martedì 18 settembre 2018

Da dove viene padron Mittal e cosa succede nell'India di Mittal - cartelli ai cancelli Ilva alcuni mesi fa


Contro l'accordo del 6 settembre - lottare, impugnare l'accordo su tutti i piani, per far emergere l'alternativa proposta dallo Slai cobas per il sindacato di classe

A questo piano vi è stata finora solo una chiara piattaforma alternativa, quella proposta dallo Slai cobas per il sindacato di classe
  • esuberi zero realmente tutti assunti in ArcelorMittal da subito
  • disponibilità a usarne una parte degli assunti in AM per tutti i lavori di bonifica interna
  • primato della sicurezza, con una postazione ispettiva, Asl/Ispettorato del lavoro, permanente in fabbrica dal 1 gennaio 2019
  • salvaguardia dell’appalto, distinguendo l'appalto permanente che deve avere condizioni di salario e sicurezza paritari a quelli degli operai Ilva e la conservazione del posto di lavoro attraverso un meccanismo che consenta il travaso degli operai da una ditta dell’appalto all’altra;
  • l’applicazione di un nuovo contratto aziendale  più adeguato alle condizioni effettive di lavoro degli operai Ilva e un massiccio prepensionamento che salvaguardi soprattutto la salute e risarcisca gli operai, prime vittime delle morti da lavoro, inquinamento.
  • una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario adeguata al pieno impiego di tutti gli operai in AM

Le Rsu Ilva chiedono incontro con Mittal e Ilva AS sulle assunzioni - Ma... i criteri sono già stabiliti nell'accordo del 6/9 firmato dai vostri sindacati

Dal comunicato delle RSU:
"Le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno chiesto ad Am InvestCo e ad Ilva in amministrazione straordinaria, un incontro urgente per approfondire quanto definito nel verbale di accordo del 6 settembre scorso in merito al piano occupazionale.
Dal primo ottobre partiranno infatti le 10.700 lettere di proposta di assunzione previste dall’accordo. I lavoratori da assumere saranno scelti attraverso una graduatoria con punteggi che tengono conto prima della mansione, poi di anzianità e carichi familiari. I sindacati vogliono interloquire con la nuova società, per discutere dei criteri adottati per individuare i lavoratori". 

Non è così. L'accordo dice che "AM InvestCo e/o le affiliate individueranno i lavoratori secondo le esigenze tecniche, organizzative e produttive coerentemente con il Piano Industriale (che ancora non è pubblico)... sulla base delle attività ritenute necessarie da AM InvestCo al funzionamento del ciclo di produzione e lavorazione dell'acciaio". Quindi i criteri per tutti i lavoratori sono solo questi e sono unicamente stabiliti da ArcelorMittal. 
Solo se in un reparto "il personale fungibile individuato risulti superare le esigenze tecnico-organizzative- produttive di Am InvestCo, fermo restando il criterio delle competenze professionali" verranno tenuti in conto i "criteri dell'anzianità complessivamente matirata e dei carichi familiari".
QUINDI E' FALSO CHE VI SARA' ALCUNA GRADUATORIA CHE PER TUTTI TENGA CONTO DI ANZIANITA' E CARICHI FAMILIARI. 
QUINDI DI QUALE DISCUSSIONE SUI CRITERI PARLANO LE RSU SE QUELLI STABILITI DALLA ARCELOR MITTAL SONO STATI ACCETTATI CON L'ACCORDO?

Dal comunicato delle RSU:
"Stabilita la graduatoria, ad ognuno sarà fatta una proposta di assunzione, ma contemporaneamente gli sarà data anche la possibilità di lasciare l’Ilva con un incentivo all’uscita di 100.000 euro lordi (77.000 euro netti)".
Chiaro per i lavoratori? Non si tratta affatto di 100mila euro, ma di 77mila euro, che via via si riducono, secondo i tempi in cui viene fatta la richiesta di esodo incentivante, fino ad arroivare ad appena 15mila euro lordi!

Dal comunicato delle RSU:
"Fino al 31 dicembre i lavoratori assunti saranno considerati «in distacco» alla Amministrazione Straordinaria. Dal 15 settembre è infatti cominciato un periodo transitorio che durerà fino al 31 dicembre nel quale i manager di ArcelorMittal gestiranno, insieme ai dirigenti di Ilva in Amministrazione Straordinaria, il passaggio di consegne. Nessun dirigente della nuova proprietà si è ancora insediato in pianta stabile nello stabilimento, ma già da settimane sono frequenti i sopralluoghi dei tecnici di ArcelorMittal per verificare le modalità operative. Entro il primo novembre sarà invece completata l’operazione di acquisizione del gruppo e l’inizio formale dell’affitto che poi si trasformerà in proprietà degli asset.
I mesi in cui i lavoratori saranno in regime di "distacco" saranno mesi duri per gli operai. In cui dovranno lavorare con la "spada di Damocle" sulla testa, se verranno presi o no da ArcelorMittal. 

Il Gip Ruberto questa mattina si è riservato di decidere, entro la prossima settimana, sulla richiesta del PM di archiviazione per un gravissimo ed esteso sversamento di diossina dall'Ilva - Sentito dallo Slai cobas, il Gip ha detto che terrà conto anche del nostro esposto per vagliare con attenzione

RIPRENDE LA FORMAZIONE OPERAIA!

Da giovedì 20 settembre riprende la Formazione Operaia on line. Essa sarà, in questo ciclo, centrata sugli scritti storici di Marx.

Gli scritti storici di Marx - Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850, Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte, La guerra civile in Francia - sono lo strumento scientifico, essenziale e definitivo dell’applicazione del pensiero e della teoria marxista alla politica, alle classi, alle dinamiche dello Stato, e, quindi, sono un’arma indispensabile della scienza della rivoluzione.
Oggi più che mai questo studio è necessario in una fase di confusione reale e indotta e di difficoltà per le avanguardie proletarie e spesso anche rivoluzionarie di autonomia di analisi di classe e di "rotta politica".

Invitiamo gli operai, i lavoratori, le donne, i giovani a seguirla e a porre domande, ad inviare interventi, contributi. Pubblicheremo e risponderemo a tutti.

Oggi al processo GIP Ruberto lo Slai cobas presenterà i due esposti contro l'immunità penale dei padroni, commissari Ilva

ORE 10 AL TRIBUNALE DI VIA MARCHE.
In cui il Gip Ruberto dovrà decidere se archiviare o meno l'inchiesta penale sul gravissimo sversamento di diossina sul quartiere Tamburi negli anni tra il 2013 e il 2015.

La richiesta di "archiviazione" è stata fatta proprio in base all'immunità penale stabilita del Decreto legge del 5 gennaio del 2015. Un decreto che non persegue i responsabili dell'attacco alla salute e alla vita dei cittadini, che autorizza l'attività produttiva anche in presenza di deficienze impiantistiche che possono determinare pericolose emissioni di sostanze nocive, è una mostruosità, oltre che dal punto di vista umano, di civiltà, dal punto di vista della Giustizia.
Per questo lo Slai cobas sc ha presentato due esposti: Al Gip/alla Procura e alla Corte Costituzionale.

Il mantenimento dell'immunità penale ai padroni vecchi e nuovi dell'Ilva rivela più di ogni altra cosa quanto Di Maio, il governo fascio-populista, i sindacati confederali, compreso il 4° Usb, abbiano, nell'iter che ha portato all'accordo del 6 settembre, voluto salvaguardare gli interessi capitalistici della ArcelorMittal.
E' falso che non si potesse cancellare quella norma, come in modo miserabile vanno dicendo da Talò (uil), alla Fiom, a Rizzo (usb). La realtà è che i decreti a salvaguardia dei profitti dei padroni restano e nessun governo (sia Renzi, sia Di Maio) le vuole toccare, mentre le pochissime leggi a salvaguardia dei lavoratori e masse popolari si possono tranquillamente cancellare (vedi art. 18).

La questione "immunità" è sintomatica della legge del capitale, per cui vale più la salvaguardia degli impianti della vita degli operai e delle masse popolari; l'operaio è una "merce" (forza-lavoro) meno importante di una macchina, perchè l'operaio si può sostituire (senza che questo comporti un costo aggiuntivo per il capitale), un impianto, invece, costa molti soldi.
Questa "legge" appare anche nell'accordo del 6 settembre lì dove le norme a salvaguardia degli impianti vengono rese condizione per corrispondere o meno una parte del salario agli operai.
Ma la questione "immunità" è sintomatica anche del ruolo servile dei sindacati confederali, compreso ora l'Usb, che accettano, giustificando la logica padronal/governativa, che le leggi che difendono i padroni non si toccano.
Aver lasciato il decreto che stabilisce questa norma, apertamente incostituzionale, mette una grave ipoteca sul futuro. ArcelorMittal, molto meno dei Riva, non ci penserà due volta ad inquinare, mettendo più di prima a rischio salute e vita di tante persone.

QUESTO DECRETO DEVE CADERE!

lunedì 17 settembre 2018

I padroni dell'acciaio esultano - e ArcelorMittal con l'Ilva si conquista una posizione strategica

I padroni dell'acciaio si mettono la crisi alle spalle, e l'acquisizione dell'Ilva da parte di ArcelorMittal è il passaggio che fa "quadrare il cerchio" della ripresa dei profitti, con la ripresa della produzione e dei vecchi e nuovi mercati:
"I numeri sono eloquenti. Tra il 2016 e il 2018 la produzione italiana di acciaio è cresciuta di circa il 10% e a fine anno si avvierà verso i 25 milioni di tonnellate, non lontano dai circa 28 milioni del 2008 l'anno della grande crisi globale" - scrive il Sole 24 Ore del 16 sett. (vedi in calce scansione dell'articolo).
La crisi, quindi, è stata superata dai padroni, grandi e piccoli. Dagli operai NO, decisamente NO. La leva del superamento per i capitalisti non è stata tanto la ristrutturazione/ammodernamento/adeguamento della produzione alle esigenze del mercato - questo è inevitabile per un capitale che vuole restare in pista - quanto essenzialmente l'aver da un lato scaricato la crisi sui lavoratori, con licenziamenti, cassintegrazione, chiusura e svendita di stabilimenti; dall'altro facendo tabula rasa dei diritti dei lavoratori, aumentando lo sfruttamento e tagliando i costi per la sicurezza, il salario - su questo con l'aiuto importante dei governi/comitati d'affari della borghesia.  

Con la crescita - dicono i padroni dell'acciaio -, insieme alle acciaierie di grandi dimensioni, delle acciaierie più piccole "capaci di reagire alle richiesta di mercato con maggior prontezza, ora la penisola è una meta siderurgica industrialmente interessante: è il secondo produttore europeo e il decimo mondiale... in posizione strategica, nel cuore del Mediterraneo e nell'Occidente che può dialogare con il protezionista Trump meglio della Cina".(idem)

E ArcelorMittal con l'Ilva? "...un gruppo fortemente voluto, per assicurarsi nel lungo periodo circa dieci milioni di capacità produttiva aggiuntiva in Europa, l'accesso al porto industriale più vicino a Suez e Gibilterra e lo sbocco verso i mercati dell'Africa del Nord" (idem).
E l'Ilva di Taranto gli permette questa postazione strategica. Chi minacciava durante la trattativa che ArcelorMittal potesse abbandonare l'"affare", mentiva apertamente!
Certo - dice lo stesso giornale della Confindustria - probabilmente i soldi che la Mittal dovrà mettere (2,3 miliardi per ambiente e bonifiche) e per l'innovazione dei processi produttivi (1,2 mld) "probabilmente non saranno sufficienti... visto che dovrà recuperare i mancati investimenti in tecnologia innovativa e manutenzione dei 5 anni senza Riva che per questo impegnava "350 milioni di euro l'anno" (cifre loro...), ma i profitti saranno la giusta ricompensa per Mittal. 
Da questo, però, ne vengono almeno due conseguenze per gli operai e la popolazione "inquinata" di Taranto. Primo, che anche la borghesia dice che i soldi che Mittal metterà sono insufficienti; secondo, che al massimo Mittal deve aggiungervi i soldi non investiti da Riva; terzo che per recuperare i soldi spesi (e quelli per ambientalizzazione e bonifiche per il capitale sono un costo inutile e insopportabile) avrà un solo modo: estrarre maggiore pluslavoro (sfruttamento) dagli operai per avere maggiore plusvalore e quindi profitti. (Dedicato agli operai che hanno votato Sì...).