo luglio con la presentazione delle manifestazioni di interesse ai fini di collocare a un attore industriale questa azienda significativa collega ad Acciaierie d’Italia che puo’ avere una vita autonoma industriale”.

Infine, il ministro ha spiegato che il programma di ripresa produttiva dell’ex Ilva prevede che dall’autunno sia pienamente produttivo l’altoforno 4, così come in autunno dovrebbe essere produttivo un secondo altoforno, quindi ha aggiunto Urso, “nell’autunno di quest’anno dovremmo arrivare a un livello potenzialmente produttivo su base annuale di 4 milioni di tonnellate. Invece, il terzo altoforno ha bisogno di una manutenzione più significativa e quindi più tempo e anche più risorse e questo potrebbe avvenire per la seconda parte del 2025. A quel punto arrivare ai livelli produttivi che oggi sono quelli di soglia di sei milioni di tonnellate“.

Nota da Controinformazione rossoperaia sulla manifestazione a Fasano contro il G7

Alla manifestazione di protesta di sabato 15 giugno contro il G7 di Puglia, abbiamo partecipato con una delegazione di Taranto rafforzata dai rappresentanti provenienti da altre città, appartenenti a Slai Cobas, proletari comunisti, al Movimento femminista proletario rivoluzionario. Una delegazione fatta essenzialmente da operai, lavoratori e lavoratrici che giornalmente lottano sui posti di lavoro, sul territorio, per la difesa degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici e per formare la coscienza dei lavoratori e delle lavoratrici e tradurla in lotta politica sociale contro i padroni e il governo.

Non potevamo assolutamente mancare a questa manifestazione e non certo perché essa si è fatta in Puglia, dove in particolare a Taranto vi è una delle realtà di queste organizzazioni, ma per quello che è avvenuto in questo G7 che dimostra che così non si deve e non si può andare avanti.

Il G7 ha raccolto i capi di Stato e di governo dei 7 paesi più industrializzati, più ricchi del mondo; ad essi si sono aggiunti governi di diversi paesi, dall'India al Brasile, dalla Turchia al Medio Oriente, all'Argentina, eccetera. Vi hanno partecipato gli attuali rappresentanti della Comunità europea, e anche il Papa. Questa riunione ha deciso una cosa su tutto: 50 miliardi all’Ucraina per continuare la guerra; per continuare tutte le guerre per acutizzare le contraddizioni mondiali tra i paesi imperialisti occidentali e la Russia, la Cina. Un'acutizzazione militare ed economica che rappresentare un passo in avanti verso la terza guerra mondiale. Nello stesso tempo hanno deciso tutto insieme che prosegua nelle condizioni attuali il genocidio in Palestina condotto dallo Stato sionista di Israele.

Queste sono le decisioni che hanno preso in un residence di lusso a Borgo Egnazia. E per poterle prendere hanno trasformato la Puglia in una zona di emergenza, in uno stato d'assedio, con circa 8.000 uomini, forze dell'ordine di ogni genere, armati a tutto punto, con postazioni missilistiche con portaerei. Con disposizioni che hanno reso gli abitanti della zona del Vertice dei sequestrati in casa. E nello stesso tempo cercando di alimentare una paura verso chi voleva protestare.

A questo si è aggiunto il modo come hanno questo G7. Hanno occupato tutti gli alberghi di lusso, prima per tutto il resort di Borgo Egnazia. Hanno fatto delle grandi abbuffate, infinite foto di ogni genere. Hanno fatto colloqui collettivi e bilaterali. Hanno ostentato il loro potere sui destini del mondo.

In tutto questo il governo Meloni ha cercato di accreditarsi verso i cosiddetti “Grandi della terra”, con un atteggiamento di assoluto servizio, mettendo a disposizione di questi signori della guerra, del lusso e dello spreco la nostra Regione.

Contro questo Vertice vi sono state manifestazioni. Il giorno 13 giugno una opposizione quasi simbolica rappresentata dalla “cena dei poveri” contro la “cena dei ricchi” a Brindisi. Ma soprattutto il 15 giugno una bella, grossa, rappresentativa manifestazione. La manifestazione di Fasano che ha visto la partecipazione di più di un migliaio di persone.

È stato un'importante che la popolazione di Fasano non ha accettato la logica che le sue amministrazioni, il governo e le istituzioni gli volevano imporre di tenere tutto chiuso, di non partecipare a niente. Invece la manifestazione ha attraversato per 3 km Fasano, e ha visto in tanti vie del corteo una forte presenza ai lati della popolazione di Fasano, anche i tanti che si sono affacciati dai balconi. Abitanti di Fasano che ha potuto vedere con i propri occhi che in realtà quelli che lo Stato, il governo, la grande stampa, la stampa locale, le amministrazioni locali cercavano di presentare come coloro che avrebbero fatto violenze, erano invece tanti giovani, donne, lavoratori del territorio, di Taranto, Brindisi, Bari, della provincia, rappresentanti provenienti dalle altre città italiane.

Si sono visti operai che hanno affrontato lunghi viaggi come gli operai di Bergamo; si sono visti compagni e compagne, protagonisti delle lotte sui loro territori, sull'ambiente, contro le basi militari, venuti da Pisa, da Firenze, da Ravenna, Milano, ecc.; si sono visti tanti venuti dalle altre realtà del Sud, coloro che stanno contestando il ponte a Messina; coloro che a Palermo stanno conducendo tante manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese, insieme a un'importante lotta contro la guerra e soprattutto contro la principale industria bellica del nostro paese, la Leonardo.

E così il lungo corteo via via è diventato un'esplosione di slogan contro i signori della guerra, contro questo sistema capitalista/imperialista. Un'esplosione di solidarietà verso il popolo palestinese. Una manifestazione che ha dato via via voce a tutti che hanno potuto far sentire forte e chiara non solo la loro voce, ma tutto quello che rappresentavano.

Si è detto in questa manifestazione: loro sono 7, noi siamo tutto il resto del mondo. E quindi si poteva essere in 1000 o 10.000, non cambiava il fatto che tutta quella parte del mondo che non vuole una nuova guerra imperialista, che non vuole il genocidio Palestina, che non vuole la miseria, che non vuole la fame; tutto il mondo che nel nostro paese lotta per il lavoro, per il salario, contro la devastazione ambientale e territoriale; tutti gli studenti che contestano questa scuola e in tanti la occupano per dire: non vogliamo che la scuola serva la guerra, serva a consolidare i legami con Israele; tutti coloro che domandano pace, democrazia, e non certo guerra stato di polizia; tutti erano rappresentati nella manifestazione.

Una manifestazione fortemente antifascista perché avanza chiara la comprensione che abbiamo un governo fascista, moderno fascista, che vuole mettere le mani sull'intero paese.

Questa manifestazione è riuscita a smontare con lo slogan: la Puglia non è zona di guerra, mai più G7 nella nostra terra, l’immagine propagandata di questo G7; è riuscita a commuovere, a emozionare i cittadini, le donne di Fasano che hanno cominciato a vedere chiaro quello che era realmente questo G7, non quello che gli hanno raccontato le televisioni, i giornali servili, le televisioni, venute anche da altri paesi del mondo (c'erano giornalisti americani, giornalisti venuti perfino dal Giappone); questi giornalisti hanno dovuto parlare della manifestazione che secondo i grandi mass media non esisteva e comunque rappresentava “quattro gatti”.

Tutti in questa manifestazione facevano gara non solo per partecipare, gridare gli slogan, rivolgersi alla popolazione, ma anche per raccontare le ragioni della lotta, che non erano solo le loro ma erano le ragioni di tutti.

Noi siamo orgogliosi di essere stati in questa manifestazione. Ringraziamo col cuore il coordinamento anti G7 della Regione che l'ha resa possibile. Ringraziamo Bobo Aprile che tanto si è prodigato per costruire l'unità necessaria per questa manifestazione, senza sconti, senza inseguire Amministrazioni, anzi, come dicono questi compagni: ‘con voi ce l'ha dichiariamo dopo’, per quello che hanno fatto le amministrazioni, i proprietari degli alberghi, ecc. per mettersi a disposizione del G7, come le ignobili dichiarazioni di Emiliano, di tutta la nostra Regione, e così via.

La Puglia è diventata la vetrina del mondo? No, è diventata la vetrina della guerra. Questo G7 è stata una vera vergogna, un insulto non solo al nostro territorio, ma ai popoli del mondo, ai lavoratori di tutto il paese.

Questa manifestazione fino al 15 “inesistente”, ora si può vedere. Segnaliamo questo blog proletari comunisti, ma chiaramente tutti i mezzi di comunicazione di lotta che hanno pubblicato tanto di questa manifestazione. Tutti coloro che vi hanno partecipato hanno voluto mandare foto, video, commenti, perché hanno voluto trasmettere a chi non c’era quello che è stata questa manifestazione, quello che ha voluto significare.

Questa manifestazione ha tolto da maschera al governo Meloni, ai signori del G7 e a tutta la corte che li ha sostenuti. Ha tolto la maschera allo Stato, che è incapace di affrontare anche i problemi elementari delle persone, mentre è in grado di mandare 8.000, militari armati e addestrati, servizi segreti quando deve tenere questi vertici. Tutta una forza militare perché hanno paura, temono che le popolazioni non se la bevano e si ribellino a tutto questo.

E certo questo è stato il messaggio della manifestazione: È giusto ribellarsi! Ognuno di noi, tutte le organizzazioni, le associazioni che sono contro la guerra, contro il fascismo, contro la repressione, contro l'attacco al lavoro, al salario, alla salute; contro 50 miliardi per la guerra mentre la gente si deve pagare le medicine, i ragazzi costretti a emigrare o non ce la fanno a reggere i costi degli studi, e non hanno un vero futuro.

In questa manifestazione è stata molto presente la protesta delle donne, perché questo G7 si è occupato delle donne in una maniera strana; nel G7 la peggiore rappresentante delle donne era proprio la Meloni, il capo del nostro governo, che ha cercato di togliere ogni riferimento ai diritti delle donne e in particolare a quello importante e simbolico della libertà di scelta delle donne, che è la libertà d'aborto. E chiaramente anche su questo la manifestazione ha protestato.

Così, questa manifestazione è stata davvero una riappropriazione popolare della lotta di resistenza del popolo palestinese. “Siamo tutti palestinesi”, “Netanyahu assassino giù le mani dai bambini”. Ma non solo Netanyahu. La manifestazione ha avuto parole di denuncia, e la stampa se ne è dovuta accorgere, anche verso altri regimi presenti a questo vertice. Il regime di Erdogan fascista che conduce una guerra contro il popolo curdo, che ha riempito il paese di prigionieri politici - E nella manifestazione c'erano i rappresentanti dei curdi in Italia che hanno parlato e hanno trasmesso a tutta la manifestazione il ringraziamento e con lucidità hanno denunciato quello che sta avvenendo in Turchia. I rappresentanti del popolo palestinese hanno parlato col cuore e hanno rappresentato l'immane disastro di un popolo privato di tutto, a rischio di fame, a cui vengono negati anche gli aiuti umanitari; anno parlato degli ospedali, delle donne che non possono partorire, hanno parlato dei 15.000 bambini morti in questa guerra, hanno parlato dell'odio che caratterizza l'imperialismo, lo Stato sionista di Israele verso un popolo, tanto da volerlo cancellato con un genocidio. Hanno anche parlato della solidarietà che cresce e che anche il G7, ultra militarizzato dei signori del mondo, non è in grado di soffocare la voce dell'opposizione, la voce dei popoli.

Il G7 n un certo senso ha segnato una tappa. Il giorno dopo i signori della guerra sono andati a parlare di pace in Ucraina a Ginevra, mentre non solo alimentano e preparano la guerra e trasformano l'Ucraina in un territorio di immani distruzioni e di morti di tanti ucraini e di tanti russi ma vogliono farne una specie di centro, di punto di svolta per andare avanti verso una guerra mondiale.

Un G7 che ha visto i vari governanti sorridenti, abbracciati, mentre ognuno di loro pensa ai suoi interessi, chiaramente insieme agli altri, ma anche contro gli altri.

Sotto questo punto di vista i capi del governo sono apparsi capi deboli. Biden che rischia di non essere eletto alle prossime elezioni americane. Macron, il capo della Germania che venivano da una sconfitta elettorale. Tutti questi governanti si sono concentrati per difendere se stessi e gli interessi imperialisti che rappresentano.

In tutto questo è importante che si sia sentita forte e chiara la nostra voce. E’ stata una sorta di “colpo” ciò che noi abbiamo portato in questa manifestazione. Abbiamo affisso i ritratti di questi signori della guerra; abbiamo messo striscioni, cartelli che denunciavano ogni aspetto della loro politica; poi con i nostri interventi, delle nostre compagne e dei nostri compagni, abbiamo denunciato ciò che stava avvenendo e ciò che era il G7. Sono stati soprattutto interventi fatti col cuore, in stretto legame con coloro che rappresentiamo o che vogliamo rappresentare.

Certo, eravamo 1000, ma diciamo a tutti coloro che non sono venti: pensate se eravamo 10.000, se eravamo 100.000… pensate il significato che avrebbe avuto se in Puglia fossero scese decine di migliaia o centinaia di migliaia da tutto il paese. Pensate quale schiaffo sarebbe stato per i signori della guerra, quale schiaffo sarebbe stato per la Meloni. Pensate che significato avrebbe avuto per i popoli del mondo sapere che questi signori, laddove fanno i vertici, vengono accerchiati, costretti a sentire forte e chiara la voce dei popoli e in particolare della maggioranza del popolo, il proletariato, le masse povere, i giovani, le donne.

Ecco, questa mancanza è l'unica cosa negativa. Dove erano i sindacati? I sindacati sono in tutti i paesi sempre di più al servizio dei padroni e del governo. In Italia parlano, parlano, ma in realtà sono culo e camicia con padroni, ministri nei tavoli delle trattative. Questi sindacati non hanno mobilitato i lavoratori in questa occasione, anzi hanno cercato di tutto per non fargli sapere niente.

Inutile parlare dei partiti, la cosiddetta “opposizione”, impegnati fino al giorno prima nella campagna elettorale a parlare dei “bisogni della gente”, della “pace”…

I sindacati di base, a parte la Confederazione Cobas e lo Slai Cobas, non erano presenti. Dove era l'Usb? Dov'era il Si,Cobas? Dove erano tutte quelle organizzazioni che si definiscono antifasciste, anti-imperialiste, contro la devastazione territoriale? Dove erano i No Tav? Perché non sono scesi in Puglia? Perché hanno disertato questa scadenza?

Questa è una macchia nera per loro però, non per quelli che alla manifestazione c'erano.

Possiamo dire che in questa giornata del 15 sono emerse le due colline: la collina dell'imperialismo, del capitalismo, dei signori della guerra, dello sfruttamento, del fascismo, dell'oppressione dei popoli del mondo e la collina che lotta per rovesciare questo mondo, per eliminare questo sistema che produce la guerra.

La collina che dice fermiamo la guerra, ribelliamoci, organizziamoci, uniamoci, facciamo un grande fronte unito. E questo è stato detto con forza dal messaggio che viene da questa manifestazione. Facciamo un grande fronte, uniamoci a tutte le forze che nel mondo stanno contestando la guerra. Fermiamo il genocidio del popolo palestinese, costringiamo i nostri governi a rompere i legami economici, politici e militari con lo Stato di Israele - siamo per la condanna della Corte di giustizia europea internazionale per crimini di guerra del regime israeliano, siamo per il riconoscimento dello Stato palestinese perché in quella terra, la Palestina, serve uno Stato dal fiume al mare, che rappresenti coloro che ci hanno sempre abitato e tutti coloro che ci sono arrivati dopo in uno Stato non ebreo nazisionista. Ecco un grande fronte internazionale.

Ma serve anche un Partito che rappresenti questo popolo. Non possiamo delegare la politica ai partiti parlamentari. E’ necessario che il proletariato, le masse in piazza, abbiano il loro partito.

Questo è stato in un certo senso il messaggio particolare che abbiamo portato noi.

E non certo perché c'è bisogno di un altro partito che si presenta alle elezioni, ma per dire che il proletariato, il popolo deve costruire la sua forza: il Partito, il Fronte unito, e deve dichiarare guerra alla guerra, deve mobilitare tutte le forze per impedire che vada avanti la marcia della guerra e deve intanto strappare a questi signori della guerra tutto ciò che serve per migliorare la vita delle popolazioni, del proletariato, delle masse povere, dei giovani, delle donne.

Ancora video sulla bella manifestazione di Fasano contro il G7

https://norbaonline.it/2024/06/16/fasano-corteo-no-g7/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR2KyLduDitmKtUh-UEsa7aWdSbDqRhPMQHte2Rejw0sadfq8zUFiDt_2UI_aem_blVDbjnPqaVlygA60wE_fQ&sfnsn=scwspwa