Nuova lunga riunione a Palazzo Chigi
sull’ex Ilva, fra Governo e organizzazioni sindacali. A presiedere
l’incontro il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo
Mantovano. Per l’Esecutivo erano presenti il ministro delle Imprese e
del Made in Italy Adolfo Urso, la ministra del Lavoro e delle politiche
sociali Marina Calderone, e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza
energetica Gilberto Pichetto Fratin (collegato da remoto) ed il
consigliere per i rapporti con le parti sociali, Stefano Caldoro. Per i
sindacati, c’erano i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil,
Ugl metalmeccanici, Usb e Federmanager.
Presenti, inoltre, i rappresentanti di
Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia Davide
Tabarelli e Giancarlo Quaranta e i commissari straordinari del Gruppo
Ilva.
Per tutto il corso
dell’incontro, di fronte alla Camera dei deputati si è svolto un
presidio di una cinquantina di lavoratori dell’ex Ilva, organizzato dai
sindacati Fim, Fiom e Uilm.
“Ho chiesto ai commissari straordinari di finalizzare entro tre
settimane il negoziato in corso con il gruppo Flacks, alle condizioni
già illustrate in questa sede rispetto alla sostenibilità finanziaria
del piano e al coinvolgimento di partner industriali attivi nel settore
siderurgico. Questo anche al fine di sbloccare al più presto le risorse
necessarie alla continuità produttiva dell’ex Ilva che, come è noto,
sono erogabili – come richiesto dalla Commissione europea – a condizione
che vi sia un acquirente. Ho inoltre chiesto ai commissari di fare
tutto il possibile per evitare la chiusura dell’area a caldo di Taranto
disposta dal Tribunale di Milano a partire dal prossimo agosto,
impugnando la decisione nei tempi già annunciati e formulando al più
presto un’AIA sostenibile. In parallelo, di completare la manutenzione
di AFO 4 entro il mese di aprile e di procedere con il cronoprogramma
già definito di ripristino degli impianti, tornando a una capacità
produttiva di 4 milioni di tonnellate annue di acciaio. La sfida era già
di per sé molto difficile; ora si è ulteriormente complicata anche per
effetto della sentenza del Tribunale di Milano. Serve coesione e la
massima responsabilità da parte di tutti”. È quanto avrebbe dichiarato,
secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in
Italy, Adolfo Urso, al tavolo sull’ex Ilva a Palazzo Chigi.
I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e di Ilva, hanno
subito reso noto quanto ampiamente previsto, ovvero che impugneranno
entro lunedì prossimo il decreto del tribunale di Milano che ha
disapplicato parzialmente l’Aia 2025 per lo stabilimento di Taranto
dell’ex Ilva e ha ordinato l’eventuale sospensione dell’area a caldo del
sito dal 24 agosto 2026, in quanto è considerato sbagliato e in alcune
parti contraddittorio. I commissari, allo stato, non sono in grado di
quantificare l’impatto economico degli interventi richiesti dal decreto
del tribunale di Milano per evitare lo spegnimento dell’area a caldo di
Taranto, sostenendo che dipenderà dalle indicazioni che arriveranno dal
ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a cui spetterà il
riesame dell’AIA.
A tal proposito, anche la Commissione
europea ha chiesto chiarimenti sul decreto del tribunale di Milano
sull’ex Ilva e sulle possibili conseguenze per il futuro dell’area a
caldo dello stabilimento di Taranto, visto che la Commissione aveva
autorizzato il prestito da ulteriori 149 milioni di euro per l’ex Ilva,
approvato dal Parlamento italiano e che ora, bisogna verificare se potrà
essere effettivamente erogato.
Tuttavia, l’impatto del decreto
del tribunale è più sulla trattativa in corso per la vendita dell’ex
Ilva, alla quale può creare “problemi”. Nonostante il gruppo Flacks
abbia smentito quest’oggi questa possibilità, confermando la
prosecuzione della stessa.
Nell’ambito dei colloqui, secondo quanto
riferito oggi, i commissari hanno chiesto chiarimenti e ulteriori
informazioni e approfondimenti a Flacks su alcuni punti, in particolare
sulla sostenibilità finanziaria, sul piano industriale e le fonti di
finanziamento e su eventuali accordi vincolanti con partner industriali.
Infatti, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel dare
mandato ai commissari di trattare con Flacks Group, aveva indicato di
avere ‘riguardo al consolidamento di possibili partenariati
industriali’.
Per
i commissari straordinari dell’Ilva e di Acciaierie d’Italia ‘la
priorità deve essere il futuro dell’Ilva, non la natura del soggetto
acquirente’. In particolare, secondo il commissario, è giusto prestare
attenzione al fatto che si tratti di un fondo, un family office,
riferendosi a Flacks Group, con cui sono in corso trattative per la
cessione dell’ex Ilva, tuttavia, va ricordato che l’ultima volta l’Ilva è
stata ceduta al più grande produttore di acciaio in Europa
(ArcelorMittal, ndr) e il risultato, secondo i commissari, sono stati 7
miliardi di danni. Inoltre, va tenuto presente che Flacks Group è
l’unico soggetto ad aver presentato una proposta senza particolari
condizioni di sostegno finanziario a carico del Governo e con l’impegno a
mettere in campo fin da subito 250 milioni di euro di equity iniziali.
Parlando della questione delle
ulteriori richieste di approfondimento su alcuni temi che saranno
inviate oggi a Flacks, il commissario Fiori ha inoltre sottolineato che
non sarà mai portato a Palazzo Chigi un piano industriale che non offra
tutte le garanzie necessarie e che quella inviata oggi a Flacks sarà una
lettera “ultimativa”, con le garanzie per gli investimenti futuri e
l’individuazione del partner industriale.
Nel corso dell’incontro, inoltre, il
commissario Giovanni Fiori ha illustrato il piano industriale presentato
da Flacks Group durante le trattative. Il piano prevede di salire entro
un anno a una produzione di acciaio di 6 milioni di tonnellate a
Taranto, con l’impegno – fermo restando che si risolva la questione del
sequestro dell’altoforno 1 – a mettere sul tavolo 250 milioni di equity.
Sul fronte occupazionale, secondo il commissario, Flacks Group è quello
che sulle assunzioni ha dato maggiori garanzie.
Nel corso dell’incontro tra l’Esecutivo e
i sindacati sull’ex Ilva, il commissario straordinario di Acciaierie
d’Italia ha illustrato la situazione, partendo da come sono stati
utilizzati i fondi pari a 1,2 miliardi di euro di prestiti per il
recupero degli impianti, sottolineando lo stato di degrado in cui erano
stati lasciati quando è iniziata la gestione commissariale.
Inoltre, il commissario Quaranta ha
specificato che 997 milioni sono stati usati per interventi straordinari
di manutenzione e acquisto di ricambi. I sindacati lamentano da tempo
la situazione di degrado in cui versa soprattutto lo stabilimento ex
Ilva di Taranto e chiedono che venga predisposto un piano straordinario
di manutenzione, soprattutto dopo che da inizio anno sono morti due
lavoratori impegnati all’intero del sito. In questo quadro, Quaranta ha
spiegato che a fine aprile dovrebbe essere pronto il riavvio di
dell’altoforno 4 (Afo4) e si sta continuando a dare seguito alle
attività di manutenzione. Per quanto riguarda le ditte dell’indotto, i
commissari hanno detto che stanno provvedendo al pagamento dei debiti
(142 milioni). Confermando che nel 2025 la produzione è stata di 2
milioni di tonnellate.
Intanto,
su richiesta dei sindacati, i commissari hanno detto di essere a
disposizione per l’apertura di un tavolo insieme alle ditte degli
appalti dell’ex Ilva e ai rappresentanti dei lavoratori rispetto alle
problematiche della sicurezza già dalla settimana prossima: venerdì 13
marzo ci sarà una riunione a Taranto sulla sicurezza dello stabilimento
ex Ilva con i commissari straordinari e i sindacati.
Nel corso del tavolo sull’ex Ilva a
Palazzo Chigi è stata anche accettata la proposta dei sindacati di un
percorso di condivisione e confronto oltre che in azienda anche al
ministero del Lavoro. Questo percorso sarà anche propedeutico a quella
che sarà la richiesta di Cassa integrazione e la valutazione dei
contratti in essere nelle ditte degli appalti per allinearli al
contratto dei metalmeccanici.
La Cigs attualmente riguarda
4.450 dipendenti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria
e le scorse settimane i commissari ne avevano chiesto il prolungamento
oltre il 28 febbraio (data prevista per la scadenza). In
occasione dell’incontro per la proroga, su richiesta dei commissari,
c’era infatti stata una sospensione per valutare le mutate condizioni
ala luce del decreto del tribunale di Milano che ha parzialmente
disapplicato l’Aia 2025 per lo stabilimento di Taranto.
Entro la fine di marzo ci sarà una nuova
convocazione dei sindacati sull’ex Ilva a Palazzo Chigi “sulla
necessità di garantire la continuità produttiva”.
*sul tavolo a Palazzo Chigi leggi “L’ex Ilva deve restare pubblica”