sabato 17 febbraio 2018

Annullato e rinviato senza data l'incontro al Mise tra OO.SS e ArcelorMIttal - SARA' CHE FINO AL 4 MARZO NON BISOGNA DISTURBARE I MANOVRATORI...?

Da Corriere di Taranto
E’ stato ufficialmente annullato l’incontro inerente alla negoziazione sindacale su Ilva originariamente previsto per lunedì prossimo. La decisione è stata comunicata dal ministero dello Sviluppo economico al Ministero del Lavoro, ad Am InvestCo, all’Ilva in AS e alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali. E fa seguito allo stallo ormai certificato anche dalla riunione tenutasi a Roma a inizio settimana. Proprio in quella occasione si era concordato di organizzare un nuovo calendario e la comunicazione sarebbe dovuta arrivare entro quarantotto ore. In realtà, non ci sono ancora nuove date e nella lettera del Mise si legge solamente che “a breve sarà comunicato un nuovo calendario per la ripresa del confronto tra i sindacati e i rappresentanti di Am InvestCo“.

"Perchè non votare... Ma non basta..." - Da una lavoratrice precaria

Ormai è chiaro che le elezioni sono una farsa e un palcoscenico per esternare maneggiamenti e sproloqui che non garantiscono nulla per il proletariato e le masse popolari. Infatti si guardano bene i leader di questi partiti dall'essere chiari sui loro progetti e programmi e seppure lo sono in seguito trovano sempre il sistema per disattendere le aspettative del popolo. 
L'unica cosa da fare per il popolo e gli operai è il non voto. Il non voto purtroppo non cambia
il risultato, ne siamo consapevoli, per questo motivo bisognerebbe produrre qualcosa di concreto che dia un senso politico e che vada oltre al non sentirsi rappresentati da questa classe politica completamente assoggettata al capitale.
Un esempio recente può essere la protesta fatta in Sardegna dove gli agricoltori hanno restituito in massa le schede elettorali per poi portarle tutte insieme al comune.
Ma soprattutto ora è necessario unirsi per ribaltare questo sistema antidemocratico e sempre più fascista e capitalista che continua a riproporre le stesse persone per le stesse poltrone e che non lasciano scampo ai più deboli, agli operai e i proletari. 
Le persone che devono gestire il sistema produttivo (beni comuni, lavoro, salute) dovrebbero essere eletti democraticamente nelle piazze e non dovrebbero avere il tempo di scaldare le poltrone perchè è il sistema che deve funzionare non le soggettività.
Invece ci costringono a votare elenchi (decisi in stanze chiuse) di persone che molto spesso di politica non sanno nulla ma sono capacissimi ad adattarsi alla spartizione di denaro pubblico. 
Per questo motivo non votare non basta, ma occorre organizzarsi e lottare. 

Concetta

Boicotta le elezioni - Non votare chi ti sfrutta, ti ammazza...

venerdì 16 febbraio 2018

Le donne ribelli: Boicottiamo il voto!

Anche a Taranto "Potere al popolo" non è affatto un'alternativa di voto

A Taranto, come in altre città, siamo all'elettoralismo più banale. 
Dal loro comunicato: "...Donne e uomini che vivono ogni giorno le conseguenze della precarietà, dello sfruttamento, dei tagli ai servizi pubblici. Ma soprattutto persone che si battono per migliorare il nostro territorio, per contrastare la disumanità dei nostri tempi, il cinismo del profitto e della rendita, le discriminazioni di ogni tipo, lo svuotamento della democrazia".

Ma queste persone (e non è un fatto personale, alcuni di loro li conosciamo e sappiamo che sono brave persone), dove stavano e stanno quando c'è da fare le lotte, quando ci sono state e ci sono le lotte a Taranto delle lavoratrici ultraprecarie, ma anche degli stessi operai dell'Ilva, quando ci sono le lotte dei migranti, ecc.?

Ma il problema di questa lista "Potere al popolo" è più serio.
Per questo stiamo preparando un opuscolo che uscirà nella prossima settimana.

circolo proletari comunisti

RACCOLTA DIFFERENZIATA - Il nuovo CdA dell'Amiu parte col piede sbagliato

Invece di pensare a come superare i livelli bassissimi di raccolta differenziata che fa di Taranto la città con la più bassa percentuale, e non solo in Puglia, anche questo nuovo CdA pensa a come multare i cittadini, a mettere dei "vigili ecologici" per controllare e sanzionare gli abitanti di S.Vito, Lama e Talsano.

I lavoratori ex Pasquinelli Slai cobas l'hanno detto chiaro nell'incontro fatto giorni fa col presidente Tagliente: quando abbiamo fatto noi la raccolta a S. Vito, Lama, parlando con le persone, aiutantole, la raccolta andava benissimo. Non è con le sanzioni, nè con gli spot di propaganda che si ottiene una regolare differenziata ma con il rapporto diretto tra lavoratori e abitanti;
così come i lavoratori Slai cobas hanno spiegato che anche se si raccoglie differenziata, poi al conferimento i rifiuti vengono mischiati con l'indifferenziata.

Ma, come si dice, è parlare a vuoto.

MA SIA CHIARO, NON PERMETTEREMO UN'ALTRA BEFFA NEI CONFRONTI DELLA GENTE E DEI LAVORATORI!

Migranti di Grottaglie - Piccoli risultati frutto della mobilitazione - Ma Salam e Ministero sono il problema - MARTEDI' 20 NUOVO PRESIDIO E INCONTRO ALLA PREFETTURA

La mobilitazione dei migranti di Grottaglie dell'hotel Gill ha portato da un lato ad avviare la registrazione nei registri del Comune dei migranti come residenti e dall'altro a consegnare da parte della Salam la documentazione che consente ai migranti di usufruire dei diritti sanitari.
Un miglioramento vi è stato anche sul problema del riscaldamento nelle stanze.

Ma restano tutti gli altri problemi:
la Salam continua a negare il pagamento regolare del pocket money ai migranti, e di fronte alle loro richieste non sa fare altro che chiamare la polizia e minacciare chi viene alla prefettura. 
Ci troviamo di fronte un'associazione che spende e spande soldi a fare iniziative in Italia e all'estero, per farsi propaganda e applicare - col "sorriso" - la criminale politica di Minniti che punta a costruire nei paesi in Africa i centri di accoglienza, per impedire ai migranti di partire, e poi questa stessa associazione non ha fondi per dare il pocket money ai migranti e provvedere ai loro bisogni elementari. Specula sui migranti, non sappiamo (e vorremmo che si accertasse) se usa per altri scopi i fondi destinati a questi, per accreditarsi verso le istituzioni a Taranto e a livello nazionale.

Per quanto riguarda il Documento di Identità e il codice fiscale necessari ai migranti anche per un lavoro, è dal Ministero degli Interni, invece, che vengono gli ostacoli. 
Si lasciano per anni i migranti nei centri di accoglienza, non si fanno funzionare le commissioni territoriali e poi si lega di fatto il diritto ad avere questi documenti (il CF alfanumerico è indispensabile anche per la carta d'identità elettronica) alla conclusione dell'iter delle Commissioni; quando le stesse leggi dicono che i migranti devono avere il Documento di identità dopo tre mesi dal loro arrivo in Italia.

LA LOTTA, QUINDI, CONTINUA! MARTEDI' PROSSIMO NUOVO PRESIDIO E INCONTRO IN PREFETTURA.