mercoledì 7 ottobre 2026

Da una nostra informazione ad operai della Stellantis di Melfi sulla situazione all'ex Ilva di Taranto - del 5/10

La situazione all’ex Ilva Taranto non va affatto bene. Per esempio, domani mattina (martedì 6/10) faremo un nuovo presidio a una delle Ditte dell'appalto ex Ilva, Castiglia srl, che ha messo in ferie forzate per tutto il mese di ottobre i lavoratori perché la direzione dell’ex Ilva ha sospeso l'appalto che avevano. Chiaramente i lavoratori e noi, Slai cobas, non siamo affatto d'accordo con questa “soluzione”.

Già venerdì scorso vi è stata un'andata in massa all'azienda, in questa occasione perlomeno si è ottenuto che i primi giorni di non lavoro giorni venissero pagati normalmente invece che considerati ferie, mentre per il seguito la Ditta sta chiedendo cassintegrazione.

Il futuro è tuttora molto oscuro. C'è stata questa sentenza del Tribunale di Milano, confermata per la seconda volta in appello, per la chiusura dell'aria a caldo, il blocco degli altoforni che, tra l'altro, solo uno era ancora in funzione perché gli altri erano o già spenti da parecchio oppure in via di manutenzione straordinaria. Per cui entro fine mese dovrebbero chiudere l’area a caldo, per fare tutta una serie di lavori per eliminare l’amianto negli altoforni e le esalazioni tossiche.

Al di là della soluzione veramente assurda e tappezzata che il governo sta portando avanti, prima Jindal, ancor prima un fondo americano, poi ora una cordata italiana, però è chiaro che almeno il 50% degli operai diretti deve andare via. Non servono più. E quindi le ricadute sull'appalto, dove sono almeno 3.500, e anche di più, operai, oltre quelli diretti, sono subito licenziamenti.

Il problema è una situazione bloccata e sembra senza soluzioni da parte del governo e dei padroni.

Sui Tavoli non ci sono gli obiettivi per gli operai, i sindacati vanno a sentire, poi si lamentano, ecc.

Gli operai dell'ex Ilva di Genova, sono molto più combattivi, hanno fatto anche delle iniziative abbastanza dure, però in termini di linea, portano avanti una posizione veramente ultracorporativa. Loro appoggiano il fatto che ci sia uno “spezzatino”: salviamo noi, non ce ne importa niente di Taranto.

Purtroppo ciò che manca realmente è una lotta continua; non uno sciopero e manifestazione una tantum, ma una lotta continua degli operai. Questo cambierebbe la situazione, che attualmente appare senza vie d'uscita e sempre in peggio, sia in fabbrica e nell'appalto che in città.

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