L'impegno assunto dallo Slai cobas con rappresentanti della Comunità africana - impegno già detto con forza nella grande manifestazione che seguì in piazza Fontana all'uccisione di Sako - è di essere sempre al loro fianco,
sostenerli, organizzare con loro la necessaria mobilitazione.
*****
A che punto è l'azione giudiziaria - Da GdM
"È stata depsitata la relazione autoptica del medico legale Roberto Vaglio sulla morte di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto. Secondo il consulente della Procura, la morte è stata causata da un trauma aperto del torace provocato da ferite multiple da arma da punta e taglio, con shock emorragico dovuto alla lacerazione del polmone destro, dell’auricola destra del cuore e del tratto intrapericardico dell’aorta.
La relazione
descrive, inoltre, lesioni contusive al volto, tra cui un’ecchimosi al
labbro superiore e la frattura di un incisivo, compatibili con percosse.
Sulla base degli elementi medico-legali, l’aggressione sarebbe avvenuta
in uno spazio urbano aperto e si sarebbe consumata in pochissimo tempo.
La dinamica ricostruita indica che l’aggressore avrebbe colpito la
vittima alle spalle, leggermente spostato sulla destra, sferrando in
rapida successione i fendenti verso aree vitali del torace e
dell’addome.
Per l’omicidio sono indagati quattro minorenni, tra
cui un 15enne che avrebbe ammesso di aver sferrato la coltellata mortale
sostenendo di aver agito per timore che i propri amici potessero essere
aggrediti. Indagati anche i maggiorenni Cosimo Colucci, 22 anni, e
Fabio Sale, 20 anni. Il gestore del bar nel quale la vittima avrebbe
tentato di rifugiarsi risponde invece di favoreggiamento".

Nessun commento:
Posta un commento