Ecco le condizioni in cui vivono i braccianti stranieri nel centro storico di Massafra, quartiere Gesù Bambino, dove gli agenti della polizia locale, agli ordini del comandante Mirko Tagliente, si sono trovati davanti ad appartamenti sovraffollati e in condizioni igieniche precarie – e viene da mettere virgolette un po’ dappertutto. Le immagini parlano chiaro: postazioni letto accavallate l’una sull’altra, direttamente sul pavimento. Cataste di rifiuti accumulate all’esterno, tra cui si distinguono anche abiti e scarpe degli occupanti dell’immobile: sono quasi tutti afghani, gli altri sono pakistani.

Lavorano nelle campagne del Tarantino. E vivono in una situazione di "seria compromissione delle condizioni igienico-sanitarie", per metterla come il comandante Tagliente. Un caso analogo, nella stessa zona: un immobile di circa 80 metri quadri con all’interno nove postazioni letto. Gli occupanti sono sempre i braccianti di origine straniera, destinatari dell’ordinanza di sgombero – avranno tempo dieci giorni, dopodiché scatterà la denuncia agli inquilini e ai proprietari.

I controlli sono stati effettuati nell’ambito di verifiche sul sovraffollamento abitativo nel centro città su impulso anche della sindaca, Giancarla Zaccaro, e dell’assessore con delega alla sicurezza e alla polizia locale, Michele Bommino, anche lui presente durante le verifiche. "Vivono in condizioni che non sono dignitose, non sono sicure e non sono legali", dice Bommino. "Effettuiamo i controlli per una questione di legalità e di sicurezza, almeno tre o quattro a settimana. Facciamo puntualmente queste verifiche per tranquillizzare un po’ la popolazione, che in circostanze del genere – puntualizza – non si sente sicura. Il problema – conclude – non è chi cerca una casa, ma chi sfrutta questo bisogno affittando immobili non idonei, senza requisiti igienico-sanitari minimi