lunedì 2 marzo 2026

all'ex Ilva un operaio di 37 anni muore precipitando da 12 metri mentre puliva un nastro trasportatore - Governo, padroni, commissari, ASSASSINI. SCIOPERO IMMEDIATO!

Ancora un incidente mortale questa mattina nell'ex Ilva. Morto un'operaio di 37 anni di una ditta dell'appalto impegnato nelle operazioni di pulizia di un nastro trasportatore nel Reparto Agglomerato,
Era un operaio della ditta di pulizie Gea Power dell’indotto ex Ilva, Loris Costantino, di Taranto, è morto in seguito alle gravi ferite riportate in seguito a una caduta da un piano di calpestio nel reparto Agglomerato dello siderurgico di Taranto, da un’altezza di una decina di metri.
Subito soccorso, l’uomo era stato portato in ambulanza all’ospedale Santissima Annunziata.
E’ deceduto poco dopo il ricovero. Sul posto anche i vigili del fuoco e personale dello Spesal.
Da accertare dinamica e responsabilità. Il 12 gennaio, in un incidente simile, morì l’operaio 46enn Claudio Salamida.

sabato 28 febbraio 2026

Contro l'attacco imperialista e sionista all'Iran

L'attacco imperialista e sionista contro l'Iran prosegue il piano di genocidio del popolo palestinese e l'oppressione e rapina di tutti i popoli del Medio Oriente, dentro i piani di guerra interimperialista mondiale.

Sabato 14 marzo manifestazione a Taranto

 luogo modalità e orario comunicati successivamente  

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

#iostoconla palestina Taranto 

via Livio Andronico 47 Taranto slaicobasta@gmail.com - wa 3519575628

Appoggiamo la manifestazione di Roma e tutte le manifestazioni su scala nazionale 

Ex ilva - dopo la sentenza di Milano

Ora più mai necessaria la mobilitazione generale degli operai e masse popolari per il lavoro, il salario e la salute contro i piani di padroni e governo. 

Nella prossima settimana le proposte e l'iniziativa dello Slai cobas per il sindacato di classe Taranto per la piattaforma operaia e lo sciopero generale degli operai

 

info Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

via Livio Andronico 47 Taranto - slaicobasta@gmail.com 

wa 3519575628 

Avv. Antonietta Ricci oggi alla Coop Owen - contro i Decreti sicurezza e lo Stato di polizia - testo intervento nei prossimi giorni

Alla coop Owen oggi - info slai cobas per il sindacato di classe /#iostoconlapalestina taranto


 

Info su Ilva dalla stampa nazionale

 PANORAMA DI NOVI (NOVI LIGURE - ALESSANDRIA)

Ex Ilva: su Novi staccata da Taranto fuoco di sbarramento dei sindacati

Le proposte choc avanzate dagli Industriali di Alessandria e Genova sul futuro di Novi e Cornigliano (separare il destino degli impianti del Nord da Taranto, lasciare spazio a Cornigliano e ad altri soggetti industriali e logistici dismettendo una parte dell’area, rivedere la costruzione di un forno elettrico nel capoluogo ligure) hanno fatto alzare le orecchie ai rappresentanti dei lavoratori che con un comunicato nazionale hanno chiesto al Governo di rispedire al mittente le idee parlando anche di «operazione di sciacallaggio delle aree, spesso accennata ma ora palesata senza scrupoli, ai danni dei lavoratori ex Ilva».

Non le manda a dire Alberto Pastorello della UILM: «L’idea di Confindustria si chiama spezzatino industriale ma si legge chiusura dell’ex Ilva. Novi senza l’acciaio di Taranto dove si approvvigionerebbe? Ben vengano investimenti nello stabilimento di via Boscomarengo ma serve altro a partire da un ringiovanimento della forza lavoro. L’età media anagrafica dell’ex Ilva di Novi sfiora i cinquant’anni".
Non è da meno Maurizio Cantello, FIOM: «Un messaggio, quello di Confindustria Alessandria e Genova, che aggiunge confusione a confusione».
La difesa del lavoro è il tema che sta a cuore anche a Luigi Tona, FIM CISL: «Per noi l’occupazione è il punto da cui non si transige. Alle parole anteponiamo i fatti e continuiamo a chiedere la convocazione a palazzo Chigi ma se non arriverà, ci andremo anche se non invitati». 

Il centro del dibattito è sempre l’ex Ilva, azienda prossima alla cessione a un fondo (Flacks) con sede a Miami e proprietario eponimo inglese di Manchester. 

Salvatore Toma, Presidente a capo degli industriali tarantini ha dichiarato: «Comprendiamo che la complessità del dossier ex Ilva possa produrre valutazioni divergenti e fughe in avanti, ma la confusione non giova alla trattativa: avvertiamo la responsabilità di mantenere il valore che l'ex Ilva esprime a livello nazionale attraverso tutti i suoi asset evitando che perda i il suo potenziale strategico con dannosi processi di spezzettamento».

Il progetto dell’associazione ricompatta le sigle dei lavoratori. Tra gli operai, però, inizia a esservi sfiducia verso chi li rappresenta. Si aspetta adesso una mossa di Palazzo Chigi.

Chi è Mister Flacks?

Il Corriere della Sera, nell’edizione di domenica scorsa, ha tracciato un ritratto preoccupante intitolato: ‘Flacks solo brochure e niente bilanci così vuole l’Ilva in società con la moglie’.
Secondo il quotidiano milanese ha un portafoglio di partecipazioni di cui si riesce a sapere poco o nulla, salvo il fatto che il valore delle stesse lievita di mese in mese senza alcuna apparente giustificazione. Nel 2022 ha acquistato un’azienda americana di vernici, 400 milioni di fatturato e 1200 dipendenti, chiusa poco più di un anno dopo. Sempre secondo quanto riporta il giornale di via Solferino, sul sito web del gruppo non ci sono bilanci ma solamente l’indicazione delle partecipazioni che detiene in Europa, tutte in medie aziende, decisamente più piccole rispetto all’ex Ilva.

venerdì 27 febbraio 2026

Comunicato stampa sui 2500 pezzi spariti all'aeroporto militare di Brindisi - un comunicato che condividiamo - Slai cobas Taranto

Il Cobas insieme alle associazioni di sostegno ai Kurdi ed ai Palestinesi tornano Sabato 14 Marzo alle ore 16 davanti l'ingresso dell'aeroporto militare di Brindisi e sede della base ONU per gli aiuti umanitari .
Il motivo della manifestazione è quello di protestare contro l'economia di guerra , questo episodio del furto dei 2500 pezzi spariti, la richiesta di apertura di corridoi umanitari a Gaza ed in Siria ai curdi della di Kobane assediata da milizie para-Isis .
Il Sindacato Cobas è fortemente allarmato per la scomparsa di duemilacinquecento pezzi di aerei militari italiani dalla base di Brindisi dove Ge Avio, multinazionale americana, aveva il compito di manutenere gli aerei da guerra dell’Aeronautica italiana.
In particolare, si tratterebbe di componenti avioniche dei cacciabombardieri Tornado e Amx e dell’aereo di trasporto tattico C-130.
Prima considerazione :
il danno del furto è calcolato in 17 milioni di euro; cosa di per sé già preoccupante per il valore economico ma soprattutto perché è avvenuto all’interno di una base militare da cui non dovrebbe uscire una spilla.
Secondo:
quali strade hanno preso questi 2.500 pezzi di ricambio? Hanno preso strade pericolose quali il sostegno a qualche dittatore ,con la copertura magari dei servizi segreti?
Abbiamo aggirato forse così la legge sulle armi che vieta la esportazione di queste all’estero ?
Si parla di una pista che forse porta i pezzi rubati in Brasile un paese dove Bolsonaro, Presidente in quegli anni, si è reso famoso per i legami con la destra conservatrice di mezzo mondo.
Secondo il quotidiano La Repubblica, che ha dato la notizia, per questa sparizione sarebbero indagate insieme dalla procura di Roma e dalla procura militare dieci persone tra generali e vertici della logistica dell’Aeronautica e dirigenti di Ge Avio. L’ipotesi di reato, per tutti, peculato, ossia l’appropriazione o la distrazione di beni pubblici affidati per ragioni d’ufficio. Quelle componenti, agli investigatori che ne chiedevano conto, sarebbero state presentate ufficialmente come “fuori uso” e quindi come pezzi usurati, da rottamare. Ma in realtà la certificazione di inutilizzabilità sarebbe arrivata quando il materiale era già sparito.
Non è che si sta verificando nelle forze armate quello sta succedendo come l’omicidio dello spacciatore a Milano, dove si sta qualificando il tutto come episodi sporadici dovute alla presenza di mele marce.
A Brindisi la questione è troppo grossa per poter passare quasi inosservata.
Secondo nostri analisti una pista investigativa potrebbe essere che i pezzi forse non sono mai arrivati a Brindisi , causa insufficiente produzione delle industrie fornitrici ma contabilizzati lo stesso.
Tutto questo accade in una città di nuovi e grossi investimenti nel settore militare dovute ad una crescente economia di guerra, sottratte a settori come sanità ,scuola , scuola , servizi sociali.
Questo governo Meloni ha maturato un coinvolgimento anche economico sempre maggiore in guerre come l’Ucraina e il totale disinteresse per la Palestina e l’abbandono al loro destino dei Curdi in Siria .
Nonostante queste popolazioni chiedano a gran voce l’apertura di canali umanitari e di viveri.
Questo avviene nella città che ospita la più grande base al mondo delle Nazioni Unite per aiuti umanitari, che di umanitario sembra non avere più niente;
Nazioni Unite che con le sue agenzie ,come nel caso di Brindisi , hanno azzerato il loro compito originale che è dare soccorso ai cittadini coinvolti in guerre e carestie sempre più dovute ai cosiddetti cambiamenti climatici .
Questi fenomeni sono da attribuire ai potenti della terra che non si preoccupano per niente del destino del nostro pianeta.
Così il mondo non può più andare avanti , pena la sua distruzione…..E’ ora di finirla con guerre e distruzione dell’ambiente.
Brindisi 26 Febbraio 2026
Per il Cobas Roberto Aprile