domenica 11 ottobre 2026

Ieri vi è stato un fatto grave e vergognoso

Nell'altro post sulla buona manifestazione di ieri sera per la Palestina, abbiamo scritto: "Una manifestazione riuscita, assolutamente necessaria, dovuta, in cui nessuno che si dice pro Palestina poteva sottrarsi". (vedi post: https://tarantocontro.blogspot.com/2026/10/10-ottobre-giornata-nazionale-la-fine.html)

MA INVECE PROPRIO LA RAPPRESENTANTE DEL COORDINAMENTO FREEDOM FLOTILLA ITALIA DI TARANTO, Mariangela Piccinno, non solo se ne è sottratta, e nei giorni scorsi ha cominciato a lanciare dubbi, per il tempo (!?), ma sabato ha fatto di peggio.

Ieri, pochi minuti prima del presidio, ha annullato pubblicamente l'iniziativa in piazza Immacolata, per "una pioggia battente" (che tra l'altro non c'è stata dall'ora della manifestazione fino alla fine); e ha fatto un comunicato, per questo, che è una vergogna.

Ieri si è rischiato di cancellare Taranto dalle manifestazioni del 10 ottobre e senza la determinazione dello Slai cobas che ha confermato la manifestazione, questo sarebbe riuscito.

Pubblichiamo il comunicato:

"Mariangela Piccinno
Che sia chiaro un passaggio. 
Per la buona riuscita del presidio come azione collettiva e politica  e per  l'incolumità di tutti, 
il presidio comunicato dal coordinamento è stato annullato alle 17:28.
Sotto una pioggia battente.
Quindi non è più autorizzato.
Se Slai Cobas ha altra comunicazione fatta, 
va bene.
Altrimenti non è più autorizzata l'attività.
Facciamo attenzione, comunichiamo a tutti e soprattutto da previsioni meteo a breve tornerà a piovere copiosamente".
 
"Per l'incolumità di tutti"!? - la nostra sicurezza, salute sarebbero in pericolo per quattro gocce di pioggia?! Quando ogni momento, non la salute dei palestinesi, ma la loro vita è uccisa, e non da bombe d'acqua, ma da bombe vere; a Taranto dovevamo tutelarci dalla pioggia, quando a Torino i manifestanti venivano aggrediti da litri di acqua degli idranti della polizia, o in altre città dai micidiali gas lacrimogeni. I tanti solidali partecipanti alle Freedom Flotilla hanno subito arresti, torture, rischio di morte, e qui a Taranto una che si dice rappresentante della Freedom Flotilla, dice: statevene a casa... ditelo a tutti...
Questo è gravissimo - non si può, come ieri tanti hanno detto, annullare una manifestazione, decidere da sola di farlo, senza peraltro sentire alcuno del coordinamento - che invece sono venuti in piazza. 
Ma Mariangela Piccinno ha fatto ancora di peggio: ha comunicato che la manifestazione non era più autorizzata. Ha, così, consegnato alla polizia, carabinieri la facoltà di vietare la manifestazione, di denunciare i compagni e compagne che invece stavano manifestando. 
Questa persona si è arrogata il diritto di dire che "l'attività non è più autorizzata" mandando di fatto un messaggio non solo di intimidazione verso chi comunque, pioggia o non pioggia, voleva scendere in piazza, ma un messaggio alla questura che chi manifestava non era autorizzato.
Questo è fuori da ogni "etica di lotta, di solidarietà". 
 
Certo già le premesse c'erano, non si può organizzare un presidio in maniera a dir poco iper burocratica, pretendendo di sapere prima nome e cognome di chi partecipa e di chi non partecipa, quanti sono. Questo lo fa la Digos, e noi l'abbiamo sempre ignorato e contestato.
Quanto Piccinno ha fatto ieri è andato, quindi, anche oltre.
Nella piazza la presenza anche di vari partecipanti al coordinamento della Freedom Flotilla Italia dimostra la non rappresentatività della Piccinno. Quello che avvenuto ieri deve servire a tutti. E' chiaro che per noi ieri è un punto di non ritorno. 

10 ottobre Giornata Nazionale: la fine del genocidio è la fine del sionismo - voci e immagini dal presidio a Taranto

Ieri sera oltre 50 persone, compagne, compagni, giovani studenti, solidali anche venuti da Bari, hanno manifestato in piazza Immacolata, mentenendo l'impegno a rispondere all'appello delle associazioni palestinesi di scendere in piazza in tutte le città il 10 ottobre, in coincidenza con il 7 ottobre giorno della legittima Resistenza del popolo palestinese, per dire: stop al genocidio a Gaza, stop ai massacri, deportazioni in Cislgiordania, fine del sionismo, stop agli accordi, embrago ad "israele", e stop al Ddl antisemitismo del governo Meloni complice di Netanyahu.

Non ci potevano certo fermare quattro gocce di pioggia! Non potevamo non essere uniti, in sintonia con le migliaia di persone che hanno manifestato il 10 ottobre da Torino, a Roma, a Milano, a Napoli, in Calabria, ecc. ecc. Taranto, che dal 7 ottobre in ogni modo ha manifestato per la Palestina libera, per la resistenza, doveva e deve anche nelle prossime occasioni, essere presente.

Per questo, lo Slai cobas per il sindacato di classe ha mantenuto la mobilitazione in piazza Immacolata, e a ha fatto appello nei giorni precedenti e fino a sabato a tutti a non fermarsi per la pioggia, a scendere comunque in piazza. E questo è avvenuto; via via il presidio si è ingrossato, in un crescendo di partecipanti e del clima solidale e combattivo.   

Slogan, pro Palestina, a sostegno della resistenza, sì anche armata, del popolo palestinese e delle sue organizzazioni, striscioni, cartelli, vari interventi forti, hanno portato tanta gente, anche giovani immigrati a fermarsi, ad ascoltare, ad esprimere il loro appoggio all'iniziativa. 

Una manifestazione riuscita, assolutamente necessaria, dovuta, in cui nessuno che si dice pro Palestina poteva sottrarsi. 

 


Intervento di Slai cobas sc 

 

Intervento di #iostoconlapalestina

Intervento di Vincenzo Fullone 

sabato 10 ottobre 2026

Processo "Ambiente svenduto" - Prime testimonianze: l'ex Ispettore del lavoro, Fernando Severini conferma testimoniato in 1° grado

Lo Slai cobas e la sua avvocata Antonietta Ricci anche ieri mattina sono stati presenti e intervenuti all'udienza; nei prossimi giorni faremo conoscere in modo più dettagliato l'andamento dell'udienza durata questa volta fino al pomeriggio.

Lo Slai cobas sta organizzando a Taranto, probabilmente per fine mese, un'assemblea delle parti civili.

Mentre a Potenza il 6 novembre con compagni lavoratori, di sindacati di base, associazioni di Potenza realizzeremo un'assemblea per informare del processo e soprattutto della situazione attuale all'ex Ilva in generale, che, come dicono i compagni di Potenza, non è affatto un problema locale, ma nazionale.

 


Da Antenna sud - Giuseppe Cutro 

Prima testimonianza di un ispettore del lavoro che nel 2010 fece un sopralluogo tecnico in un capannone nell'area agglomerato, zona al centro dell’inchiesta per la presunta presenza di polveri di diossina

“Man a mano che procedevo all’interno del capannone mi rendevo conto che il pavimento era coperto di polveri grigiastre tipo borotalco che quando le calpestavo con i piedi si alzavano…in corrispondenza del letto di cottura ve ne era un quantitativo enorme. Più avanti ho individuato dei varchi di accesso sotterranei che portavano a dei nastri trasportatori ostruiti da cumuli di questa polvere”.

Sono le parole usate dall’Ispettore del lavoro Fernando Severini, testimone in un’udienza dibattimentale del processo “Ambiente svenduto” sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto, giudizio ricominciato da zero a Potenza dopo l’annullamento della sentenza di primo grado pronunciato dalla sezione distaccata di Lecce della Corte d’Assise d’Appello di Taranto.

Ex Ilva - Grave decisione di fermare tutti gli impianti - Risposta dura e prolungata

La decisione di Acciaierie d'Italia di fermare tutti gli impianti ex Ilva indipendentemente dalla sentenza della Cassazione, e dalle decisioni volte a salvaguardare salario lavoro, salute, lungi dall'essere un atto dovuto è una inaccettabile e provocatorio azione volta a chiudere gli stabilimenti, con cassintegrazione di massa e licenziamenti nell'appalto; vanificando ogni incontro romano e locale e creando un fatto compiuto che lascia senza SOLUZIONI e senza vero futuro i lavoratori.

Perché e per conto di chi fanno questo? Che gioco sta facendo il governo?  Per quali padroni stanno realmente lavorando?  

La risposta dei lavoratori deve essere dura e prolungata usando tutte le forme di lotta compresa  l'occupazione delle fabbriche.

Da lunedì ORE 12 Controinformazione rossoperaia seguira' con corrispondenze quotidiane.

Lo Slai Cobas organizzerà una telematica nazionale aperta a tutti.  

Slai Cobas per il sindacato di classe - Taranto

Asili comunali, scatta la protesta delle lavoratrici delle pulizie: «Troppo lavoro e poche ore»

Da Buonasera


Presidio alle 11 (fatto l'8/10) davanti all'assessorato alla Pubblica Istruzione. Le addette chiedono modifiche al nuovo appalto e condizioni di lavoro più adeguate

TARANTO - Le lavoratrici impegnate nei servizi ausiliari e di pulizia degli asili comunali di Taranto scendono in mobilitazione per chiedere una revisione delle condizioni previste dal nuovo appalto in fase di preparazione.

La protesta è stata organizzata dallo Slai Cobas per questa mattina, alle 11, in piazzale Bestat, davanti alla sede dell'assessorato comunale alla Pubblica Istruzione.
Al centro della contestazione c'è soprattutto il rapporto tra il carico di lavoro richiesto alle addette e il numero di ore assegnate per svolgere le attività quotidiane all'interno delle strutture educative.

Le lavoratrici denunciano una situazione che considerano ormai insostenibile e temono che il nuovo affidamento del servizio possa riproporre le stesse criticità, senza prevedere un incremento delle ore lavorative.
«Siamo stanche di fare tanto lavoro mentre restano pochissime ore anche nel nuovo appalto in preparazione», affermano le dipendenti, che hanno deciso di manifestare pubblicamente il proprio malcontento per richiamare l'attenzione dell'amministrazione comunale.

La mobilitazione punta a ottenere un confronto sulle modalità di organizzazione del servizio prima che vengano definite le condizioni del nuovo appalto. Le addette chiedono di poter contribuire alla discussione, portando all'attenzione degli uffici comunali le difficoltà riscontrate nello svolgimento delle proprie mansioni.
«Vogliamo dire la nostra per migliorare l'appalto, altrimenti non passerà!», avvertono le lavoratrici, manifestando la volontà di non accettare passivamente condizioni che ritengono inadeguate rispetto alle attività da garantire negli asili.

A rendere nota l'iniziativa, a nome delle lavoratrici degli asili comunali, è Vincenza Cavaliere, di FonnAurora.
Il presidio di piazzale Bestat rappresenta quindi un'occasione per sollecitare l'attenzione dell'assessorato alla Pubblica Istruzione sulle richieste delle addette, che chiedono un'organizzazione del lavoro più rispondente alle effettive esigenze del servizio e una revisione delle ore previste nel nuovo appalto.

giovedì 8 ottobre 2026

Appalto ex Ilva oggi alla sede Slai cobas

Giovedi 8 alle 17 ne parliamo con i lavoratori già in lotta -

via Livio Andronico 47 TA - WA 3475301704

L'incontro è aperto a tutti gli operai appalto, iscritti e non iscritti 

dalla stampa: Ex Ilva, l’indotto paga subito: sette richieste di Cig per oltre 300 operai

mercoledì 7 ottobre 2026

Consiglio di fabbrica ex Ilva - info stampa - iI tempo era già scaduto... aver fermato la mobilitazione ha contribuito. il punto è togliere la fiducia al governo - Mobilitazione prolungata fino a risultati concreto

da tarantobuonasera

Ex Ilva, la rabbia del Consiglio di fabbrica: "Il tempo è scaduto" - Cosa è emerso dalla riunione di oggi in merito alla vertenza

Consiglio di fabbrica

A Taranto oggi un Consiglio di Fabbrica presso lo stabilimento AdI, con il coinvolgimento di tutte le RSU dei diretti, dell'appalto e dell'indotto. L'incontro, voluto da FIM, FIOM, UILM e USB, rappresenta un momento importante per fare il punto sulla vertenza in corso, analizzando gli sviluppi recenti e condividendo prospettive future, spiegano i sindacati.

IL DOCUMENTO: EX ILVA, IL TEMPO È SCADUTO, DAL GOVERNO SERVONO RISPOSTE IMMEDIATE E CONCRETE

Il Consiglio di Fabbrica di AdI, Ilva in A.S. e Appalto, unitamente alle categorie di CGIL, CISL e UIL e USB si è riunito in data odierna per fare il punto sulla complicatissima vertenza dell’Ex Ilva e sulla fase emergenziale che vede il coinvolgimento di migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Siamo di fronte a una situazione ormai non più sostenibile, una crisi che dura da oltre 14 anni continua a produrre incertezza, precarietà e pesanti ricadute occupazionali ed economiche, mettendo a rischio non solo i lavoratori diretti, quelli di Ilva in A.S. e dell’appalto, ma l’intera filiera industriale e il futuro del territorio ionico e pugliese.

È importante ribadirlo con chiarezza, questa emergenza non nasce oggi, le rappresentanze sindacali hanno denunciato da tempo le criticità industriali, occupazionali e sociali che progressivamente si stavano aggravando a seguito soprattutto delle esigue risorse disponibili alla gestione commissariale. Lo abbiamo fatto all’interno dello stabilimento con denunce agli enti ispettivi e ai tavoli istituzionali e attraverso le iniziative di mobilitazione, chiedendo con forza risposte e soluzioni prima che la situazione arrivasse al punto attuale.

La questione della salute, dell’ambiente e del lavoro non possono essere contrapposte tra loro. Taranto e i suoi lavoratori hanno già pagato un prezzo troppo alto. 

Tra i lavoratori cresce la preoccupazione per un futuro incerto e che continua a essere rinviato senza una chiara prospettiva industriale, in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite prevista per il 20 ottobre, e nel contempo all’interno dello stabilimento si procede con la fase di preriscaldo degli impianti, determinando di fatto un ulteriore aumento della cassa integrazione e un aggravamento delle condizioni economiche e sociali dei lavoratori.

Parallelamente, cresce il rischio concreto che la crisi si riversi sull’intero sistema dell’appalto e dell’indotto, mettendo a rischio imprese, salari e migliaia di posti di lavoro.

Di fronte ad una fase emergenziale senza precedenti non bastano più dichiarazioni, rassicurazioni o rinvii, servono decisioni, risorse e strumenti straordinari. È necessario che il Governo introduca misure specifiche a tutela di tutti i lavoratori coinvolti, compresi quelli dell’appalto e dell’indotto, evitando che l’emergenza industriale e ambientale si trasformi anche in una vera e propria bomba sociale.

Per questo riteniamo indispensabile che il Governo continui il confronto con le organizzazioni sindacali recependo le nostre rivendicazioni, condivise con i lavoratori, e garantisca misure straordinarie che vadano oltre le attuali leggi vigenti necessarie a garantire la messa in sicurezza di tutti i lavoratori.

Misure straordinarie che consentano di accompagnare concretamente la transizione ecologica e occupazionale, introducendo strumenti adeguati che possano attivare percorsi in cui vengano garantiti processi di accompagnamento al pensionamento anticipato o di aderire su base volontaria all’incentivo all’esodo, come già accaduto in passato.

Non si tratta semplicemente di gestire gli esuberi, si tratta di governare una fase straordinaria, tutelando la continuità del lavoro avviando un serio piano industriale che preveda nell’immediato un processo de carbonizzazione 

Abbiamo sempre sostenuto la necessità di un confronto serio e costante con Governo, Regione e istituzioni locali, ma il confronto, per essere utile, deve produrre risultati.

Serve un forte intervento pubblico che governi il processo di decarbonizzazione e la riconversione industriale, garantendo tutti i lavoratori di Acciaierie d’Italia, di Ilva in A.S., ADI Energia, Servizi e dell’appalto.

La transizione non può essere un alibi per ridurre l’occupazione né può diventare un nuovo capitolo di sacrifici per il territorio, dopo il prezzo pagato in termini di salute, ambiente e lavoro, Taranto non può più accettare di scegliere tra occupazione e diritto alla salute.

Inoltre, nella giornata di ieri è pervenuta la convocazione da parte del Governo e domani saremo a Palazzo Chigi per l’incontro con la consapevolezza che il tempo è scaduto e necessitano risposte certe ai lavoratori.

Il Governo e tutta la politica devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e mettere sul tavolo soluzioni concrete, finanziariamente sostenibili e immediatamente attuabili.

Ora è il momento delle decisioni, se domani non arriveranno risposte tangibili, il sindacato non resterà a guardare. A partire dalla prossima settimana metteremo in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie per garantire la continuità del lavoro, del reddito, della salute, dell’ambiente e di un futuro industriale. La responsabilità non può essere confusa con la rassegnazione.

Il tempo e la pazienza dei lavoratori è giunta al termine, dopo anni di sacrifici, adesso servono risposte e risorse certe per la transizione ecologica e sociale.

Consiglio di Fabbrica RSU – Segreterie ADI in AS – ILVA in AS – ADI ENERGIE - categorie Appalto e Indotto FIM - FIOM – UILM - USB, CGIL – CISL - UIL