lunedì 23 gennaio 2017

LA CITTA' DEVE SAPERE

invito

27 gennaio ore 17.30 c/o libreria Gilgamesh via oberdan 45

incontro e dibattito pubblico su:

1 - le cordate che vogliono l’ILVA, con padroni indiani e padroni italiani, sono peggio di padron Riva e preparano per i lavoratori un futuro di più sfruttamento, meno lavoro, meno diritti, meno sicurezza e per la città nè reale bonifiche e nessuna soluzione all’inquinamento.
Una analisi - con materiali anche internazionali pervenuti  anche dall’india e dalle fabbriche Mittal- Jindal in Europa e nel mondo;

2 – la crisi della siderurgia mondiale – un dossier preparato da operai per capire realmente che succede e succederà nella siderurgia in questo anno come nei prossimi;

3 - il processo ilva ai padroni assassini e ai loro complici deve essere difeso dai patteggiamenti, accordi segreti, manovre di Riva-governo-commissari-nuova procura, perche operai e masse popolari tarantine vogliono andare a fondo per ottenere giustizia per i morti e risarcimenti reali per i vivi – prepariamo insieme un appello per una manifestazione al tribunale il 1 marzo

 intervengono
- alessandro marescotti peacelink
- rappresentanti di parti civili operai, lavoratori cimiteriali, cittadini al processo Ilva 

per informazioni
3475301704

Venerdì presidio all'Ilva Taranto


UNA SENTENZA DEL TAR DEL VENETO DA' RAGIONE AI MIGRANTI - avevano anche loro protestato bloccando la strada

TAR VENETO – sentenza 10 agosto 2015 (sulla illegittimità della revoca delle cd. misure di accoglienza previste dal d.lgs. n. 140 del 2005 ad alcuni extracomunitari che hanno bloccato la circolazione stradale per mezzo di cassonetti, senza una valutazione della gravità di tale comportamento).

TAR VENETO, SEZ. UNITE – sentenza 10 agosto 2015 n. 919 – Pres. Settesoldi, Est. Fenicia – Igbinadolor ed altri (Avv. G. Romano) c. Ministero dell’Interno (Avv.ra Stato) – (accoglie).
Stranieri – Misure di accoglienza – Previste dal d.lgs. n. 140 del 2005 – Provvedimenti di revoca ex art. 12 comma 1 lettera e) di tale decreto legislativo – Perché gli interessati, nel corso di una manifestazione di protesta, hanno bloccato la circolazione stradale per mezzo di cassonetti e bancali in legno – Ove sia mancata una valutazione della gravità di tale comportamento – Illegittimità.
Sono illegittimi i provvedimenti del Prefetto con i quali sono state revocate ad alcuni cittadini extracomunitari le cd. misure di accoglienza previste dal d.lgs. n. 140 del 2005, ai sensi dell’art. 12 comma 1 lettera e) dello stesso decreto legislativo (secondo cui dette misure sono revocate in caso di “violazione grave o ripetuta delle regole del centro di accoglienza da parte del richiedente asilo, ivi ospitato, ovvero comportamenti gravemente violenti”), motivato con riferimento al fatto che gli stessi hanno partecipato ad una manifestazione di protesta, con il blocco della circolazione stradale per mezzo di cassonetti e bancali in legno, ove, dalla relazione di servizio richiamata nei provvedimenti di revoca della misura, non emerga alcuno specifico riferimento alla condotta degli interessati rispetto all’azione di protesta (che ha coinvolto 40/50 profughi ospitati presso un centro di accoglienza) e alla valutazione di gravità di tale comportamento, presupposto per la revoca delle misure di accoglienza ai sensi dell’art. 12 citato (1).
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(1) Ha osservato in particolare la sentenza in rassegna che i provvedimenti di revoca adottati dal Prefetto non risultavano sufficientemente motivati “con riferimento alla gravità dei comportamenti violenti posti in essere da parte dei ricorrenti, non potendo integrare la detta fattispecie normativa, la semplice partecipazione ad una protesta, sia pure attuata con il blocco della circolazione stradale per mezzo di cassonetti e bancali in legno, conclusasi dopo circa mezz’ora dall’intervento delle forze dell’ordine“.
La natura sanzionatoria del provvedimento, nei casi nei quali il presupposto di fatto sia costituito dalle gravi violazioni delle regole dei centri di accoglienza o dalla gravità dei comportamenti violenti, rafforza, infatti, l’obbligo di motivazione con riferimento alle circostanze individuali rilevanti quali presupposto per l’adozione di una tale misura (cfr. T.A.R. Lazio – Roma, sez. II quater, n. 5659/2015).

N. 00919/2015 REG.PROV.COLL.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezioni Unite)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1008 del 2015, proposto da:
Osasere Igbinadolor, Paul Moses Efe, Yogo Sidiki Baga, Mamadou Bamba, rappresentati e difesi dall’avv. Giuseppe Romano, con domicilio eletto presso Serafina Figliuzzi in Mestre, Via Poerio, 19;
contro
Ministero dell’Interno in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrett. Stato, domiciliataria per legge in Venezia, San Marco, 63;
per l’annullamento
dei provvedimenti emessi in data8.06.2015 e 13.02.2015 unitamente notificati ai ricorrenti in data 19.06.2015.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 5 agosto 2015 il dott. Nicola Fenicia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;
Premesso che:
Con il presente ricorso sono stati impugnati i provvedimenti del Prefetto di Treviso con i quali sono state revocate ai ricorrenti le cd. misure di accoglienza previste dal d.lgs. n. 140 del 2005, ai sensi della disposizione dell’art 12 comma 1 lettera e) di tale decreto legislativo, sulla base della partecipazione degli stessi alla protesta dell’ 11.2.2005, in via Marconi, in Vittorio Veneto;
Sono stati formulati i seguenti motivi di censura:
violazione e falsa applicazione dell’art 12 del d.lgs. n. 140 del 2005 travisamento dei presupposti; difetto di motivazione; carenza di istruttoria;
Si è costituita l’Avvocatura dello Stato chiedendo il rigetto del ricorso.
Osservato che:
L’art 12 del d.lgs n. 140 del 2005, di attuazione della direttiva 2003/9/CE che stabilisce norme minime relative all’accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri, prevede la revoca delle misure di accoglienza da parte del prefetto con proprio motivato decreto, in una serie di ipotesi (mancata presentazione presso la struttura individuata ovvero abbandono del centro di accoglienza da parte del richiedente asilo, senza preventiva motivata comunicazione alla Prefettura – Ufficio territoriale del Governo competente; mancata presentazione del richiedente asilo all’audizione per l’ esame della domanda, nonostante la convocazione sia stata comunicata presso il centro di accoglienza; presentazione in Italia di precedente domanda di asilo; accertamento della disponibilità del richiedente asilo di mezzi economici sufficienti per garantirsi l’assistenza), tra cui, alla lettera e), in caso di “violazione grave o ripetuta delle regole del centro di accoglienza da parte del richiedente asilo, ivi ospitato, ovvero comportamenti gravemente violenti”;
dalla relazione di servizio richiamata nel provvedimento di revoca della misura ( cfr. relazione di servizio della Compagnia C.C. di Vittorio Veneto del 12.2.2005) non emerge alcuno specifico riferimento alla condotta dei ricorrenti rispetto all’azione di protesta (che ha coinvolto 40/50 profughi ospitati presso il centro di accoglienza) e alla valutazione di gravità di tale comportamento, presupposto per la revoca delle misure di accoglienza ai sensi dell’art 12 del d.lgs. 140 del 2005;
Pertanto, il Collegio ritiene che il provvedimento non risulti sufficientemente motivato con riferimento alla gravità dei comportamenti violenti posti in essere da parte degli odierni ricorrenti, non potendo integrare la detta fattispecie normativa, la semplice partecipazione ad una protesta, sia pure attuata con il blocco della circolazione stradale per mezzo di cassonetti e bancali in legno, conclusasi dopo circa mezz’ora dall’intervento delle forze dell’ordine;
La natura sanzionatoria del provvedimento, nei casi nei quali il presupposto di fatto sia costituito dalle gravi violazioni delle regole dei centri di accoglienza o dalla gravità dei comportamenti violenti, rafforza, infatti, l’obbligo di motivazione con riferimento alle circostanze individuali rilevanti quali presupposto per l’adozione di una tale misura (cfr. T.A.R. Lazio, sez. II quater, n. 05659/2015);
Sotto tali profili, quindi, il ricorso è fondato e deve essere accolto con annullamento dei provvedimenti impugnati, salve le ulteriori determinazioni dell’Amministrazione;
In considerazione della novità della questione giuridica e della particolarità della situazione in fatto sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese processuali;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto:
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 5 agosto 2015 con l’intervento dei magistrati:
Oria Settesoldi, Presidente
Silvia Coppari, Referendario
Nicola Fenicia, Referendario, Estensore
DEPOSITATA IN SEGRETERIA il 10/08/2015.

sabato 21 gennaio 2017

IL DRAMMA DI RIGOPIANO E DI TUTTE LE ZONE TERREMOTATE MOSTRA CHE LA CONTRADDIZIONE TRA SISTEMA SOCIALE, UOMINI E NATURA E' IRRISOLVIBILE, MA VA RISOLTA

Ciò che sta accadendo a Rigopiano, nelle zone terremotate e sommerse dalla neve delle Marche, dell'Abruzzo, le voci di denuncia delle popolazioni locali, mostrano l'inconciliabilità tra questo sistema capitalista, il suo Stato, il suo governo e le necessità vitali delle popolazioni. Mostra, in maniera tragicamente esemplare, il contrasto stridente tra il livello pur avanzato delle forze produttive, della tecnologia, delle conoscenze scientifiche e il fatto che questo sistema sociale, economico, politico, non riesce a fare neanche una previsione meteorologica in tempo, ad attrezzarsi per affrontare fenomeni straordinari ma prevedibili della natura, soprattutto quando già sono accaduti nella zona, non riesce ad arrivare nei tempi necessari a soccorrere le persone, a salvaguardare animali, strutture, ecc. Un sistema imperialista che usa i droni per scovare i cosiddetti "terroristi" nei paesi teatro delle sue guerre, poi non riesce a trovare le persone isolate dalla neve, non garantisce luce, viveri, gasolio, ecc., come e peggio che in un paese del terzo mondo.

Mostra la contraddizione irrisolvibile, tra ciò che potrebbe essere fatto, già oggi, per impedire questi disastri o salvare vite umane, e questo sistema capitalista che invece usa il livello di sviluppo attuale e possibile delle forze produttive non per metterle al servizio delle masse popolari, per rendere non distruttivo il rapporto tra uomo e natura, ma unicamente per rafforzare il suo potere economico e politico, per fare profitti speculando sui territori, devastandoli, ponendosi in aperto contrasto con la natura (che di fatto distrugge, ma che alla fine - come scriveva Engels, si vendica); per destinare i fondi pubblici non per interventi a salvaguardia dei territori e delle popolazioni, ma alle banche, al sostegno ai grandi industriali, alle missioni di guerra, alle grandi opere speculative e di distruzione di altri territori.

Ma la tragedia di questi giorni, settimane, mesi mostra anche, e diremmo soprattutto, un'altra cosa:
il contrasto lampante tra tutto l'apparato, la mega macchina di questo Stato, governo che non riesce a salvare alcunchè, nè prima nè dopo, tra i capi di governo, ministri, partiti parlamentari che fanno dichiarazioni ipocrite a tragedie avvenute, e sempre più ravvicinate; e la grande forza, capacità, intelligenza, eroismo degli uomini che, come sta accadendo in questi giorni, si inventano mezzi, modi per arrivare comunque nelle zone piene di neve, spalano con le mani, riescono a salvare persone in condizioni impossibili.

Questo contraddizione sta ormai arrivata al suo punto letale e va affrontata e risolta. Liberandosi, con la rivoluzione delle masse proletarie e popolari, di questo sistema mortifero, morente.

Ilva - tutto procede? E gli operai? E le parti civili? E il lavoro, la sicurezza e la salute? Chi sono e che faranno i nuovi padroni? NE PARLIAMO VENERDI' 27 GENNAIO ORE 17,30 ALLA LIBRERIA GILGAMESH VIA OBERDAN, 45

SIA DEI PIANI PRODUTTIVI DELLE CORDATE, SIA DEI PIANI AMBIENTALI NON SI SA NULLA - QUALI RICADUTE SUI POSTI DI LAVORO, SUI CONTRATTI, SUI SALARI? 
I COMMISSARI SOTTOLINEANO I MIGLIORAMENTI PRODUTTIVI ED ECONOMICI DELL'ILVA, MA NULLA DICONO SUI CONTRATTI DI SOLIDARIETA', CHE POTRANNO TRASFORMARSI IN CASSA INTEGRAZIONE
(dalla stampa) - "Offerte definitive entro l’8 febbraio, trenta giorni (salvo proroghe) per l’analisi dei piani con la scelta del vincitore, e poi l’aggiudicazione finale, con il completamento di tutte le fasi successive (compreso il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri sul piano ambientale) tra settembre e ottobre. 
I pareri dei tecnici del ministero dell’Ambiente sui piani ambientali proposti dalle due cordate in corsa per l'acquisizione dell’Ilva (si tratta di Am Investco Italy e di AcciaItalia) sono stati trasmessi agli investitori nella giornata di ieri

LA PRODUZIONE DI ACCIAIO IN ITALIA
Variazione percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (Fonte: Federacciai)
28.73527.25124.09123.71522.01823.34120112012201320142015201620.00022.00024.00026.00028.00030.000
Il percorso di cessione degli asset si accompagna al progressivo miglioramento della situazione economica e produttiva dell’azienda. Secondo i dati presentati in audizione, nel 2016 Ilva ha fatto registrare un aumento del fatturato a 2,2 miliardi di euro, dai 2,1 miliardi realizzati nell’anno precedente. Nello stesso periodo il volume della produzione è salito a 5,8 milioni di tonnellate, da 4,7 milioni del 2015 (con un incremento del 23 per cento), sfruttando il 97% della capacità produttiva di ghisa a disposizione (data dal funzionamento degli altiforni 1, 2 e 4). Sul fronte dello spedito invece l’incremento è stato del 17% con 5,5 milioni di tonnellate nel 2016, contro i 4,7 milioni di tonnellate dell’anno precedente; il mix di prodotto si mantiene su alti livelli di verticalizzazione, con un incremento, rispetto all’anno scorso, in settori a più alto valore aggiunto, come per esempio l’automotive.


INTERVENTI, CAMBIAMENTI STRUTTURALI NON SONO ALL'O.D.G PERCHE' COSTANO E NON FAVORIREBBERO LA SVENDITA ALLE CORDATE
(dalla stampa) - "In risposta alle richieste di chiarimento dei deputati, Laghi ha precisato che «apporre oggi un vincolo di decarbonizzazione» all’Ilva «potrebbe determinare per gli investitori, in termini generali e ipotetici, una diversa valutazione circa l’interesse a eseguire l’investimento».

SUI FAMOSI SOLDI DEI RIVA. SI DICONO CHIACCHIERE: I COMMISSARI ILVA DICONO CHE DOVREBBERO ESSERE USATI PER RISANARE LO STABILIMENTO, LA STAMPA DICE CHE SERVONO PER RISANARE TARANTO E ADDIRITTURA "RILANCIARE IL FUTURO TURISTICO ED ECONOMICO DELLA CITTA".

POI PER GIUSTIFICARE I PATTEGGIAMENTI I PROCURATORI DICONO CHE ALTRIMENTI CI SAREBBERO VOLUTI 8-10 ANNI PER AVERE IL FAMOSO  MILIARDO E 327 MILIONI; MA QUESTO E' FALSO, RILEVA SOLTANTO CHE LORO NON VOGLIONO FARE IL PROCESSO O CHE PREVEDONO UN PROCESSO INFINITO, OLTRE I 10 ANNI.
(dalla stampa) - "Un miliardo 327 milioni di euro dal patteggiamento con le società Riva e altri 241 milioni dal patteggiamento con l'Ilva in amministrazione straordinaria. Per un totale di quasi 1,6 miliardi. E' la cifra che arriverà nei prossimi mesi per risanare Taranto e rilanciare il futuro turistico ed economico della città. "Se tutto va bene, i fondi arriveranno in Italia a fine febbraio", ha detto il procuratore di Milano, Francesco Greco, rispondendo in commissione. Un percorso tortuoso, ma "senza l'accordo di transazione con i Riva - ha detto Greco - ci sarebbero voluti otto-dieci anni".
Capristo ricorda che rientreranno in Italia 1 miliardo 327 milioni di euro, «una cifra che altrimenti non avremmo, "Mi assumo la responsabilità dei patteggiamenti - ha detto poi il procuratore di Taranto - Dai patteggiamenti emerge in tutto il suo spessore e grandezza la responsabilità dei Riva".  rimarcando che una volta diventata esecutiva la sentenza di patteggiamento "potrà essere usata in sede civile per i risarcimenti".

ULTIMO. PER SPOSTARE LA QUESTIONE DAI PATTEGGIAMENTI, I PROCURATORI DI MILANO E TARANTO LANCIANO ALLARMI SIBILLINI, A CUI CAPRISTO CI HA GIA' ABITUATO. Ilva, sos delle procure "Sul tesoro dei Riva gli appetiti dei clan".

Il procuratore sposta l'attenzione sul controllo di quel gigantesco tesoro proveniente dalle banche svizzere «È chiaro che si determinano grandi appetiti". Il tesoro da 1,3 miliardi di euro provenienti dal patteggiamento della famiglia Riva rischia di essere intercettato dalla criminalità organizzata. È l'allarme che il procuratore della Repubblica di Taranto, Carlo Maria Capristo, lancia nel corso dell'audizione in commissione bilancio della Camera sul cosiddetto decreto legge Sud (che contiene interventi su Ilva) sappiamo come va a finire quando c'è una torta da spartire", ha detto Greco e aggiunge: «non vorrei che vi fossero sprechi e consulenze inutili".

Cementir: prosegue l'assemblea permanente ad Arquata. Anche a Taranto si avvia la mobilitazione, ma con lo Slai cobas, contro l'accordo di cig senza futuro, firmato anche dai sindacati confederali, ma contro anche la violazione dello stesso accordo

Arquata - Cementir, assemblea permanente dei lavoratori.

"Adesione unanime" dei lavoratori Cementir allo sciopero e assemblea permanente indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil dopo il licenziamento annunciato di 23 dipendenti.

Hanno stabilito dei turni per presidiare, anche di notte, lo stabilimento.
Cementir, secondo i sindacati, non ha rispettato i patti. Sono arrabbiati e delusi, ora, i lavoratori... Cementir si era impegnata a non fare partire i licenziamenti, fino alla definizione di un accordo istituzionale"

Prosegue la protesta alla Cementir: "ci hanno staccato il riscaldamento, ma andiamo avanti"

In risposta alla nostra legittima protesta - dice Massimo Cogliandro di Fillea Cgil – l'azienda ha staccato il riscaldamento ed ha chiuso la sala assemblee. Siamo al freddo, confinati nella saletta sindacati, due metri per due". Dall'altro ieri, inoltre, sono stai disattivati i badge elettronici dei cancelli.
ieri, nel primo pomeriggio, uno dei destinatari delle lettere di licenziamento ha accusato un malore. E' arrivata l'ambulanza nel cortine dell'azienda e l'uomo è stato trasportato in ospedale.

La voce dei migranti al Consiglio comunale del 24

Al sindaco, Stefano,

Al vicesindaco, Lonoce,
al presidente consiglio comunale, Bitetti.
a tutti gli assessori
a tutti i consiglieri comunali

TA. 21.1.17

I rappresentanti dei migranti del Bel sit, Campo Sofia e Paolo VI, chiedono, in occasione del consiglio comunale di martedì 24, di poter fare un breve intervento nel corso del consiglio e di avere un incontro con Sindaco, pres. Bitetti e consiglieri e assessori, per rappresentare la loro grave condizione.

MARTEDI' 24 GENNAIO, i migranti manifesteranno
alle ore 9 alla Prefettura, e alle ore 11 al Comune:
- per la revoca dei provvedimenti di espulsione dei migranti dal Centro del Bel sit, per aver lottato per il pocket money,
- per un'accoglienza umana,
- per
affrettare le procedure di permessi di soggiorno e dei richiedenti asilo.