giovedì 1 ottobre 2026

Taranto spartana: open day militare in caserma, bambini tra armi, navi e sommergibili

 diciamo a tutti che non basta denunciare questi fatti ma bisogna mobilitarsi ed è quello che abbiamo fatto il 25 settembre  alla base navale e in piazza immacolata ma eravamo soli, perchè qui a taranto anche chi contro la guerra che avanza il ruolo di taranto e della base navale come futuro comando nato la militarizzazione, l'economia di guerra esaurisce il suo impegno in post, iniziative di addetti ai lavori eccquando in questa citgtà quello che serve e mobilizione e iniziative tra le masse, con una logica di contrasto e conflitto 

slai cobas 

Taranto spartana: open day militare in caserma, bambini tra armi, navi e sommergibili

All’epoca in cui vivranno i nostri nipoti,
qui nascerà una città.
Ovidio

A settembre è arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, corredata da inequivocabili immagini fotografiche, una segnalazione di un genitore, relativa all’open day svoltosi il 14 dello stesso mese presso il Centro di Addestramento Aeronautico della Marina Militare di Taranto, il Maricendatt, sito nella bella borgata San Vito (clicca qui per le informazioni).

Come si legge sul sito del Ministero della Difesa, il Maricentadd è un grande complesso, ben sette Reparti Speciali, parecchi uffici amministrativi e, all’interno della struttura una sede distaccata del COBAR. Se cerchiamo in rete cos’è questo ultimo ufficio in elenco, troviamo due informazioni. La prima, di carattere prettamente militare sembrerebbe riferita alla sigla della Sezione Studi e Rappresentanza della Difesa, con tanto di casa editrice di riviste specializzate, di fascicoli di propaganda per l’arruolamento, di testi sulla storia e sulle attività dei diversi corpi armati.

La seconda – e si direbbe più attinente al Maricentadd – è riferita al nome di una società per azioni che restaura e costruisce edifici di grandi dimensioni, in genere ad uso pubblico (teatri, musei, caserme) e importanti infrastrutture: fatturato dichiarato 340 milioni di euro. Vocata alla bellezza come recita il sito, è attualmente impegnata nella costruzione di una nuova caserma, la Farinati di Taranto, ad uso della Flottiglia Sommergibili (clicca qui).

Inutile dire che i denari sono dei contribuenti, forse del PNRR che non è un cortese regalo europeo all’Italia. Ma, come dice, in uno dei pochi dialoghi apprezzabili in Minerva: la scuola (mini serie Netflix), il comandante in capo e preside del liceo militare a una professoressa, «se i soldi vanno alle accademie militari, al bilancio della difesa e non alla sanità e all’istruzione, è perché rappresentano una priorità. Infatti, grazie alla educazione all’ordine, alla disciplina, all’obbedienza e all’onore nella difesa della patria, si preparano cittadini migliori, e in migliori condizioni fisiche» (cito a memoria).

Così, rincuorati da questa convinzione e abbagliati dalla bellezza del complesso Maricendatt, entriamo – come ha fatto il genitore che segnala – con i nostri bambini e le nostre bambine all’open day organizzato dai marinai, nonché aviatori. Cos’è un open day a scuola lo sappiamo bene. Si tratta di mostrare le strutture, le materie prime (culturali, disciplinari e dispositivi tecnologici) e presentare l’offerta di prodotto finale di un istituto scolastico perché le famiglie lo scelgano per i loro figli e figlie. L’americanata del giorno aperto arriva in Italia con l’Autonomia Scolastica. La mostra di mercanzia di competenze professionali impiegata a ottenere migliori competenze scolastiche da parte degli alunni è, nei fatti, concorrenza fra i migliori, è lotta per le iscrizioni. Ormai uno squallido rituale annuale.

Quale mercanzia sui banconi del Maricendatt si offrono alle famiglie in visita?

Ovviamente armi, modellini di aerei, navi, sommergibili. Forze giovanili da arruolare per la guerra, che è già qui, per cui è meglio abituare anche i più piccoli al futuro che li aspetta, se non in divisa, almeno a supporto civile durante e dopo il disastro. Gli Spartani bellicosi sono utilissimi, anche solo per mostrare le spade affilate al nemico eventuale, al barbaro che stiamo aspettando attacchi la fortezza Italia. Le foto inviate sono chiarissime, e sono fra le tantissime che, nei nostri tre anni di vita come associazione, quotidianamente riceviamo.

Una domanda mi sorge spontanea: il/la genitrice/tore che le ha scattate perché non ha prontamente allontanato il suo bambino da un luogo dove, sicuramente in buona fede, lo ha portato in visita? La parola chiave è responsabilità, che non è l’accountability con cui si ha a che fare in una logica procedurale di ottenimento di risultato, ma è etica, è la chiamata rivolta all’adulto affinché, con il suo habitus quotidiano di comportamento e con la sua capacità di allontanare dal pericolo il minore, sia esempio e riferimento nella sua crescita.

Quando Ovidio scrisse le parole in esergo si riferiva ad altre città dell’Egeo, perché Taranto era già vecchia di oltre 700 anni. Vecchiezza che mostrano le sue rovine, rughe e cicatrici che segnano il suo aspetto ancora superbo, il meraviglioso affaccio sui due mari. Dal porto, portando lo sguardo sulla destra si vedono le ciminiere e i fumi dell’Italsider, paesaggio surreale, come lo è Marghera vista dal campanile di San Marco. Sembra che lo sviluppo industriale italiano abbia dovuto, per una qualche ragione irragionevole, collocare le aziende più inquinanti e dannose nei luoghi più magici del paese, tentando poi, dopo anni di disastri economici, svendite del capitale nazionale e avvelenamenti, di disfarsene.

Enzo Pilò - associazione Babele - Abbiamo un sindaco davvero imbarazzante....

 

Abbiamo un sindaco davvero imbarazzante. Una di quelle persone che non conta fino a dieci prima di parlare, ma probabilmente sarebbe in grado di dire stupidaggini anche contando fino a 100. È stata l'occasione della presentazione di un libro del ministro Valditara a dargli l'ennesima occasione per non tacere. Non gli è bastata la sua rumorosa assenza alla commemorazione per l'uccisione del lavoratore straniero Bakary Sako, ha dovuto insistere schierandosi con i neofascisti italiani nella retorica della conservazione delle tradizioni e delle usanze cristiane, a cominciare dal crocefisso nelle aule a finire al divieto di burqa e percentuale del 30 % di bambini stranieri nelle aule. Probabilmente il sindaco Bitetti non mette piede in una scuola da molto tempo, visto che non sa che a Taranto gli alunni stranieri senza cittadinanza sono il 2,7%. Se entrasse in una aula di scuola elementare si accorgerebbe, tuttavia, che questi bambini conoscono l'italiano meglio di molti nostri amministratori. Vorrei ricordare a lui e ai suoi amici neo o post fascisti che, se in alcune (poche in realtà) scuole nelle metropoli c'è una alta presenza di studenti con background migratorio, è semplicemente perché gli stranieri sono relegati in quartieri ghetto, fenomeno che si sta realizzando anche nella città che il dott. Bitetti crede di amministrare. Un invito: cominciasse ad occuparsi di politiche abitative e di tetti sulla testa delle persone, italiane e straniere, poi potrà dedicarsi ai tetti percentuali di alunni stranieri nelle classi.
Tutte le reazioni:
Ndoffene Diouf
Il governo Meloni ha adottato a settembre 2026 un decreto legge che vieta il burqa e il niqab nelle scuole e fissa un tetto del 30% di alunni per classe con scarsa padronanza dell italiano. L obbiettivo e evitare la creazione di classi ghetto. Tali misure sono accompagnate da interventi specifici dei servizi sociali e l obbligo per i genitori di bambini con gravi difficoltà di integrazione o linguistiche,di frequentare corsi di italiano con sanzioni pécuniaire in case di mancanza. Fondamentalmente queste misure costituiscono delle brecce in grade di indebolire i pilastri di una repubblica in trasformazione tanto sul piano logico quanto su quello morale è umano. E necessario educare i bambini alla tolleranza.,alla comprensione reciproca e all accettazione della diversità prevedendo cosi ogni forma di populismo, estremismo e altra radicalizzazione; cio che conta davvero e il rispetto per il prossimo, lo spirito di solidarietà e l impegno nello studio non certi simboli come il velo,la croce e simili.Cosi il diritto all'istruzione senza discriminazione si impone all autorità e le funge da bussola per una buona politica di integrazione e di inclusione di un'italiana inevitabilmente orientata verso la multi diversità
Purtroppo quando simili derive vengono promosse dal primo cittadino di una città come Taranto nella persona del suo sindaco non si può che provare indignazione e ribellarsi all'idea di avere una tale figura alla guida di una città storicamente aperta ai fecondi apporti del mondo ma fortemente radicata nei propri valori di civiltà