Proteste al Cpr, scarcerati e riportati nella struttura otto dei nove trattenuti
Erano stati arrestati in applicazione del nuovo decreto sicurezza. Primo caso in Basilicata dall'entrata in vigore
Tra reati contestati quello di "protesta" introdotto dal nuovo decreto sicurezza, che punisce le rivolte degli stranieri nei Cpr con la reclusione da uno a quattro anni.
Si tratta della prima applicazione in Basilicata dalla sua entrata in vigore.
Nel corso dei disordini del 5 agosto scorso, i trattenuti sono saliti sul tetto della struttura, dando fuoco a diversi materassi. C'è stato anche il lancio di sassi e il ferimento di un poliziotto.
Tutto mentre all'esterno, l'Assemblea Lucana No Cpr, stava manifestando per ricordare Oussama Darkaoui, giovane marocchino morto un anno prima all'interno del centro.
Migranti, arresti in differita: applicato per la prima volta il decreto sicurezza
di Andreana IllianoLa cronaca
E’ accaduto l’altro giorno, a Palazzo San Gervasio, quando 9 migranti sono saliti sui tetti della struttura, hanno incendiato materassi, lanciato sassi per protestare e ricordare Oussama Darkaoui, giovane marocchino morto un anno prima all’interno della struttura per motivi non ancora chiariti. All’esterno dell’edificio l’associazione Lucana “No Cpr” aveva organizzato una manifestazione pacifica. Ma la tensione è salita, dopo poco, i migranti presi dalla rabbia hanno inscenato la protesta. Alcuni sono stati arrestati subito, altri 48 ore dopo, poi processati per direttissima e ieri rilasciati.
I disordini sono avvenuti il 5 agosto scorso, gli arresti di 5 dei 9, successivamente, come previsto dal Decreto sicurezza 2025, diventato legge, con il voto del Senato, lo scorso 4 giugno
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