martedì 4 agosto 2026

Ieri sera un altro saluto a Bakari Sako

Ieri sera il corteo di compagne e compagni con la banda musicale, partito dalla Casa del popolo e atraversando le strade, i vicoli di Taranto vecchia, è arrivato a piazza Fontana. Qui la comunità africana di Taranto e provincia ha fatto interventi salutando Bakari Sako, ucciso per razzismo il 9 maggio, da un branco di fascistelli di città vecchia, e denunciando tutti i razzismi. le guerre, le terribili condizioni di vita, di repressione, aggressioni contro popoli dell'Africa, del Mali da dove proveniva Sako, ma anche la condizione di tanti giovani immmigrati che stanno a Taranto e provincia, ma a cui, pur vivendo qui da anni, lavorando, vengono ancora negati diritti, documenti, residenza, ecc. 

L'impegno assunto dallo Slai cobas con rappresentanti della Comunità africana - impegno già detto con forza nella grande manifestazione che seguì in piazza Fontana all'uccisione di Sako - è di essere sempre al loro fianco, sostenerli, organizzare con loro la necessaria mobilitazione.



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A che punto è l'azione giudiziaria - Da GdM

"È stata depsitata la relazione autoptica del medico legale Roberto Vaglio sulla morte di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto. Secondo il consulente della Procura, la morte è stata causata da un trauma aperto del torace provocato da ferite multiple da arma da punta e taglio, con shock emorragico dovuto alla lacerazione del polmone destro, dell’auricola destra del cuore e del tratto intrapericardico dell’aorta.

La relazione descrive, inoltre, lesioni contusive al volto, tra cui un’ecchimosi al labbro superiore e la frattura di un incisivo, compatibili con percosse. Sulla base degli elementi medico-legali, l’aggressione sarebbe avvenuta in uno spazio urbano aperto e si sarebbe consumata in pochissimo tempo. La dinamica ricostruita indica che l’aggressore avrebbe colpito la vittima alle spalle, leggermente spostato sulla destra, sferrando in rapida successione i fendenti verso aree vitali del torace e dell’addome.
Per l’omicidio sono indagati quattro minorenni, tra cui un 15enne che avrebbe ammesso di aver sferrato la coltellata mortale sostenendo di aver agito per timore che i propri amici potessero essere aggrediti. Indagati anche i maggiorenni Cosimo Colucci, 22 anni, e Fabio Sale, 20 anni. Il gestore del bar nel quale la vittima avrebbe tentato di rifugiarsi risponde invece di favoreggiamento". 

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