Il dormitorio cittadino è stato sgomberato per realizzare una casa
delle culture ("altrimenti avremmo perso i fondi del Pnrr"), così i
lavoratori migranti con contratto di lavoro sono stati obbligati ad
accamparsi in un luogo pericoloso (lo dicono le carte), lontano da tutto
e da tutti. "Viviamo male. Come cuciniamo? Con il fuoco di una bombola a
gas". Il tutto a 20 metri da un insediamento a rischio deflagrazione
Sistemati in un vecchio impianto per i rifiuti, in una zona vietata agli insediamenti umani per il rischio di esplosioni: da una settimana vivono così i braccianti del territorio di Brindisi. E la città che negli anni ’90 aspirava al premio Nobel per l’accoglienza si ritrova, con lo stesso sindaco di allora, a allestire una discarica umana. Arrivano pedalando nella spietata canicola di luglio, passando accanto alle quattro enormi sfere bianche della Ipem, il più grande deposito di gas da petrolio liquido d’Italia
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