un saluto proletario a antonio salinardi delegato slai cobas fiat Sata di melfi scintilla e protagonista della grandiosa lotta operaia dei 21 giorni
Venerdi 6 novembre - in occasione della assemblea a Potenza sull'ex Ilva taranto i compagni dello slai cobas taranto ricorderanno e renderanno omaggio a questa storica avanguardia operaia
la figura del delegato Slai Cobas dello stabilimento Fiat (ora Stellantis) di Melfi rimanda storicamente e politicamente a una forte presenza del sindacalismo di base all'interno della fabbrica lucana, in particolare fin dalle storiche lotte operaie, come la celebre protesta dei "21 giorni" di Melfi nel 2004. [1, 2]
I punti chiave legati alla presenza e all'attività dei delegati Slai Cobas a Melfi includono:
- Le origini e le figure storiche: Tra gli operai simbolo dell'avanguardia operaia che ebbero il coraggio di fondare lo Slai Cobas nello stabilimento di Melfi, sfidando un contesto aziendale storicamente rigido, si ricorda in particolare Antonio Salinardi, scomparso nel 2026, figura cardine del sindacalismo di base all'interno dello stabilimento fin dai primi anni 2000. [1]
- Posizioni di contrasto con l'azienda e i confederali: I delegati dello Slai Cobas a Melfi si sono sempre distinti per una linea di forte conflittualità sia nei confronti delle politiche di flessibilità e sfruttamento della Fiat/Stellantis (come l'introduzione dei turni intensivi), sia rifiutando la validità di accordi o referendum siglati dai sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL). [1, 2]
- In ricordo di Antonio Salinardi, tra le avanguardie operaie della lotta dei 21 giorni di MelfiMercoledì 28 ottobre è morto, a soli 57 anni, Antonio Salinardi, per i più un perfetto sconosciuto, non per noi e soprattutto non per la stragrande maggioranza degli operai dell’allora Sata di Melfi, ora Stellantis.Abbiamo avuto l’onore e il privilegio di seguire e, nel limite delle nostre forze, partecipare come Operai Contro, al percorso che agli inizi degli anni ’90 coinvolse migliaia di giovani lucani e pugliesi.A Melfi, grazie al patto scellerato fra la Fiat, i sindacati nazionali, le forze politiche e le istituzioni statali e regionali, gli operai vivevano le condizioni salariali e lavorative di gran lunga peggiori rispetto agli altri operai italiani.Questi operai furono in grado, superando mille difficoltà ed ostacoli, di costituirsi come una comunità compatta capace di difendere ed imporre i propri interessi.Antonio Salinardi, di quella lotta fu tra gli artefici e i protagonisti. Ebbe il coraggio, in un periodo in cui nella fabbrica di Melfi era rischioso già militare nella Fiom su posizioni critiche, di fondare, insieme ad altri operai, lo Slai Cobas. Lo scandalo e l’allarme suscitato da questo tentativo fu enorme.Il sindacato di base si allargava, dalle sue roccaforti storiche, direttamente nella fabbrica più produttiva della Fiat e con la minore conflittualità interna. La repressione aziendale, con il silenzio complice dei sindacati confederali nel migliore dei casi, fu pesantissima. Antonio Salinardi non si piegò e fu tra i protagonisti della lotta dei 21 giorni.Dopo quell'esperienza iniziò il lento peggioramento della condizione operaia, non solo a Melfi, ma a livello generale. Solo pochi compagni cercarono di reagire, pagandone pesantemente le conseguenze. Salinardi se ne tirò fuori, senza però mai collaborare con l’azienda.Evidentemente deluso da come andavano le cose, abbandonò completamente l'idea di costruire un’organizzazione operaia, ma questo non può farci dimenticare il contributo che Antonio Salinardi ha dato alla lotta degli operai.


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