sabato 21 febbraio 2026

per la palestina contro la repressione - la lotta e non le chiacchiere - delegazione da taranto a melfi oggi -

 

Carcere di Melfi 21 febbraio ore 15 
presidio interregionale 
al carcere di Melfi 
contro la sentenza di condanna per Anan
 - Per esprimere solidarietà e vicinanza ad Anan 
 - contro la montatura per Hannoun - contro la repressione del movimento palestinese e del movimento di solidarietà con la Palestina 
 La resistenza non è reato, la solidarietà è un’arma non un reato! 
 Liberi tutti! Palestina libera! 

 

Da Taranto delegazione con mezzo collettivo 

per info e adesioni 3519575628

mercoledì 18 febbraio 2026

Tanino Malecore è morto - un saluto commosso dai lavoratori e lavoratrici dello slai cobas - info sul funerale nelle prossime ore e un ricordo pubblico

 Il nostro Tanino Malecore - delegato sindacale Slai cobas all'ex Pasquinelli - è morto 
 

Un abbraccio forte alla  moglie Alessandra che da quando è stato ricoverato è stata sempre con lui, giorno e notte, con una forza eccezionale; lo stesso i figli.

Malediciamo i responsabili della morte da tumore di Tanino, l'Amiu, il Comune, le Ditte che si sono susseguite, che alle denunce di Tanino sulle inaccettabili condizioni di lavoro, sulla mancanza gravissima di interventi a difesa della salute, della sicurezza, rispondevano negando la gravità della situazione o con la repressione, addirittura con un licenziamento a Tanino (che poi per la battaglia dello Slai cobas si sono dovuti rimangiare).

Oggi, come dicono gli altri lavoratori ex Pasquinelli, le condizioni sono come prima e peggio di prima: si mettono le mani in rifiuti pericolosi, sul nastro passano topi, scarafaggi, si respirano esalazioni tossiche. Altri lavoratori si stanno ammalando.

Basta, basta, meledetti! Dovete pagare caro!

Lo Slai cobas per Tanino, con i lavoratori e le lavoratrici che vogliono ribellarsi, preparerà una dettagliata denuncia. 

Le compagne e i compagni dello Slai cobas 

Sabato 21 Febbraio Presidio di solidarietà a Melfi per Anan Yaeesh e per la Palestina libera - da taranto delegazione partenza ore 12 sede slai cobas info 351957562


Dopo i presidi solidali sotto la casa circondariale di Melfi del 13 e del 26 Ottobre 2025, poi del 15 Novembre; dopo il corteo interregionale che il 13 Dicembre si è snodato per le strade di Melfi per giungere sotto il carcere locale di massima sicurezza, sabato 21 Febbraio 2026, a partire dalle ore 15, si terrà un nuovo presidio di solidarietà a favore del prigioniero politico palestinese Anan Yaeesh, che in questo carcere è stato trasferito da Settembre in custodia cautelare dalla sezione di alta sicurezza del carcere di Terni per allontanarlo da un consolidato circuito di sostegno esterno.

Con Anan, che ha ingiustamente subito lo scotto di oltre due anni di detenzione preventiva per un surreale processo che lo vede imputato per “terrorismo internazionale” (art. 270 bis c.p.) a causa del suo sostegno, mai rinnegato, alla Resistenza palestinese; che da Melfi ha subito l’ignominia delle udienze del 21 e del 28 Novembre del processo celebrato al Tribunale dell’Aquila, condivideremo collettivamente l’indignazione contro un processo voluto da istituzioni e servizi segreti dello stato genocida di Israele. Si è trattato di un processo smaccatamente politico, che si è concluso in primo grado lo scorso 16 Gennaio con una condanna a 5 anni e 6 mesi.

Al di là della richiesta del PM a 12 anni per Anan e dell’assoluzione per i coimputati Alì Irar e Mansour Dogmosh (rei di essere conoscenti palestinesi…) per totale mancanza di elementi probatori; al di là della già annunciata impugnazione del dispositivo di sentenza e del conseguente secondo grado del giudizio, si è trattato dall’inizio di un processo alla Resistenza più volte segnato da gravi limitazioni del diritto alla difesa e da ricorrenti quanto improvvide ingerenze, che sono state possibili non di certo in virtù del diritto internazionale e di quanto previsto dalla Carta costituzionale italiana, bensì dalla natura degli interessi commerciali, militari e finanziari che intercorrono tra aziende e governo italiani con lo stato genocida e di apartheid di Israele.

Anan resta a tutti gli effetti un perseguitato politico, che in Israele ha subìto ripetute torture e tentativi di omicidio, ma ciò nonostante ha rischiato (nel Gennaio 2024) di essere rispedito ai suoi carnefici dopo essere stato arrestato su loro richiesta dalle competenti autorità italiane.

In forme diverse, ma con procedure analoghe dettate dalla cinica determinazione antistorica in atto di criminalizzare i palestinesi e quanti si adoperano anche in Italia per esprimere solidarietà e reclamare il diritto all’autodeterminazione di chi soffre, vive e lotta a Gaza e in Cisgiordania, sono finiti agli arresti Mohammad Hannoun, presidente dell’API (Associazione Palestinesi d’Italia), ora nel carcere di Terni con l’accusa di finanziare Hamas, nonostante l’esclusione delle “prove” presentate da Israele.

Su richiesta israeliana vengono imprigionati e processati in Italia partigiani palestinesi rifugiati politici; vengono colpiti e arrestati palestinesi che, in piena guerra genocida, raccolgono aiuti umanitari per il loro popolo sterminato da bombe, fame, malattie diffuse; viene repressa la solidarietà al popolo e alla resistenza palestinesi con condanne pesantissime come quella a Tarek, mentre contro studenti pro-Palestina si moltiplicano i fermi, gli arresti domiciliari, le schedature, portando per “disciplinamento” la museruola e la repressione anche all’interno delle scuole pubbliche.

Da Melfi il 21 Febbraio contribuiremo a rendere più forte e visibile il legame tra tutte le mobilitazioni, creando un ideale abbraccio solidale con Anan Yaheesh, ma anche con Ahmed Salem, Yaser Alassali e Riyad Albastangi, nel corso del contemporaneo presidio a Rossano Calabro, così come con Raed Dawood a Ferrara.

Le soluzioni autoritarie e poliziesche sono destinate a durare poco.

Ogni processo contro la solidarietà è un processo contro la libertà di tutte e di tutti.

Chiediamo alla stampa di non oscurarci; chiediamo alle associazioni antifasciste e alle persone autenticamente democratiche di non aver paura e partecipare, perché della paura e del silenzio si alimentano i regimi repressivi. Perché la liberazione della Palestina è liberazione di tutte e tutti!

Perché la solidarietà è un’arma e per questo il potere la vuole spezzare!

Reti per la Palestina di Basilicata

Potenza, 18 Febbraio 2026

martedì 17 febbraio 2026

Confindustria Genova/Alessandria - dei veri sciacalli anti operai e anti Taranto - Entrambe sono legate culo e camicia all'infame governo Meloni/Urso

x Ilva, sindacati contro Confindustria Alessandria e Genova: “No a sciacallaggio”

ALESSANDRIA – “Apprendiamo da un comunicato di Confindustria Alessandria e Confindustria Genova dell’invito – a cui chiediamo una determinata risposta da parte del Governo – di dividere la trattativa di Taranto da quella degli stabilimenti del Nord. Nel comunicato di Confindustria Alessandria e Confindustria Genova emerge chiara la volontà di una vera e propria operazione di sciacallaggio, tra l’altro spesso accennata, ma ora palesata senza scrupoli, ai danni dei lavoratori ex Ilva“. Ad affermarlo in una nota congiunta sono Fiom, Fiom e Uilm.

Confindustria, sottolineano i metalmeccanici, dimentica l’esistenza di un accordo di programma che non può essere modificato senza il sindacato e che l’integrità del gruppo ha tutelato i lavoratori garantendo reddito e l’occupazione. Il gruppo siderurgico coinvolge su territorio nazionale circa 20.000 lavoratori e le loro famiglie e la sinergia industriale tra gli stabilimenti ha per le organizzazioni sindacali proprio questo unico obiettivo. Sinergia non è per noi sudditanza perché siamo sempre stati assolutamente favorevoli ai forni elettrici a Genova e a Taranto e che in particolare che Genova e Novi Ligure avessero le proprie produzioni da forno elettrico. Prospettiva promossa dal Governo che vedeva favorevoli anche le Istituzioni locali, convergenti sul piano dei commissari. Forno elettrico funzionale all’alimentazione degli impianti di Genova, Novi e gli altri stabilimenti anche nei momenti di marcia ridotta di Taranto. E’ evidente che le aree rappresentano un interesse economico che fa gola a Confindustria Alessandria e Confindustria Genova“.

Abbiamo sempre auspicato la presenza di industriali Italiani nelle cordate che si presentavano per l’acquisizione della ex Ilva e la loro assenza, probabilmente, concorre alle difficoltà attuali della soluzione della vertenza. Soluzione che non può arrivare con la resa e la svendita delle aree, questo, i lavoratori e i loro rappresentanti, non lo permetteranno” concludono.

Nuovo numero di ORE 12 Controinformazione rossoperaia in diffusione fabbriche posti di lavoro manifestazioni

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