Non vogliamo, non dobbiamo lasciar passare le 2 morti/assassinii di Claudio Salamida e di Loris Costantino avvenute nel giro di poco meno due mesi, uno in Acciaieria e l'altro dell'appalto, ma tutte e due con le medesime modalità e le stesse responsabilità: impianti in cui da troppo tempo non c'è manutenzione, non ci sono controlli, si può dire che "cadono a pezzi", e... si muore, vite giovani sono distrutte e le loro famiglie con loro.
I funerali sia di Claudio che di Loris hanno visto tantissima gente, tanti operai, compagni di lavoro di ogni giorno, compagni di lavoro che dicono: "poteva toccare a me"; "Se si deve lavorare così, è meglio che si chiude tutto".
In questi funerali c'è stata tanta commozione, tanta tristezza. Ma anche tanto, troppo silenzio! Un silenzio a fronte di una situazione che sembra quasi inevitabile, e tanta sfiducia, rassegnazione, paura.
Operai, Non può essere così! Troppo silenzio, quando bisogna gridare forte: ASSASSINI! Quando bisogna dire: basta! Mai più! Operai, Loris non è stato onorato, accompagnato nemmeno con una bandiera del sindacato in cui stava, da uno striscione che salutasse la sua giovane vita (solo i familiari hanno messo uno striscione), ma la sua organizzazione sindacale, i suoi compagni di lavoro, niente... Occhi rossi, ma rabbia, dignità, ribellione, NO!
Non si può veder morire e il giorno dopo tornare in fabbrica e lavorare come prima, senza sapere se può toccare a te.
Troppi operai ormai dicono la stessa cosa: se ci ribelliamo, se diciamo No, ci spostano di reparto, ci mettono in cassa integrazione, ci licenziano. E il fatto più negativo è che questo lo dicono anche i delegati - per Loris anche quelli del Usb - quando loro dovrebbero dire altro.
Ma, primo: questo non è proprio così. In Ilva è già successo: quando c'è stata una lotta seria verso situazioni di insicurezza, allora i delegati non solo hanno bloccato i lavori, ma a fronte del tentativo dell'azienda di licenziare gli operai, hanno bloccato - CON LA LOTTA - quei licenziamenti (chi si ricorda, stiamo parlando del fermo del convertitore); non è vero che se si lotta, se si dice No è inevitabile che azienda e capi riescano a reprimere; certo, lo possono fare, ma se lo possono fare è perchè non c'è reazione, non c'è lotta, non c'è mobilitazione degli operai dopo i fatti.
Ma voi operai dite: e chi si muove? Non c'è unità! E' vero. Ma quando deve cambiare questa situazione? Chi ha più coscienza, chi denuncia, non basta proprio che fotografi una situazione in fabbrica, certamente molto negativa e difficile, ma deve cominciare a dire altro ai suoi compagni di lavoro! Un RSL, un delegato che prima ha contribuito a creare questa situazione, che non fa quello che deve fare, va cacciato. Non è vero che in fabbrica non c'è chi vorrebbe fare altro, a furia di dire che non si può fare niente, questo si amplifica, diventa quasi un pensiero totale. Ma in questa fabbrica, è già successo, basterebbe una "scintilla", per "incendiare la prateria". Proviamo...
Non possiamo lasciare, come è successo per Loris, che sia solo il parroco a dire: questa morte non doveva succedere, non deve succedere! Non possiamo lasciare sole le mogli a dire: te lo prometto, avremo giustizia! O a denunciare le pesanti condizioni di lavoro, che gli operai amano il proprio lavoro, ma non ce la fanno a lavorare così, a denunciare che gli operai hanno paura a dire NO!
CHE DIGNITA' DI OPERAI AVETE?! Un padrone, dei capi, un governo non deve poter fare tutto quello che vuole! Gli operai sono una grande forza, possono esserlo, ma devono alzare la testa! devono liberarsi delle scimmie addosso, dei sindacalisti che invece di dire ribellatevi, si voltano in fabbrica dall'altra parte!
Voi operai dovete pretendere che vi sia una postazione fissa ispettiva in fabbrica. Dovete pretendere i controlli, di non andare da soli in alcune lavorazioni, ecc. ecc. Voi lo sapete meglio di noi cosa serve.
ALLORA, COMINCIAMO A PRATICARE UN'ALTRA STRADA, PER CLAUDIO, PER LORIS, PERCHE' NON CI SIA UN PROSSIMO.
NOI DELLO SLAI COBAS SAREMO FINO IN FONDO CON VOI, A SOSTENERVI!
Margherita Calderazzi - Slai cobas sc
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