martedì 6 ottobre 2026

Info stampa sulle vicende giudiziarie in corso. Fermo restando che per noi nessun impianto deve essere fermato senza decisioni urgenti a tutela di lavoro e reddito per tutti i lavoratori

 da corriere di taranto

“Su amianto in ex Ilva rivalutare le prove”

La questione dell’amianto torna al centro della battaglia giudiziaria sull’ex Ilva di Taranto. E questa volta arriva un elemento nuovo: il parere del procuratore generale presso la Corte di Cassazione, depositato ieri sera alla scadenza dei termini, in vista dell’udienza del 20 ottobre davanti alle Sezioni Unite della Suprema Corte.

Il parere, che non è vincolante per i giudici, contiene un’apertura alle ragioni delle società. Secondo quanto riferiscono fonti legali interpellate dall’AGI, il procuratore generale propone infatti l’accoglimento di alcuni dei motivi contenuti nei ricorsi straordinari presentati ad agosto da Ilva e Acciaierie d’Italia contro il provvedimento del 27 luglio della Corte d’Appello di Milano sulla fermata dell’area a caldo, mentre per altri motivi propone il rigetto.

È una novità rispetto al percorso seguito finora. La Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano, nei precedenti pareri espressi sulle istanze delle società, si era sempre pronunciata in senso contrario. Ora, invece, la Procura generale della Cassazione propone una lettura in parte diversa della vicenda.

Uno dei punti sui quali il parere prende posizione riguarda la giurisdizione. Il procuratore generale ritiene che il giudice civile abbia competenza a pronunciarsi sulla vicenda e respinge quindi la tesi di Ilva e Acciaierie d’Italia secondo cui la materia sarebbe di competenza esclusiva del giudice amministrativo. La questione è stata finora esaminata dalla sezione imprese della Corte d’Appello civile di Milano.

Ma è soprattutto il capitolo amianto a interessare direttamente Taranto.

Nelle sue precedenti decisioni, la Corte d’Appello di Milano aveva indicato tra gli elementi di rischio per la salute e per l’ambiente anche la presenza di amianto nei cowpers degli altiforni, gli impianti utilizzati per preriscaldare l’aria. Un richiamo inserito nel quadro più generale delle motivazioni con cui i giudici milanesi avevano ribadito la prevalenza della tutela della salute rispetto alle esigenze produttive.

La Procura generale della Cassazione, invece, ritiene che il ragionamento sull’amianto debba essere rivisto. Nel parere si osserva che l’amianto si trova nei cowpers e che non vi sarebbe il pericolo di una dispersione delle fibre.

Da qui la richiesta alla Suprema Corte di rivalutare il compendio probatorio sul punto. Sulla vicenda scrivemmo dettagliatamente nei mesi scorsi come si piò rileggere nell’articolo linkato in fondo all’articolo.

Il parere contiene anche una specifica pronuncia della Procura generale sul tema delle emissioni.

La parola passa ora alla Cassazione. Il 20 ottobre i giudici dovranno esaminare i ricorsi presentati dalle società contro il provvedimento della Corte d’Appello di Milano e valutare anche le indicazioni contenute nel parere della Procura generale. Un passaggio decisivo per il futuro dell’ex Ilva e, ancora una volta, per Taranto.

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