Un odioso crimine razzista è
avvenuto a Taranto. Un bracciante maliano è stato brutalmente
aggredito e colpito con un oggetto appuntito che ne ha provocato la
morte. Gli autori di questo pestaggio assassino sono stati alcuni
giovanissimi, insieme ad altri due che giovanissimi non erano.
E'
avvenuto nel cuore di Città Vecchia, in Piazza Fontana. Ed è
avvenuto dopo che gli stessi avevano molestato un altro migrante. In
questa alba tragica è morto Bakari Sako. Un operaio che aveva fatto
anche il cameriere che ora lavorava nelle campagne di Massafra.
E'
l'ennesimo frutto di aggressioni di stampo razzista che avvengono in
Italia.
Su
questo occorre dire subito due cose.
La
prima questione è il tentativo di oscurare la matrice razzista. Il
Consiglio Comunale ha fatto un lungo documento dove la parola
razzismo non viene mai pronunciata. Quando è evidente a tutti che è
il carattere razzista che ha portato all'aggressione.
Il
razzismo non è un'opinione, è un crimine e come tale va
considerato. E questo tipo di aggressioni sono diventate frequenti e
usuali in diverse città italiane e in diverse occasioni. E in più
di un'occasione hanno provocato la morte.
Queste
uccisioni vengono fatte con coscienza chiara di stampo fascista e
razzista. Il giornale La Stampa, proprio il giorno precedente in cui
questo è avvenuto l’assassinio di Bakari aveva censito in un
articolo le ronde nere. E aveva documentato l'esistenza di una serie
di gruppi di questa natura che vi sono in tutto il paese che portano
avanti aggressioni che hanno toccato città come Verona, come
Catanzaro. Così come sono frequenti sono a Roma e altrettanto
numerose a Bologna, a Milano.
Vi
sono forze politiche di esterna destra nazifasciste che organizzano
volutamente questo tipo di azioni. Appoggiate sostanzialmente dai
leghisti e dal partito della Presidente del Consiglio. Fratelli
d'Italia. L'episodio di Taranto è particolarmente atroce perché
riguarda una situazione che colpisce lavoratori che già fanno una
vita grama, supersfruttati nelle campagne, nei posti di lavoro, e che
cercano in qualche maniera, dopo essere arrivati in Italia in mille
modi, compreso i barconi e aver visto molto spesso i loro fratelli
perire in mare, di arrivare in alcune città. Qui cercano lavoro e
trovano sfruttamento, razzismo, discriminazione. Una vita impossibile
in case fatiscenti, e per di più col rischio di essere aggrediti e
colpiti da leggi razziste che questo governo fa.
Dobbiamo
combattere questo tipo di situazione innanzitutto attraverso un
lavoro di organizzazione dei braccianti. Cosa
molto difficile perché ai braccianti va data innanzitutto la
possibilità di rispondere collettivamente ai problemi del lavoro e
della casa, alle condizioni di vita inaccettabili, così come ai
piani di espulsione che a getto continuo i governi fanno e il governo
Meloni è sicuramente in prima linea in tutto questo.
Però,
tutto questo non è sufficiente se non si tiene
conto che viene diffuso a piene mani il razzismo ideologico,
politico, culturale di Stato e viene diffuso dai governi con le loro
leggi da Trump alla Meloni. In
questo paese sull'immigrazione si consumano e si realizzano le
fortune elettorali di molti dei parlamentari ed è sull'immigrazione
e sulla campagna razzista che si basa in tutta Europa una parte
significativa dell'ascesa delle forze reazionarie fasciste.
Da
questo bisogna partire. Il tentativo di riempirsi la bocca di
sociologia, di piani educativi verso giovani deviati, è solo fumo;
il fenomeno di baby gang è del tutto secondario di fronte al fatto
che esiste un sistema, esiste un governo, uno Stato, esistono delle
leggi, esiste un modo di sviluppare le campagne anti-immigrati che
evidentemente semina a piene mani il razzismo sociale e pratico.
Domani
ci sarà una manifestazione a Taranto nel luogo in cui l'assassinio è
avvenuto.
Proletari
comunisti e lo Slai cobas ci saranno per portare innanzitutto una
voce di solidarietà alla comunità maliana che si è immediatamente
mobilitata e per offrire il massimo di solidarietà e assistenza ai
migranti di questa città, di cui in altre occasioni abbiamo
organizzato la lotta.
Abbiamo
permesso che ottenessero dei permessi di soggiorno o permessi
umanitari provvisori, i documenti, ecc. Lo abbiamo fatto di fronte
alla grande ondata dei migranti di Manduria che arrivò nella nostra
città e fu protagonista anche di una rivolta nel ghetto in cui erano
stati portati; l'abbiamo fatto con la grande lotta di migranti di
diversa nazionalità che abbiamo organizzato in più riprese a
Taranto. Così come evidentemente siamo sempre stati solidali e
vicini alle associazioni che si sono realmente occupate dei migranti,
come la Babele, e invece denunciato, contrastato speculatori e
associazioni che usavano i migranti per avere soldi dallo Stato.
Ma
ora bisogna stare sul pezzo, cioè andare a fondo sul fatto che si è
creato in città vecchia e smascherare uno per uno i discorsi
ipocriti che su questo vengono fatti combattendo il razzismo
ideologico, politico e culturale, in particolare su tre questioni.
Il
tentativo della giunta comunale di trasformare tutto in un problema
di sicurezza e polizia portando avanti una campagna di
militarizzazione della città e di aumento delle forze dell'ordine.
Questa è una campagna indegna che noi combattiamo e contrastiamo.
Non è di più polizia che hanno bisogno i quartieri, quartieri dove
è presente una parte rilevante di popolazione povera, di giovani
senza lavoro, che non riescono ad andare a scuola e spesso interni a
pratiche di microcriminalità.
Invece
che lavoro, casa, salute, reddito, invece che soluzione dei problemi
sociali, le amministrazioni comunali oppongono una politica di
“sicurezza”, di più polizia, mentre sprecano il denaro pubblico
in grandi eventi, in una trasformazione e gentrificazione dei
quartieri poveri. E Città Vecchia è un esempio visibile.
Ecco,
bisogna contrastare questa linea e questa prassi.
Così
come bisogna andare più a fondo nell'analisi della situazione sia
delle comunità migranti in questa città, sia dell'universo dei
giovani, che in questo caso giovanissimi, sono stati protagonisti di
questo odioso crimine.
Su
questo interverremo nel presidio/Assemblea del 14/5 e nelle ulteriori
occasioni, e svilupperemo uno per uno questi argomenti anche con
nuove trasmissioni a ORE 12.
Ora,
come ora, stringiamoci intorno a Sako, che ha perso la vita per un
odioso crimine razzista, in uno stato imperialista con un governo
razzista.