domenica 20 agosto 2017

Riprendono le iniziative di lotta dei lavoratori della Paquinelli contro i licenziamenti al 31 agosto

DOMANI ASSEMBLEA SUL POSTO DI LAVORO DELLO SLAI COBAS

Questa dei lavoratori e lavoratrici della Pasquinelli, addetti alla selezione della differenziata, è una lotta giusta, contro Amiu, Comune, padroni e padroncini che invece che fare a Taranto la raccolta differenziata e il ciclo rifiuti, licenziano i 23 lavoratori che lavorano per questo, anche mettendo a rischio la propria salute.

 

Via il prete razzista Larizza! L'arcivescovo Santoro deve smetterla di coprirlo!

Questo "prete" deve essere cacciato! Ogni sua dichiarazione, iniziativa ha l'impronta razzista e fascista. 
Ma nonostante questo resta al suo posto. Dall'arcivescovo vengono solo "inviti" ad essere "equilibrato" (vuol dire un pò meno razzista?), quando siamo di fronte ad un'aperta incompatibilità di quello che fa e dice questo prete e il suo ruolo.

sabato 19 agosto 2017

Taranto - Un migrante libico si uccide per la disperazione, ma è un omicidio perpetrato da tutti quelli che sono razzisti, da chi semina odio, chi grida dal pulpito della chiesa che devono essere cacciati e uccisi!

TARANTO – Il giovane di nazionalità libica che ieri ha deciso di farla finita lanciandosi dal terrazzo dell’Ospedale Giuseppe Moscati di Taranto, era arrivato a bordo di una delle navi della Marina Militare italiana carica di migranti.
Salvato nel canale di Sicilia, il ragazzo – ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale Moscati – aveva chiesto giorni fa un aiuto economico per la madre rimasta in Libia. Così, sentendosi inascoltato, aveva mostrato cenni di cedimento psicologico e per questo motivo avevano deciso per il suo ricovero.
Ieri intorno alle 17, l’epilogo: elude la sorveglianza e raggiunge il terrazzo. Poi raggiunge il cornicione e minaccia di farla finita. Sul posto arrivano immediatamente Vigili del Fuoco e Polizia.
A nulla varranno i tentativi per dissuaderlo da quel gesto disperato. Pochi minuti e il giovane si lascerà cadere nel vuoto dall’ottavo piano. Nessuna possibilità di salvarsi, da altezze così elevate.
Giunto in un paese straniero con la speranza di essere riuscito a scampare a un destino di povertà, nello straziante gesto di ieri c’è tutta l’impotenza e la disperazione di chi ha dovuto confrontarsi con una realtà troppo difficile da sopportare.

(Ph Francesco Manfuso)

mercoledì 16 agosto 2017

USCITO IL QUADERNO DELLA FORMAZIONE OPERAIA SU ANTONIO GRAMSCI - per richiederlo: pcro.red@gmail.com o presso la sede Slai cobas v. Rintone 22 - aperta il martedì e giovedì dalle 18,00 alle 20

Con la resistenza dei migranti di San Ferdinando

Agli e alle abitanti della tendopoli di San Ferdinando,

da parte dello Slai cobas per il sindacato di classe il nostro forte sostegno, insieme a quello dei migranti autorganizzati di Taranto.
Purtroppo problemi vari e lotte in corso ci impediscono di venire a San Ferdinando il 18, ma siamo con voi e stiamo dando e daremo la massima informazione della vostra sacrosanta lotta e resistenza.
Lo Stato, il governo più interviene sulla condizione dei migranti e più attua soluzioni inumane e orribili; ma nello stesso tempo più è ingiusto, più reprime diritti elementari, più non fa che scatenare tanti focolai grandi e piccoli di rivolta.
 

La lotta dei lavoratori e lavoratrici migranti, supersfruttati sono una forza e una ricchezza della lotta comune contro questo sistema imperialista barbaro.

La vostra resistenza deve vincere!


APPELLO A TUTTE LE PERSONE SFRUTTATE E ARRABBIATE: IL 18 AGOSTO TUTTI E TUTTE A SAN FERDINANDO CONTRO LO SGOMBERO DELLA TENDOPOLI!

Siamo gli abitanti e le abitanti della tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria) e vogliamo lanciare un appello a tutta Italia. Questo è un grido di rabbia e dolore contro l'ennessima violenza dello Stato e delle istituzioni nei nostri confronti!

Sono tanti anni che alziamo la testa per chiedere quello che ci spetta per provare ad avere una vita migliore, come ognuno di voi fa ogni giorno. Ma l'unica risposta che abbiamo avuto fino ad oggi è stata violenza, controlli e l'isolamento dentro baracche e tende.

Infatti qui a San Ferdinando lo Stato per la terza volta ha costruito una nuova tendopoli del costo (iniziale) di 625.000 euro!!!! E prevede di spenderne altri 400.000 euro ogni anno per la gestione!!!! Ma questi soldi potevano essere usati in modo diverso, per tutti quelli che vivono in questo territorio, italiani e immigrati! Invece lo Stato ha preferito destinarli tutti da un unico scopo: rinchiudere 550 persone di una prigione!

Non vogliamo più vivere nelle tende, controllati dalle telecamere, con un sistema identificativo per entrare e per uscire e con orari di chiusura e apertura! Inoltre non possiamo neanche cucinare, né decidere quando, come e cosa mangiare, perché all'interno del campo ci sarà una mensa a pagamento, 1,50 euro per ogni pasto!

Siamo stanchi, disperati e arrabbiati perchè non veniamo ascoltati e riceviamo solo violenza, razzismo e silenzio! Qui lo Stato lo scorso 9 giugno ha già ammazzato un nostro fratello, Sekine Traore, e adesso se non ce ne andiamo che faranno? Ci ammazzeranno perchè ci rifiutiamo di andare a vivere nell'ennesima prigione?

Il 18 agosto inizierà lo sgombero della tendopoli dove viviamo, che sappiamo bene essere un posto orribile, e la conseguente deportazione nel nuovo campo. Ma finchè non ci saranno delle soluzioni reali e le nostre richieste non verranno ascoltate noi da qui non ce andiamo!

Con questo appello vi chiediamo di raggiungerci qui a San Ferdinando, per sostenerci e resistere insieme!

Gli e le abitanti della tendopoli di San Ferdinando. 

giovedì 10 agosto 2017

Presidio e protesta in Consiglio comunale dei lavoratori slai cobas Pasquinelli: VOGLIAMO LAVORO E SALUTE!

(dalla stampa) - "...Il Sindaco Melucci... si è poi soffermato sulle problematiche per le quali l’Amministrazione comunale sta provando a porre rimedio. “Questa amministrazione lavora anche ad agosto – ha dichiarato – . Stiamo lavorando per analizzare tutte le grandi vertenze del territorio. Erano presenti in Consiglio comunale diverse decine di lavoratori addetti alla raccolta differenziata presso l’impianto “Pasquinelli” di Taranto.  I 23 lavoratori del suddetto impianto denunciano di essersi sentiti male, giorni fa, durante la lavorazione delle “ecoballe” su disposizione dell’Amiu. Gli stessi risultano specializzati nella selezione dei rifiuti giornalieri provenienti dalla raccolta differenziata e chiedono di tornare ad essere impiegati per la loro specifica mansione.
A tal proposito, il sindacato Slai Cobas denuncia, in una nota stampa, quanto segue: “Le ecoballe contengono, oltre l’amianto sbriciolato, carcasse di animali, rifiuti ospedalieri, topi morti ma anche vivi, siringhe infette, materiale tossico, amianto, gas sprigionati dalla macerazione dell’umido, con conseguente formazione di percolato”. Gli stessi lavoratori chiedono inoltre che sia rinnovato il loro contratto di lavoro, in scadenza il prossimo 31 agosto 2017.
Sulla questione, così come sulle innumerevoli vertenze lavorative che affliggono la città ionica, è intervenuto il Sindaco. «Capisco che sono coinvolte diverse famiglie  ma bisogna comprendere che questo percorso richiede una fase di studio, altrimenti le questioni non saranno mai risolte in modo definitivo”.