venerdì 27 febbraio 2026

Comunicato stampa sui 2500 pezzi spariti all'aeroporto militare di Brindisi - un comunicato che condividiamo - Slai cobas Taranto

Il Cobas insieme alle associazioni di sostegno ai Kurdi ed ai Palestinesi tornano Sabato 14 Marzo alle ore 16 davanti l'ingresso dell'aeroporto militare di Brindisi e sede della base ONU per gli aiuti umanitari .
Il motivo della manifestazione è quello di protestare contro l'economia di guerra , questo episodio del furto dei 2500 pezzi spariti, la richiesta di apertura di corridoi umanitari a Gaza ed in Siria ai curdi della di Kobane assediata da milizie para-Isis .
Il Sindacato Cobas è fortemente allarmato per la scomparsa di duemilacinquecento pezzi di aerei militari italiani dalla base di Brindisi dove Ge Avio, multinazionale americana, aveva il compito di manutenere gli aerei da guerra dell’Aeronautica italiana.
In particolare, si tratterebbe di componenti avioniche dei cacciabombardieri Tornado e Amx e dell’aereo di trasporto tattico C-130.
Prima considerazione :
il danno del furto è calcolato in 17 milioni di euro; cosa di per sé già preoccupante per il valore economico ma soprattutto perché è avvenuto all’interno di una base militare da cui non dovrebbe uscire una spilla.
Secondo:
quali strade hanno preso questi 2.500 pezzi di ricambio? Hanno preso strade pericolose quali il sostegno a qualche dittatore ,con la copertura magari dei servizi segreti?
Abbiamo aggirato forse così la legge sulle armi che vieta la esportazione di queste all’estero ?
Si parla di una pista che forse porta i pezzi rubati in Brasile un paese dove Bolsonaro, Presidente in quegli anni, si è reso famoso per i legami con la destra conservatrice di mezzo mondo.
Secondo il quotidiano La Repubblica, che ha dato la notizia, per questa sparizione sarebbero indagate insieme dalla procura di Roma e dalla procura militare dieci persone tra generali e vertici della logistica dell’Aeronautica e dirigenti di Ge Avio. L’ipotesi di reato, per tutti, peculato, ossia l’appropriazione o la distrazione di beni pubblici affidati per ragioni d’ufficio. Quelle componenti, agli investigatori che ne chiedevano conto, sarebbero state presentate ufficialmente come “fuori uso” e quindi come pezzi usurati, da rottamare. Ma in realtà la certificazione di inutilizzabilità sarebbe arrivata quando il materiale era già sparito.
Non è che si sta verificando nelle forze armate quello sta succedendo come l’omicidio dello spacciatore a Milano, dove si sta qualificando il tutto come episodi sporadici dovute alla presenza di mele marce.
A Brindisi la questione è troppo grossa per poter passare quasi inosservata.
Secondo nostri analisti una pista investigativa potrebbe essere che i pezzi forse non sono mai arrivati a Brindisi , causa insufficiente produzione delle industrie fornitrici ma contabilizzati lo stesso.
Tutto questo accade in una città di nuovi e grossi investimenti nel settore militare dovute ad una crescente economia di guerra, sottratte a settori come sanità ,scuola , scuola , servizi sociali.
Questo governo Meloni ha maturato un coinvolgimento anche economico sempre maggiore in guerre come l’Ucraina e il totale disinteresse per la Palestina e l’abbandono al loro destino dei Curdi in Siria .
Nonostante queste popolazioni chiedano a gran voce l’apertura di canali umanitari e di viveri.
Questo avviene nella città che ospita la più grande base al mondo delle Nazioni Unite per aiuti umanitari, che di umanitario sembra non avere più niente;
Nazioni Unite che con le sue agenzie ,come nel caso di Brindisi , hanno azzerato il loro compito originale che è dare soccorso ai cittadini coinvolti in guerre e carestie sempre più dovute ai cosiddetti cambiamenti climatici .
Questi fenomeni sono da attribuire ai potenti della terra che non si preoccupano per niente del destino del nostro pianeta.
Così il mondo non può più andare avanti , pena la sua distruzione…..E’ ora di finirla con guerre e distruzione dell’ambiente.
Brindisi 26 Febbraio 2026
Per il Cobas Roberto Aprile

Engels: "Soltanto il proletariato creato dall'industria moderna... è in grado di compiere la grande trasformazione sociale..." - dal blog proletari comunisti

Molto utile e in sintonia con la Formazione marxista che stiamo facendo

(da Teoria della Contraddizione di Alain Badiou)

"...l'ideologia comunista operaia di massa è materialista, e questo è il motivo per cui non se ne fa niente delle preghiere neoreligiose anticonsumistiche che i partigiani moderni del ritorno alla terra e dell'economia pastorizia vorrebbero propinargli. Engels mostrava, contro Proudhon, che l'annientamento delle classi si fonda su una dialettica lavoro/tempo libero di tipo nuovo, e di cui il proletariato è il primo portatore storico:

"Soltanto il proletariato creato dall'industria moderna, liberato da tutte le catene ereditarie, anche da quelle che lo inchiodano alla terra, solo il proletariato pigiato nelle grandi città è in grado di compiere la grande trasformazione sociale che metterà fine a ogni sfruttamento di classe e a ogni dominio di classe. [. ..]. Per Proudhon, invece, tutta la rivoluzione industriale degli ultimi cent'anni, il vapore, la produzione su larga scala, che sostituisce il lavoro manuale con le macchine e moltiplica la capacità produttiva del lavoro, è un evento quant'altro mai increscioso, qualcosa che non avrebbe dovuto mai accadere. Il piccolo borghese Proudhon vuole un mondo in cui ciascuno porti a compimento un prodotto tutto suo, autonomo, che sia immediatamente-adoperabile-e scambiabile; solo se in tal modo ciascuno recupera il pieno valore del suo lavoro in un altro prodotto, si sarà soddisfatto all"'eterna giustizia" e realizzato il migliore dei mondi. Ma questo mondo migliore proudhoniano è già stato schiacciato in boccio dal piede del progressivo sviluppo industriale, che da tempo ha abolito il lavoro singolo in tutti rami maggiori della grande industria e va abolendolo giorno per giorno anche nei minori e minimi; al suo posto mette il lavoro sociale, sostenuto da macchinari e da forze della natura assoggettate, un lavoro il cui prodotto, immediatamente scambiabile o adoperabile, è l'opera comune di più singoli, per le mani dei quali esso ha dovuto passare. Ed è proprio grazie a questa rivoluzione industriale che la capacità produttiva del lavoro umano ha raggiunto un simile apogeo, che - per la prima volta da quando esistono uomini - è data la possibilità, con una intelligente ripartizione di lavoro fra tutti, non solo di produrre a sufficienza per il lavoro abbondante di tutti i membri della società e per un cospicuo fondo di riserva, ma altresì di lasciare a ogni singolo sufficiente tempo libero perché si conservi quanto vale realmente la pena di conservare di ciò che costituisce la cultura storicamente tradizionale (scienza, arte, rapporti umani ecc.), e non solo di conservarlo, ma di trasformarlo da un monopolio della classe dominante in un bene comune della società intera, e di accrescerlo. E qui sta il punto decisivo. Non appena la capacità produttiva del lavoro umano si sviluppa fino a questo apogeo, sparisce ogni pretesto per l 'esistenza di una classe dominante. La ragione con cui si sosteneva la differenza di classe, infatti, è stata sempre questa, in fondo: deve sempre esservi una classe che non sia costretta a tormentarsi per la produzione del proprio mantenimento quotidiano, per avere tempo di curare il lavoro intellettuale della società. A questa fanfaluca, che finora ha avuto una sua grande giustificazione storica, ha tagliato le radici una volta per tutte la rivoluzione industriale degli ultimi cent'anni. L'esistenza di una classe dominante diviene ogni giorno di più un ostacolo allo sviluppo delle forze produttive industriali e, non meno, a quello della scienza, dell'arte, e segnatamente di ben ordinari rapporti umani".

Verso 8 marzo - locandina sciopero delle donne - fatela girare

giovedì 26 febbraio 2026

Taranto - contro padroni e sindacati collaborazionisti

Contro padroni e sindacati collaborazionisti - dura battaglia sindacale di classe nell'appalto Ilva/porto a tutela del lavoro, del contratto a tempo indeterminato, dei salari e condizioni di lavoro 

Nella prossima settimana importante report dello Slai cobas per il sindacato di classe

via Livio Andronico 47 Taranto 

slaicobasta@gmail.com - WA 3519575628 

Ex Ilva, Tribunale Milano: "Sospendere attività dello stabilimento di Taranto per rischi sulla salute"

La decisione, che arriva dopo un ricorso presentato dai cittadini, non è immediatamente esecutiva

© Ansa

Il Tribunale civile di Milano, su richiesta dei residenti del Comune di Taranto, ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto della "attività produttiva dell'area a caldo dello Stabilimento" dell'ex Ilva a Taranto. Il tribunale fa riferimento a "rischi attuali di pregiudizi alla salute" e chiarisce che il decreto non è allo stato esecutivo e lo diventerà solo se non impugnato.

La decisione

 A dare la notizia il presidente del Tribunale, Fabio Roia, e il presidente della quindicesima sezione civile, Angelo Mambriani, che hanno accolto un ricorso di alcuni residenti e "disapplicato" parzialmente l'Autorizzazione Integrata Ambientale del 2025 con riferimento ad alcuni parametri ambientali fra cui il "monitoraggio PM10 e PM2,5, regime wind days, installazione serbatoi contenenti sostanze pericolose, temperatura minima di combustione delle torce alle quali sono inviati i gas di affinazione dell'acciaio, completa intercettazione delle emissioni diffuse in fase di trasferimento del coke".

In questo modo, il Tribunale di Milano, Sezione XV civile specializzata in materia di impresa, ha parzialmente disapplicato il provvedimento che autorizza l'attività produttiva dello stabilimento siderurgico di Taranto (AIA 2025) e ha ordinato la sospensione dell'attività dell'area a caldo a decorrere dal 24 agosto 2026. Il provvedimento, riferisce il Tribunale di Milano in una nota, è scattato "a tutela dei ricorrenti e delle altre persone residenti in Taranto, Statte e nei quartieri limitrofi allo Stabilimento Ilva da rischi attuali di pregiudizi alla salute, anche in applicazione di quanto previsto dalla Sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea".

"La disapplicazione dell'Aia 2025 è stata disposta con riferimento ad alcune prescrizioni (monitoraggio PM10 e PM2,5, regime wind days, installazione serbatoi contenenti sostanze pericolose, temperatura minima di combustione delle torce alle quali sono inviati i gas di affinazione dell'acciaio, completa intercettazione delle emissioni diffuse in fase di trasferimento del coke,) in relazione alle quali non sono stati previsti termini di esame e di realizzazione dei relativi interventi di ambientalizzazione e dunque in funzione acceleratoria della loro esecuzione", spiega il tribunale

"Ciò è stato disposto a tutela dei ricorrenti e delle altre persone residenti in Taranto, Statte e nei quartieri limitrofi allo Stabilimento Ilva da rischi attuali di pregiudizi alla salute, anche in applicazione di quanto previsto dalla Sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 25 giugno 2024 alla quale la questione era stata previamente rimessa". "La sospensione dell'attività produttiva avrà efficacia a decorrere dal 24 agosto 2026. Entro tale termine parti resistenti - Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, Acciaierie d'Italia Holding in A.s., Ilva in A.s. - potranno adoperarsi per ottenere un'integrazione dell'Aia 2025 che abbia a oggetto l'indicazione di tempi certi e ragionevolmente brevi entro i quali gli studi di fattibilità, i piani e i cronoprogrammi menzionati nelle prescrizioni ritenute illegittime dovranno trovare effettiva attuazione e impegnandosi a tale tempestiva attuazione".

martedì 24 febbraio 2026

Antonietta Ricci alla cooperativa Owen sabato - per Slai cobas per il sindacato di classe e #iostocon la palestina Taranto

  

 

Dopo la riuscita manifestazione al carcere di Melfi per la liberazione di ANAN e di tutti i prigionieri palestinesi di sabato scorso in cui Antonietta e altri hanno  rappresentato Taranto