mercoledì 28 febbraio 2018

BASTA A FASCISMO E RAZZISMO NELLA NOSTRA CITTA'! - GIOVEDI 1 MARZO ORE 19.30 TUTTE E TUTTI IN PIAZZA CARMINE

Questa campagna elettorale è stata definita in maniera unanime la più brutta del dopoguerra. Difficile affermare il contrario: i maggiori partiti hanno basato la propaganda su promesse mirabolanti, fake news nel tentativo di innescare ulteriormente la guerra tra poveri.
In questo squallido contesto non potevano non sentirsi a loro agio i vari partiti della destra neofascista. Dalla ex padana Lega di Salvini a CasaPound passando per Fratelli d’Italia, le dichiarazioni degli appartenenti a queste formazioni sono state finalizzate unicamente a cavalcare il clima di intolleranza in questo paese, scatenando l’odio verso indigenti e stranieri al fine di distrarre l’opinione pubblica dai reali problemi di questo paese: disoccupazione giovanile, povertà dilagante, sfruttamento nei luoghi di lavoro e smantellamento dei diritti.
Particolare menzione merita, a tal proposito, Forza Nuova. Partitucolo nazifascista, da sempre ancorato a percentuali da prefisso telefonico, ma che in questa campagna elettorale si è distinta riciclando la peggiore feccia che ci sia in circolazione.
Nelle loro fila militano la senatrice Paola Pin eletta e poi espulsa dal Movimento 5 Stelle (famosa per diffondere bufale sugli effetti dei vaccini), l’ex magistrato Paolo Ferraro sottoposto a cure psichiatriche per aver affermato di praticare riti satanici e abusi sessuali nella sua abitazione passando ad una lunga lista di nostalgici delle camere a gas e dei forni crematori, di negazionisti delle stragi dei fascisti durante il regime di Salò e di fan di Luca Traini, il terrorista che ha recentemente sparato e ferito sei persone a Macerata.
Senza contare il segretario del partito, Roberto Fiore, con un passato da latitante per essere stato imputato nella strage di Bologna il 2 agosto 1980 che provocò 85 morti.
In questa vera e propria onda di “diarrea umana” non poteva non sguazzare Giancarlo Cito e i parassiti dei suoi due figli.
Il personaggio in città non ha bisogno di presentazioni: ex sindaco con una lunga serie di condanne per reati infamanti, da tempo usa le elezioni come “agenzia di collocamento” per i suoi due figli i quali, una volta eletti, si distinguono per un totale assenteismo in consiglio comunale, dal quale rubano letteralmente lo stipendio.
Il padre, interdetto dai pubblici uffici, è invece un fenomeno da baraccone delle reti Mediaset, dove viene invitato (e coperto di ridicolo) in quanto protesta per poter riavere il lauto vitalizio guadagnato in soli due anni alla Camera dei Deputati.
Ora basta!
Taranto non ha bisogno di politicanti beceri e corrotti che spuntano unicamente durante il periodo elettorale, così come non accetta la presenza di un partito nostalgico del ventennio con dirigenti dal passato oscuro e dai conti correnti ultra-miliardari.
Taranto è una città aperta, solidale e soprattutto antifascista.

GIOVEDI 1 MARZO
ORE 19.30
TUTTE E TUTTI IN PIAZZA CARMINE (vicino caffè italiano) PER DIRE BASTA A FASCISMO E RAZZISMO NELLA NOSTRA CITTA'!

Notizie, di stamattina, sull'infortunio di ieri all'Ilva

Da un operaio del reparto Ome-Mua, dove lavora Antonio Losavio, aggiornamenti dell’infortunio di ieri pomeriggio all’Ilva:

“E' stato posto sotto sequestro il tornio, il mandrino dove Antonio è rimasto impigliato con la mano e anche i due quadri elettrici dove c'è l'alimentatore del tornio e il pulsante per fermarlo. Sembrerebbe che Antonio non rischia di perdere la mano o alcune dita, e che nell'infortunio si siano strappati tendini e nervi ma si sarebbero potuti "ricucire" . Stamattina vari colleghi del reparto di Antonio sono andati nel luogo dell'infortunio, discussioni sulle condizioni in cui si è costretto a lavorare.  
Nessun sindacalista finora si è visto”.

Lo Slai cobas nell’augurare ad Antonio Losavio che effettivamente possa recuperare in pieno la mano, denuncia come siano le condizioni di rischio costante in cui gli operai devono lavorare a provocare questo nuovo infortunio.
Dalle “ordinarie” condizioni di insicurezza (in questo caso sembrerebbe che la causa iniziale sia stata la pedana in legno su cui l’operaio sarebbe scivolato impregnata di umido e olio – ma poi neanche è scattato subito il blocco del tornio), alle grandi, gli operai lavorano come in una “roullette russa”.
E, ancora di più nella situazione attuale di “passaggio” la direzione commissariale dell’Ilva non spende soldi, non fa interventi per la manutenzione ordinaria.
Mentre a Roma si rinvia tutto a dopo elezioni, gli operai prima, durante e dopo continuano a rischiare gravi invalidità o addirittura la vita.
Questo non può essere! E siccome il sindacato manca all’Ilva, sono gli operai che devono, prima che succeda un infortunio, imporre la manutenzione.

SLAI COBAS per il sindacato di classe – Ilva

BOICOTTA IL VOTO - GIOVEDI' ORE 6 ALL'ILVA

NESSUN PARTITO, NESSUNA LISTA RAPPRESENTA GLI OPERAI
La logica del ‘votare il male minore’ ci ha portato a questa situazione
 
ASTENSIONISMO ATTIVO!
 
Giovedì 1 marzo – ore 6 ILVA
info 3471102638

ArcelorMittal - Slitta il pronunciamento dell'antistrust - Ma di fatto: esce la Marcegaglia ed entra CDP, ciò ancora lo Stato paga i padroni...

(dal Corriere di Taranto) - C’è un nuovo slittamento per quanto concerne la deadline di pronunciamento definitivo dell’Antitrust Ue sull’operazione di acquisizione del gruppo Ilva da parte del colosso franco-indiano ArcelorMittal. La nuova scadenza è fissata per il 19 aprile 2018, con un’estensione di 11 giorni lavorativi.
La scorsa settimana, secondo indiscrezioni vicine al dossier Ilva, ArcelorMittal avrebbe inviato la risposta ufficiale all’Ue con le iniziative da attuare per risolvere le perplessità sollevate dai funzionari di Bruxelles nel corso degli incontri interlocutori di confronto.
In particolare vi sarebbero, come reso noto in precedenza, la cessione della Magona di Piombino ad Arvedi (che la commissione Antitrust non avrebbe indicato espressamente) e l’uscita dalla cordata Am InvestCo di Marcegaglia con l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti, anche se non si escluderebbero ulteriori iniziative. Nonostante lo spostamento della scadenza del pronunciamento della commissione, il parere preliminare sulla questione potrebbe arrivare comunque molto prima della scadenza di aprile, ma comunque dopo la consultazione elettorale, come indicato dallo stesso Commissario Vestager nei giorni scorsi.

martedì 27 febbraio 2018

Grave incidente all'Ilva - Operaio di 40 anni rischia di perdere l'uso della mano

L'incidente è stato reso noto dal sindacato USB che denuncia la gravità della situazione relativa alla sicurezza nello stabilimento. In questo caso l'operaio sarebbe scivolato su una pedana di legno intrisa di olio e non adatta a garantire le condizioni di sicurezza.

Incidente sul lavoro oggi nell'officina Mua dello stabilimento Ilva di Taranto. Un operaio, mentre lavorava al tornio n.11, ha subito delle lesioni alla mano destra. L'episodio, secondo quanto reso noto dall'azienda, si è verificato "perché il guanto si è impigliato sul pezzo montato sul mandrino del tornio stesso. Dalle prime ricostruzioni si ipotizza che il lavoratore abbia avvicinato la mano al mezzo ancora in rotazione". Dopo le prime cure fornite dall'infermeria dello stabilimento, il dipendente è stato trasportato in ospedale dove sarà sottoposto a un intervento.
"Oltre ad aver posto immediatamente la macchina in sicurezza, l'azienda - spiegano fonti dell'Ilva - ha provveduto ad informare gli enti preposti e a svolgere tutte le indagini interne per risalire alle cause che hanno provocato l'episodio".

Alle lavoratrici degli appalti comunali - l'8 marzo la parola alle donne!

Alle lavoratrici degli appalti comunali

l'8 marzo in tutt'Italia le lavoratrici scioperano, si fermano sui posti di lavoro e tantissime donne faranno varie manifestazioni.
Per dire NO anche alla costante paura, insicurezza di restare senza lavoro, di vedersi togliere  
quel poco di diritti che ancora abbiamo.
Le donne, e soprattutto le lavoratrici quando si uniscono e lottano SONO UNA FORZA  e in questo nel passato le lavoratrici delle pulizie di Taranto sono state un esempio. E lo devono continuare ad essere tuttora. Lavoratrici di altre città hanno preso esempio e coraggio da Taranto.

L'8 marzo l'appuntamento è in piazza Castello alle 9.
- Abbiamo un questionario che dobbiamo compilare insieme e mandarlo a livello nazionale
- faremo interviste alle lavoratrici
PERCHE' SONO LE DONNE CHE DEVONO PARLARE!

per informazioni: tel 3475301704 - slaicobasta@gmail.com

Cimitero - importante assemblea dei lavoratori cimiteriali S.Brunone - lotta e astensionismo vanno insieme!

Questa mattina attenta e intensa assemblea al Cimitero S.Brunone dei lavoratori della coop Kratos
aderenti in larga maggioranza allo Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

Al centro della discussione
la nuova gara d'appalto in corso di realizzazione
nella quale i lavoratori si aspettano conservazione di orario e organici, più salario.
L'iter della gara aspetta l'approvazione del bilancio comunale.
A fine marzo i lavoratori faranno il punto della situazione.

La bonifica del cimitero è annunciata in primavera, mentre vanno avanti le operazioni preliminari,
i lavoratori, però, segnalano:
- sarà necessaria una convenzione tra ditta che avrà l'appalto per la bonifica e cooperativa che gestisce i lavoratori cimiteriali - cui deve essere garantito la tutela della salute e sicurezza e la retribuzione aggiuntiva necessaria
- la bonifica del Cimitero è parte della bonifica del quartiere Tamburi;
lavoratori cimiteriali e abitanti del quartiere si devono unire nella lotta e controllare queste bonifiche
richiedendo più soldi per le bonifiche, accellerazioni dei lavori, lavoro ai disoccupati.
Nello stesso tempo, senza l'accellerazione in emergenza della copertura dei parchi minerali, il lavoro di bonifica è vanificato.
Per questi obiettivi i lavoratori cimiteriali si mobiliteranno a marzo insieme agli abitanti del quartiere
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I lavoratori hanno approvato una mozione dello Slai cas sc                                                           per l'astensione dal voto che dice
- nessuna delle liste ci rappresenta in queste elezioni
- nessuna di queste liste è stata ed è a fianco della nostra lotta
- il sistema di voto e il funzionamento del parlamento dimostrato che ai lavoratori non è consentito  reali possibilità di scelta - nè che le rivendicazioni e bisogni dei lavoratori trovino risposta.

Noi scegliamo la lotta per cambiare realmente la nostra condizione e la situazione nel paese.

20 febbiaio 2018

AMAT - senza le 5 ore non si può assicurare la pulizia dei bus e l'igiene in azienda!

All'amat questa mattina nuova ispezione Asl per valutare le condizioni di igiene nei pullmann e nell'azienda.
Queste ispezioni si concludono spesso con sanzioni.
Una delle cause della scarsa pulizia sono il taglio delle ore da tempo in atto nei servizi di pulizia.
I lavoratori delle pulizie attualmente affidati ad una azienda di Palermo, Servizi ambientali, sono costretti al pomeriggio a lavorare troppi mezzi con minor personale e minori ore, a causa dell'appalto al massimo ribasso che ha tagliato da 3 a 5 le ore.
I lavoratori dello Slai cobas non ce la fanno più, e per di più livogliono far passare per lavativi per i bus non a norma di pulizia.
Ora torneranno a chiedere con forza l'aumento delle ore.
Altrimenti il servizio si fermerà!

Slai cobas servizi ambientali - pulizie AMAT
27 febbraio 2018

Morte dell'operaio Ciro Moccia - Emergono le schiaccianti responsabilità dell'ILVA. Prossima udienza a giugno


I padroni, i partiti parlamentari, la stampa hanno una sola paura l'astensionismo - Chi vota avalla questo sistema, questo parlamento, sceglie chi lo deve sfruttare e ingannare

Che l'incubo diventi realtà. Boicottaggio attivo,
non votare - annullare la scheda- scheda bianca
tutte forme della protesta operaia e popolare

Oggi al processo Ilva ancora il perito Forastiere

Nuovamente protagonista il dott. Francesco Forastiere sino allo scorso dicembre direttore del Dipartimento di Epidemiologia dell’Asl di Roma autore, insieme al professore Annibale Biggeri, docente ordinario all’università di Firenze e direttore del Centro per lo studio e la prevenzione oncologica, dalla dott.ssa Maria Triassi, direttrice di struttura complessa dell’area funzionale di igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro ed epidemiologia dell’azienda ospedaliera universitaria ‘Federico II’ di Napoli, della perizia epidemiologica disposta dal gip Todisco nell’ambito dell’incidente probatorio. Il documento di 282 pagine fu depositato il 1 marzo del 2012.

Adesso è davvero troppo: Salam va fermata subito!

Continua l'inaccettabile serie di vessazioni dell'associazione Salaam verso i migranti ospiti del CAS da essa gestito nel Gill Hotel di grottaglie.

A dicembre e gennaio l'associazione non ha corrisposto ai migranti il pocket-money dovuto.
L'8 febbraio proponeva di pagare il solo mese di dicembre.
Per protesta molti migranti, temendo di dare agio all'Associazione per ulterori dilazioni e ritardi, hanno rifiutato l'acconto, esigendo di ricevere l'intero importo che spettava loro.

Ieri, 26 febbraio, l'Associazione ha finalmente provveduto a corrispondere a tutti il pocket-money di gennaio, ma non ha pagato quello di dicembre a quanti avevano protestato, sostenendo che, avendolo

lunedì 26 febbraio 2018

Noi non votiamo - NOI SCIOPERIAMO!

Sulle elezioni parlano gli operai dell'Ilva - interviste alla portineria D dello Slai cobas sc

Lo Slai cobas per il sindacato di classe in questa campagna elettorale ha scelto la posizione dell'astensionismo attivo alle elezioni perchè nessun partito rappresenta gli operai, i loro interessi di classe e il loro futuro, perchè nessun partito lavora per organizzare gli operai contro padroni e governo ed è al fianco degli operai quando lottano.
Come è costume di un sindacato di classe, come il nostro, la decisione viene posta e confrontata con gli operai iscritti e non iscritti, per raccogliere le loro valutazioni, cosa si dice in fabbrica, perchè da questo confronto cresca la coscienza di classe, l'organizzazione e la lotta.
Da queste interviste - ne riportiamo di seguito 3 - risulta che diversi operai hanno deciso di non votare, ma più come decisione individuale che come posizione collettiva. Molti operai invece, che dicono che voteranno, nella confusione spesso pensano di votare per il M5S, dato che è un partito che a loro risulta di opposizione agli ultimi governi considerati giustamente negativi, o come male minore o come da verificare visto che finora non è stato al governo.
Noi comprendiamo ma non condividiamo questa valutazione. Perchè inanzitutto il M5S è al governo in varie città senza risultati positivi per i lavoratori, perchè nonostante non siano stati al governo sono pieni di candidati e di parlamentari che è bastato poco per corrompersi, terzo, perchè i 5S si propongono come alternanza in questo sistema ma non vogliono cambiare questo sistema e il suo potere in direzione dei lavoratori, anzi sono espressione diretta di media e piccola borghesia privilegiata; quarto perchè il sistema di funzionamento non ha nulla di democratico ed è nelle mani della "Grillo-Casaleggio", in forme oscure ed equivoche.
Infine, ragionare ancora una volta col "male minore" è il male peggiore che i lavoratori possono fare. E' con questo ragionamento che elezioni dopo elezioni siamo arrivati allo stato attuale.
Sulla questione Ilva, poi, gli esponenti conosciuti di questo gruppo hanno strillato sui giornali, in tante forme che vogliono la chiusura dell'Ilva e hanno seminato la sciagurata illusione che poi ci penserà lo Stato a mantenere i lavoratori o a sviluppare diversamente la città. Ma qualsiasi operaio che abbia testa per pensare e occhi per vedere sa bene che questa prospettiva non esiste ed è un rimedio peggiore del male.
Per questo noi condividiamo con gli operai che nessun altro partito o lista può essere votato, ma diciamo loro chiaramente che è sbagliato votare 5Stelle.
Infine, alcuni operai dicono che non votare farebbe il gioco dei partiti dei padroni. Ma i padroni attraverso i loro giornali stanno dicendo che l’incubo e il loro nemico principale è l’astensionismo. Quindi è questo che fa realmente paura, è questa nelle elezioni la protesta reale, visibile a tutti.
Certo non basta, dobbiamo organizzarci e lottare uniti e in forma generale per un cambiamento reale.



Migranti: da tre mesi niente pocket money - giovedì 1° marzo presidio di protesta a Grottaglie

GIOVEDI' 1° MARZO DALLE ORE 16 lo Slai cobas per il sindacato di classe con i migranti di Grottaglie dell'associazione Salam, terranno un presidio presso il COMUNE DI GROTTAGLIE.

A tutt'oggi l'associazione Salam non ha corrisposto ai migranti, ospiti dell'Hotel Gill a Grottaglie il pocket money. Sono ormai tre mesi che i migranti attendono di riceverlo.
Ora basta! O questa associazione Salam rispetta, come tutte le altre associazioni i diritti dei migranti, o le deve essere tolta la gestione del centro d'accoglienza!
Ancora la Prefettura non interviene su questo.

Di fatto è in atto da tempo una discriminazione sul territorio di Grottaglie tra i migranti dell'associazione Salam e quelli ospiti di altre associazioni.

Questo dispregio dei diritti dei migranti, previsti dalla normativa, non può essere ignorato dallo stesso sindaco di Grottaglie, anche perchè inevitabilmente tale illegittima situazione, se continua, potrà portare a forme di protesta sul territorio.

I migranti col presidio a Grottaglie sollecitano anche una immediata soluzione per i documenti di identità e il Codice fiscale - la cui mancanza impedisce ai migranti di poter lavorare in regola!

Il 1° Marzo è la giornata internazionale dei migranti. Noi denunceremo come la condizione dei migranti sia a livello nazionale che nel nostro territorio è resa dale leggi e dall'azione del Governo/Minniti sempre più disumana.

venerdì 23 febbraio 2018

VERSO L'8 MARZO - UNA INCHIESTA TRA LE LAVORATRICI - IL QUESTIONARIO SARA' PRESENTATO NELLA RIUNIONE DI LUNEDI' 26 FEB.ORE 18 VIA RINTONE, 22

Dal blog femminismo rivoluzionario

L'8 marzo 2018 scioperiamo tutte! - è on line un questionario rivolto a tutte le lavoratrici, precarie, disoccupate


L'8 marzo è vicino e le lavoratrici non sono un "tema" ma sono soggetto reale, che deve prendere in mano lo sciopero e deve essere sostenuto da tutto il movimento. 
Dalle ultime  assemblee nazionali di Nudm è emersa l'esigenza di mettersi in collegamento, di fare "rete" tra le realtà in lotta delle lavoratrici.
In particolare, nell'assemblea di Pisa e di Milano, si è ribadita la necessità del lavoro d'inchiesta, verso e oltre l'8 marzo, con un questionario per fare emergere i motivi e la necessità dello sciopero, per entrare in contatto con le donne che ancora non si ribellano, far emergere le contraddizioni, dare più forza alle donne che vengono attaccate per le lotte e lo sciopero.

Abbiamo preparato un questionario per iniziare questo lavoro.
NE PARLIAMO LUNEDI' 26 ORE 18 ALLA RIUNIONE IN VIA RINTONE 22, PER PREPARARE LO SCIOPERO DELLE DONNE E LE INIZIATIVE DELL'8 MARZO.

Lavoratrici Slai cobas 
MFPR

I lavoratori del cimitero, le lavoratrici degli appalti comunali parlano delle loro condizioni e del perchè non voteranno il 4 marzo - ...è un'altra la strada

Lo Slai cobas per il sindacato di classe intervista una lavoratrice ex Ilva su qual'è il modo più giusto per le donne proletarie di mobilitarsi l'8 marzo

Marco Bentivogli Fim Cisl viene a Taranto... - per gli operai? NO, per Forza Italia - Sempre con i padroni, unito mani e piedi a Calenda, ora sostenitore anche di Berlusconi...? - Ma, sicuramente, mai con gli operai

Alcuni operai dell'Ilva che dicono ingenuamente che "i sindacati non devono fare politica, che non devono dire a chi votare...", guardassero questa foto. I sindacati dei padroni fanno eccome politica, e mentre fanno la finta trattativa sull'Ilva danno man forte a far andare al governo i nemici degli operai. (anche sperando e manovrando perchè un giorno siano loro nelle poltrone Istituzionali - come già tante volte abbiamo visto proprio a Taranto).
Autonomia di classe degli operai oggi significa: non votare, organizzarsi e lottare!

Mandataci da un operaio dell'Ilva

Alle Ditte dell'appalto Ilva la campagna del Partito Comunista maoista - proletari comunisti per il boicottaggio del voto

Contro la presenza fuori legge dei fascisti alle elezioni, facciamo appello agli avvocati di Taranto a seguire l'esempio dei loro colleghi di Palermo

    GLI AVVOCATI DELLO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE DI PALERMO DENUNCIANO ALLA PROCURA LA PRESENZA NELLE ELEZIONI DELLE LISTE FASCISTE
    Stralci dall'esposto-denuncia
    PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMO
      ESPOSTO - DENUNCIA
Il presente atto ha lo scopo di evidenziare all’Autorità Giudiziaria la gravissima violazione di norme costituzionali e ordinarie e che coinvolgono le prossime elezioni nazionali che si terranno il prossimo 04.03.18. Nello specifico, a seguito della comunicazione delle liste ammesse a partecipare alla prossima tornata di elezioni, si è avuto modo di verificare che fra queste vi è la presenza dei simboli legati al partito CASAPOUND e FORZA NUOVA.

Secondo i dettami normativi (sempre che questi abbiano ancora valore visto lo scenario in cui ci si muove) le citate liste elettorali ed i loro candidati, non solo non avrebbero dovuto essere ammesse alla competizione elettorale, ma avrebbero dovuto portare le varie Procure d’Italia ad attivarsi nei confronti delle stesse ed a svolgere le dovute indagini in relazione ai reati attinenti alla ricostituzione del partito fascista ed all’apologia di fascismo.

La Costituzione italiana, nella parte delle disposizioni transitorie e finali (XII), vieta, sotto qualsiasi forma, la ricostituzione del disciolto partito fascista; in applicazione di tale disposizione, nel 1952 fu

Basta! I cittadini non possono pagare le colpe del Comune che non fa la raccolta differenziata!

Il CdA dell'Amiu cambia, l'amministrazione comunale è cambiata, ma la politica sulla non raccolta differenziata resta la stessa!
Organizziamo il rifiuto collettivo del pagamento dell'ecotassa!
Non si contano le volte in cui lo Slai cobas sc, i lavoratori ex Pasquinelli, anche nell'incontro di alcune settimane fa con il presidente e vicepresidente dell'Amiu, hanno detto che bisogna subito estendere la raccolta differenziata a tutta la città, a partire da Paolo VI e Tamburi, il cui piani fatti sono fermi da anni e sono serviti solo a buttare soldi in pubblicità (ingannevole, alla resa dei conti).
Così come abbiamo dimostrato con dati alla mano e con esperienza concrete come la raccolta differenziata sia una risorsa ambientale, occupazionale e anche economica, se fatta bene.
Abbiamo detto che non vanno sprecate le energie, le professionalità, l'esperienza acquisita dai lavoratori ex Pasquinelli, prima nella raccolta differenziata e poi nella selezione dei rifiuti, e che quindi l'Amiu deve procedere alla loro assunzione - ma anche a dare lavoro tanti disoccupati.
Ma sembra di parlare ad un muro. La differenza con le precedenti amministrazioni sembra solo che ti ascoltano, ma poi continuano nella stessa strada di prima.
Ora basta! Uniamo le forze operai e cittadini che saranno colpiti da questa altra tassa (con salari che diventano sempre più miseri).

giovedì 22 febbraio 2018

Mittal ha il via libera dalla UE - sacrificati sull'altare del grande capitale e del governo: gli operai di Piombino e le boniche a Taranto rinviate dopo le elezioni per non disturbare i "manovratori"


Processo Ilva - i periti dimostrano il legame stretto tra aumento dello sfruttamento e morte degli operai, malattie - E' di fatto la dimostrazione che è il sistema capitalista fondato sullo sfruttamento per il profitto che è nocivo, e va rovesciato - Ed è questa "verità" che fa allarmare i difensori dei padroni




Lunedì 26 alle ore 18 via Rintone, 22 - le lavoratrici avviano la preparazione dello sciopero delle donne dell'8 marzo - INVITIAMO TUTTE, LAVORATRICI, DISOCCUPATE, DONNE DEI QUARTERI IN LOTTA, STUDENTESSE...


LA CONTINUITA' E LA NOVITA' DI QUESTE ELEZIONI... - LEGGETE IL FOGLIO SPECIALE DI PROLETARI COMUNISTI - richiedere a pc.rored@gmail.com

DALL'EDITORIALE 
"...Il 4 marzo Renzi, Berlusconi, Salvini, Di Maio e compari del parlamento si contendono con tutti i mezzi il ruolo di “soci di maggioranza” del ‘Comitato di affari’ della classe dominante, per proseguire come prima più di prima le politiche di disoccupazione, precarietà, attacco ai salari, peggioramenti della scuola, della sanità, dei servizi sociali, le politiche di interventi militari e guerre, grandi opere Tav, Tap, ecc. Nonostante il loro consenso elettorale sia calante pretendono di poter governare in “nome del popolo” ma contro il popolo.
Ma queste elezioni hanno anche un’altra caratteristica. A tanti anni dalla Resistenza, fascisti, nazisti e razzisti, cacciati dalla porta dalla forza delle armi partigiane e delle masse, rientrano dalla finestra con l’uso delle elezioni e delle leggi elettorali al loro servizio, per infangare, insanguinare il paese e porlo sotto il tallone di ferro della dittatura mascherata dei padroni e di quell’ordine mondiale imperialista segnato da Trump, Putin, Macron, Merkel, ecc. ecc...."


Autonomia operaia alle elezioni

Tutti i sindacati confederali e USB, Cub, ecc. dicono che non fanno politica ma in questa campagna elettorale sono tutti schierati e loro esponenti  in vari casi in varie città anche candidati
Lo slai cobas per il sindacato di classe invece è realmente autonomo da tutti i partiti e liste elettorali presenti al voto.
Lo slai cobas dice: nessun partito e nessuna lista  rappresenta gli operai – nessun partito presente alle elezioni si interessa realmente delle lotte operaie – alcuni sono con il governo antioperaio altri sono per la chiusura dell’ILVA che è una scelta che cancella gli operai e non risolve alcun problema di sicurezza salute e ambiente.
Per questo l’unico voto utile è il NON VOTO
L’unica protesta autonoma di operai che ragionano con la loro testa è il boicottaggio del voto.
Gli operai se vogliono spezzare le loro catene devono organizzarsi autonomamente sul piano sindacale, sociale e politico, non votare per chi rappresenta le altre classi e la stessa genia di politici di questo sistema, ma organizzarsi e lottare.
Slai cobas per il sindacato di classe
taranto
22-2-2018


Appalto pulizie uffici comunali ... da Corriere di taranto


Appalto pulizie uffici comunali in alto mare. Lo Slai cobas ‘rimprovera’ la Viggiano
Lo Slai cobas per il sindacato di classe, torna sulla vertenza in atto per quanto concerne l’appalto per le pulizie negli uffici comunali. “Nell’incontro tra l’assessore Viggiano ed i sindacati confederali, l’assessore ha detto che il Comune farà il possibile perchè non si riducano le ore delle lavoratrici, eventualmente anche aumentando i servizi. Ma nello stesso tempo ha comunicato che si è ancora lontani dall’assegnazione dell’appalto: si sono presentate ben 25 ditte, di cui 15 sono state ritenute non idonee, ed è tuttora in corso la verifica sulle 10 rimaste. L’incontro si è, quindi, aggiornato al 19 marzo. Lo Slai cobas sc chiama comunque le lavoratrici a stare vigili, finchè non si passa dalle parole ai fatti. E le lavoratrici faranno sentire la loro voce, insieme alle altre lavoratrici, precarie, donne, nello sciopero delle donne dell’8 marzo” si legge nella nota del sindacato di classe.“Detto questo, denunciamo che all’ultimo incontro non è stato convocato lo Slai cobas per il sindacato di classe; proprio chi da tempo, mentre i sindacati confederali sapevano e stavano zitti, si è mobilitato già da diverse settimane per la salvaguardia delle ore, delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e aveva richiesto un incontro con la Viggiano (dopo aver fatto settimane fa uno con l’assessore Motolese). E’ grazie a questa mobilitazione che ora il Comune sembra fare un passo indietro, quando pochi giorni fa fonti comunali e sindacali parlavano di taglio del 50% delle ore – concludono dallo Slai cobas -. L’assessore Viggiano non può e non deve fare discriminazioni sindacali! Non lo permetteremo!“.
(leggi gli articoli sull’appalto delle pulizie uffici comunali http://www.corriereditaranto.it

FORMAZIONE OPERAIA - IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA DI MARX ED ENGELS

Da oggi inizia, e per ogni giovedì, il nuovo ciclo della Formazione Operaia on line rivolta prima di tutto agli operai

Di seguito la presentazione, anche in video
Il 170° anniversario della prima uscita de Il Manifesto del Partito comunista scritto da Marx ed Engels è una grande occasione per affermarne l'attualità e la potenza come strumento vivo per definire chi sono i comunisti ieri, oggi e sempre e qual'è la battaglia che fanno.

Ne Il Manifesto Marx ed Engels affermano:”La storia di ogni società esistita fino ad ora è storia di lotta di classe... La nostra epoca è l'epoca della borghesia che ha e continua ad avere questo carattere distintivo. L'intera società si scinde in due grandi campi nemici, in due grandi classi direttamente contrapposte, borghesia e proletariato”.
Vi sono tra di esse altre classi e strati, ma essi non possono cambiare la sostanza della struttura della società moderna: una classe dominante e una classe degli sfruttati e oppressi il cui cuore è la classe operaia.
La classe dominante ha nelle sue mani il potere politico e Il Manifesto scrive: “Il potere politico dello

La Fiom scopre l'acqua calda - i lavori dei parchi sono in realtà solo annunciati per ingannare i lavoratori e i cittadini


Ilva, copertura parchi: Fiom chiede all’azienda documentazione ARPA. Lavori ancora in fase di preparazione

Ancora sul processo ambiente svenduto


Ilva, ‘Ambiente Svenduto’: bagarre in aula sul ruolo del dott. Forastiere. Tutta colpa della Regione…

L’udienza di ieri del processo ‘Ambiente Svenduto’ sul presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva, nell’aula bunker della Procura situata nel quartiere Paolo VI, dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto presieduta dal giudice Stefania D’Errico, e del giudice a latere Fulvia Misserini, è stata alquanto movimentata.
Il calendario, come già riportato in questi giorni, prevedeva per l’udienza di ieri, domani e venerdì, l’audizione dei medici epidemiologi che redassero la perizia epidemiologica disposta dal gip Todisco nell’ambito dell’incidente probatorio. Il documento di 282 pagine depositato il 1 marzo del 2012 fu redatto dal professore Annibale Biggeri, docente ordinario all’università di Firenze e direttore del

mercoledì 21 febbraio 2018

Pulizie uffici comunali - si passi dalle parole ai fatti. No alle discriminazioni verso lo Slai cobas sc dell'ass. Viggiano

Nell'incontro di stamattina tra l'assessore Viggiano e i sindacati confederali, l'assessore ha detto che il Comune farà il possibile perchè non si riducano le ore delle lavoratrici, eventualmente anche aumentando i servizi.
Ma nello stesso tempo ha comunicato che stiamo ancora lontani dall'assegnazione dell'appalto: si sono presentate ben 25 Ditte, di cui 15 sono state ritenute non idonee, ed è tuttora in corso la verifica sulle 10 rimaste.
L'incontro si è, quindi, aggiornato al 19 marzo.
Lo Slai cobas sc chiama comunque le lavoratrici a stare vigili, finchè non si passa dalle parole ai fatti.

E le lavoratrici faranno sentire la loro voce, insieme alle altre lavoratrici, precarie, donne, nello sciopero delle donne dell'8 marzo.

Detto questo, denunciamo che all'incontro di questa mattina non è stato convocato lo Slai cobas per il sindacato di classe; proprio chi da tempo, mentre i sindacati confederali sapevano e stavano zitti, si è mobilitato già da diverse settimane per la salvaguardia delle ore, delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e aveva richiesto un incontro con la Viggiano (dopo aver fatto settimane fa uno con l'assessore Motolese). E' grazie a questa mobilitazione che ora il Comune sembra fare un passo indietro, quando pochi giorni fa fonti comunali e sindacali parlavano di taglio del 50% delle ore...
L'assessore Viggiano non può e non deve fare discriminazioni sindacali! Non lo permetteremo!


SLAI COBAS per il sindacato di classe

Processo Ilva - Le testimonianze di medici e chimici dimostrano senza ombra di dubbio il legame Ilva/inquinamento/malattie

Emergono inoltre dati finora non pubblici sull'elevato tasso di tumori nel quartiere Paolo VI.
Ma viene fuori anche il legame tra l'aumento dell'inquinamento e l'aumento della produttività in fabbrica, cioè dello sfruttamento degli operai e violazione della sicurezza.
E' l'accenno a questo legame, in particolare che fa saltare i nervi agli avvocati degli imputati che cercano di ostacolare in tutti i modi il processo.

Da Corriere di Taranto 
Ieri e oggi, e anche venerdì, c'è l’audizione dei medici epidemiologi che redassero la perizia epidemiologica disposta dal gip Todisco nell’ambito dell’incidente probatorio.
Il dibattimento ha visto le difese degli imputati avanzare una richiesta di ricusazione nei confronti di uno dei tre periti nominati dal gip Patrizia Todisco, Francesco Forastiere. Motivo della ricusazione, il fatto che la Regione Puglia, costituitasi parte civile nel processo ‘Ambiente Svenduto’, ha commissionato allo stesso consulente un aggiornamento al 2014 della perizia epidemiologica (che ha visto l’analisi di dati dal 1998 al 2010.
Alcuni legali del collegio difensivo hanno anche contestato il mancato accoglimento di alcune istanze riguardo alla perizia originale. Innanzitutto, la richiesta di poter visionare il data base usato dai consulenti del Gip, “che – hanno obiettato i legali delle difese – non è mai stato messo a disposizione delle controparti, per un doveroso controllo del lavoro svolto dai periti“. Le difese avevano chiesto poi che la Corte autorizzasse che il contro esame fosse condotto direttamente dai consulenti degli imputati.

LE DEPOSIZIONI DEI SEGRETARI PALOMBELLA-UILM, RAPPA E STEFANELLI-FIOM AL PROCESSO ILVA - Dalle loro stesse dichiarazioni emerge che dovrebbero stare anche loro tra gli imputati

Le deposizioni di Palombella-Uilm, Rappa e Stefanelli Fiom sono importanti, non solo per quello che dicono, ma anche per quello che dicono di non sapere...
Segretari, come Stefanelli che neanche avevano idea di cosa fosse una fabbrica come l'Ilva; segretari, come Palombella che non sa in che anno l'Ilva è stata venduta ai Riva; segretari che non sanno neanche i nomi dei loro delegati e che mostrano di non sapere assolutamente di ciò che avveniva in fabbrica sulla costante mancanza di sicurezza, attacco alla salute; segretari che dichiarano tranquillamente che il sindacato ha avuto per anni più di un miliardo all'anno da Riva per il circolo Vaccarella e dichiarano spudoratamente che questi soldi erano destinati ai lavoratori e che nulla sanno delle denunce fatte da ex delegati e lavoratori su questa gestione; segretari che sulla questione dei "fiduciari"- che per anni hanno imposto in tutti i modi agli operai il loro "comando", con le minacce, provvedimenti repressivi, il mobbing - dichiarano che al massimo hanno fatto una denuncia sulla "non chiarezza" del loro ruolo, al massimo un "comunicato", ecc. ecc.
Dovrebbe essere la vita normale di un sindacato intervenire quando c'è una insicurezza che mette a rischio la vita dei lavoratori. Invece all'Ilva (lo abbiamo visto dalle deposizioni degli operai) il lavoratore lo fa per "coscienza sua", a titolo individuale, e tale viene trattato, può essere spostato dove vuole l'azienda, e nessuno dice niente, perfino quando è un rappresentante sindacale, anzi questi rappresentanti scomodi sono espulsi dal sindacato (vedi Fiom).

Non è solo un problema che sono venduti, il sindacato non c'è o quando c'è è corresponsabile dell'azione criminale del padrone e dei capi. Perchè allora non sono anch'essi sul banco degli imputati?
Ma mai dire, mai... 

Nel riportare le parti più significative della loro deposizione sono sottolineate in grassetto le dichiarazioni più emblematiche di questo gestione del loro ruolo sindacale.


DEPOSIZIONI DEI SINDACALISTI



TESTE R. PALOMBELLA - Sui fiduciari. Quando arrivarono i Riva arrivò una società che si chiamava Sider Consult, a cui facevano parte queste persone. Per un anno loro non apparirono, perché la gestione continuò ad essere come se fosse pubblica, con gli stessi responsabili e poi, successivamente, queste persone assunsero dei posti chiavi all’interno dello stabilimento, però con il sindacato non hanno avuto mai a che fare, non abbiamo mai avuto incontri, non abbiamo mai avuto un rapporto diretto tra me e loro.

Noi denunciammo la non chiarezza del ruolo gerarchico all’interno

BOICOTTIAMO IL VOTO! - Da una lavoratrice precaria dell'ex Pasquinelli

Oggi via Rintone 22 taranto ore 18 - "I proletari non hanno da perdere che le loro catene e un mondo da conquistare" Marx-Engels


VERSO LO SCIOPERO DELLE DONNE DELL'8 MARZO - UN QUESTIONARIO SULLE CONDIZIONI DELLE LAVORATRICI DELLA SCUOLA

Un'inchiesta sulle condizioni di lavoro delle donne nella scuola italiana ai tempi della “Buona Scuola”. 


Le lavoratrici dello Slai Cobas per il sindacato di classe riprendono il lavoro di inchiesta sul territorio nazionale per analizzare le condizioni di lavoro, le dinamiche salariali e la natura e la tipologia dei rischi inerenti alla salute e sicurezza in relazione a organizzazione, orari, rischio di stress lavoro-correlato, n° di alunni per classe, contratti precari, ecc.) tra le lavoratrici della scuola. 
Nel tempo abbiamo assistito a una stratificazione di problemi derivanti da provvedimenti sulla scuola dei vari governi che si sono succeduti, regolarmente preceduti da campagne mass-mediatiche, di vera denigrazione - utili per far passare ulteriori peggioramenti - per cui le lavoratrici della scuola “lavorano troppo poco”, “fanno troppa malattia”, per giustificare visite fiscali anche ripetute. 
Una prima inchiesta l’avevamo fatta all’indomani dello storico, primo sciopero delle donne in Italia del 25 novembre 2013, che aveva visto una significativa partecipazione anche tra le lavoratrici della scuola, che rappresentano la stragrande maggioranza nel settore.
Riteniamo importante riprendere oggi questo lavoro alla luce della “Buona scuola”, entrata pienamente a regime; alla luce della vergognosa sentenza sul Diploma magistrale; della riforma Fornero, anch’essa pienamente “operativa” e del nuovo Contratto firmato nei giorni scorsi, che non manca di colpire ancora una volta pesantemente le condizioni di vita e di lavoro; sulle donne ora più che mai viene scaricato il lavoro di cura , ma soprattutto in vista del nuovo sciopero delle donne previsto per il prossimo 8 marzo per cui diventa importante rendere visibile la vera condizione delle donne oggi.

Per avere il questionario scrivere a: Cobasdiclasse.mi@gmail.com

martedì 20 febbraio 2018

Migranti: nuova iniziativa e incontro in prefettura. La lotta dei migranti continua, le intimidazioni di Salaam anche



Oggi altra giornata di lotta dei migranti ospiti del Gill Hotel di Grottaglie, assegnati all’associazione Salam.
Dalle 9 alle 12 si è tenuto un presidio di fronte la Prefettura di Taranto organizzato dallo Slai Cobas per il sindacato di classe, durante il quale una delegazione ha tenuto un incontro con viceprefetto vicario Dott. Volpe.
Nell’incontro si sono registrati alcuni cambiamenti in positivo: in generale la situazione dell’accoglienza è leggermente migliorata, la registrazione nei registri anagrafici del Comune di Grottaglie è stata finalmente avviata, ai richiedenti asilo è stata infine data copia della documentazione relativa all’assistenza sanitaria, in modo che possono seguire da sé le pratiche.
Ma la delegazione ha anche indicato i problemi che perdurano:
- Il costo dei trasporti per recarsi a Taranto, che i migranti non possono sostenere e per questo spesso devono rinunciare a seguire corsi di formazione professionale cui sono iscritti
- Il pocket-money che da mesi non viene corrisposto e che l’associazione Salaam è disposta a pagare solo parzialmente
- L’impossibilità di ottenere un documento Identità valido, che spesso fa perdere ai migranti opportunità di lavoro
- L’impossibilità di avere un codice fiscale definitivo valido, che viene assegnato solo ai migranti in Italia a partire dagli ultimi mesi del 2017, mentre tutti gli altri ne hanno uno provvisorio non accettato dai sistemi informatici di ministeri e banche. Ne consegue l’impossibilità di aprire un conto corrente bancario e di essere retribuiti regolarmente.
Nell’incontro è ancora una volta emerso l’inaccettabile atteggiamento della Salam che invece di rispettare i diritti dei migranti, tenta di intimidirli, segnalando alla Prefettura il loro rappresentante sindacale e accusandolo di atti di prevaricazione. E ciò che è altrettanto negativo è l'atteggiamento della Prefettura che nell'incontro di ieri ha cercato di rovesciare le questioni: invece che "sanzionare" la Salam per tutte le violazioni alle stesse normative, si colpevolizza la legittima protesta dei migranti.
La delegazione ha ribadito con fermezza che i migranti hanno tutto il diritto di protestare e organizzarsi per i loro diritti, che la Salam è tenuta a rispettare tutti i suoi obblighi, che la libertà che la Salam vede minacciata è solo quella di accettare passivamente i suoi diktat.
Quindi la delegazione ha riportato l'incontro e la discussione sui problemi veri e centrali.
 
Su documenti di identità e fiscali, la Prefettura si è impegnata a interpellare il ministero per valutare le soluzioni che la delegazione ha proposto: carta di identità cartacea per tutti i migranti sprovvisti di codice fiscale definitivo in attesa di una modifica di una circolare che autorizzi per tutti l’emissione di codice fiscale definitivo.
La Prefettura si è anche impegnata ad acquisire la lista dei nominativi dei migranti con permesso di soggiorno provvisorio scaduto e sollecitare la Questura a provvedere al dovuto rinnovo.
In attesa di riscontro sugli impegni presi, i migranti continueranno la loro mobilitazione. La prossima iniziativa è prevista il prossimo 1° marzo a Grottaglie, in occasione della Giornata Mondiale Contro la Discriminazione.

Migranti autorganizzati SlaiCobas

"7 minuti" - Un film fatto a teatro che racconta la condizione delle operaie e che parla di dignità delle donne...

la politica dei padroni di togliere poco a poco tempo di vita per aumentare i loro profitti - le ore che le operaie lavorano gratis per i padroni...il ricatti e la dignità di classe delle operaie...


Slai cobas: “Nessun taglio di ore per le lavoratrici pulizie uffici comunali” sulla stampa odierna

Nessun taglio di ore alle lavoratrici di pulizie degli Uffici comunali“: lo SLAI COBAS per il sindacato di classe ribadisce la richiesta in merito alla vertenza per la quale è stato convocato un nuovo incontro da parte del Comune.(leggi l’articolo http://www.corriereditaranto.it/2018/02/19/lavoratori-ditte-pulizie-uffici-comunali-convocato-incontro-sindacati/)
Su questo vertenza , da un lato il Comune, attraverso il suo segretario generale, ci ha fatto sapere che è in attesa di conoscere la risposta della Direzione del patrimonio alla nostra richiesta che la clausola sociale, che ci è stato riferito essere contenuta nel capitolato di appalto, e che garantisca non solo il mantenimento di tutti i 53 posti di lavoro ma anche le attuali condizioni di orario e contrattuali; dall’altro lato, sempre il segretario generale ci ha messo a conoscenza di aver posto con chiarezza al Patrimonio di verificare che le ditte appaltatrici nell’offerta scorporino dal prezzo il costo della manodopera e della sicurezza, perchè queste due voci importanti non sono contrattabili e vanno garantite” sostengono dallo Slai cobas.
Quindi le Ditte non possono tagliare e speculare sui lavoratori, scaricando sul peggioramento delle loro condizioni di lavoro il costo dell’appalto per difendere i propri profitti – proseguono dal sindacato di classe di Taranto -. Dall’altro, invece, abbiamo notizie che il Patrimonio appoggerebbe però questo taglio di ore. Nello stesso tempo i sindacati confederali, pur sapendo di questo rischio, non dicono nulla ai lavoratori, non organizzano alcuna mobilitazione e si fanno le riunioni in silenzio con l’assessorato al Patrimonio, riunioni a cui non viene convocato lo Slai cobas (per non avere, evidentemente, chi rompe le loro uova nel paniere)“.
Lo Slai cobas “attenderà fino a mercoledì prossimo di avere incontri o notizie chiare sulla difesa delle attuali ore delle lavoratrici – concludono -. In mancanza avvieremo lo stato di agitazione che potrà comportare anche il blocco del servizio "

Potere al popolo - perchè NO in un opuscolo - puoi richiederlo a via Rintone 22 Taranto o online pcro.red@gmail.com tel 3471102638


Anche dalla importante testimonianza di Ranieri al processo Ilva emerge la verità che 'nocivo è il capitale non la fabbrica!'

Dalla testimonianza, di cui riportiamo i passi più importanti, di Aldo Ranieri, come da quella pubblicata ieri del lavoratore Meo, viene fuori che quella fabbrica non è vero che di per sé deve essere per forza così nociva e pericolosa, non è vero che siccome ci sono grandi impianti industriali questi devono per forza produrre morte e malattie. La descrizione dei lavoratori dimostra che in ogni momenti della vita quotidiana in fabbrica, la scelta della catena di comando in fabbrica è stata quella di massimizzare il profitto, la produzione, la velocità del lavoro e che questo e questo ha prodotto in maniera molecolare e poi gigantesca l'attacco alla salute che c'è stato in fabbrica e fuori dalla fabbrica.
Ma non è vero che l'impianto siderurgico è nocivo in sé. Nella fabbrica giornalmente c'erano tutte le condizioni perchè gli effetti non fossero quelli. Ma, chiaramente, è una fabbrica capitalista che ha come fine il profitto, e quindi non può che produrre insicurezza per i lavoratori e disastro ambientale all'esterno. Ma è, appunto, la fabbrica in mano ai padroni
Una fabbrica in mano ai Ranieri, ai Meo sarebbe "un'isola felice", sicuramente meno inquinante di uno stabilimento balneare che manda tutti gli scarichi in mare. Il solo fatto di fare un operazione in tre minuti invece che in 30 secondi, per esempio era un rimedio che si poteva tranquillamente fare e avrebbe ridotto di molto i fumi tossici.
Invece non solo la fabbrica è stata condotta sempre in questa maniera nociva, ma c'è una chiara responsabilità con nomi e cognomi
Non è vero, quindi, che inevitabilmente fabbrica uguale inquinamento. Chi dice questo è un vero idiota, perchè la catena di comando di quella fabbrica era ed è rivolta al massimo profitto.
E' importante che gli operai e i cittadini ragionino su queste cose.
                                             
                                                   *****

DEPOSIZIONE DEL TESTE RANIERI CATALDO

RANIERI - Sono stato assunto il 3 febbraio del 1998, i primi quattro anni sono stato operaio impegnato nell’Acciaieria numero 2, al ripristino delle lance. Dopodiché mi sono candidato come sindacalista per la Fiom Cgil e ho fatto il sindacalista i primi anni, poi ho avuto un ruolo dirigenziale fino a diventare segretario di settore. Nel novembre del 2007 mi sono dimesso dal sindacato e sono tornato a lavorare e sono stato messo al porto, al secondo sporgente, “Impianti Marittimi”, dove arriva tutto il materiale che serve per fare l’acciaio e partono poi i prodotti finiti.
All’Acciaieria, facevo il ripristino delle lance ossigeno che sarebbero quelle che fanno aumentare la temperatura nel convertitore quando si prepara l’acciaio. Sono stato esposto a centinaia e centinaia di slopping, perché a quei piani arrivavano tutti i fumi che provenivano dalla reazione dell’acciaio nel

Mercoledi 21 febbraio alla sede di Taranto dello Slai cobas via Rintone 22 ore 18 - ricordiamo il 170° anniversario dell'uscita del più importante testo della storia del movimento operaio

lunedì 19 febbraio 2018

AMAT - I lavoratori delle pulizie Servizi Ambientali richiedono un incontro per la nuova trance di lavoro aggiuntivo che migliori orario e salario - la prossima settimana assemblea - info slaicobasta@gmail.com

Cementir, la situazione è ferma - I rappresentanti Slai cobas chiedono che vengano rinnovate le RSU e vogliono chiarezza su CIG/corsi/confronto con la Italcementi - la Rsa Slai cobas si riunisce martedi 27 febbraio - info slaicobasta@gmail.com

Cimitero - bonifiche - qualcosa si muove - oggi in corso i rilievi per la rete idrica - I lavoratori autorganizzati nei prossimi giorni con un volantinaggio informeranno il quartiere tamburi e la cittadinanza

Testimonianze operaie al processo Ilva - Ciò che avveniva (e avviene) in fabbrica

Riportiamo le parti più significative delle testimonianze - purtroppo ancora poche e rare - di operai al processo Ilva.

Da esse vengono fuori alcune questioni chiare:

- I lavoratori in Ilva non hanno mai cessato di ribellarsi, di denunciare, di lottare quando è stato possibile, sulle condizioni di sicurezza e sulla salute; ansi sono stati i primi a protestare, pagando pesantemente di persona - Questo smentisce le false vulgate diffuse da certi ambientalisti, ma anche cittadini ottusi;
- In Ilva mancava e manca il sindacato, anche una minima attività che si possa chiamare sindacale. I lavoratori che protestano, che rivendicano il diritto alla sicurezza, alla salute, a non essere attaccati, offesi dai capi, dai dirigenti, sono soli. I lavoratori ci mettono la faccia, il sindacato nasconde la sua faccia ed è parte della situazione di costante illegalità che si vive all'Ilva;
- Il sindacato, quindi, è pienamente corresponsabile degli infortuni, della condizione costante di rischio con cui gli operai devono lavorare all'Ilva, delle morti in fabbrica, delle azioni di mobbing che colpiscono i lavoratori.

DAL PROCESSO ILVA
TESTE GIUSEPPE MEO – Tecnico, IMA1 nel porto al secondo sporgente.
PUBBLICO MINISTERO - A proposito dell’evento della tromba d’aria, lei sa o ricorda quando le gru ripresero l’attività di discarica?
G. MEO - No, perché venni mandato via da quel reparto, dall’oggi al domani, senza nessuna spiegazione da parte dell’Ilva. Al quarto sporgente dopo la morte del ragazzo era tutto sequestrato, non si potevano utilizzare gli scaricatori. Hanno scaricato con lo scaricatore DM7. Ma questo DM7 non si poteva utilizzare per motivi di sicurezza, non si sapeva dove installare la cabina operatore, era troppo grande, era pericolosa, infatti a dicembre del 2014 cadde in mare e ci furono anche due infortuni.

P.M. – Lei ha detto che i suoi capi non la volevano più giù a IMA. Perché dava fastidio e a fine novembre aveva detto ai gruisti che non dovevano recarsi sopra le gru.
MEO - Dopo il tornado si dovevano spostare degli scaricatori al secondo sporgente, io mi rifiutai
perché dissi: “No, dopo il tornado sarebbe bene valutare adesso questa situazione”. Ma l’ingegnere Colucci disse: “Se i gruisti adesso cominciano con questa paura di andare sugli scaricatori, sarò costretto a mettere delle ditte esterne e mandarli tutti a casa”. Il lunedì 3 dicembre il dottor Dinoi mi manda un sms dicendomi questo: “Statti a casa perché tu mi crei solo problemi, anziché aiutarmi sei per me una specie di intoppo”. Il 31 dicembre 2012 rientro sul posto di lavoro, trovo tutta la mia roba buttata dietro ad un armadio ed il dottor Dinoi mi dice: “Non toccare nulla, non toccare nessun documento e aspetta che viene l’ingegner Colucci che ti deve parlare”. Viene l’ingegner Colucci, mi porta nel suo ufficio, e mi dice: “L’azienda ti considera un libero e pensante (per libero e pensante si intendeva un appartenente al comitato di Taranto), ha paura ancora tu esci documentazione fuori di qua (danni nave, formulario rifiuti, perché io conoscevo tutta la documentazione, tutto l’archivio, tante cose dell’Ilva). E quindi sarai spostato in un nuovo reparto. Inoltre hai fomentato i gruisti a non salire sulle gru (perché dissi ai gruisti di non salire dopo il tornado) e per produzione non avrai nemmeno il premio di fine anno. Te ne vai a casa e ci sentiamo dopo le feste, così ti dirò il tuo nuovo reparto qual è”. Al rientro sul posto di lavoro dopo le feste non mi fanno accedere nell’ufficio, mi facevano stare giù in mensa ad aspettare nuove disposizioni. Vengo poi collocato all'Ufficio programmazione, dietro ad una scrivania priva di strumenti. Non potevo accedere sulle procedure, non potevo accedere a nulla, non sono passato per una visita medica di idoneità, non ho avuto una nuova formazione. Io stavo male, avevo cominciato anche la cura presso il CIM, psicofarmaci, perché ero stato svuotato dalle mie mansioni
Quando la Guardia di Finanza mi chiese: “Ma noi quando siamo venuti giù a IMA, tu non c’eri”. Dissi: “Certo che non c’ero. Hanno fatto in modo che io non dovevo parlare con la Guardia di Finanza, non dovevo essere interrogato”.

P.M. - qui stiamo parlando di una produzione dell’Ilva S.p.a. portata ai massimi regimi, a discapito dell’aspetto ambientale. Il teste dimostra chiaramente che tutti quanti gli operai o funzionari che erano contrari a questo tipo di attività a favore di aspetti sanitari e ambientali venivano messi da parte.
MEO - Il reparto IMA1, con la venuta del signor Rebaioli e dell’ingegner Andelmi, era diventato un reparto veramente che non si poteva più lavorare, non c’era più serenità. Il caporeparto Manzulli era anche scomodo per il signor Rebaioli, perché Manzulli cercava di far rispettare la discarica nelle norme con l’impatto ambientale, era un problema, tanto è vero che Manzulli, verso settembre del 2010, venne fatto fuori. Io poi ho avuto un caporeparto, Dinoi, in formazione lavoro, quindi senza esperienza. L’intento del signor Rebaioli e dell’ingegner Andelmi non era mettere una figura di un responsabile che conosceva gli impianti, che doveva far rispettare delle leggi. No, era soltanto una figura che doveva sottostare alle loro regole, che si davano loro.

(CONTINUA DOMANI CON LA DEPOSIZIONE DELL'OPERAIO CATALDO RANIERI)