sabato 7 novembre 2026
Ex Ilva, «Sottratti a Taranto 720 milioni per la decarbonizzazione»
Mentre “La spesa militare salirà a 40 miliardi, è record” e Flacks invece di dare vuole dal governo 1 miliardo - Solo i sindacati confederali e Usb danno ancora credito a questo governo, falso e bugiardo.
Operai, non si può continuare essere presi in giro; o si riprende la lotta, o non c'è futuro, l'attacco al lavoro e al salario non può avere fine. Lo Slai cobas è pronto a mettersi al servizio degli operai che vogliono auto organizzarsi. La copertura sindacale e legale la possiamo garantire noi, ma la organizzazione della lotta è prima di tutto decisione vostra. WA 3475301704
Questa decisione è anche una crudele beffa per gli abitanti di Taranto, Tamburi, Paolo VI, ecc: il governo come vuole buttare via migliaia di operai, se ne frega di rispondere ai diritti dei cittadini di non avere inquinamento, malattie.
Quando si capirà che i destini e gli interessi degli operai e delle masse popolari di Taranto sono uguali e insieme deve esserci la lotta, allora qualcosa comincerà a cambiare.
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| Il buffone |
La questione riguarda le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio e, in particolare, i finanziamenti collegati all'articolo 3 del decreto legge 107. La manovra prevede il definanziamento di 498,8 milioni di euro nel triennio 2027-2029 e di ulteriori 221,8 milioni a partire dal 2030, per un totale di 720,6 milioni di euro. I fondi dell'articolo 3 del decreto-legge 107 vengono definanziati per intero, 498,8 milioni nel triennio 2027-2029 e altri 221,8 milioni dal 2030. Non resta un euro» la nuova manovra avrebbe ulteriormente aggravato la situazione, attraverso l'eliminazione completa dello stanziamento e il trasferimento delle somme verso un fondo generale destinato agli incentivi alle imprese.
Il 27 ottobre il Governo ha assunto impegni precisi con le organizzazioni sindacali per affrontare la drammatica crisi dell’ex Gruppo Ilva, che coinvolge oltre 15.000 lavoratrici e lavoratori, tra occupazione diretta e indotto. Impegni che hanno l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per salvaguardare l’occupazione, impedire qualsiasi processo di licenziamento, garantire la continuità produttiva e, soprattutto, sostenere un vero progetto di rilancio industriale fondato sulla decarbonizzazione.
Cosa hanno da dire Fim, Fiom, Uilm, Usb che avevano dato un giudizio positivo dell'ultimo incontro col governo, che aveva dato solo PAROLE di assicurazione? Si indignano, ma chiedono al governo ancora e soltanto parole: "Azzerare il Fondo per la decarbonizzazione della siderurgia, è una scelta che contraddice apertamente gli impegni assunti dal Governo con le organizzazioni sindacali e mette in discussione la credibilità stessa del percorso individuato a Palazzo Chigi. Non si può da una parte dichiarare di voler salvaguardare il futuro della siderurgia italiana e, dall’altra, sottrarre le risorse necessarie per realizzare la sua trasformazione industriale. Chiediamo pertanto al Governo una presa di posizione immediata, chiara e inequivocabile"
Protesta operaia al processo ex-Ilva "Ambiente Svenduto" a Potenza
Da Slai cobas per il sindacato di classe
Da Operaio ex Ilva Taranto ad Antenna sud
venerdì 6 novembre 2026
Dopo 34 anni la chiusura dell'Italsider di Bagnoli non ha portato fine a nocività e malattie
Da Medicina democratica:
"...il problema amianto a Bagnoli rimane irrisolto: «La giustizia ambientale ancora una volta non riceve una risposta esaustiva dalle aule del tribunale... l’inquinamento a Bagnoli, che è stato prodotto dalle aziende presenti nel territorio dal secolo scorso, fra cui nel caso specifico l’Eternit, ma anche la Cementir e la stessa Italsider, le cui scorie, altamente nocive, sono state nascoste sotto un tappeto di cemento, capping, che andrà a coprire la colmata a mare, che è stato lo sversatoio per decenni dei rifiuti industriali del’Italsider».
Le conseguenze drammatiche delle mancate bonifiche sono evidenti: secondo gli ultimi dati del registro tumori ASL Napoli 1, persiste a Bagnoli infatti il picco massimo di mortalità per mesoteliomi e per carcinoma ovarico, rispetto non solo ai dati riferiti a tutta la città di Napoli ma anche sul piano nazionale. I casi di morti per mesotelioma a Bagnoli sono 2,3 per centomila abitanti, mentre sul piano nazionale sono 0,08 per centomila...".
Mandati a casa gli operai, lo Stato, i governi fanno che caspita vogliono e se ne fregano della popolazione come se ne sono fregati degli operai, spegnendone la forza di lotta che avevano in fabbrica.
giovedì 5 novembre 2026
Arsenale - Arriva il nuovo direttore e si chiede ai civili di schierarsi quasi fossero militari - E' la militarizzazione della città, signori...
Da Cronachetarantine
Fa discutere la comunicazione di servizio del 3 novembre scorso, firmata dal vicedirettore dell’Arsenale militare marittimo di Taranto, Vincenzo Barbati. In particolare, il provvedimento in questione convoca un’«assemblea generale» per venerdì prossimo, 6 novembre, alle 8.30, sul piazzale Brin, in occasione del saluto del direttore uscente dell'Arsenale, ammiraglio Alessandro Battaglia, e dell'insediamento del nuovo direttore designato, il contrammiraglio Domenico Guadalupi.
di fatto si impone la «partecipazione obbligatoria per tutto il personale, militare e civile, presente» e l'obbligo di riscontrare uno «schieramento pronto dalle ore 8.20», il tutto secondo una precisa mappa da osservare.
La Funzione pubblica Cgil di Taranto ribadisce con forza che per il personale civile non esiste alcun obbligo di legge, né contrattuale, che giustifichi una simile imposizione o modalità organizzativa... non si può confondere una disposizione lavorativa con una cerimonia o un’assemblea generale militarizzata...».
mercoledì 4 novembre 2026
Un saluto proletario ad Antonio Salinardi delegato Slai cobas Fiat Sata di Melfi, scintilla e protagonista della grandiosa lotta operaia dei 21 giorni
- Le origini e le figure storiche: Tra gli operai simbolo dell'avanguardia operaia che ebbero il coraggio di fondare lo Slai Cobas nello stabilimento di Melfi, sfidando un contesto aziendale storicamente rigido, si ricorda in particolare Antonio Salinardi, scomparso nel 2026, figura cardine del sindacalismo di base all'interno dello stabilimento fin dai primi anni 2000. [1]
- Posizioni di contrasto con l'azienda e i confederali: I delegati dello Slai Cobas a Melfi si sono sempre distinti per una linea di forte conflittualità sia nei confronti delle politiche di flessibilità e sfruttamento della Fiat/Stellantis (come l'introduzione dei turni intensivi), sia rifiutando la validità di accordi o referendum siglati dai sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL). [1, 2]In ricordo di Antonio Salinardi, tra le avanguardie operaie della lotta dei 21 giorni di Melfi.Mercoledì 28 ottobre è morto, a soli 57 anni, Antonio Salinardi, per i più un perfetto sconosciuto, non per noi e soprattutto non per la stragrande maggioranza degli operai dell’allora Sata di Melfi, ora Stellantis.Abbiamo avuto l’onore e il privilegio di seguire e, nel limite delle nostre forze, partecipare come Operai Contro, al percorso che agli inizi degli anni ’90 coinvolse migliaia di giovani lucani e pugliesi.A Melfi, grazie al patto scellerato fra la Fiat, i sindacati nazionali, le forze politiche e le istituzioni statali e regionali, gli operai vivevano le condizioni salariali e lavorative di gran lunga peggiori rispetto agli altri operai italiani.Questi operai furono in grado, superando mille difficoltà ed ostacoli, di costituirsi come una comunità compatta capace di difendere ed imporre i propri interessi.Antonio Salinardi, di quella lotta fu tra gli artefici e i protagonisti. Ebbe il coraggio, in un periodo in cui nella fabbrica di Melfi era rischioso già militare nella Fiom su posizioni critiche, di fondare, insieme ad altri operai, lo Slai Cobas. Lo scandalo e l’allarme suscitato da questo tentativo fu enorme.Il sindacato di base si allargava, dalle sue roccaforti storiche, direttamente nella fabbrica più produttiva della Fiat e con la minore conflittualità interna. La repressione aziendale, con il silenzio complice dei sindacati confederali nel migliore dei casi, fu pesantissima. Antonio Salinardi non si piegò e fu tra i protagonisti della lotta dei 21 giorni.Dopo quell'esperienza iniziò il lento peggioramento della condizione operaia, non solo a Melfi, ma a livello generale. Solo pochi compagni cercarono di reagire, pagandone pesantemente le conseguenze. Salinardi se ne tirò fuori, senza però mai collaborare con l’azienda.Evidentemente deluso da come andavano le cose, abbandonò completamente l'idea di costruire un’organizzazione operaia, ma questo non può farci dimenticare il contributo che Antonio Salinardi ha dato alla lotta degli operai.
6 novembre importante assemblea pubblica a Potenza sul processo "Ambiente svenduto" e sulla situazione ex ILVA di Taranto
Comunicato Stampa
6 novembre importante assemblea pubblica a Potenza sul processo ambiente svenduto e sulla situazione ex ILVA di Taranto
La mattina del 6 Novembre si celebrerà a Potenza una nuova udienza del processo “Ambiente Svenduto”, vergognosamente trasferito dalla sede naturale di Taranto dopo oltre 7 anni di svolgimento e di produzione di atti.
Cittadini e cittadine, operaie ed operai, studenti e studentesse, esponenti di sindacati e di associazioni, sono invitati/e a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà a Potenza venerdì 6 Novembre presso i locali del CSV (Centro di Servizio al Volontariato), in via Sicilia n. 10, dalle ore 17 alle ore 19.
All’assemblea, indetta congiuntamente dal Coordinamento No Triv Basilicata e dal sindacato SLAI- COBAS di Taranto, parteciperanno esponenti delle parti civili al processo in corso al Tribunale di Potenza e gli avvocati Antonietta Ricci (TA) e Gianluca Vitale del foro di Torino
L’assemblea affronterà in tale contesto i seguenti punti:
Cosa può accadere a seguito della sentenza della Cassazione del 20 Ottobre - con conferma o meno della chiusura dell'area a caldo
Resoconto ed analisi della lotta e della reazione operaia e dei cittadini
Resoconto ed andamento delle udienze del processo in atto a Potenza denominato “Ambiente Svenduto” che mette sotto accusa Riva e complici della gestione fino al 2012. Informazione sul nuovo maxi processo che si annuncia in seguito alla messa sotto accusa della gestione arcelor mittal
Il legame tra Taranto e la Basilicata
Coordinamento No Triv Basilicata SLAI COBAS Taranto info 3475301704
Per l'assemblea cosiderazioni
Quanto il processo in corso sia carico di sofferenze per i lavoratori e per la città ionica, ce lo segnala la via crucis dell’affare ILVA, disseminata di morti sul lavoro, tumori, malattie cardiorespiratorie dei cittadini di ogni età, fino alle ultime indagini in corso che vedono alla ribalta i vertici di Acciaierie d’Italia e la costellazione di sodali in affari che non hanno mai disdegnato di utilizzare qualsivoglia strumento corruttivo per aggirare il rispetto delle misure di sicurezza così come le soglie emissive.
Di fronte al tentativo di marginalizzare ed occultare agli occhi degli stessi lavoratori, delle loro famiglie, della stessa stampa, un processo scandaloso di grande rilievo nazionale, è necessario quantomeno riuscire a cogliere la portata dello stesso in termini non soltanto economici, ma anche politici, sociali, ambientali, nonché strettamente giuridici.
In un quadro in cui gli operai ex Ilva e appalto sviluppano a taranto nelle forme di blocchi assemblee e scioperi la lotta per il lavoro, il salario, la sicurezza e la salute e in città rappresentaze ambientaliste e parte dei cittadini manifestano per la chiusura della fabbrica
Il legame tra Taranto e la Basilicata più organico e strutturale di quanto possa sembrare. Prova ne sono gli effetti immediati sulla mancanza di carburante alla pompa quando gli operai ex ILVA hanno deciso di bloccare gli ingressi della raffineria ENI.
La stessa raffineria che tratta il greggio proveniente dai giacimenti della Val d’Agri e di Tempa Rossa. Ne sono prova anche i progetti in funzione retroportuale della ZES Val Basento; i numerosi occupati in acciaieria e nel suo indotto, ma inevitabilmente i comuni destini segnati dalla qualità e quantità dell’acqua disponibile, la necessità di mettere virtuosamente mano alle bonifiche, la conquista del diritto alla salute con un lavoro dignitoso ed all’altezza del bene comune.



