giovedì 21 novembre 2019

MFPR TARANTO: IL 23 NOVEMBRE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE DONNE A ROMA - IL 25 NOVEMBRE A TARANTO

IL 25 NOVEMBRE IN VARIE CITTA' SI TERRANNO ASSEMBLEE DI PRESENTAZIONE DEGLI ATTI.
A TARANTO ALLE ORE 18 NELLA SEDE SLAI COBAS VIA LIVIO ANDRONICO, 47 
 
Sommario

- La necessità del lavoro teorico. Chi ha più interesse alla teoria rivoluzionaria sono le donne

- Tendenze nel movimento femminista in Italia, oggi - "Nonunadimeno"

- Note su transfemminismo

- Su produzione e riproduzione
   femminismo radicale o marxismo?

- Il ruolo della famiglia per il sistema del Capitale

- la realtà delle migranti, dai ghetti alle fabbriche

- Battaglia teorica e pratica delle lavoratrici nei sindacati - un’esperienza

- Su patriarcato e patriarcalismo

- La lotta contro la condizione delle detenute politiche e di lotta nelle carceri

- Contributo di una compagna artista

- Conclusioni - punti per un movimento femminista proletario rivoluzionario

Dibattiti vari

FORMAZIONE OPERAIA - SULLO STUDIO DI "STATO E RIVOLUZIONE" IN CORSO, UN INTERVENTO E RIFLESSIONE

Un compagno del gruppo di studio e formazione operaia di Ravenna ha inviato un contributo che riprende l'analisi di Gramsci sullo Stato e la necessaria e attuale lotta alle trasfigurazioni riformiste di essa. 


"La visione di Gramsci non è mai stata una visione riformista e parlamentarista ma lotta politica nel solco della rivoluzione proletaria, nel "fare come in Russia", parola d'ordine delle masse proletarie in tutto il mondo dopo la vittoria dell'Ottobre. Ma in un paese imperialista le questioni sono molto più complesse, come ci avverte Gramsci.
La Rivoluzione in un paese imperialista non è semplice applicazione di teorie lette nei libri. Richiede uno sforzo di comprensione sullo Stato, un'analisi dello Stato e degli apparati dello Stato in un paese imperialista come l'Italia ad elevato sviluppo economico. Questa analisi è stata elaborata da Gramsci

Foggia migranti - Ancora un rogo a Borgo Mezzanone

L'UNICA SOLUZIONE SONO CASE E DOCUMENTI PER TUTTI E TUTTE!     
Comitato campagne in lotta                      
20/11/19

Alle sei di questa mattina, è divampato l'ennesimo pericoloso incendio presso la pista di Borgo Mezzanone.
Fortunatamente, come raccontano le persone che lí abitano, non ci sono feriti e i danni alle baracche sembrano contenuti.
Questo luogo, in cui ancora si rischia di morire cercando di riscaldarsi, è stato nei mesi passati di quest'anno particolarmente attenzionato dalla repressione, con sgomberi coatti e massicce operazioni militari volte allo smantellamento progressivo dell'insediamento, eliminando pezzo dopo pezzo parti del quotidiano di chi lo abita.
Il ghetto di Borgo Mezzanone, hanno confermato le istituzioni, verrà sgomberato definitivamente. Ma quali le soluzioni?
Alternative completamente inadeguate e ispirate a regimi di controllo, se non silenzio assordante. Basti pensare all'esempio virtuoso della regione Puglia, il ghetto istituzionale di casa Sankara: 100 container inaugurati quest'estate destinati alla ri-deportazione delle persone dell'Arena. Ad oggi, ancora vuoti, affiancati da numerose tende fatiscenti senza luce abitate da anni.
I riflettori tornano a essere puntati su Borgo Mezzanone solo quando vi si verifica un fatto di cronaca, per strumentalizzare e lucrare su quello che accade.
Ancora una volta,
CASE PER TUTTI, GHETTI PER NESSUNO

mercoledì 20 novembre 2019

Gli operai dell'indotto non possono essere pedine dei padroni e padroncini, autotrasportatori compresi - La lotta deve essere autonoma e deve essere decisa dai lavoratori



Azienda rassicura sindacati su pagamenti avviati e imminenti. Confindustria media con le ditte: si attende giovedì ultimo giorno per saldo fatture in scadenza

pubblicato il 19 Novembre 2019

Nel pomeriggio di oggi si è svolto un incontro tra l’azienda e i sindacati metalmeccanici prima, e con Confindustria Taranto poi (in mattinata c’era stato un confronto tra le organizzazioni sindacali e la stessa associazione degli industriali tarantini), con al centro la vertenza delle ditte dell’indotto e dell’autotrasporto, in presidio da lunedì all’esterno del siderurgico, alla presenza di Van Campe (gestore dello stabilimento tarantino), Ferrucci (capo delle risorse umane) e Liurgo (responsabile relazioni industriali) Chiedono che ArcelorMittal predisponga un piano chiaro per il pagamento delle fatture che andranno in scadenza nelle prossime settimane, che ammontano a circa 60 milioni di euro.
L’azienda, come negli incontri delle scorse settimane, non solo ha confermato ai sindacati il prossimo pagamento della fatture, ma ha dichiarato di averne già avviati alcuni. Ha però chiesto aiuto alle stesse organizzazioni sindacali, sul fronte del presidio ancora in atto all’esterno del

I sindacati confederali non partecipano all'incontro del 22 richiesto da ArcelorMittal

Di seguito il testo della lettera dei sindacati metalmeccanici:
In riferimento alla vostra lettera del 19 novembre 2019, avente per oggetto procedura ex art 47, legge 428/90 – Esame congiunto, le scriventi organizzazioni sindacali comunicano di non aver inoltrato nessuna richiesta di esame congiunto, come da voi erroneamente riportato nella suddetta missiva, poiché mancano a nostro avviso i presupposti contrattuali e giuridici per la procedura di recesso e di quella inerente il trasferimento di rami di azienda in capo a Ilva Spa. Il 12 novembre abbiamo chiesto un incontro per discutere sulle prospettive e sul rispetto dell’accordo del 6 settembre 2018, avvenuto il 15 novembre presso il Ministero dello Sviluppo economico. Questo si è concluso con un nulla di fatto e con la nostra rinnovata richiesta di ritiro della procedura di recesso. Riteniamo, secondo le suesposte ragioni, superfluo partecipare all’incontro previsto per il 22 novembre, né con i rappresentanti delle organizzazioni locali né con quelli delle strutture nazionali. Alla luce delle situazioni che si sono determinate in questi ultimi giorni, in particolare in riferimento alla sospensione del programma di spegnimento degli impianti e riapertura degli uffici commerciali, vi chiediamo di sospendere la procedura prevista dall’ex art.47“.

martedì 19 novembre 2019

info - VENERDI MITTAL CONVOCA I SINDACATI confederali in un albergo di Roma... Per fare cosa? - Qual'è la piattaforma con cui incontrano l'azienda?

"AcerlorMittal Italia ha convocato i sindacati per venerdì prossimo, il 22 novembre, per un secondo incontro nell’ambito della procedura prevista per i trasferimenti di ramo di azienda, ed avviata dopo la decisione di chiedere il recesso dal contratto sull'ex Ilva. Intanto, all’acciaieria di Taranto, sono stati convocati oggi i sindacati interni per una riunione sul nodo delle aziende degli appalti che protestano con un presidio davanti alla portineria C. a lettera di convocazione spedita dall’azienda è rivolta alle organizzazioni dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm e per conoscenza, tra gli altri, anche al Ministro dello Sviluppo. Questo secondo round non sarà però al ministero, come era invece stato per la prima riunioni, venerdì scorso, alla quale aveva partecipato anche il ministro Stefano Patuanelli. Il nuovo incontro è stato fissato per le ore 14 presso la sala convegni di un albergo di Roma".

Per imporre soluzioni alternative serve una lotta vera e senza sconti  in maniera prolungata e con tutte le forme di lotte necessarie di operai e masse popolari per difendere lavoro e salute, per imporre a Mittal se resta,  altrimenti a una azienda nuovamente commissariata o nazionalizzata dallo Stato o a un nuovo padrone, la piattaforma proposta sin dall’inizio dallo Slai cobas per il sindacato di classe taranto:

Nessuna chiusura/nessun esubero con un piano serio per il rientro dei cassintegrati - nelle ditte dell'appalto, salvaguardia di lavoro, salari e diritti – sicurezza in fabbrica, con una postazione ispettiva permanente sotto controllo operaio, dentro l’area ilva e appalto – trattazione del problema degli eventuali esuberi con l’estensione dei benefici amianto -anche con una legge speciale TARANTOuna reale bonifica e ambientalizzazione della fabbrica a tappe forzate, con un utilizzo generale dei lavoratori, che così rientrano al lavoro tutti i cassintegrati.
Sul fronte della salute, emergenza ambientale e sanitaria con la bonifica integrale del territorio si può e si deve fare di più.
Vogliamo nuovi fondi dello Stato a sostegno - torniamo agli 8 miliardi necessari indicati nel 2012 dall'inchiesta Todisco.

ne parliamo giovedi 21 dalle ore 17.30 via livio andronico 47 taranto
info slaicobasta@gmail.com 347-1102638

info - Ricorso Ilva, a Milano udienza il 27 novembre. Decisione entro il 4 dicembre





Si terrà il prossimo 27 novembre, presso il tribunale di Milano, l’udienza sul ricorso d’urgenza presentato dai commissari. Lo rende noto l’agenzia ANSA. L’udienza sarà trattata da Claudio Marangoni, presidente della sezione specializzata in materia d’impresa del tribunale.

Il giudice: non fermare operatività impianti

Il magistrato (rende noto ancora l’ANSA) ha invitato ArcelorMittal «a non porre in essere ulteriori iniziative e condotte in ipotesi pregiudizievoli per la piena operatività e funzionalità degli impianti» dello stabilimento siderurgico.
In particolare, i vertici del Tribunale milanese, «tenuto conto – si legge nel comunicato – della non adozione di provvedimenti ‘inaudita altera parte’», ossia del fatto che le decisioni arriveranno solo dopo la discussione in udienza e non ‘de plano’, hanno invitato «le parti resistenti», ossia ArcelorMittal, «in un quadro di leale collaborazione con l’autorità giudiziaria e per il tempo ritenuto