venerdì 28 aprile 2017

I lavoratori Pasquinelli in assemblea permanente - DEVONO FESTEGGIARE COSI' IL 1° MAGGIO?

Oggi i lavoratori dovevano passare alla Ditta vibcitrici dell'appalto alla Pasquinelli. Ma poi la triste sorpresa: DOVEVANO PASSARE A TEMPO DETERMINATO! 

Per questo, da oggi i lavoratori della Pasquinelli, addetti alla selezione della differenziata, sono in assemblea permanente, e rimarranno in assemblea fino a quando non vi sarà il passaggio alla ditta vincitrice dell'appalto con contratto a tempo indeterminato.

Tenendo presente che per i 23 lavoratori pende il licenziamento al 30 aprile, i lavoratori slai cobas hanno chiesto un URGENTE INTERVENTO RISOLUTIVO DA PARTE DI AMIU, COMUNE, DITTA VINCITRICE DELL'APPALTO,
Facendo un particolare appello alla Prefettura a risolvere questa vicenda, nel rispetto dei diritti dei lavoratori che da anni svolgono un servizio essenziale per la città, che non può fermarsi, e per cui ci hanno rimesso anche la salute.

Lo Slai cobas sc ha scritto:
"Come da intese precedenti, e da normative contrattuali, il passaggio dei 23 lavoratori alla Kratos deve avvenire alle stesse condizioni giuridiche e contrattuali in atto. La prima di queste condizioni è il contratto a Tempo Indeterminato.
Questa tipologia contrattuale è l'unica che consentirebbe una proproga dell'appalto, fino a inizio lavori di automazione dell'impianto; e in futuro garantirebbe un eventuale nuovo passaggio ad altra ditta, o altre forme di salvaguardia di lavoro e reddito.

Viceversa, fare un contratto a tempo determinato, significherebbe già prefigurare per i 23 lavoratori una perdita del posto di lavoro tra tre/quattro mesi e lì dove vi dovesse essere un'assunzione ex novo ad altra ditta la perdita di tutti i diritti e l'anzianità lavorativa acquisita in tutti questi anni di lavoro.

Nessuna Istituzione può festeggiare tra tre giorni il 1° Maggio, festa dei lavoratori, prospettando per 23 di loro un prossimo futuro così incerto.

Al Carcere di Turi ad onorare la memoria di Antonio Gramsci, ma le sue tesi, le sue idee, la prassi comunista rivoluzionaria oggi sono più vive che mai












giovedì 27 aprile 2017

La violenza poliziesca contro la resistenza dei NO TAP nel Salento - ma la lotta continua!

Un momento del trasporto degli ulivi espiantati durante la protesta degli attivisti davanti al cantiere della Tap a Melendugno, nel Leccese, contro il progetto di approdo del gasdotto dell'Adriatico, con agenti di polizia in assetto antisommossa che fronteggiano i manifestanti, 29 marzo 2017. ANSA/ CLAUDIO LONGONella notte le ruspe della polizia hanno rimosso le barricate che bloccano le strade intorno ai cantieri del Tap.
A San Basilio, San Foca, Marina di Melendugno le ruspe hanno abbattute le barricate erette nelle strade a ridosso della zona Tap e che ostruivano il transito veicolare. Le barricate erano state erette nei giorni scorsi dagli attivisti che protestano contro la realizzazione del gasdotto e l'espianto degli ulivi. Finora sono stati espiantati 211 alberi nell’area del cantiere dove è previsto lo scavo per la realizzazione dell’interramento del gasdotto per farlo passare sotto la spiaggia di San Foca, sul litorale di Melendugno, per poi connettersi con la tubazione sottomarina a circa 800 metri al largo del litorale.
Gli attivisti No Tap, da settimane presidiano notte e giorno l'area sono stati colti di sorpresa dal blitz della polizia e sono stati confinati in una zona in prossimità dell'ingresso del cantiere dando vita ad una protesta. Gli attivisti hanno cercato di bloccare l'uscita di cinque camion del Tap dal cantiere forzando il cordone dei poliziotti.

Da contropiano

BREVE NOTA SULL'ASSEMBLEA NAZIONALE DI NONUNADIMENO - SEGUIRANNO REPORT E APPROFONDIMENTI

(Dal Movimento femminista proletario rivoluzionario)

Valutiamo positiva la tenuta della partecipazione e la rappresentatività nell'assemblea nazionale.
Valutiamo molto positivamente la valorizzazione dello sciopero delle donne, soprattutto da parte di realtà di lavoratrici, compagne impegnate che lo hanno realizzato veramente. (Per noi, poi, che dal 2013 lavoriamo e abbiamo cominciato a fare lo sciopero delle donne, è stato emozionante vedere come oggi tante ne parlano).
Condividiamo una parte (non maggioritaria) degli interventi (di cui cercheremo di dare informazione successivamente).

Condividiamo una parte delle decisioni assunte a Roma, e soprattutto:
la mobilitazione per il 28 settembre (data internazionale) su aborto e salute riproduttiva
la mobilitazione per il 25 novembre (con possibile nuovo sciopero delle donne - ma per noi da verificare)
la mobilitazione contro i decreti Minniti

La necessità di mettere all'odg la lotta contro la repressione delle lotte, delle lavoratrici che hanno fatto lo sciopero delle donne
Una nuova assemblea nazionale a Napoli a metà settembre
Mobilitazione contro la guerra a Cagliari in estate

Mentre pensiamo che sia negativo non aver posto nelle decisioni la questione della mobilitazione contro il G7 e non aver dato il dovuto rilievo alla lotta contro la guerra imperialista, con il nodo della questione migranti.

Come avevamo detto prima, nell'assemblea sono emerse (e a volte si sono anche scontrate chiaramente) fondamentalmente due posizioni, due concezioni, due linee, due pratiche organizzative e di azione futura.

Da un lato vi è un femminismo borghese, rappresentato soprattutto dalle organizzatrici nazionali di NUDM, che concepisce gli obiettivi, il piano femminista essenzialmente come trattativa e interlocuzione con il governo, il dipartimento Pari Opportunità, e a questo rende compatibili prassi e anche contenuti, obiettivi dello stesso piano; un femminismo che ha espresso la sua natura opportunista anche nella gestione preconfezionata (con schemi e recinti a cui doversi attenere) e sotto controllo dell'assemblea (per queste organizzatrici era anche vietato mettere striscioni e cartelli). 

Dall'altro vi è un femminismo radicale, proletario (purtroppo ancora di minoranza in questo movimento, ma di certa e chiara maggioranza nelle lotte quotidiane, sui territori) che, invece, vede la piattaforma dello sciopero delle donne come frutto della lotta delle donne, essenzialmente quelle più sfruttate e oppresse, una piattaforma che deve vivere con le lotte, nella contrapposizione con padroni, governo, Stato; che vuole lavorare per questo per l'estensione dell'organizzazione e dello sciopero delle donne, che propone mobilitazioni e scadenze legate ai bisogni della maggioranza delle donne (e non decise a tavolino), propone materiali, formazione-inchieste- reti orizzontali per rafforzare l'unità delle realtà).

L'Mfpr è dentro e lavora per rafforzare questo femminismo di sinistra, radicale e combattivo.

MFPR

Preparano il G7 come una guerra di occupazione del territorio e pretendono di impedirci di manifestare...?

Tre giornate, dall'11 al 13 maggio, con il centro città trasformato in "zona militarizzata", chiusura al traffico di buona parte del centro cittadino, in particolare la città vecchia e il quartiere murattiano, 88 scuole e asili chiusi nei quartieri dell'area interessata al G7 di Bari, chiusua e massima allerta tra aeroporto e porto...
Campagna "allarmista" verso e dei negozianti, ristoratori: "...Vogliamo sapere se esistono o meno rischi per la sicurezza dei negozianti in modo da effettuare una scelta libera perché non bisogna essere aperti a tutti i costi... Blocchi anti-sfondamento dei camion, poliziotti in divisa e zone rosse possono cambiare molto nella vita normale di un’attività commerciale. In particolare, il confronto cade sulla la paura di scontri legati ai gruppi di black bloc..."

E PRETENDONO CHE NON CI SIANO PROTESTE? CHE SI LASCINO LAVORARE IN PACE I POTENTI DEL MONDO IMPERIALISTA CHI CI NEGANO OGNI GIORNO LAVORO, SALUTE, DIRITTI...?  


E' chi viene ad occupare Bari, a trasformare una città in in una mega prigione in cui per 3 giorni viene rinchiusa la stessa popolazione della città, mentre i rappresentanti dei padroni del mondo stanno in un castello e in tre giorni consumeranno quanto decine di lavoratori, precari hanno in anni di lavoro; è chi per la "sicurezza" di Ministri, e i loro mega staff, che decidono piani di miseria, sfruttamento, peggioramento delle condizioni di vita di milioni di proletari, giovani, donne, masse popolari, di usare fondi sociali per rafforzare la repressione, per le guerre, contro i popoli, contro i migranti, e per questo viola ogni regola democratica, di libertà collettiva e personale; è chi si attrezza con micidiali gas lacrimogeni tossici, manganelli, armi a rispondere, reprimere legittime manifestazioni di lotta a Bari...
QUESTI SONO GLI ILLEGALI INDIVISA O A DOPPIO PETTO!

Ma più si rinchiudono, si attrezzano e più dimostrano quanto sia legittimo, anche solo per difendere i minimi diritti, dire NO al G7, rompere i loro divieti, impedirgli di lavorare tranquilli contro tutti noi.

Continua oggi lo sciopero degli operai appalto Ilva - Le aziende speculano pure sui diritti elementari dei lavoratori

(Dal Quotidiano) - L’adesione c’è stata e oggi proseguirà la protesta dei lavoratori dell’indotto siderurgico. Proclamato da Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltrasporti Uil territoriali è stato un buon risultato di adesioni lo sciopero di quattro ore con presidio di fronte alla portineria imprese Ilva, realizzato ieri per ogni turno di lavoro, dai dipendenti che operano nell’indotto del complesso siderurgico.
In particolare ad incrociare le braccia sono stati i dipendenti che operano le aziende “Ecologica” e “quadrato Divisione Industriale”...
I problemi sono già stati segnalati da tempo alla committente, cioè alla gestione del siderurgico. «Assenza di spogliatoi con docce nelle aree riservate a queste Imprese, come pure di refettori adeguati alle normative vigenti per il giusto ristoro degli addetti, compresa l’oggettiva assenza di volontà delle aziende di fornire ai propri dipendenti un pasto adeguato: sono gli obiettivi vertenziali alla base della protesta»....

Una delegazione di proletari comunisti PCm sarà oggi a Turi, nell'80° anniversario della morte di Antonio Gramsci

Nella carceri di Turi Gramsci fu rinchiuso dal regime fascista dal 19 luglio del 1927 fino alla sua morte 27 aprile 1937.

Andiamo a Turi per ricordarlo, celebrarlo e rendere il suo pensiero e azione arma del lavoro rivoluzionario di oggi.