venerdì 24 febbraio 2017

I lavoratori della Pasquinelli, dopo l'ennesima assenza del Comune al Tavolo della Provincia, sono dalle ore 12 in assemblea permanente sul posto di lavoro


Attualmente sono andati sull’impianto il presidente dell’Amiu, e un dirigente.
MA E’ NECESSARIO L’INCONTRO CON IL COMUNE

L’AVVISO FATTO

Al SINDACO DI TARANTO
ALL'ASSESSORE FRANCESCO COSA
epc al capo di gabinetto, Licciardello

AL PRESIDENTE DELL'AMIU
epc AL RESPONSABILE DELLA PASQUINELLI

AL COMMISSARIO LIQUIDATORE, DR.SSA CHIECHI

ecp alla PREFETTURA DI TARANTO

TA. 24.2.17
OGGETTO: assemblea all'impianto Pasquinelli dell'Amiu

La scrivente O.S

preso atto che il Comune di Taranto questa mattina ancora una volta non si è presentato all'invito della Provincia al Tavolo sulla procedura di licenziamento per i dipendenti de L'Ancora in liquidazione, nè ha inviato alcuna comunicazione;

tenendo presente che il Presidente dell'Amiu, presente all'incontro, non ha potuto fornire notizie circa il proseguimento dell'attività lavorativa per i lavoratori della Pasquinelli, sia all'atto del fermo impianto per i lavori di automazione, sia successivamente a tali lavori, essendo solo il Comune responsabile delle eventuali soluzioni occupazionali;

tenendo presente che la situazione dei lavoratori della Pasquinelli resta molto incerta ed è fonte di forti preoccupazioni, dato che, a differenza degli altri servizi, nessuna gara d'appalto per la continuità del servizio è stata avviata o si intende al momento avviare 

COMUNICA

che i lavoratori dell'impianto Pasquinelli sono in assemblea e chiedono un immediato incontro costruttivo col sindaco e assessore al lavoro. I lavoratori riprenderanno l'attività lavorativa appena l'incontro richiesto si realizza.

giovedì 23 febbraio 2017

Da un operaio dell'Ilva: solo la rivolta ci può salvare!

Gli acquirenti dell’ILVA cinguettano. Così cinguetta il padrone indiano Sajjan Jindal, presidente di Jindal South West, società indiana entrata a novembre nella cordata per Ilva di Acciaitalia.
«L’utilizzo del gas in siderurgia in sostituzione del carbone non è una chimera o una fantasia irrealizzabile. È una realtà tecnologica e industriale che applichiamo da tempo nelle nostre acciaierie in India. Se ci aggiudicheremo l’Ilva con Acciaiitalia , sarà con il preridotto e altre soluzioni tecniche basate sul gas che faremo tornare blu il cielo e pulita l’aria di Taranto ed elimineremo sostanze nocive cancerogene come gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) che sono conseguenza dell’uso del carbone».
Il nuovo padrone ci dice che per anni abbiamo respirato e respiriamo sostanze cangerogene. Per anni abbiamo lavorato con la morte sulle spalle e il governo italiano ci costringe ancora a farlo.
 

Il padrone indiano a migliaia ha ammazzato gli operai dell’acciaio indiano. Con i profitti realizzati con il sangue degli operai indiani ora vuole comperare la nostra schiavitù.
 

Dopo i contratti di solidarietà i sindacalisti mazzettari si preparano a dare la CIG ai padroni. E' una prova dei licenziamenti. Qualsiasi sia la cordata che acquisterà l’ILVA.
 

La cordata Arcelor-Mittal e Marcegaglia non è migliore. Basta chiedere agli operai dell’acciaio di Florange in Francia e agli operai dell’acciaio di tutta l’europa.
Voglio solo riportare una notizia dal Belgio del 2013: ”Condannato alla disoccupazione, si è dato la morte. E a due anni esatti dall’annunciata chiusura degli alti forni per cui lavorava. Autore del gesto disperato, un dipendente dello stabilimento Arcelor Mittal di Liegi che, in una lettera affidata a un amico e sindacalista, accusava i vertici dell’acciaieria di “avergli tolto tutto”. “Ho provato a restituirgli la lettera, ma non ha voluto – racconta il delegato della FGBT Frédéric Gillot -. La chiusura dello stabilimento lo faceva soffrire molto, ogni volta che ci incontravamo, che veniva qui o che toccavamo l’argomento”. Ancora adolescente al suo ingresso in fabbrica, dopo 31 anni di servizio l’uomo era destinato a perdere il posto, come suoi altri 2.000 colleghi dello stabilimento belga per cui lavorava. La direzione dell’acciaieria si è detta profondamente toccata dall’accaduto, rifiutandosi tuttavia di fare ulteriori commenti. La Federazione Belga dei Lavoratori dal canto suo accusa: “E’ stato assassinato dalla politica di tagli di Arcelor Mittal”.
 

Noi operai dobbiamo ribellarci. Basta con il lavoro di schiavi salariati. Il lavoro salariato non ci dà ne libertà ne dignita.
Basta con il ricatto del lavoro - Ogni padrone sarà peggiore del precedente

Operai dell’acciaio solo la rivolta ci può salvare.

 
Un operaio dell’ILVA

8 marzo - per tutte le donne che hanno lottato per un mondo nuovo, una società socialista, e che lottano anche oggi


Ilva - la parola allo Slai cobas per il sindacato di classe, la parola agli operai

info
28 febbraio
ilva portinerie A e D
presidio, volantinaggio-appello allo sciopero generale all’Ilva per marzo
su una piattaforma alternativa ai sindacati confederali complici del governo nella cassaintegrazione-esuberi
info 347-1102638
1 marzo
tribunale di taranto ore 9
udienza importante processo ilva
no ai patteggiamenti
giustizia e risarcimenti per operai lavoratori e cittadini dei quartieri inquinati
info 347-5301704
slai cobas per il sindacato di classe
via rintone 22 taranto
aperto: mart-giov ore 17.30- 19,30
Noi non siamo su facebook

Puglia. Tre arresti per la bracciante morta di fatica sui campi - Bene. Ma deve essere arrestato anche il padrone dell'azienda presso cui Paola lavorava in quelle condizioni di supersfruttamento



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Tre persone sono state arrestate per la morte di una bracciante, Paola Clemente di 49 anni, il 13 luglio del 2015. La donna era letteralmente morta di fatica per un paga di 2 euro l’ora. La morte da sfinimento era avvenuta nelle campagne di Andria in Puglia.
La Procura di Trani aprì un’inchiesta e oggi tre dipendenti di un’agenzia di lavoro interinale di Noicattaro sono stati arrestati. I reati contestati sono quelli di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato e continuato, truffa aggravata e truffa ai danni dello Stato, reati per i quali rischiano fino a un massimo di 8 anni di reclusione. Si tratta del titolare della ditta addetta al trasporto delle braccianti agricole e una donna che aveva il compito di controllare le lavoratrici sui campi, tutti residenti nel Barese e nel Tarantino. Agli arresti domiciliari, invece, è finita la moglie del titolare della ditta di trasporto che, risultando falsamente presente nei campi quale bracciante agricola, percepiva indebitamente contributi pubblici per disoccupazione agricola, indennità di maternità e congedi.
Le indagini della magistratura hanno consentito di scoprire un nuovo sistema di sfruttamento dei braccianti agricoli, attraverso contratti di assunzione apparentemente regolari da parte di agenzie interinali, ma che in realtà mascherano una moderna forma di caporalato. Nelle buste paga, infatti, figurava un compenso mai realmente erogato ai lavoratori.
Finanzieri e poliziotti hanno eseguito anche un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un importo di oltre 55 mila euro, il valore complessivo dei contributi spettanti ai braccianti agricoli e i contributi percepiti dall’arrestata. Gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Trani in attesa degli interrogatori di garanzia.

Bloccare la raccolta di firme razziste del Comitato Mar Piccolo presieduto da Angelo Di Ponzio!

Facciamo appello agli abitanti di Paolo VI a respingere, impedire la raccolta firme di questo signore Di Ponzio contro gli immigrati di PaoloVI e una loro dignitosa sistemazione.

E' da tempo che i migranti "parcheggiati" in una ex fabbrica a Paolo VI stanno lottando con lo Slai cobas sc perchè possano stare in una struttura decente. Non sappiamo se è vero che questa struttura potrebbe essere una delle torri del cosiddetto "Palazzo a specchi" di p.zza Tedesco a Paolo VI, ma... se fosse, questo o un altro Palazzo/struttura, i migranti devono poter vivere come tutti gli altri, non sono persone di serie B!
Quando in questi mesi sono stati al freddo, senza acqua calda, senza riscaldamenti, nessun Di Ponzio ha protestato e ha difeso i diritti umani di giovani migranti che sono spesso più civili di tante persone italiane.
Questo Comitato che sta raccogliendo le firme dice falsità per creare un clima di allarmismo, di pregiudizi razzisti, assolutamente inconsistente. Presenta questa raccolta di firme fatta: "per la tutela nostra e dei nostri figli", tacciando di fatto i migranti come delinquenti, pedofili, ecc. ecc. Come si permette!?
Questo miserabile personaggio vive in un quartiere in cui c'è, questa sì, la delinquenza organizzata di gruppi criminali, che, questi sì, possono deviare la giusta la rabbia di ragazzi che vivono in un quartiere dormitorio, senza lavoro, senza futuro; e invece osa addebitare ai giovani migranti una insicurezza del quartiere?

Nel giornale Taranto sera di ieri si leggevano squallide domande fatte da questo Di Ponzio:
"Chi saranno gli immigrati? Quanti saranno? Si tratta di clandestini o profughi? Cosa sappiamo di ognuno di loro? Chi si occupa della loro gestione? Per quanto tempo? E soprattutto: quali forme di sicurezza saranno attuate?..." E poi continuando e andando alle "tasche"... "La presenza di un così gran numero di profughi, inoltre, provocherà tutta una serie di effetti collaterali, tra cui il crollo del valore degli immobili...".

Di cosa sono espressione queste domande se non di un razzismo!? Certo non le farebbe il Di Ponzio per persone italiane che vanno ad abitare a Paolo VI...

Non è certo colpa dei migranti se sono per mesi, anni parcheggiati, a non poter lavorare, a fare nulla, ma di questo Stato, del governo, delle Istituzioni, che li tengono bloccati per anni, in attesa del diritto d'asilo, quando tanti dei migranti vorrebbero andare in altri paesi.

TARANTO E' UNA CITTA' ACCOGLIENTE E SOLIDALE!

SIT IN DEI LAVORATORI PASQUINELLI - PRETENDIAMO LA CONTINUITA' LAVORATIVA!

VENERDI' 24 FEBBRAIO i lavoratori de L'Ancora in liquidazione, addetti alla selezione della differenziata – Pasquinelli, terranno un presidio davanti al Palazzo della Provincia v. Anfiteatro dalle ORE 9 a fine incontro, in occasione del Tavolo della Provincia contro la procedura di licenziamento avviata dal commissario liquidatore de L'Ancora, e per immediate, certe soluzioni occupazionali.
I LAVORATORI DELLA PASQUINELLI FANNO APPELLO A TUTTI I LAVORATORI DE L’ANCORA IN LIQUIDAZIONE AD ESSERE PRESENTI AL PRESIDIO, PERCHE’ E’ IN GIOCO IL FUTURO DI TUTTI NOI.
Chiediamo con forza che domani al Tavolo siano presenti Comune, Amiu e Amat, perchè da essi dipende la continuità lavorativa.
Non bastano le vaghe promesse verbali di questo o quell’assessore. Occorrono fatti e tempi certi!
In questa grave vicenda, gli operai della Pasquinelli, rischiano di essere quelli più penalizzati, perchè dal 1° aprile comunque il lavoro potrebbe fermarsi per le attività di automatizzazione dell’impianto di selezione. Ma i 23 lavoratori e le lavoratrici non devono perdere neanche un giorno di lavoro; nè si deve perdere un servizio importante per la città!

Slai cobas per il sindacato di classe