giovedì 11 giugno 2026

Taranto Buonasera sull'azione dello Slai cobas all'Ilva

 Ex Ilva, Slai Cobas avvia la raccolta firme sulla piattaforma operaia

La mozione chiede nazionalizzazione immediata, nessun esubero, garanzie per diretti e appalto, stop ai contratti a termine e trattative a Taranto con la presenza del sindacato

La raccolta firme dello Slai Cobas

La raccolta firme dello Slai Cobas

TARANTO - Una mozione da sottoscrivere per rilanciare una piattaforma operaia sulla vertenza dell’ex Ilva e riportare al centro della discussione lavoro, sicurezza, salari e futuro industriale dello stabilimento. È l’iniziativa promossa dallo Slai Cobas per il Sindacato di Classe, che ha avviato una raccolta firme tra lavoratori diretti e dell’appalto, con la possibilità di aderire anche online.

Il documento, intitolato “Mozione da firmare – Piattaforma operaia”, mette in fila le richieste del sindacato in una fase considerata decisiva per il destino della fabbrica tarantina. La piattaforma respinge le ipotesi ritenute penalizzanti per l’occupazione e contesta le soluzioni giudicate insufficienti o non risolutive sul piano industriale.

Tra i punti centrali della mozione c’è il rifiuto del fondo Flacks, definito nel testo «un bluff», e il no a Jindal, indicato dal sindacato come soggetto che «vuole tagliare 6.000 operai». La richiesta principale è la nazionalizzazione immediata dello stabilimento, accompagnata dal no ai «piani inconcludenti di Urso/Meloni».

La piattaforma pone poi il tema occupazionale in termini netti. Slai Cobas chiede nessun esubero e la CIGS con integrazione per i lavoratori diretti e per quelli dell’appalto. Una rivendicazione che punta a evitare ricadute sociali pesanti in una vertenza che coinvolge non solo lo stabilimento, ma l’intero sistema produttivo collegato alla grande fabbrica.

Ampio spazio viene riservato anche alle condizioni contrattuali. Nel testo si dice no al CCNL Multiservizi applicato alle ditte e si chiede il CCNL metalmeccanico con clausola sociale, insieme al rifiuto dei contratti a termine. Per il sindacato, la tutela dei lavoratori dell’appalto resta uno dei nodi più delicati della partita, anche alla luce del peso che quel comparto ha nella tenuta complessiva del sito.

La mozione contiene inoltre richieste specifiche su salute, sicurezza e previdenza. Slai Cobas invoca una legge speciale per amianto, lavori usuranti e prepensionamenti, collegando il futuro della fabbrica anche alla necessità di riconoscere il peso delle esposizioni e delle condizioni di lavoro maturate negli anni nello stabilimento.

Nel documento compare anche un passaggio dedicato alla sicurezza: «Basta morti sul lavoro». A questa richiesta si affiancano il no alla gestione commissariale, con la formula «via i commissari», e la proposta di istituire una postazione ispettiva permanente in fabbrica, considerata uno strumento necessario per un controllo continuativo delle condizioni di lavoro.

Sul piano politico e sindacale, la piattaforma chiede che le trattative si svolgano a Taranto e che lo Slai Cobas sia presente al confronto come «voce autonoma». La mozione rivendica così il ruolo diretto dei lavoratori nella discussione sul futuro dell’ex Ilva, opponendosi a decisioni assunte lontano dal territorio e senza un coinvolgimento pieno della base operaia.

Il testo si chiude con la richiesta di un vero sciopero generale fino a risultati effettivi, indicando nella mobilitazione lo strumento per sostenere la piattaforma e ottenere risposte concrete.

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