lunedì 26 gennaio 2026

A proposito della giornata della memoria, un commento condivisibile

Io mi sento di dire che l'Europa ha un grande debito verso la popolazione ebraica e che certamente deve continuare a essere conservata la memoria del più grande crimine commesso dai nazisti e dai nostri nonni Italiani e fascisti. Credo, tuttavia, che ogni iniziativa debba essere valutata dentro il periodo storico e la situazione politica del momento.

Per questo, secondo me, in questa fase deve essere valutata attentamente l'enfasi e la visibilità che viene data a quelle orribili vicende, perché queste non cancellino i crimini commessi sotto i nostri occhi negli ultimi 80 anni. Crimini commessi anche con una supposta giustificazione religiosa, commessi da governi nazisti ma certamente sostenuti da un fanatismo religioso usato come strumento di coesione del popolo israeliano. Per questo credo che le proposte di iniziative che vedano a confronto ebrei e palestinesi, come quella proposta nell'assemblea plenaria, non possano essere svolte su un piano paritario (e comunque basti pensare che, di fatto, si mettono a confronto le posizioni di una comunità religiosa con quelle di una popolazione).

E, giusto per essere concreto: avete mai sentito i responsabili della comunità ebraica di Roma condannare il genocidio dei palestinesi?

Non dobbiamo essere noi ad avere paura di essere considerati antisemiti, dovrebbero essere loro a prendere le distanze dal loro governo.

Lo Slai cobas a Bruxelles - Parlamento europeo - Per questo nella prossima settimana posteremo solo info e post importanti - il blog ricomincerà normalmente dal 2 febbraio

Comunicato 

Una rappresentanza dello Slai cobas di Taranto sarà a Bruxelles il 27 gennaio come parte di una delegazione internazionale per un sit-in davanti al parlamento europeo per sollecitare la Commissione europea sezione diritti umani e sezione esteri a  prendere posizione e intervenire per fermare in india  il regime fascista hindutva di Modi a prendere posizione e intervenire per fermare in India il regime fascista hindutva di Modi che con l'Operazione Kagaar conduce in diverse Regioni e Stati con 50 milioni di abitanti una repressione senza limiti con massacri / arresti di massa / bombardamenti / deportazioni di massa verso le popolazioni indigene delle foreste adivasi ed altre realtà in nome della lotta al 'terrorismo 'maoista', in realtà al servizio delle grandi multinazionali indiane tra le quali Mittal/Jindal/Tata, ecc che si insediano con la forza di polizia, gruppi paramilitari fasciste e integralisti, esercito, portando avanti devastazioni territoriali, espulsioni di popolazioni intere.
A questo si aggiunge la repressione delle masse contadine / minoranze nazionali kashmir ecc. / minoranze religiose mussulmane.
Nelle grandi città la repressione colpisce studenti, intellettuali, artisti, avvocati e giuristi, giornalisti, movimento delle donne, organizzazione e associazioni democratiche, lotte dei lavoratori e masse povere, sempre accusati, e imprigionati, di essere vicine ai 'maoisti’ e ad altre forze di opposizione di varie matrici. Vi sono attualmente 10 mila prigionieri politici in condizione inumane nelle carceri.
 
Questa iniziativa si inserisce in un piano di ulteriori iniziative: la denuncia del genocidio in Palestina e della situazione drammatica di assedio e bombardamenti delle masse kurde in Siria/ Turchi; gli interventi militari imperialisti e neocolonialisti in America latina e in altri scenari del mondo; la repressione contro i movimenti di solidarietà con la Palestina, in atto nella maggiorparte dei paesi imperialisti europei.

Info: WA 3519575628 - csgpindia@gmail.com

sabato 24 gennaio 2026

Il lavoro dello Slai cobas


Lo Slai cobas esprime la massima solidarietà ai lavoratori Vestas in lotta e disponibilità unitaria a partecipare a iniziative di lotta di ogni genere dalla prima settimana di febbraio.

Lo Slai cobas dice un chiaro No ai licenziamenti e esuberi nell’appalto Acciaierie d'Italia - siamo per cassa integrazione con integrazione salariale e proporremo uno sciopero di tutte le ditte dell’appalto per la prima metà di febbraio - siamo per respingere ogni trattativa con il Fondo Flacks e per l’immediata nazionalizzazione dell’ex Ilva - raccoglieremo migliaia di firme tra i lavoratori a partire dalla prima settimana di febbraio e lavoriamo per una iniziativa nazionale a Taranto.

Organizziamo in occasione di quella che ci auguriamo sia l’ultima seduta dell’udienza preliminare a Potenza del processo "Ambiente svenduto", una assemblea pubblica a Potenza il 6 febbraio alle 16 con delegazione di parti civili, avvocati di Taranto / Torino e Potenza, realtà sindacali e sociali del territorio - cui seguirà nelle settimane successive convegno a Taranto sui processi ex Ilva e sulla recente morte sul lavoro in fabbrica, con proposte giudiziarie e di lotta innovative a carattere locale e nazionale.

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto 

info WA 3519575628

Ex Ilva - Fim, Fiom, Uilm minacciano mobilitazione ma non sono credibili e le loro richieste sono inutili

Ancora una volta si chiedono incontri senza neanche porre richieste chiare e precise, su cassintegrazione, esuberi futuri, licenziamenti nelle Ditte e soprattutto, dopo la morte di Claudio Salamida, su sicurezza. 

Non si tratta di "monitorare la cassintegrazione" ma di contrastare l'uso enorme della Cigs, quando in fabbrica ci sarebbe eccome necessità di forze per la manutenzione anche ordinaria, per non lasciare da soli operai in interventi a rischio (fatti che hanno contribuito alla morte di Salamida); all'appalto si denuncia il "dumping contrattuale" ma sindacati confederali e Usb continuano a firmare passaggi da CCNL metalmeccanico a multiservizi, come i contratti a termine, o fanno passare cancellazione "tombale" di diritti indisponibili a fronte di pochissimi aumenti di cui già i lavoratori avevano diritto (come alla Castiglia su cambio tuta e aumento di 1 euro dei buoni pasto),  

Anche sulla sicurezza invece di interventi concreti si parla di "istituzione di un Comitato" che rischia di fare solo "incontri" o monitoraggi, aggirando la richiesta netta e chiara fatta dallo Slai cobas a Procura, Ispettorato del Lavoro, Spesal, ecc. per una postazione ispettiva in fabbrica operativa, per interventi preventivi e immediati.

Si dà credito ai Commissari proponendo un "percorso condiviso" quando loro sono i diretti responsabili in fabbrica della grave situazione di mancanza costante di sicurezza. 

Così come non si dice ora un netto NO al Fondo flacks - per cui non c'è da aspettare altri piani. 

Così non va affatto bene.

Da Rai news 

Sindacati: "Ex Ilva a rischio, senza risposte pronti a mobilitarci"

Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno inviato una nota unitaria ai commissari straordinari di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria chiedendo l'apertura urgente di un tavolo di confronto sulla vertenza ex Ilva.
Nel documento le organizzazioni sindacali definiscono la vertenza "di estrema complessità", evidenziando criticità che riguardano "la sicurezza degli impianti, la questione ambientale e quella occupazionale", oltre agli attuali assetti di marcia dello stabilimento di Taranto. Secondo le sigle, la situazione "necessita di un confronto costante con il management aziendale" per individuare "un percorso condiviso" sulle numerose problematiche presenti nel sito produttivo. 

Ampio spazio viene dedicato al tema della sicurezza, anche alla luce dell'ultimo incidente mortale, che avrebbe messo in evidenza "tutte le fragilità più volte denunciate" e il bisogno di "importanti interventi manutentivi di natura ordinaria e straordinaria". I sindacati esprimono inoltre forte preoccupazione per "un'accelerazione inspiegabile" impressa dal governo alla procedura di vendita del gruppo ex Ilva, ritenuta prematura in una fase in cui "non risulta completato il piano di marcia". Nel mirino anche il piano di attuazione del ciclo corto che, secondo Fim, Fiom, Uilm e Usb, "rischia di determinare la chiusura definitiva degli impianti". Tra i punti per cui viene chiesto il confronto figurano il piano di investimenti, l'istituzione di un Comitato di Stabilimento su salute e sicurezza, il monitoraggio della cassa integrazione e la gestione degli appalti per contrastare il dumping contrattuale. In assenza di risposte, avvertono i sindacati, "torneremo a mobilitarci".

Assolti tutti e 8 autisti Amat processati per violenza e molestie sessuali - Una sentenza inaccettabile!

Il collegio presieduto dal giudice Elvia Di Roma ha assolto gli 8 autisti affermando addirittura che "il fatto non sussiste". Questo nonostante il PM aveva invece chiesti condanne fino a 6 anni, dicendo giustamente che lo stato di fragilità mentale della ragazza era un'aggravante.

Ora, invece, viene ritenuto una prova che le dichiarazioni della ragazza non contano... 

Un'assoluzione piena che è una doppia violenza per la ragazza. 

Questa sentenza di fatto è un vergognoso messaggio anche verso altre ragazze e donne: non denunciate!

La ragazza che aveva avuto il coraggio di denunciare gli autisti, ora passa lei per bugiarda; lei che doveva portare le "prove". 

Il processo invece che giustizia, diventa accusa alle donne che osano denunciare. 

I sindacati dell'Amat, in particolare la Cisl, si congratulano con gli autisti assolti - ma dimostrano solo che sono stati dall'inizio conniventi.

Per noi, del movimento femminista proletario rivoluzionario di Taranto, la cosa non può e non deve finire qui. 

Noi, che abbiamo seguito il processo, ora mettiamo a disposizione della ragazza il nostro sportello donna, la nostra avvocata per andare avanti. Non accettiamo che questa violenza finisca senza verità e giustizia. 

Da alcuni nostri volantini:

  

venerdì 23 gennaio 2026

Taranto - Vestas fa il gioco sporco per dividere i lavoratori e realizzare il suo piano di licenziamenti mascherati - infosolidale

È durissimo il giudizio espresso dalle organizzazioni sindacali FIOM e UILM nei confronti di Vestas Italia, accusata di proseguire unilateralmente la procedura di trasferimento mentre i lavoratori sono in sciopero a tutela dei propri diritti, della propria dignità, del futuro occupazionale e della continuità degli investimenti sul territorio di Taranto.

Secondo i sindacati, l’azienda avrebbe scelto di andare avanti senza coinvolgere i veri protagonisti della vertenza: i lavoratori. Una decisione definita “grave”, soprattutto alla luce del fatto che al tavolo con l’azienda si è seduta l’organizzazione sindacale FIM, che però — sottolineano FIOM e UILM — non dispone di una rappresentanza sindacale eletta democraticamente all’interno dello stabilimento.

I sindacati ricordano infatti che FIOM e UILM sono le uniche organizzazioni presenti in azienda con proprie RSU, e che tale rappresentanza è frutto di una scelta democratica compiuta dai lavoratori attraverso il voto. “Si chiama democrazia”, ribadiscono con forza.

Nel mirino anche la gestione delle relazioni sindacali da parte del management di Vestas Italia, accusato di limitarsi a comunicazioni a distanza, spesso tramite PEC, ignorando di fatto chi è legittimato dal mandato dei lavoratori secondo quanto previsto dal Testo Unico sulla Rappresentanza.

FIOM e UILM non escludono che la scelta di confrontarsi con soggetti privi di rappresentanza possa essere voluta, con l’obiettivo di portare avanti il trasferimento ai danni dei lavoratori. In tal caso, assicurano, “lo impediremo con ogni mezzo”.

Non sarebbe la prima volta, secondo i sindacati, che il management di Vestas tenta di dividere e contrapporre i dipendenti. L’unità dei lavoratori, insieme a FIOM e UILM, ha invece caratterizzato finora tutto il percorso di mobilitazione, portato avanti dal basso attraverso assemblee e presidi, ai quali l’organizzazione sindacale seduta al tavolo con l’azienda non avrebbe mai partecipato.

FIOM e UILM ribadiscono inoltre che, in assenza delle RSU legittimamente elette, gli incontri relativi alla procedura di trasferimento non hanno alcuna validità. Qualora simili episodi dovessero ripetersi, i sindacati annunciano il ricorso alle vie legali per tutelare il diritto dei lavoratori a essere rappresentati da chi hanno democraticamente scelto.

Alla luce di quanto emerso anche nel verbale dell’ultimo incontro, che confermerebbe la volontà di Vestas Italia di non ricercare soluzioni condivise e di rifiutare persino un confronto preventivo con le istituzioni, la mobilitazione sindacale proseguirà con ancora maggiore determinazione.

Lo Slai cobas a Bruxelles nello spirito di classe/internazionalista

 Comunicato 

Una rappresentanza dello Slai cobas di Taranto sarà a Bruxelles nella prossima  settimana come parte di una delegazione internazionale per un sit-in davanti al parlamento europeo per sollecitare la Commissione europea sezione diritti umani e sezione esteri a  prendere posizione e intervenire per fermare in india  il regime fascista hindutva di Modi a prendere posizione e intervenire per fermare in India il regime fascista hindutva di Modi che con l'Operazione Kagaar conduce in diverse Regioni e Stati con 50 milioni di abitanti una repressione senza limiti con massacri / arresti di massa / bombardamenti / deportazioni di massa verso le popolazioni indigene delle foreste adivasi ed altre realtà in nome della lotta al 'terrorismo 'maoista', in realtà al servizio delle grandi multinazionali indiane tra le quali Mittal/Jindal/Tata, ecc che si insediano con la forza di polizia, gruppi paramilitari fasciste e integralisti, esercito, portando avanti devastazioni territoriali, espulsioni di popolazioni intere.
A questo si aggiunge la repressione delle masse contadine / minoranze nazionali kashmir ecc. / minoranze religiose mussulmane.
Nelle grandi città la repressione colpisce studenti, intellettuali, artisti, avvocati e giuristi, giornalisti, movimento delle donne, organizzazione e associazioni democratiche, lotte dei lavoratori e masse povere, sempre accusati, e imprigionati, di essere vicine ai 'maoisti’ e ad altre forze di opposizione di varie matrici. Vi sono attualmente 10 mila prigionieri politici in condizione inumane nelle carceri.
 
Questa iniziativa si inserisce in un piano di ulteriori iniziative: la denuncia del genocidio in Palestina e della situazione drammatica di assedio e bombardamenti delle masse kurde in Siria/ Turchi; gli interventi militari imperialisti e neocolonialisti in America latina e in altri scenari del mondo; la repressione contro i movimenti di solidarietà con la Palestina, in atto nella maggiorparte dei paesi imperialisti europei.

Info: WA 3519575628 - csgpindia@gmail.com