venerdì 5 giugno 2026

Incidenti sul lavoro all’ex Ilva, feriti due operai

Ancora due incidenti all’ex Ilva di Taranto. Due operai sono rimasti feriti questa mattina mentre lavoravano nel siderurgico. Il primo, un lavoratore di una ditta dell’appalto, era in turno nell’area dell’Afo4 e ha riportato un trauma da schiacciamento alla mano sinistra. L’altro operaio rimasto ferito si trovava invece nel reparto Agglomerato, in zona Officine manutenzione e opere. Stando alle prime informazioni, ha battuto la testa a causa del ribaltamento di un mezzo di una ditta esterna. Sono in corso tutti gli accertamenti.

giovedì 4 giugno 2026

sabato 6 giugno da taranto ad amemdolara - manifestazione

lo slai Cobas per il sindacato di classe Taranto ad amendolara sabato alla manifestazione di rilievo nazionale promossa dalla CGIL alla stazione di servizio ore 16..30.della strage dei braccianti - partenza da Taranto sede slai Cobas via Livio andronico 47  ore 14 - info 3475301704 margherita

Molto bene! La PM impugna la vergognosa assoluzione degli 8 autisti dell'Amat - Le violenze sessuali c'erano eccome - Il MFPR aveva fortemente denunciato quelle assoluzioni

  

 

Il Movimento femminista proletario rivoluzionario di Taranto saluta e appoggia incondizionatamente questa giusta decisione della PM Marzia Castiglia.

(in calce il nostro comunicato di aprile)

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Autisti Amat accusati di violenza sessuale, la Procura impugna la sentenza di assoluzione: chiesto il processo d'appello

Il pubblico ministero Marzia Castiglia contesta le motivazioni dell'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Taranto e chiede una nuova valutazione del quadro probatorio

La Procura della Repubblica di Taranto ha infatti presentato ricorso in appello contro la decisione pronunciata il 22 gennaio scorso dal collegio giudicante presieduto da Elvia Di Roma, che aveva assolto tutti gli imputati con la formula "perché il fatto non sussiste".

A proporre l'impugnazione è stato il pubblico ministero Marzia Castiglia, titolare dell'inchiesta, che contesta le conclusioni cui era giunto il Tribunale, ritenendo la motivazione della sentenza affetta da profili di illogicità e contraddittorietà.

Secondo la Procura, il giudizio assolutorio non avrebbe adeguatamente valorizzato gli elementi emersi nel corso del dibattimento, in particolare le dichiarazioni della persona offesa, le intercettazioni telefoniche, la documentazione sanitaria acquisita agli atti e le relazioni degli specialisti che avevano seguito la giovane durante le indagini.

Nel ricorso viene inoltre contestata la valutazione operata dai giudici in merito alla condizione di vulnerabilità della ragazza e alla sua capacità di esprimere un consenso valido rispetto ai fatti contestati. Per l'accusa, il quadro probatorio raccolto nel corso dell'istruttoria sarebbe stato idoneo a sostenere l'impianto accusatorio e meriterebbe una nuova valutazione in sede di secondo grado...

La vicenda giudiziaria approda ora davanti ai giudici di secondo grado, che saranno chiamati a riesaminare il complesso materiale probatorio raccolto nel corso del procedimento e a pronunciarsi sulla correttezza della decisione adottata dal Tribunale di Taranto e sulla linea difensiva sostenuta dal nutrito collegio di legali che ha rappresentato gli imputati, gli avvocati Andrea Digiacomo, Marino Galeandro, Giorgio Mingolla, Pasquale Miraglia, Aldo Massaro, Vincenzo Monteforte, Pierluigi Morelli, Alessandro Scapati, Alessandra Semeraro e Marco Zito...

«Gli imputati, tutti adulti e dipendenti Amat, hanno approfittato della frequentazione abituale della ragazza sui mezzi pubblici, instaurando con lei rapporti confidenziali progressivamente degenerati in condotte sessualmente invasive» e le prove acquisite nel processo consentono di «ritenere provato il delitto di violenza sessuale, sia sotto forma di costrizione, che sotto forma di induzione». È quanto scrive il pm Marzia Castiglia nell'atto d'appello con il quale ha impugnato la sentenza di assoluzione degli otto autisti coinvolti nell'inchiesta sugli abusi ai danni di una ragazza con disabilità psichica a bordo dei mezzi di Kyma Mobilità tra il 2018 e il 2019.

Il collegi di giudici in primo grado ha assolto gli imputati sostenendo che gli atti sessuali narrati dalla ragazza ci sono stati, ma nel dibattimento non è emersa la prova che la giovane sia stata costretta a subirli... 

Per il pm Castiglia, invece, le cose non stanno così. «Si ritiene – scrive il magistrato inquirente - che la pronuncia assolutoria non abbia tenuto adeguatamente in conto il compendio probatorio acquisito all’esito della celebrazione di tutto il dibattimento»: il riferimento, in particolare è innanzitutto alle dichiarazioni rese in aula dalla ragazza e poi alle intercettazioni telefoniche.
A questo per l'accusa si aggiungono le conversazioni captate dagli investigatori che «hanno fornito ulteriori importanti riscontri in merito alla effettiva sussistenza delle condotte attribuite agli odierni imputati».
Elementi che, insieme con altri, per la Procura sono sufficienti a condannare gli autisti la cui posizione, ora, dovrà passare al vaglio della Corte d'appello di Taranto che deciderà se conferma o meno la sentenza di primo grado.

LA DENUNCIA DEL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO DI TARANTO ALLA VERGOGNOSA SENTENZA DI ASSOLUZIONE 

Uscite le motivazioni della sentenza degli autisti violentatori - Una vergogna inaccettabile!

Le motivazioni depositate 2 giorni fa della sentenza che ha assolto tutti gli 8 autisti Amat perchè "il fatto non costituisce reato" sono da respingere!

Nei primi giorni di maggio il Movimento femminista proletario rivoluzionario farà un presidio al Tribunale e chiama femministe, ragazze, avvocate, ad organizzarlo insieme.

Non solo gli 8 violentatori sono stati assolti con formula piena (neanche una formula come: 'ripetute molestie, abusi sessuali' è stata usata), ma nelle motivazioni si scrive che è la ragazza che non ha dimostrato di aver subito violenze "costrizioni"; Sì - dicono i giudici - ci sono state atti sessuali ma la ragazza non ha dimostrato chiaramente di essersi opposta. La denuncia fatta dalla ragazza non ha quindi valore; peggio: il fatto che fosse un pò disabile mentalmente, invece di costituire un aggravante (come aveva chiesto il PM), viene ritenuta una prova di non credibilità. 

VERGOGNA GIUDICI! 

Una sentenza che dice che le denunce, sempre molto sofferte, in cui pesa a volte la vergogna, insieme ad una giusta sfiducia nella giustizia, sono a prescindere non vere; e che è la donna che deve portare prove provate che ha subito violenze sessuali, non gli uomini. E' la donna che deve dimostrare il "dissenso"; per cui se non dimostra un rifiuto "esplicito", se non grida, se non chiede aiuto, se ritarda nella denuncia, la violenza non è avvenuta...

A Taranto, siamo addirittura nella applicazione ultra rigida di questo abominio: nella sentenza i 3 giudici (di cui 2 donne...) riconoscono che "le condotte degli autisti sono "deprecabili" e "di deplorevole moralità", specialmente perché commesse da incaricati di un pubblico servizio", parlano anche di "abusi sessuali", riconoscono che gli atti sessuali avvenivano in zone deserte, dopo che erano state serrate le porte dei bus (e chi poteva portare i bus in queste zone, vicino all'Ilva, chi poteva serrare le porte, se non gli autisti!?); ma voi porci autisti non dovete provare nulla e... siete tutti assolti! Perchè quella "imbranata"/timida ragazza non ha LEI dimostrato la "coercizione". Quindi siamo all'affermazione per cui: il "consenso" della ragazza effettivamente non c'era, ma non c'è prova di "dissenso".

Questa sentenza è molto grave anche perchè può fare "scuola", queste motivazioni potranno essere usate contro tante altre donne.

Ultima sottolineatura vergognosa: questi 8 autisti violentatori sono stati in questo lungo periodo del processo totalmente appoggiati dai sindacati Cisl e Cisal, che hanno giubilato ora per la loro assoluzione. Ma essi stessi si auto denunciano come "complici", perchè - e noi l'abbiamo accertato - tutti all'Amat sapevano, dato che gli autisti si vantavano sui social delle loro violenze sessuali. 

Riportiamo di seguito alcuni articoli stampa. Ma questa ulteriore violenza non deve passare! Abbiamo già detto che daremo il massimo sostegno alla ragazza se vuole andare avanti, insieme all'appoggio legale per fare anche appello contro questa schifosa sentenza.

Ma prima di tutto dobbiamo respingere questa sentenza, con la nostra mobilitazione. 

MFPR 

Sako - Restano in carcere i suoi assassini - GIUSTIZIA!

 

Dalla stampa

Restano in carcere i 4 minori accusati dell'omicidio di Bakari Sako: il Riesame conferma le misure
di Pierfrancesco Albanese
Rigettate le richieste di trasferimento in comunità  o, in subordine, la detenzione domiciliarea, avanzate dalla difesa. 

Domani fissato il Riesame per i due maggiorenni accusati in concorso con i minori dell'omicidio del bracciante maliano a Taranto.

La difesa del sedicenne accusato di aver impugnato il coltello aveva chiesto una misura meno afflittiva e il trasferimento in comunità, sostenendo che la confessione resa dal ragazzo attenuerebbe le esigenze cautelari. Gli avvocati degli altri tre adolescenti avevano invece contestato l'esistenza dei gravi indizi, chiedendo la revoca della misura o, in subordine, provvedimenti meno severi, perché nelle dichiarazioni spontanee rese al gip, i tre minori avevano sostenuto di non essersi accorti delle coltellate inferte alla vittima.

Padroni e caporali sfruttano i migranti, e poi li uccidono. BASTA! Lavoratori immigrati serve unirsi, organizzarsi e lottare. NOi ci siamo!

 

5 giugno - processo "Ambiente svenduto" - Presidio di protesta al Tribunale di Potenza - per partecipare wa 3519575628

Invito a stampa e TV

5 giugno ore 10 davanti al Tribunale di Potenza  - info 3519575628
Nuovo presidio di protesta e proposta per il processo "Ambiente svenduto" ex Ilva.
Le prescrizioni non sono assoluzioni, ma il frutto malato di un processo sabotato sulla pelle dei lavoratori e cittadini di taranto
Si vogliono cancellare morti sul lavoro e morti da inquinamento, si vuole affermare un regime di impunità e sfruttamento per il profitto, di crisi industriali non risolte, a Taranto come in tutto il paese e in tutto il mondo del lavoro.
Si vogliono negare GIUSTIZIA E RISARCIMENTI.
Cosa intendiamo fare per contrastare tutto questo

Per le parti civili e avvocati rappresentate dallo Slai cobas Taranto
Avv. Antonietta Ricci - foro di Taranto - anche per tutto il collegio difensivo TA/TO/PZ di queste parti civili
Calderazzi Margherita - coord provle Slai cobas Taranto

*CONTRO LE GUERRE, LA CORSA AL RIARMO E LA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO, A SOSTEGNO DEL POPOLO PALESTINESE*

Lo Slai cobas Taranto aderisce all'appello e all'assemblea del 19 giugno info slaicobasta@gmail.com

 *Appello per una mobilitazione regionale*

La Puglia è stata, negli ultimi anni, attraversata da numerose mobilitazioni a sostegno del popolo palestinese e contro le guerre, il riarmo e la militarizzazione dei territori. Presìdi e manifestazioni hanno coinvolto siti militari, fabbriche di armi, luoghi simbolici come il consolato onorario di Israele, oltre alle iniziative legate alle imbarcazioni partite verso Gaza e alle vicende di attivisti e attiviste colpiti dalla repressione in mare e a terra.
Riteniamo che tutto questo debba oggi tradursi in un salto di qualità nella costruzione di una mobilitazione ampia e condivisa contro l’ulteriore militarizzazione della Puglia, contro il riarmo e per la risoluzione di ogni forma di collaborazione militare e commerciale con Israele, utilizzando anche le campagne BDS di boicottaggio, a partire da quella dell'azienda farmaceutica israeliana TEVA.
Per questo proponiamo di avviare momenti di confronto e coordinamento finalizzati alla costruzione di percorsi unitari regionali e di future iniziative comuni.
Sono già stati stanziati 500 milioni di euro — su un investimento complessivo di 1,76 miliardi — per il potenziamento dei porti militari di Brindisi e Taranto. Nel frattempo aumentano le esercitazioni nei poligoni militari e i sorvoli a bassa quota sui centri urbani da parte dei velivoli della Marina Militare e delle altre basi aeree presenti sul territorio.
La presenza militare condiziona profondamente lo sviluppo economico e sociale della Puglia, ostacolando modelli fondati sul lavoro sostenibile, sul turismo, sull’agricoltura, sulla tutela del paesaggio e delle risorse naturali. Produce inoltre conseguenze rilevanti sul piano ambientale e sanitario.
A tutto questo si aggiungono i massicci investimenti nell’industria bellica, di cui la conversione dello stabilimento Leonardo di Grottaglie a produzioni militari rappresenta un esempio emblematico, insieme ai processi di sfruttamento e devastazione ambientale che colpiscono da anni la regione.
La possibile localizzazione di siti destinati allo stoccaggio di scorie radioattive, così come le recenti inchieste sullo smaltimento illecito di tonnellate di rifiuti provenienti da altre regioni — sversati nelle campagne del Tavoliere e nel Parco dell’Alta Murgia — mostrano ancora una volta come la Puglia venga troppo spesso considerata una periferia sacrificabile, destinata ad attività impattanti e dannose decise altrove.
La militarizzazione del territorio si inserisce nella stessa logica: una logica che sottrae alle comunità il diritto di decidere del proprio futuro e subordina la tutela dell’ambiente, della salute e delle vocazioni produttive locali a interessi esterni.
Nel quadro delle strategie della NATO nel cosiddetto “Mediterraneo Allargato”, la Puglia assume un ruolo sempre più centrale nelle strategie militari internazionali, con ricadute dirette sulle popolazioni e sui territori.
Per queste ragioni riteniamo indispensabile rilanciare una mobilitazione regionale per la pace, contro tutte le guerre, contro il riarmo e a sostegno del popolo palestinese.
Invitiamo cittadine e cittadini, gruppi, movimenti, associazioni e comitati territoriali a partecipare all’assemblea regionale che si terrà *venerdì 19 giugno alle ore 17:30*, in presenza presso la *Casa dei Comboniani di Bari* oppure *da remoto al seguente link*: meet.google.com/bsq-vvca-wcj

*Aderiscono:*
(per aderire: WhatsApp 3355844895) 
Associazione delle Chiese evangeliche battiste di Puglia e Basilicata - CAM Comitati Alta Murgia - COBAS Puglia - Comitato Carmosino per la Palestina - Comitato contro il Genocidio del Popolo Palestinese, il riarmo e per la pace Brindisi - Comitato contro il riarmo del Salento - Comitato promotore Marcia Gravina-Altamura 2026 - Comunità palestinese di Puglia e Basilicata - Donne in Nero Bari - La Giusta Causa - Rete dei Comitati per la Pace di Puglia - Rete dei Punti Pace Pax Christi Puglia - Rete Puglia - UDS Puglia