sabato 22 agosto 2026

Ieri in piazza le voci dell'altra Taranto proletaria e popolare, contro la Kermesse Istituzionale dei "giochi del mediterraneo" - 1° parte



A Taranto ieri abbiamo condotto e parzialmente vinto una sfida impossibile in una città occupata e irregimentata per i giochi.
Abbiamo lavorato per la polarizzazione in città, tra tutti i poteri e la nostra mobilitazione che è stata l'unica alternativa visibile di voce proletaria e popolare.

C'è stata anche una polarizzazione nel nostro campo tra 'falso movimento" ad egemonia piccolo borghese. una parte del quale ha preferito proprio ieri farsi le proprie feste al chiuso, e l'organizzazione proletaria antagonista classista che su tutti i temi centrali ha posto la necessità della lotta, e di stare tra le masse.

Siamo stati complessivamente una 50ina di persone; presenti oltre a compagne e compagni dello Slai cobas sc Taranto e del Cobas Lavoro privato da Brindisi, delegazioni dalla Basilicata di rappresentanti della lotta dei lavoratori degli appalti Stellantis, e della battaglia ambientalista e su condizione dei migranti, poi antifascisti di Taranto, compagne e compagni impegnati nella mobilitazione per la Palestina, e vari altri che si sono uniti in piazza e hanno partecipato stabilmente a tutta l'iniziativa.

In piazza Immacolata un palco che c'era già ci ha permesso una sua intera "occupazione" spettacolare con striscioni, cartelli, bandiere che colpiva l'occhio della gente che passava che si fermava ad ascoltare gli interventi. spettacolare; dopo le 20 ci siamo recati in piazza Della Vittoria, per coprire tutto il centro di Taranto, dove sono continuati gli interventi, anche qui seguiti dalle persone che passavano, nonostante qui vi era un massiccio spiegamento di uomini, blindati, delle forze dell'ordine di ogni tipo, polizia, carabineri, ecc., che praticamente bloccava la parte di via D'Aquino verso il ponte. Qualche giornalista straniero, venuto per i "Giochi del Mediterraneo" ha fatto capolino alla nostra manifestazionee uno in particolare ha voluto lanciare con i nostri altoparlanti lo slogan "Palestina libera dal fiume al mare".

Nel finale è stata lanciata la preparazione con Brindisi e Basilicata della manifestazione a Bari del 4 settembre, contro la discesa nazionale di Fratelli d'Italia, con presenza della Meloni per "festeggiare" il loro governo "più longevo".      

Gli interventi lunghi e argomentati li pubblichiamo via via da oggi e negli altri giorni (ci scusiamo per alcuni interventi, come quello del compagno di Potenza, per cui è saltata la registrazione). 

Allo stadio vi è stata la cerimonia da claque - kitsch, da sagra paesana, a cui hanno presenziato molto meno persone di quante annunciate nei giorni precedenti - con un solo momento importante registrato anche dalla stampa: i fischi alla Meloni quando è apparsa sul megaschermo e quando è stata salutata dai gestori dei giochi.

VOCI DALLA MANIFESTAZIONE

   

Slai cobas per il sindacato di classe

Cobas lavoro privato Brindisi

 Proletari comunisti Taranto

«Braccianti al lavoro 12 ore sotto il sole», tre fratelli di Castellaneta a giudizio per caporalato

«Braccianti al lavoro 12 ore sotto il sole», tre fratelli di Castellaneta a giudizio per caporalato

I tre sono titolari di un'azienda agricola. I lavoratori costretti a pagare anche l’affitto al padrone per un alloggio fatiscente

Lavoravano per oltre 12 ore al giorno senza nemmeno il riposo settimanale. Si spaccavano la schiena sotto il sole rovente delle campagne del Tarantino per stipendi ben al di sotto di mille euro al mese. Alloggiati in appartamenti fatiscenti per cui erano costretti a pagare l'affitto e in cui hanno dovuto comprare un ventilatore per trovare un minimo di sollievo. È quanto emerso dall'ultima inchiesta sul caporalato condotta dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro che ha portato sotto accusa tre fratelli titolari di un'azienda agricola nell'area di Castellaneta: sfruttamento della manodopera è il reato contestato dal pubblico ministero Remo Epifani che ha coordinato l'inchiesta prima del suo trasferimento alla Procura Generale. Per l'accusa i fratelli, Francesco, Sante e Saverio Iacobellis difesi dall'avvocata Elisa Pugliese, avrebbero sottoposto lavoratori stranieri e italiani «a condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno» costringendoli persino a subire «metodi di sorveglianza degradanti» come si legge nel capo d'imputazione. Non solo. Per il pm Epifani i lavoratori e le lavoratrici sarebbe stati esposti anche «a situazioni di grave pericolo derivanti dalla lunga esposizione al caldo nel periodo estivo e dalla possibile inalazione di prodotti fitosanitari».

Accuse che ora dovrà essere un dibattimento a valutare: comincerà infatti a novembre il processo nei confronti dei tre imputati dopo il rinvio a giudizio disposto su richiesta della Procura.

L'inchiesta del carabinieri del Nil, come detto, ha portato alla luce, secondo l'accusa, non solo le difficili condizioni in un cui donne e uomini erano costretti a operare, ma anche la situazione logistica che hanno dovuto accettare: secondo le testimonianze rese da uno dei braccianti, infatti, l'abitazione era vecchia e composta da due camere, cucina e bagno e condivisa da più dipendenti: l'impianto di riscaldamento non funzionante patendo così il freddo nei mesi invernali mentre per affrontare il caldo gli «ospiti» hanno dovuto acquistare un ventilatore. Soldi che scalavano da uno stipendio che, nonostante le 12 ore di lavoro quotidiane, con appena due riposi in un intero mese, non superava gli 800 euro. Una volta ricevuto lo stipendio, inoltre, alcuni lavoratori erano costretti a prelevare parte del denaro per consegnarlo al datore di lavoro come pagamento dell'affitto.

venerdì 21 agosto 2026

Un saluto militante ai governanti fascisti oggi presenti a taranto


 

Le ragioni della protesta di piazza in occasione dei giochi del mediterraneo - il futuro che vogliamo si conquista con la lotta

Dalla parte di tutti coloro che protestano - contro coloro che invece hanno preferito stare a casa o nel chiuso delle loro sedi

Un canto ribelle quanto mai necessario alla nostra città oggi

Calcio&Rivoluzione: Nuovo stadio Iacovone di Taranto: anche se bello non ci piace - un contributo interessante

 dal finale dell'articolo

........E l’inaugurazione? La bellissima Cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo? Permetteci di dirlo con nettezza: nulla di più brutto, praticamente mostruoso. E qui non ci riferiamo alla facile ironia verso una proposta artistica che considera Albano Carrisi una delle eccellenze della Regione.

Il problema vero è il parterre di mostri che saranno presenti: Meloni, La Russa, Fontana, Mattarella, gli inetti sindaci dei capoluoghi pugliesi, etc. etc…Nella città dell'acciaio sfila chi rappresenta l’inquinamento e lo sfruttamento. Nella città occupata dalle basi militari sfila chi rappresenta la guerra e il riarmo. Nella città dove ha trovato la morte Bakary Sako, presenzieranno all’inaugurazione coloro che rappresentano il razzismo come pratica istituzionale. Nell’anno 2026 era difficile insozzare peggio di così il battesimo del nuovo Iacovone.


Brutto dentro ma bello fuori

Il 21 pomeriggio però, nel centro città, a piazza Maria Immacolata, alle 18:30 poco prima dell’inizio della cerimonia di apertura, ci sarà anche una contestazione contro tutto questo e non solo. Varie realtà politiche, sociali e sindacali pugliesi hanno deciso di tenere aperto lo spazio del conflitto, della contestazione e del dibattito. Per gli operai dell'ex Ilva, per i morti di inquinamento, per i morti di guerra e di razzismo, per i disoccupati di Taranto e non solo, al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio; ma anche per contrastare il modello che vuole le città in macerie ma piene di grandi eventi, al servizio degli speculatori ma addobbate a festa, piene di telecamere ma senza lavoro né servizi.......

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