sabato 26 maggio 2018

A Genova, gli operai Ilva occupano il consiglio comunale - A Taranto i sindacati confederali fanno incontri di "galateo"

Gli operai occupano il consiglio: sospesa la commissione su Ilva

Scontro Fiom-Uilm, Palombo a Ceraudo- M5S: "Dov'eri quando occupavamo la fabbrica?"

venerdì 25 maggio 2018

GENOVA -  Commissione sulla situazione Ilva cominciata e sospesa a palazzo Tursi dopo che una quindicina di lavoratori ha deciso di sedersi in sala rossa tra le poltrone libere dei consiglieri anziché sugli spalti. A provare a far spostare i lavoratori è stato il consigliere del M5S Fabio Ceraudo, dipendente dell'Ilva e sindacalista della Uilm, che ha chiesto ai colleghi di spostarsi per evitare di far annullare la commissione: "Altrimenti facciamo il gioco di chi non dovremmo" ha detto.
A replicare ci ha pensato il responsabile dell'Rsu della Fiom Armando Palombo: "Noi siamo quelli che hanno occupato la fabbrica per sette giorni e tu non c'eri - ha detto rivolto a Ceraudo - per noi i politici sono tutti uguali e non ci fidiamo, così come non ci fidavamo nel 2005. Per questo abbiamo preteso che l'accordo di programma fosse esigibile giuridicamente e per questo adesso da qui non ci muoviamo".
La commissione è stata sospesa per 45 minuti. Alla ripresa il consigliere Grillo ha chiesto di andare

Processo Ilva: un altro tentativo vergognoso degli avvocati di Riva per bloccare il processo... La loro "dignità" vale più della "minchiata" di due morti all'anno di tumore... BASTARDI!

I ben pagati avvocati degli imputati scendono in campo a difesa dell'Avv di Riva, Annicchiarico, contro la decisione della Corte d'Assise del 22 maggio scorso di non sospendere le udienze solo perchè l'avvocato di Riva deve stare per un mese zitto per un problema alle sue corde vocali.
Ora questi squallidi avvocati, che hanno il pelo sullo stomaco, minacciano di decidere il 31 maggio lo stato di agitazione, perchè l'ordinanza di rigetto dell'istanza di sospensione per un mese presentata da Annicchiarico, sarebbe "lesiva della dignità della funzione difensiva“. Loro, che la "dignità" la misurano in milioni di euro all'anno.

Certo, le corde vocali di Annicchiarico hanno "più valore della vita degli operai e dei cittadini". E non è caso che nella stessa udienza di mercoledì scorso uno degli avvocati degli imputati, contestando un teste della Guardia di Finanza intervenuto sulle intercettazioni telefoniche tra Fabio Riva e Archinà, ha ribadito - come aveva detto Riva nella sua telefonata - che il termine "minchiata" si riferiva al fatto che in fondo 2 casi di tumore in più all'anno sono niente...

Il comunicato della Camera Penale aggiunge: “Risulta assolutamente inaccettabile – aggiunge la Camera Penale – il giudizio che la Corte ha inteso emettere in danno del collega nel censurare ‘la grave negligenza del difensore paziente’, che per una sua trascuratezza avrebbe determinato la recidiva della patologia... la Corte, con la propria Ordinanza, ha espresso concetti non condivisibili che appaiono indubbiamente relegare ad un ruolo assolutamente marginale la presenza del Difensore nel corso della istruttoria dibattimentale, certificando, al più, la sua ‘utilità’ solo al momento della discussione finale, ben potendosi avvalere, in corso di istruttoria, dell’ausilio materiale, in questo caso vocale, di un collega. La Camera penale con forza rivendica il rispetto della Toga, che con onore giornalmente indossa. L’assemblea è stata aggiornata per il completamento dei lavori al il giorno 31 maggio alle ore 11.30, al fine di deliberare ogni opportuna iniziativa di protesta, ad ogni livello istituzionale“.

Nel ricordare che anche in passato Ammicchiarico le ha tentate tutte, anche presentando altri certificati medici, molto dubbi, per allungare i tempi delle udienze; fermo restando che se non sentiamo per un mese la voce dell'Avv. Annicchiarico, il cui scopo è di interrompere continuamente i testi dei PM per fare il suo "sporco" mestiere, il processo non ne viene affatto danneggiato...
non bisogna assolutamente far passare questo altro tentativo di bloccare un processo, i cui tempi sono già un'ingiustizia per i lavoratori e gli abitanti di Taranto, per le tantissime parti civili.

Sulla sicurezza in Ilva e appalto, le richieste insufficienti di Cgil, Cisl, Uil

Cgil, Cisl, Uil di Taranto, dopo l'infortunio mortale di Angelo Fuggiano, hanno chiesto al Prefetto la convocazione dell’unità di crisi operativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro
per «riprendere e rivisitare il protocollo sulla sicurezza sul lavoro firmato nel 2013 in Prefettura, che contiene anche capitoli specifici su Ilva e sugli altri siti dell’area industriale». Propongono inoltre due interventi: 

- interventi straordinari in materia di formazione dei lavoratori e dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), facendo ricorso anche a risorse messe a disposizione degli Enti bilaterali;
- l’inserimento nell’affidamento dei lavori, di misure specifiche secondo le quali, in quelli a medio o alto rischio, occorre che l’impresa verifichi e garantisca, attraverso una idonea certificazione, che i lavoratori da impiegare siano in possesso di un’adeguata formazione sulla sicurezza coerente con il contesto in cui gli stessi saranno chiamati ad operare;
- un potenziamento degli organici di tutti i presidi (Itl, Inail, Inps, Spesal) posti a tutela dei lavoratori.

Queste richieste sono insufficienti e inadeguate rispetto alla gravissima situazione in atto all'Ilva. 
Esse puntano soprattutto sulla questione della "Formazione" dei lavoratori e dei RLS, e su una certificazione di garanzia delle ditte che fanno i lavori; ma queste proposte sembrano non tenere in alcun conto che i recenti infortuni mortali, ed esemplare è quello di Angelo Fuggiano, come i tanti recenti infortuni che hanno causato feriti, non sono dovuti certo alla mancanza di formazione, ma al 90% alla totale mancanza di manutenzione degli impianti, alle aperte violazioni delle misure di sicurezza da parte dell'azienda - che cosa può fare un lavoratore anche formato se, come è successo ad Angelo, una fune si sgancia improvvisamente e gli piomba addosso? Cosa poteva fare Alessandro Morricella, pur se fosse stato ben formato, a fronte di un

IMBROGLIONI! Dalla relazione dei Commissari Ilva: + ricavi + produzione... mentre tacciano sugli operai morti (ben 8), e imbrogliano su ambiente e sicurezza

(dal Corriere di Taranto) - E’ stata resa nota soltanto qualche giorno fa la relazione trimestrale dei Commissari straordinari dell’Ilva relativa al periodo 1 luglio – 30 settembre 2017, inviata al MiSe soltanto lo scorso 12 aprile 2018.

La relazione inizia con un ampio riassunto sulla procedura di amministrazione straordinaria che ha riguardato il gruppo Ilva e le sette società controllate dalla società, richiesta dai commissari straordinari al MiSe il 17 febbraio 2015, a cui fa seguito una parte dedicata alle attività della Procedura sullo stato di cessione dei vari asset del gruppo...

Nel documento trova ovviamente spazio anche una parte riassuntiva relativa alle“Principali azioni e misure implementate in relazione alle prescrizioni AIA”, aggiornato sempre al 30 settembre 2017. Dalla quale si evince che sino alla data in questione tra attuazione del Piano Ambientale (919.412mila euro) e attuazione del Piano Rifiuti (49.956mila euro), sono stati spesi complessivamente 968.368mila euro. In relazione a ciò, nella relazione trova spazio anche una parte dedicata ai “Dati sulla qualità dell’aria in prossimità dello stabilimento di Taranto”, dove vengono riportati i grafici dei dati delle centraline elaborati da ARPA Puglia, dal 2011 al settembre 2017, per quanto concerne il Pm10, il Pm2,5 e il Benzo(a)pirene. Grafici dai quali si evidenzia un inquinamento contenuto nei limiti previsti dalla legge, in lenta ma costante diminuzione nel corso del tempo. Il che comunque, come ribadito più volte da ARPA Puglia e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, non esclude il rischio cancerogenoper un importante range di popolazione, in particolar modo per chi risiede nelle vicinanze del siderurgico.

Infine, è presente anche una parte relativa alla “Sicurezza sul luogo di lavoro – Infortunistica”, relativamente al periodo compreso tra l’anno 2010 e il settembre 2017. Anche in questo caso, gli infortuni invalidanti e gli infortuni indennizzati e gli indici di gravità, hanno registrato un costante calo, a fronte però di ben sette incidenti mortali dal 2012 a giovedì scorso, con il tragico incidente

Una emozionante risposta del padre di Francesco Zaccaria, Amedeo, che ci incoraggia

Come sempre il vs. lavoro encomiabile e la vostra presenza costante danno una speranza a noi lavoratori che qualcosa cambi.
Il percorso è lungo e tortuoso ma con costanza si potranno ottenere dei risultati.
Siete gli unici che mi fate sentire orgoglioso del lavoro che ho fatto per il mio Francesco, perchè ho cercato sempre in tutti i modi di fornire tutto ciò che puó essere utile affinchè si dimostri che questi sono degli assassini senza scrupoli.
Un abbraccio e buon lavoro.
UNA LOCANDINA CHE VALE ANCORA OGGI

venerdì 25 maggio 2018

India-Brasile-Taranto... se ne era parlato alla libreria Mondadori giovedì nella presentazione del libro 'Legami di ferro - e ora nuove notizia da una fonderia indiana dove sparano su chi protesta!

Tragiche notizie dall'India - Una situazione come l'Ilva a Taranto!

India - Avvelenati dal rame e presi a fucilate dalla polizia: 13 morti nel Tamil Nadu


In india padroni di fonderia e territori inquinati  e si spara contro le popolazioni che protestano.
Aiutateci nel far conoscere queste cose – realizziamo iniziative di ogni tipo di solidarietà e informazione.
Costruiamo un ponte con gli operai e le popolazioni che in india, ma anche in Brasile, vivono situazioni come all'Ilva e a Taranto, e i cui governi gli sparano addosso quando protestano.
Ecco il volto dei Padroni indiani, dello Stato, del governo antipopolare.
Mentre altri padroni come Mittal all'Ilva e Jindal a Piombino prendono in mano le fabbriche in Italia nelle martoriate città dell'inquinamento.

Campagna Slai cobas per il sindacato di classe  via Rintone 22 Taranto slaicobasta@gmail.com 3471102638
Info materiali video - contatti diretti con le realtà in lotta e compagni che conoscono bene la situazione dall’India per aver incontrato in diverse occasioni organizzazioni in India impegnate in queste battaglie
csgpindia@gmail.com – Francesco Lomagistro Taranto
Sfocia nel sangue la lotta degli abitanti, che dura da vent’anni. E ora chi critica le forze dell’ordine finisce in carcere
Martedì 22 maggio decine di migliaia di persone che protestavano contro la riapertura di una fonderia di rame nei pressi della città di Thoothkudi (Tamil Nadu, India meridionale) sono finite sotto il fuoco delle forze dell’ordine, chiamate a sedare una protesta durata più di tre mesi.
I manifestanti da almeno vent’anni denunciavano livelli di inquinamento straordinari dovuti all’attività della fonderia operata dalla Sterlite Copper, società controllata dal conglomerato minerario britannico Vedanta Resources. Gli scarichi della fonderia, hanno documentato numerose associazioni per la tutela ambientale locale, hanno contribuito a un aumento vertiginoso di malattie legate all’apparato respiratorio e cardiaco, dermatiti e tumori.
Nonostante la fonderia fosse stata multata dalla Corte suprema nel 2013 per una perdita di gas velenosi, ha continuato a lavorare a pieno regime tanto da annunciare, lo scorso febbraio, piani per un’espansione infrastrutturale. In tutta risposta, gli attivisti e la popolazione locale hanno organizzato una serie di manifestazioni pacifiche chiedendo la chiusura definitiva dell’impianto.
Quando martedì i manifestanti hanno cercato di raggiungere la residenza del district collector di zona – la carica amministrativa che avrebbe dovuto rinnovare la licenza della fonderia, scaduta lo scorso mese di aprile – e hanno trovato a ostruire la strada le barricate della polizia, è partita una sassaiola contro le forze dell’ordine, mentre capannelli di manifestanti incendiavano automobili e autobus. La polizia ha risposto lanciando lacrimogeni e, come mai successo in Tamil Nadu nella storia recente, sparando direttamente sulla folla. Il bilancio mentre scriviamo è fermo a 13 morti e alcune decine di feriti.
Le proteste sono continuate sia nella giornata di mercoledì che ieri, con le forze dell’ordine schierate dal governo locale, guidato dal partito tamil All India Anna Dravida Munnetra Kazhagam (Aiadmk), a protezione delle sedi dell’amministrazione cittadina e della fonderia. Il chief minister – il primo ministro del governo locale – del Tamil Nadu, Edappadi K. Palaniswami, difendendo l’operato della polizia nella giornata di ieri ha dichiarato: «Se qualcuno è attaccato, il corso naturale delle cose prevede che si difenda per proteggersi. Questo è ciò che ha fatto la polizia».
Mercoledì scorso l’amministrazione locale ha staccato la corrente alla fonderia, in risposta a voci che indicavano una ripresa delle attività nonostante la nuova licenza non fosse stata ancora rilasciata.