sabato 6 giugno 2026

Ilva "Ambiente svenduto" - Un processo al processo - Ma solo lo Slai cobas e le sue parti civili sono presenti, fanno presidi, denunciano

Ormai il processo "Ambiente svenduto" non è più un processo/atto d'accusa contro i padroni Riva, i loro complici, responsabili di sfruttamento, morte dentro la fabbrica e nei quartieri vicini, di repressione verso i lavoratori che denunciavano, di disatro ambientale, di associazione a delinquere, ecc, ecc.,

sta diventando in realtà un "PROCESSO AL PROCESSO". Un processo ai giudici di Taranto, agli operai e abitanti dei quartieri, alle parti civili. 

Un processo che da essere "la madre di tutti i processi" di questo tipo, con condanne esemplari, sta diventando "la madre di tutte le ingiustizie di classe"! 

Ma c'è solo lo Slai cobas e le sue parti civili, i suoi avvocati che sono presenti alle udienze, denunciano, fanno presidi davanti al tribunale di Potenza, come è accaduto anche ieri, con la solidarietà, presenza di rappresentanti di operai della Stellantis, di compagne di Potenza, di giornalisti democratici.

Un processo che a Potenza, dopo 12 anni dal suo inizio a Taranto, ha già portato per le infinite prescrizioni a passare da 52 imputati a 16 imputati e da 4 società a una sola: Ilva Spa (che in cassa ha solo debiti e quindi non potrà mai risarcire le parti civili). 

Un processo che ha archiviato la strgrande maggiorparte dei reati, tra cui associazione per delinquere,

In nome dei 4 lavoratori braccianti uccisi da caporali e dai loro mandanti i padroni dello sfruttamento/schiavista - Oggi ad Amendolara

 

venerdì 5 giugno 2026

Ancora infortuni sul lavoro all’ex Ilva, feriti due operai

Ancora due incidenti all’ex Ilva di Taranto. Due operai sono rimasti feriti questa mattina mentre lavoravano nel siderurgico. Il primo, un lavoratore di una ditta dell’appalto, era in turno nell’area dell’Afo4 e ha riportato un trauma da schiacciamento alla mano sinistra. L’altro operaio rimasto ferito si trovava invece nel reparto Agglomerato, in zona Officine manutenzione e opere. Stando alle prime informazioni, ha battuto la testa a causa del ribaltamento di un mezzo di una ditta esterna. 

giovedì 4 giugno 2026

sabato 6 giugno da taranto ad amemdolara - manifestazione

lo slai Cobas per il sindacato di classe Taranto ad amendolara sabato alla manifestazione di rilievo nazionale promossa dalla CGIL alla stazione di servizio ore 16..30.della strage dei braccianti - partenza da Taranto sede slai Cobas via Livio andronico 47  ore 14 - info 3475301704 margherita

Molto bene! La PM impugna la vergognosa assoluzione degli 8 autisti dell'Amat - Le violenze sessuali c'erano eccome - Il MFPR aveva fortemente denunciato quelle assoluzioni

  

 

Il Movimento femminista proletario rivoluzionario di Taranto saluta e appoggia incondizionatamente questa giusta decisione della PM Marzia Castiglia.

(in calce il nostro comunicato di aprile)

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Autisti Amat accusati di violenza sessuale, la Procura impugna la sentenza di assoluzione: chiesto il processo d'appello

Il pubblico ministero Marzia Castiglia contesta le motivazioni dell'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Taranto e chiede una nuova valutazione del quadro probatorio

La Procura della Repubblica di Taranto ha infatti presentato ricorso in appello contro la decisione pronunciata il 22 gennaio scorso dal collegio giudicante presieduto da Elvia Di Roma, che aveva assolto tutti gli imputati con la formula "perché il fatto non sussiste".

A proporre l'impugnazione è stato il pubblico ministero Marzia Castiglia, titolare dell'inchiesta, che contesta le conclusioni cui era giunto il Tribunale, ritenendo la motivazione della sentenza affetta da profili di illogicità e contraddittorietà.

Secondo la Procura, il giudizio assolutorio non avrebbe adeguatamente valorizzato gli elementi emersi nel corso del dibattimento, in particolare le dichiarazioni della persona offesa, le intercettazioni telefoniche, la documentazione sanitaria acquisita agli atti e le relazioni degli specialisti che avevano seguito la giovane durante le indagini.

Nel ricorso viene inoltre contestata la valutazione operata dai giudici in merito alla condizione di vulnerabilità della ragazza e alla sua capacità di esprimere un consenso valido rispetto ai fatti contestati. Per l'accusa, il quadro probatorio raccolto nel corso dell'istruttoria sarebbe stato idoneo a sostenere l'impianto accusatorio e meriterebbe una nuova valutazione in sede di secondo grado...

La vicenda giudiziaria approda ora davanti ai giudici di secondo grado, che saranno chiamati a riesaminare il complesso materiale probatorio raccolto nel corso del procedimento e a pronunciarsi sulla correttezza della decisione adottata dal Tribunale di Taranto e sulla linea difensiva sostenuta dal nutrito collegio di legali che ha rappresentato gli imputati, gli avvocati Andrea Digiacomo, Marino Galeandro, Giorgio Mingolla, Pasquale Miraglia, Aldo Massaro, Vincenzo Monteforte, Pierluigi Morelli, Alessandro Scapati, Alessandra Semeraro e Marco Zito...

«Gli imputati, tutti adulti e dipendenti Amat, hanno approfittato della frequentazione abituale della ragazza sui mezzi pubblici, instaurando con lei rapporti confidenziali progressivamente degenerati in condotte sessualmente invasive» e le prove acquisite nel processo consentono di «ritenere provato il delitto di violenza sessuale, sia sotto forma di costrizione, che sotto forma di induzione». È quanto scrive il pm Marzia Castiglia nell'atto d'appello con il quale ha impugnato la sentenza di assoluzione degli otto autisti coinvolti nell'inchiesta sugli abusi ai danni di una ragazza con disabilità psichica a bordo dei mezzi di Kyma Mobilità tra il 2018 e il 2019.

Il collegi di giudici in primo grado ha assolto gli imputati sostenendo che gli atti sessuali narrati dalla ragazza ci sono stati, ma nel dibattimento non è emersa la prova che la giovane sia stata costretta a subirli... 

Per il pm Castiglia, invece, le cose non stanno così. «Si ritiene – scrive il magistrato inquirente - che la pronuncia assolutoria non abbia tenuto adeguatamente in conto il compendio probatorio acquisito all’esito della celebrazione di tutto il dibattimento»: il riferimento, in particolare è innanzitutto alle dichiarazioni rese in aula dalla ragazza e poi alle intercettazioni telefoniche.
A questo per l'accusa si aggiungono le conversazioni captate dagli investigatori che «hanno fornito ulteriori importanti riscontri in merito alla effettiva sussistenza delle condotte attribuite agli odierni imputati».
Elementi che, insieme con altri, per la Procura sono sufficienti a condannare gli autisti la cui posizione, ora, dovrà passare al vaglio della Corte d'appello di Taranto che deciderà se conferma o meno la sentenza di primo grado.

LA DENUNCIA DEL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO DI TARANTO ALLA VERGOGNOSA SENTENZA DI ASSOLUZIONE 

Uscite le motivazioni della sentenza degli autisti violentatori - Una vergogna inaccettabile!

Le motivazioni depositate 2 giorni fa della sentenza che ha assolto tutti gli 8 autisti Amat perchè "il fatto non costituisce reato" sono da respingere!

Nei primi giorni di maggio il Movimento femminista proletario rivoluzionario farà un presidio al Tribunale e chiama femministe, ragazze, avvocate, ad organizzarlo insieme.

Non solo gli 8 violentatori sono stati assolti con formula piena (neanche una formula come: 'ripetute molestie, abusi sessuali' è stata usata), ma nelle motivazioni si scrive che è la ragazza che non ha dimostrato di aver subito violenze "costrizioni"; Sì - dicono i giudici - ci sono state atti sessuali ma la ragazza non ha dimostrato chiaramente di essersi opposta. La denuncia fatta dalla ragazza non ha quindi valore; peggio: il fatto che fosse un pò disabile mentalmente, invece di costituire un aggravante (come aveva chiesto il PM), viene ritenuta una prova di non credibilità. 

VERGOGNA GIUDICI! 

Una sentenza che dice che le denunce, sempre molto sofferte, in cui pesa a volte la vergogna, insieme ad una giusta sfiducia nella giustizia, sono a prescindere non vere; e che è la donna che deve portare prove provate che ha subito violenze sessuali, non gli uomini. E' la donna che deve dimostrare il "dissenso"; per cui se non dimostra un rifiuto "esplicito", se non grida, se non chiede aiuto, se ritarda nella denuncia, la violenza non è avvenuta...

A Taranto, siamo addirittura nella applicazione ultra rigida di questo abominio: nella sentenza i 3 giudici (di cui 2 donne...) riconoscono che "le condotte degli autisti sono "deprecabili" e "di deplorevole moralità", specialmente perché commesse da incaricati di un pubblico servizio", parlano anche di "abusi sessuali", riconoscono che gli atti sessuali avvenivano in zone deserte, dopo che erano state serrate le porte dei bus (e chi poteva portare i bus in queste zone, vicino all'Ilva, chi poteva serrare le porte, se non gli autisti!?); ma voi porci autisti non dovete provare nulla e... siete tutti assolti! Perchè quella "imbranata"/timida ragazza non ha LEI dimostrato la "coercizione". Quindi siamo all'affermazione per cui: il "consenso" della ragazza effettivamente non c'era, ma non c'è prova di "dissenso".

Questa sentenza è molto grave anche perchè può fare "scuola", queste motivazioni potranno essere usate contro tante altre donne.

Ultima sottolineatura vergognosa: questi 8 autisti violentatori sono stati in questo lungo periodo del processo totalmente appoggiati dai sindacati Cisl e Cisal, che hanno giubilato ora per la loro assoluzione. Ma essi stessi si auto denunciano come "complici", perchè - e noi l'abbiamo accertato - tutti all'Amat sapevano, dato che gli autisti si vantavano sui social delle loro violenze sessuali. 

Riportiamo di seguito alcuni articoli stampa. Ma questa ulteriore violenza non deve passare! Abbiamo già detto che daremo il massimo sostegno alla ragazza se vuole andare avanti, insieme all'appoggio legale per fare anche appello contro questa schifosa sentenza.

Ma prima di tutto dobbiamo respingere questa sentenza, con la nostra mobilitazione. 

MFPR 

Sako - Restano in carcere i suoi assassini - GIUSTIZIA!

 

Dalla stampa

Restano in carcere i 4 minori accusati dell'omicidio di Bakari Sako: il Riesame conferma le misure
di Pierfrancesco Albanese
Rigettate le richieste di trasferimento in comunità  o, in subordine, la detenzione domiciliarea, avanzate dalla difesa. 

Domani fissato il Riesame per i due maggiorenni accusati in concorso con i minori dell'omicidio del bracciante maliano a Taranto.

La difesa del sedicenne accusato di aver impugnato il coltello aveva chiesto una misura meno afflittiva e il trasferimento in comunità, sostenendo che la confessione resa dal ragazzo attenuerebbe le esigenze cautelari. Gli avvocati degli altri tre adolescenti avevano invece contestato l'esistenza dei gravi indizi, chiedendo la revoca della misura o, in subordine, provvedimenti meno severi, perché nelle dichiarazioni spontanee rese al gip, i tre minori avevano sostenuto di non essersi accorti delle coltellate inferte alla vittima.

Padroni e caporali sfruttano i migranti, e poi li uccidono. BASTA! Lavoratori immigrati serve unirsi, organizzarsi e lottare. NOi ci siamo!