martedì 6 dicembre 2016

Processo ILVA TARANTO - forte protesta operai, lavoratori,cittadini contro patteggiamenti e accordi segreti

alla fine dell'udienza di oggi dopo l'annuncio del nuovo rinvio al 17 gennaio immediata protesta delle parti civili autorganizzate e dello slai cobas per il sindacato di classe

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Ilva, ennesimo rinvio del processo. La gente urla in aula: “Vogliamo giustizia per i morti”di  | 6 dicembre 2016




Esplode dentro e fuori dall’aula la rabbia dei tarantini dopo l’ennesimo rinvio del processo Ilva. Sono stati in tanti a chiedere “giustizia per i morti” dopo la decisione della Corte d’assise di rinviare l’udienza al 17 gennaio per consentire ai nuovi legali dell’ex Riva Fire – finita nella gestione statale a seguito degli accordi tra Riva, Ilva e procure – di studiare l’enorme mole di documenti e determinare l’offerta per raggiungere il patteggiamento. Fuori dall’aula cartelli eloquenti con le scritte “quando inizia il processo?”.
Prima del rinvio, inoltre, sono state depositate le richieste di patteggiamento per Ilva in amministrazione stroprdinaria e Riva Forni Elettrici. La corte dovrà valutare se accettare o meno le richieste di patteggiamento (diventando peró incompatibili con il proseguio del processo, che dovrebbe essere celebrato da una nuova Corte d’assise) oppure lasciare che il presidente del tribunale possa decidere di nominare nuovi magistrati







Le parti civili hanno protestato perché ritengono che il patteggiamento della pena avanzato dalle tre società farà venir meno le richieste di risarcimenti dei danni nei confronti delle persone giuridiche.





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Ilva, i difensori di Riva Forni Elettrici presentano istanza di ...

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NON SI PATTEGGIA CON I responsabili del disastro ambientale! PARLA L'AVV. BONETTO DI TORINO

Siamo agli accordi segreti, che i lavoratori e i cittadini, tutte le realtà che lottano a Taranto per la salute e il lavoro, perchè i padroni assassini paghino e vadano in galera, devono leggere sulla stampa o sentire in televisione.
Si sta facendo un processo farsa. Dietro il processo che già ha dato e dà ampio spazio agli avvocati di Riva, si fanno accordi tra le Procure di Milano e di Taranto, sotto la regia del governo, si prendono decisioni sulla vita della gente.
L'unico che dice che sapeva è lo squallido, inqualificabile Sindaco Stefano, che non si vergogna a dire che pur sapendo non ha detto nulla della porcata che si stava facendo e su cui è d'accordo.

Si tratta di uno scambio tra pochi soldi, che periodicamente si nominano e si spacciano per tutti gli interventi, e l'uscita dal processo, anzi dai processi guardando anche a quelli di Milano, dei Riva, dell'Ilva e delle altre società.
I lavoratori dell'Ilva, dell'appalto, tutti gli altri che si sono costituiti parte civile, i cittadini dei quartieri inquinati, i familiari dei morti, restano "beffati" e senza risarcimento, in un processo svuotato dai veri colpevoli.
La beffa riguarda anche questi famosi 1,300 miliardi. Che materialmente non potranno essere utilizzati per le bonifiche, perchè almeno 800 milioni dovrebbero andare a coprire i prestiti già dati dalle banche su garanzia dello Stato del recupero proprio di quel miliardo e 300 milioni



lunedì 5 dicembre 2016

Presidio in corso dei migranti del Bel sit - Prefettura e Ass. Salam uniti contro i migranti

Da poco terminato, malissimo, l'incontro tra la rappresentante dello Slai cobas sc, una delegazione dei migranti del bel sit e la viceprefetto Trematerra, presente anche la presidente Fernandez dell'Ass. Salam.
La Dr.ssa Trematerra invece di far rispettare all'Associazione i diritti dei migranti ad avere il pocket money e l'assistenza sanitaria, attacca, minaccia e ricatta i migranti, affermando che devono essere tutti cacciati e che sono stati denunciati per una protesta fatta nei mesi scorsi sempre per il pocket money, e in particolare minaccia il rappresentante dei migranti.
Da parte sua, la presidente Fernandez dell'Ass. Salam si giustifica dicendo che non le sono arrivati i fondi dal ministero. Ma tutte le altre associazioni a Taranto, benchè anch'esse subiscano ritardi, corrispondono regolarmente ogni mese ai migranti il pocket money.

I migranti del Bel sit non solo non hanno quel minimo di soldi (2 euro e 50 centesimi al giorno) per le minime esigenze, ma sono anche costretti a pagarsi loro le medicine!

Noi chiediamo il rispetto della normativa sui migranti che prevede il pagamento del pocket money e l'assistenza sanitaria.

I MIGRANTI SONO TUTTORA SOTTO LA PREFETTURA.

Slai cobas
Fiorella Masci (3339199075)




USCITO IL NUOVO FOGLIO DEL MFPR SUL 25 NOVEMBRE - Venerdì 9 dicembre presso la sede Slai cobas verrà presentato, insieme a video, foto e racconti delle manifestazioni di Roma