Concludiamo questa pubblicazione, utilizzando il libro di Charles Bettelheim "L'organizzazione industriale in Cina e la Rivoluzione culturale", con la dimostrazione di come è possibile, nel socialismo, che gli operai, venendo meno la divisione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, tra dirigenti, tecnici e lavoratori, possano decidere e dirigere tutto, trasformare il modo di produzione capitalistico e quindi ponendo fine allo sfruttamento, al lavoro salariato.
Questo però, come sottolinea lo stesso Battelheim in "Appendice", non "cade dal cielo", non è "spontaneo", ma è frutto di una forte e prolungata lotta di classe tra proletariato e borghesia; è frutto della rivoluzione dei proletari e delle masse che costruiscono il potere operaio, la nuova società socialista verso il comunismo.
MA QUESTO E' POSSIBILE! Questo devono comprendere prima di tutto i lavoratori.
Nello stesso tempo la Rivoluzione culturale nella Cina, allora socialista, dice come queste trasformazioni da un lato mostrano il cuore nero del sistema capitalista che è arrivato a distruggere natura, popolazioni per continuare a fare profitti; dall'altro mostrano che una volta che scienza, tecnica, le forze produttive (generate dallo stesso capitale ma oggi sempre più usate per distruggere) sono nelle mani dei proletari, esse sono al servizio della produzione non per il profitto ma dello sviluppo generale dell'umanità.
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DAL LIBRO "L'organizzazione industriale in Cina e la Rivoluziona culturale"
"...la forma di organizzazione (nelle fabbriche ndr) precedente: "Era la gestione delle imprese da parte degli esperti e questi ultimi mettevano la produzione davanti a tutto e tendevano a porre i profitti al posto di comando..."
"...a partire dai Gruppi di gestione operaia e dai Comitati rivoluzionari inizia la scomparsa della distinzione e della divisione tra i compiti di direzione e quelli di esecuzione. Questo processo si sviluppa: a) attraverso le differenti forme di gestione da parte dei lavoratori; b) attraverso la partecipazione dei quadri al lavoro manuale...". "... Da una parte tutti coloro che hanno delle responsabilità di gestione e di direzione devono partecipare al lavoro manuale per due o tre giorni alla settimana... D'altra parte le attività di gestione e di controllo sono moltiplicate a livello di reparti, delle sezioni di reparto e delle squadre, grazie alla costituzione di Gruppi di gestione operaia, di assemblee di squadra e di reparto..."
"Nell'impresa capitalistica, la divisione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale si manifesta nella distinzione tra lavoro di produzione immediato assegnato agli operai e il lavoro degli ingegneri e dei tecnici che dirigono il processo di produzione e prendono decisioni per quanto riguarda i cambiamenti da apportare ai processi lavorativi, alle macchine impiegate, alle disposizioni tecniche, ecc.... questa divisione pone i produttori immediati in una posizione subordinata rispetto agli ingegneri e ai tecnici. Le trasformazioni che sono avvenute durante la Rivoluzione culturale sono il segno che la lotta di classe in Cina mira a far sparire anche questo aspetto della divisione del lavoro..."
"...Questo movimento è rafforzato dalla profonda trasformazione del sistema di insegnamento... I nuovi tecnici e ingegneri vengono direttamente dalla produzione; questo significa che alla fine dell'insegnamento in generale, essi sono stati per due o tre anni operai o contadini o membri dell'Esercito popolare di liberazione, perchè anche quest'ultimo partecipa direttamente alla produzione... il criterio di base è servire il popolo, quindi non acquisire conoscenze per far valere se stessi... gli studenti restano costantemente in contatto con il luogo di produzione da cui provengono..."
"...Nel modo di produzione capitalistico, questa separazione (tra teoria e pratica - ndr) è concretizzata precisamente dall'accumulazione delle conoscenze teoriche scientifiche e tecniche, da una parte , e dalle conoscenze "pratiche" dall'altra. Le prime assumono la forma delle scienze e delle tecniche di cui gli scienziati, gli ingegneri e i tecnici sono ritenuti i portatori esclusivi, mentre le conoscenze "pratiche" vengono ritenute semplici dettagli o semplici operazioni manuali più o meno meccaniche. Ora se la costituzione sotto una forma apparentemente autonoma della scienza e della tecnica ha permesso uno sviluppo considerevole di queste conoscenze, la loro crescente separazione dalla pratica della produzione materiale ha nondimeno effetti sociali contraddittori: in particolare essa tende a privare i produttori materiali di conoscenze che possono arricchire la loro pratica della produzione e permettergli di trasformarla da soli. Parallelamente questa separazione priva gli ingegneri e soprattutto gli scienziati di conoscenze pratiche utili...".
"...La "tecnica" non è mai "neutra"; essa non è mai posta "al di sopra" o "al fianco" della lotta di classe. Quest'ultima e le trasformazioni che essa impone al processo di produzione e ai rapporti di produzione determina in definitiva il carattere specifico delle forze produttive e del loro sviluppo..."
"...La trasformazione della gestione delle imprese è tutt'altra cosa che una semplice modificazione apportata alle "tecniche di gestione". Essa concerne i rapporti di produzione stessi, che possono essere rivoluzionarizzati solo attraverso la lotta di classe..."
INFINE CHARLES BETTELHEIM NELLA PARTE "APPENDICE" CHIARISCE PERCHE' SONO AVVENUTE QUESTE TRASFORMAZIONI - Questo è centrale per comprendere perchè e come è possibile che gli operai "rompano" con il modo capitalistico di produzione, lo sfruttamento:
"...le trasformazioni nei rapporti sociali indotte dalla Rivoluzione culturale sono il prodotto non di un'azione spontanea delle masse... ma delle masse guidate dagli orientamenti politici della linea rivoluzionaria di Mao Tse-tung e dall'attività dei partigiani di questa linea, operai, contadini, quadri, ecc...."
"...La Rivoluzione culturale deve essere intesa come un momento della lotta tra la linea proletaria del PCC (Partito comunista cinese - ndr) e la linea borghese... L'obiettivo fondamentale della linea proletaria è proprio quello di far scomparire i rapporti capitalistici e, con essi, le classi di cui questi rapporti assicurano l'esistenza. Questo obiettivo può essere realizzato solo attraverso la trasformazione rivoluzionaria dell'insieme dei rapporti sociali: dei rapporti di produzione e dei rapporti politici e ideologici..."
(FINE)
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