martedì 9 giugno 2026
Morta una bracciante agricola polacca - Quanto è legato alle condizioni di lavoro/trasporto?
Lo scontro ha coinvolto una Renault Megane, condotta da un uomo, e un Fiat Ducato a bordo del quale viaggiavano cinque lavoratori, che secondo le prime ipotesi investigative sarebbero tutti braccianti agricoli.
Nell’impatto sono rimaste ferite altre cinque persone, tra cui una donna in condizioni particolarmente gravi. Il bilancio complessivo è di tre donne e tre uomini coinvolti, tutti trasportati negli ospedali della zona, con ricoveri classificati tra codici rossi e gialli.
Una donna di 57 anni sarebbe in condizioni gravi.
Francavilla Fontana - Caporalato nel Brindisino, arrestato rappresentante legale di una cooperativa....
Per riscaldarsi all’interno del casolare rurale i lavoratori erano costretti a bruciare la spazzatura in un caminetto, respirando così fumi pericolosi. Inoltre, dormivano su materassi sporchi, trovati nelle campagne vicine
Il rappresentante legale di una cooperativa è stato arrestato nel Brindisino dai carabinieri con l'accusa di caporalato. Secondo l’accusa l’indagato, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, avrebbe costretto diversi braccianti agricoli ad oltre 10 ore di lavoro al giorno a fronte di una retribuzione inferiore alla metà rispetto a quella prevista dal Contratto collettivo nazionale del settore. Inoltre l’uomo - è emerso dall’attività investigativa - avrebbe decurtato ulteriori 5 euro giornaliere a ciascun lavoratore, mettendo a disposizione degli operai un alloggio scoperto in condizioni fatiscenti, con muffe, servizi igienici non funzionanti e privo di riscaldamento. Per riscaldarsi all’interno del casolare rurale i lavoratori erano costretti a bruciare la spazzatura in un caminetto, respirando così fumi pericolosi. Inoltre, dormivano su materassi sporchi, trovati nelle campagne vicine.
TARANTO, bracciante nigeriano TROVATO PRIVO DI VITA IN CASA - una condizione quotidianamente inaccettabile
Un drammatico ritrovamento ha scosso il centro di Taranto, dove un bracciante agricolo di 37 anni, di nazionalità nigeriana, è stato rinvenuto senza vita all'interno della sua abitazione.
Dai lavoratori della Stellantis di Melfi
Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto ha parlato nei giorni scorsi con alcuni operai della Stellantis di Melfi - Riportiamo questa lunga discussione che da un quadro ampio della situazione in fabbrica, ma anche di come è necessario cambiarla
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Lavoratore Stellantis - Adesso per i lunedì hanno fatto il “senza lavoro” tutta la giornata. Questi tre giorni sono anche diminuiti adesso, perché questa settimana si è lavorato solo quattro turni, cioè due giorni alla settimana. Quindi praticamente se non inseriscono la nuova macchina, la DS7, è un problema.
Lavoratore Stellantis - Il problema è che è rimasta solo una linea di produzione, quindi per l'assemblaggio di quelle macchine che sono grandi e hanno bisogno di molte operazioni, tecnicamente puoi fare massimo 600 vetture al giorno. Se dovesse esserci un picco di produzione dovrebbero inserire il turno di notte, però il problema è che alcuni reparti, come lastratura, non ce la fanno. Infatti una squadra di lastratura, dove assemblano le scocche, fa lavoro anche di notte per portarsi avanti con l'assemblaggio delle scocche.
Lavoratore Stellantis - La Compass è l'unica, adesso stiamo facendo la DS8, che è una macchina che costa tantissimo, per cui se ne producono molto poche, parliamo di 10-20 macchine al giorno, in più facciamo una produzione per turno di Jeep Compass, la J4 si chiama. In teoria dovrebbero inserire, dicono, da fine giugno-luglio, la DS7, il terzo modello. Però il problema è che sono macchine che costano tanto, quindi non hanno grossi volumi.
Lavoratore Stellantis - Non c'è mercato, ma anche se ci fosse il mercato, il problema è che avendo una sola linea di produzione, e quella linea ha una produzione di 350 vetture a turno, anche se aumentano i modelli, il numero di macchine che si può fare è sempre quello. Non è che aumenta i modelli e puoi fare 2.000 macchine, oppure 1.500, come facevamo con la Renegade, perché avevamo due linee gemelle, quindi automaticamente facevi 750 su una linea, su tre turni e 750 sull'altra. Adesso avendo solo una di linea, sempre quello è il passo, cioè le operazioni, la tempistica è sempre quella.
Lavoratore Stellantis - No, perché un'altra linea l'hanno smontata e se la sono portata in Francia. In pratica Melfi aveva due linee gemelle, si chiamavano Melfi 1 e Melfi 2. Adesso è rimasta solo una linea di produzione, al montaggio. L'unica soluzione è fare il turno di notte e potresti portare, diciamo per assurdo, 900 vetture al giorno per come è adesso impostata la linea di produzione. Questa è la realtà. Quindi, anche se inseriscono nuovi modelli noi lavoratori siamo ancora troppi, per loro siamo ancora troppi. Hanno saturato le postazioni, quindi fanno “morire” la gente.
Lavoratore Stellantis - I ritmi sono aumentati nel senso che un dipendente, se prima doveva fare un'operazione in 30 secondi, oggi la deve fare in 15, perché gli hanno aumentato le operazioni. Prima c'era l'ergonomo, c'era l'analisi fattoriale, cioè creavano i cartellini operativi. Si andava, si calcolava il tempo che ci voleva per montare un pezzo. Non esiste più, sono saltate tutte queste figure, quindi si lavora a distruggere le persone.
Lavoratore Stellantis - Diciamo dai 55 ai 60, tranne l'ultima fascia ridotta che è stata assunta nel 2015, e qui siamo intorno ai 35-40, però erano intorno alle 1.000 persone, molti si sono presi l’incentivo e se ne sono andati. Diciamo che la fascia più corposa è dai 55-60, perché da quando è aperto, dal 1992, lo stabilimento, sono 34 anni.
Lavoratore Stellantis - I giovani si sono andati perché hanno visto che i tempi iniziavano ad essere un pò pesanti, e il sindacato ha fatto l'accordo che chi voleva andarsene prendeva 40.000 euro. Ora molti giovani, 25-30 anni, a cui non piaceva stare in fabbrica, hanno preso i soldi e sono andati via. Lo sbaglio dove è stato? Volevi dare l'incentivo? L'incentivo lo dovevi dare sulla fascia di età dai 55-60. Hai fatto scappare i più giovani e quelli più anziani sono tutti bloccati in azienda.
Lavoratore Stellantis - No, in teoria doveva essere a rotazione, ma adesso viene scelta tutta la gente che vogliono loro, amici, compiacenti, parenti. C'è gente che non lavora da due anni.
Lavoratore Stellantis - No, i sindacati non si fanno neanche vedere, ma i sindacati si sono azzerati da sè, o meglio, hanno fatto un accordo con l'azienda. Non danno fastidio, non danno problemi, e tutto scorre come vuole l'azienda. L’azienda non ci da gli indumenti, le magliette, ci mettiamo la roba nostra. Assurdo, sta iniziando a mancare l'essenziale, la base di tutto.
Lavoratore Stellantis - No, non c'è controllo, non c'è niente. Facciamo un esempio stupido, la vigilanza che prima girava nei reparti, magari vedeva un operatore che portava più carrellini di materiale, e si andava a tre carrellini, e lo fermava; oggi vanno a 5, 6, e non dicono niente, perché è come un fortino, dove tutto è concesso. Tengono tutto nascosto.
Lavoratore Stellantis - Sì, è vero. Per esempio sta che un sindacalista ha un parente e allora uno magari che ha problemi lo spostano e mettono il parente, l'amico, al suo posto… si vedono cose turche. Ma non da ora, è sempre stato così.
Lavoratore Stellantis – Sì, aprendo quei mercati hanno una mano d’opera bassa, costi di produzione bassi. Alla fine metteranno solo lo marchio di Italia e ci costerà 40.000 euro quando il costo di produzione sarà di 7.000/8.000 euro. Quindi praticamente il denaro va agli azionisti, ai dipendenti niente.
Lavoratore Stellantis – Sì, questo è voluto a livello generale in tutta Italia, in tutta Europa, stiamo tornando indietro di 50 anni, ci stanno affamando, usando anche l'importazione di manodopera estera, di immigrati. Come noi siamo andati a fare gli immigrati in America, dove i nostri antenati hanno lavorato a basso costo rispetto all’operaio americano, la stessa cosa succede adesso. Nei trasporti per esempio sono tutti stranieri, italiani pochi, perché li pagano di meno e non ci sono controlli e fanno ciò che vogliono.
Lavoratore Stellantis - E’ diventata la normalità come se tutto è dovuto, tutto deve andare così
Lavoratore Stellantis - Perché in Francia funziona è proprio un discorso culturale, il sindacato lì funziona io ho visto dei video dove il sindacalista passa nelle aziende Stellantis con il megafono, e tutti fuori! La gente lascia la postazione perché l'operaio si sente tutelato anche dalla legge. Il problema, e voi lo state vedendo con l’Ilva, quando vai a fare una causa il sistema giudiziario italiano è molto macchinoso, quindi per avere una sentenza ci vogliono tanti anni. C’è un problema di burocrazia. Allora con la paura di affrontare queste cause si va a spegnere quella piccola fiammella che uno vorrebbe far diventare fuoco ma non riesce.
Lavoratore Stellantis - Sai perché sono successi 21 giorni di sciopero a Melfi nel 2004? Perché arrivava la notte mancavano i componenti l’azienda allora metteva gli operai senza lavoro, fuori dall'azienda. La gente il primo giorno doveva uscire dall'azienda di notte, il freddo e non c'erano i pullman per tornare a casa. La prima volta, la seconda volta, la terza volta è scoppiato lo sciopero. Quindi è successo qualcosa di grave, perché chi abita magari molto lontano dallo stabilimento e faceva l'entrata di notte, doveva aspettare almeno 2 ore a meno 3 gradi. Quindi sono scoppiati i 21 giorni. Adesso, purtroppo, con questo clima di incertezza a livello globale, la gente che è impegnata con i mutui, ci sono i figli che studiano, ecc., è un po' frenata, perché comunque a quest'età non è semplice affrontare queste difficoltà. A 20 anni fa eravamo giovani quindi anche un pò più ribelli oggi siamo “zombi” che speriamo di arrivare alla pensione, oppure che ci fanno qualche accompagnamento. Il nostro traguardo non è più voler lavorare perché non siamo più sereni.
Lavoratore Stellantis - E' la stessa cosa per gli immigrati che raccolgono i pomodori. Tutti gli anni in Basilicata dicono: stiamo preparando il centro di accoglienza… Ma non sarà mai pronto, non lo vogliono, perché i capitalisti, i grossisti che raccolgono tonnellate e tonnellate di pomodoro non lo vogliono. Certo, basterebbe vedere quanti quintali hai prodotto, mille quintali? Con quante persone li hai raccolti, con dieci persone? E’ impossibile, non ci vuole tanto, perché la matematica te lo spiega: raccogliere centomila tonnellate di pomodoro con dieci operari è impossibile, quindi tu da qualche parte hai usato manodopera a nero.
Lavoratore Stellantis – No, è proprio una connivenza. Allora, un po' di anni fa vennero a mettere degli apparecchi per vedere le polvere sottili, questi microfoni erano veramente sporchi, ma l'analisi è stata: tutto pulito, rispettati i parametri. Come facciamo noi a pensare che ci sia una giustizia, ci sia un controllo, quando quello che fa il controllo va a mangiare con chi deve essere controllato? Allora come possiamo sentirci tutelati? Mattarella dice: dobbiamo evitare le morti sul lavoro. Ma pensi che il numero si abbasserà? No. Perché siamo solo numeri, punto. E’un spot pubblicitario.
Lavoratore Stellantis - Sarebbe un colpo duro, un colpo alle segreterie nazionali. 15 anni fa abbiamo visto Landini che sbavava di rabbia nella mensa contro Marchionne per quei diritti, poi non abbiamo mai più visto Landini a Melfi e perché? Si è buttato in politica. Cosa hai dimostrato? Che hai parlato alla pancia dell'operaio solo per il tuo interesse. Come quell'altro Sbarra della Cisl, che è diventato una stampella del governo Meloni. Sono chi non vuole vedere le cose non le vede, perché come fai ad appoggiare un governo che ci sta caricando di tassi, carovita? Per loro va tutto bene, investono in armi e qui la gente muore di fame, abbiamo gli stipendi del 10% più bassi a livello europeo, e “tutto va bene, grandi progressi…”; senti la Rai, manipolata, e dice che stiamo vivendo in un mondo fantastico...
Lavoratore Stellantis - Bisogna puntare su alcuni della Fiom, perché loro sono presenti sul territorio. Bisogna provare a stimolare loro in modo da far coinvolgere su questo aspetto gli operai.
Lavoratore Stellantis - Se loro che dovrebbero difendere hanno questi limiti, figuriamoci il dipendente. Il sindacato che dovrebbe essere il primo se ne frega, è un cane che si morde la coda. Noi speriamo che ci sia qualcosa, che prima o poi qualcuno si ribelli, Ora che inizia a fare caldo, con le temperature alte, con questi ritmi qualcuno cadrà a terra e là poi ci sarà il casino.
Lavoratore Stellantis – Magari.
lunedì 8 giugno 2026
Bakari Sako - assassini razzisti, punto e basta!
Nei nuovi atti depositati nell'udienza dinanzi al Tribunale Del Riesame dei due maggiorenni, per i quali è stata confermata la custodia in carcere, emergono nuovi passaggi dei dialoghi tra gli indagati in quei momenti terribili all'alba del 9 maggio. In una nuova informativa depositata dagli agenti della Squadra mobile agli ordini del vice questore Antonio Serpico, si leggono nuove frasi pronunciate prima, durante, e dopo l'agguato.



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