mercoledì 1 luglio 2026

Le lavoratrici asili Slai cobas ottengono: oggi dovevano stare a casa e invece continuano a lavorare

Il loro lavoro, come nelle ultime estati, doveva finire ieri 30 giugno e per due mesi (luglio e agosto) dovevano stare a casa senza stipendio.

Ma le lavoratrici dello Slai cobas non ci stavano. E come è successo nel 2022 e 2023 che con la lotta abbiamo strappato un mese di lavoro estivo, così quest'anno abbiamo conquistato, per ora, 3 settimane di lavoro. Oggi non siamo a casa, ma al lavoro per una settimana di luglio e poi lavoreremo per tutta la seconda metà di agosto. 

E' un piccolo risultato, ma ancora una volta è frutto della lotta che in tutto questo anno scolastico 2025/2026 abbiamo portato avanti, con scioperi, assemblee, presidi al Comune, incontri con l'Assessora Simeone e suoi collaboratori - che hanno compreso e trovato la soluzione, pur in una fase in cui le risposte del Comune ai problemi dei lavoratori in generale è: non ci sono soldi in bilancio. 

Per le lavoratrici dell'ausiliariato e pulizie degli asili si tratta di avere quasi un mese di stipendio in più, in una situazione in cui i nostri salari sono sempre più miseri, benchè il lavoro aumenta e prezzi e bollette ci mangiano il poco salario che abbiamo.

Noi come lavoratrici Slai cobas non ci siamo mai fermate, sapendo bene che non bastano lettere, parole ad ottenere migliori condizioni di lavoro, difesa dei nostri diritti, della nostra dignità di lavoratrici e di un servizio importante per le famiglie, i bambini, ma ci vuole la nostra mobilitazione. 

Per questo, non ci fermiamo, abbiamo tante altre cose da conquistare! Prima di tutto la fine definitiva dei periodi di sospensione del lavoro in estate e a natale e pasqua, dobbiamo lavorare tutto l'anno; quindi l'aumento dell'orario giornaliero di lavoro a 6 ore (le lavoratrici in questi anni sono diminuite: da 82 a poco più di 60, ma l'orario è rimasto sempre lo stesso: 3 ore e 30 minuti); il riconoscimento del nostro lavoro che è soprattutto di "ausiliariato", pertanto chiediamo un CCNL adeguato e il 3° livello; la difesa della nostra salute con l'uso di macchinari e strumentazione per le pulizie (fatte ancora a mano, con scopa e straccio); ecc.

Invitiamo le lavoratrici degli altri sindacati, in particolare della Cisl (vedi comunicato specifico), ad essere unite nelle prossime iniziative di lotta. Gli altri sindacati anche su questa questione del lavoro estivo non hanno fatto nulla, solo ieri hanno fatto l'incontro con l'assessorato e ora non solo si attribuiscono il merito del mese di lavoro conquistato solo dalla pervicacia delle lavoratrici Slai cobas, ma spandono menzogne e insulti verso lo Slai cobas. 

Alle lavoratrici diciamo: aprite gli occhi!

RSA lavoratrici e lavoratori Slai cobas asili

1.7.26

Il rappresentante della Cisl per gli asili Taranto per "farsi bello" dice bugie alle lavoratrici e insulta le RSA Slai cobas

Da un messaggio inviato alle lavoratricio iscritte alla Cisl:

"Allora oggi arriva richiesta incontro pubblica istruzione. Stanno facendo programma che ci verrà esposto penso entro lunedì massimo martedì.
Ciò che vi hanno detto altri cazzate. Nessun accordo. Anche perché l’accordo si fa con sindacati firmatari dei ccnl nazionali e accordi istituzionali. Per cui appena mi arriva convocazione, vi inoltro. 
Rigettate ogni altre informazioni che circolano in merito. Stanno verificando e valutando anno scolastico fine 2026. E’ tutto".

QUESTE INVECE SONO LE VERE E PROPRIE "CAZZATE" di tale Alessio, rappresentante della Cisl.

Prima questione. La Cisl solo pochissimi giorni fa inoltra una richiesta di incontro con la Pubblica Istruzione. Ma la Cisl la fa dopo che lo Slai cobas ha fatto già nelle scorse settimane due incontri con la Pubblica Istruzione, con l'assessora, e dopo che già giovedì scorso aveva ottenuto la disponibilità dell'assessorato a verificare la possibilità di lavorare per alcune settimane nel periodo di sospensione estiva (come infatti poi è avvenuto); quindi per non fare una figura miserabile con le sue iscritte (che già dalle RSA slai cobas sapevano dei risultati degli incontri), per appropriarsi di un risultato frutto di una battaglia fatta solo delle lavoratrici Slai cobas, spaccia la sua richiesta di incontro come novità. Dicendo anche il falso, che la PI starebbe "verificando e valutando anno scolastivo fine 2026"; non dicendo che si trattava del solo lavoro estivo (altrimenti probabilmente anche le sue iscritte avrebbero detto: te ne ricordi tardi... ).

Ma, il rappresentante della Cisl non si ferma a questo, e passa agli attacchi alle RSA Slai cobas, dicendo che hanno detto "cazzate", che bisogna "rigettare" le loro informazioni, e affermando che solo i sindacati confederali contano - quindi non i lavoratori, le lavoratrici che invece devono essere liberi di ascoltare chiunque, di partecipare alle iniziative dello Slai cobas, ecc.. 

Ma questi attacchi non testimoniano altro che non è la difesa delle condizioni e degli interessi dei lavoratori la loro preoccupazione, non è il protagonismo necessario delle lavoratrici, ma solo fare tessere. 

Chiaramente siccome questo rappresentante della Cisl non è nuovo a queste uscite, offese - lo ha fatto anche in passato - ora avrà la risposta che si merita.

Base navale / missioni militari imperialiste nel Mediterraneo e Hormuz / solidarietà con la Palestina - Basta chiacchiere, torniamo in piazza a Taranto

 


Salento e Adriatico centro della sperimentazione di droni navali e sottomarini NATO - No alla Puglia zona di guerra - Torniamo in piazza a Taranto come ovunque

Pagine Esteri – Il sud della Puglia e le acque limitrofe ospitano dal 22 giugno scorso le attività della prima fase della Task Force X – Central Mediterranean (TFX CentMed), che proseguiranno fino al 10 luglio.

L’esercitazione militare, promossa dal NATO Allied Command Transformation (ACT), il Comando alleato alla guida dei programmi di sviluppo strategico e tecnologico dell’Alleanza Atlantica con quartier generale a Norfolk (Virginia) e dallo Stato Maggiore della Difesa italiano, viene descritta come uno “dei test operativi più avanzati” della NATO, per “testare, integrare e adottare nuove tecnologie e capacità”.

In occasione della TFX CentMed saranno sperimentate “per la prima volta e in modo simultaneo, capacità nei cinque domini – terrestre, marittimo, aereo, cyber e spaziale – con l’ulteriore integrazione di dati provenienti dall’ambiente underwater e dallo spettro elettromagnetico”.

All’esercitazione in terra salentina partecipano unità militari di Italia, Croazia, Lettonia, Slovenia e Stati Uniti d’America. “L’obiettivo – spiega lo Stato Maggiore della Difesa – è la validazione di un sistema di sistemi capace di integrare, interconnettere e rendere interoperabili piattaforme, sensori, sistemi pilotati e non pilotati”.

Più di un centinaio di droni aerei, terrestri, navali e sottomarini impiegati nei war games, più alcuni aerei radar e velivoli di intelligence, riconoscimento e sorveglianza in dotazione alle forze armate dei paesi partecipanti.

Come sempre più accade in occasione di esercitazioni militari nazionali e internazionali, a Task Force X – Central Mediterranean è prevista la presenza di non meglio specificate “realtà industriali del settore della difesa nell’ambito delle attività di sperimentazione operativa”, in vista di collaborazioni future  e “potenziali sinergie” a livello nazionale e in ambito NATO.

Task Force X conferma il ruolo dell’Italia come attore di riferimento nella trasformazione e nell’innovazione dell’Alleanza”, enfatizza lo Stato Maggiore della Difesa. “L’esercitazione rappresenta una risposta strategica e innovativa alle sfide emergenti, contribuendo al rafforzamento della difesa multidominio e della deterrenza sul Fianco Sud della NATO, area sempre più centrale per la sicurezza alleata. TFX CentMed promuove il processo di integrazione, complementarietà, ridondanza e resilienza della NATO, rafforzandone l’efficacia operativa”.

E’ tuttavia il NATO Allied Command Transformation (ACT) a spiegare le ragioni per cui è stato deciso di svolgere l’esercitazione in territorio e nelle acque pugliesi. “Il Mediterraneo centrale è strategicamente importante perché incrocia l’Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente, dove le vulnerabilità delle infrastrutture critiche e le sfide alla sicurezza sempre più complesse richiedono una consapevolezza costante e un coordinamento effettivo”, riporta l’ufficio stampa del comando NATO di stanza in Virginia. “Task Force X Central Mediterranean dimostrerà come le forze tradizionali e i sistemi senza pilota possono operare insieme all’interno di una singola cornice operativa (…) Per la prima volta, noi stiamo sperimentando il modello Task Force X nel Fianco Sud della NATO, con la guida dell’Italia e il contributo degli Alleati. Ciò è come la NATO apprende e si adatta: testando tecnologie emergenti in condizioni operative realistiche, integrando sistemi con equipaggi e senza pilota, trasformando ciò in capacità che l’Alleanza può adottare e scalare rapidamente”.

Buona parte delle esercitazioni in ambito terrestre e navale si tengono presso il poligono di Torre Veneri (comune di Lecce), compreso fra le località di Frigole Mare, San Cataldo e la strada provinciale 133 “Litoranea Salentina” e nello specchio di mare antistante l’area addestrativa. Si tratta di un’area di impareggiabile bellezza ambientale e paesaggistica utilizzata periodicamente per esercitazioni a fuoco e test di mezzi di guerra, sotto la giurisdizione della Scuola di Cavalleria dell’Esercito italiano, con sede a Lecce.

Natuzzi conferma il piano di chiusure stabilimenti e apertura in Romania - Va respinto con la lotta vera - Slai cobas per il sindacato di classe

Scioperiamo laddove con questo caldo non si puo lavorare - Un esempio da Evoca a Elettrolux - Per Taranto rivolgersi a slai cobas WA 3519575628

Evoca - Electrolux: contro il caldo e lo sfruttamento padronale le lavoratrici, i lavoratori non ci stanno e lottano - Una battaglia giusta da estendere

martedì 30 giugno 2026

EVOCA PER L'EMERGENZA CALDO SCIOPERO INDETTO DALLO SLAI COBAS SC

 

Non vogliamo essere un fenomeno per i titoli dei giornali vogliamo ribellarci non essere condannati a produrre così difendiamo salute e sicurezza in fabbrica anche dal caldo

Le ordinanze, dove ci sono, sono indirizzate sostanzialmente a chi lavora esposto direttamente al sole. Dal 1 luglio entrerà in vigore un decreto per finanziare la cassa integrazione per condizioni climatiche estreme sia per l’agricoltura che per l’industria. Ma è un decreto del governo Meloni, quello attento a non ostacolare ‘gli imprenditori che producono’. Già depotenziato dimezzando da 33 a 15 i già pochi milioni stanziati nel 2025 e’ debole di fronte ai padroni che non vogliono fermare le linee e usano ogni mezzo per mandare avanti la produzione.

Invece le operaie e gli operai nei reparti, sulle linee di montaggio, sanno bene come sia pericolosa ‘la normalità della produzione’ come i capannoni diventano forni, trappole di umidità soffocanti ed i ritmi di lavoro devastanti.

Ma con i loro comunicati copia incolla delegati e loro sindacati condividono le preoccupazioni dell’azienda per ogni piccolo fermo che possa ritardare la macchina del profitto.

Tant’è che mentre le operaie hanno inziato a scioperare per l’emergenza caldo/umidità con Slai Cobas, negli ultimi comunicati sindacali parlano di incontri RSU/Azienda, di problemi produttivi, di piani per gli orari estivi per l’anno prossimo, di distributori di gelati a pagamento… da mettere nei reparti che nessuno ha chiesto.

Dimostrando quanto siano lontani dalla condizione di sfruttamento operaia

delegati e sindacati Fiom Fim Uilm nel loro complesso e qui in particolare. Ciechi persino ai casi di buon esempio di lotta che pure arrivano anche dalle loro file.

Il caldo è un’emergenza perché il sistema di sfruttamento del capitale ha raggiunto un livello di distruzione e saccheggio enorme dell’insieme della natura. L’emergenza caldo è sempre più normalità anno dopo anno e questa andata di calore è stata ampiamente annunciata.

Ma per affrontarla servono ancora gli scioperi operai!

Per ribellarsi, per organizzarsi, per cambiare.

L'azienda non risponde alle rivendicazioni, il caldo e lo sfruttamento continuano, lo sciopero pure a sostegno delle richieste Slai Cobas  e delle lavoratrici.

Un incontro urgente che Slai Cobasa per un piano di prevenzione caldo, a partire dall’esperienza e dalle proposte operaie, per sconfiggere la logica di emergenza dove ‘si fa qualcosa' quando al salire (annunciato) delle temperature si manifestano i malumuri nei reparti.

Quindi per interventi immediati e strutturali, a aprtire dalla distribuzione di sali; acqua fresca in quantità sufficienti, visto che i distributori ‘da ufficio’ nelle aree break all'atto pratico risultano non dimensionati per erogare in tempi contingentati la quantità di acqua fresca richiesta; riposizionamento delle sonde termiche dei raffrescatori tra le linee, in modo che percepiscano la stessa temperatura e umidità delle operaie: manutenzione per rendere gli impianti di condizionamento sempre efficienti e pronti all’uso; un programma per pause extra retribuite e riduzione della velocità delle linee per l’emergenza caldo/umidità. 

Da ForlìToday

Caldo estremo in fabbrica: braccio di ferro all'Electrolux, i lavoratori disertano i turni

L'azienda rifiuta la richiesta di stop nelle ore più torride. Il sindacato passa all'azione: "Condizioni proibitive, mancano persino i raffrescatori"


Redazione 29 giugno 2026

Alta tensione nello stabilimento Electrolux di Forlì, dove l'ondata di calore che sta interessando la regione ha innescato una dura protesta sindacale. A fronte dell'allerta meteo, la Rsu Fiom Cgil ha richiesto formalmente la sospensione dell'attività lavorativa nelle ore pomeridiane, ricevendo però un diniego dall'azienda. Una chiusura che ha spinto i rappresentanti dei lavoratori a promuovere un'azione in “autotutela”, invitando il personale a non entrare in fabbrica o a posticipare l'inizio dei turni.

La Rsu Fiom Cgil, in un comunicato, denuncia la situazione: “Alla richiesta Rls di sospendere l'attività nelle ore più calde (12-18) per queste due giornate estreme, come indica anche la medicina del lavoro e le circolari Inps, la risposta dell'azienda per mail è stata che non ci sono motivi”. Il sindacato punta il dito contro le condizioni proibitive all'interno dei reparti produttivi, citando persino un malore occorso al Rspp durante il rilevamento delle temperature. Nel mirino anche la dotazione tecnologica dello stabilimento forlivese, definito come “l'unico stabilimento del gruppo che non ha adottato i raffrescatori affidandosi a ventilatori giudicati completamente insufficienti”.

La Rsu ribadisce la propria posizione: “Viste le alte temperature, l’allerta emanata dalla protezione civile e il sito Arpae che mette Forlì sotto bollino arancione e rosso, oggi e i prossimi giorni, stante che abbiamo chiesto all’azienda di coprire con Cigo, come da circolari Inps, ma la direzione non ha dato risposte positive... E' promossa un'azione in autotutela per la giornata di oggi, lunedì, dalle 12”.

martedì 30 giugno 2026

Lo Slai cobas per il sindacato di classe: sciopero per il caldo su tutti i posti di lavoro - info WA 3519575628

Lo Slai cobas per il sindacato di classe indice uno sciopero generale articolato e prolungato per tutti i posti di lavoro a fronte dell'emergenza caldo. 

Per le modalità durata e le relative comunicazioni alle aziende interessate si invitano i lavoratori a prendere contatto con il coord. prov/le telefonando a 3519575628 - anche WA