sabato 3 ottobre 2026

Il film "Naza" è utile o no?

Il Film sta avendo anche a Taranto un buona partecipazione.

Noi siamo andati a vederlo e a fine film abbiamo in sala alzato e mostrato a tutti gli spettatori la bandiera palestinese. Prima sia al cinema "Savoia" che alla multisala "Casablanca" avevamo affisso una locandina che invita a sentire la voce dei palestinesi nella mobilitazione che faremo il 10 ottobre a Taranto, raccogliendo un appello dei palestinesi. 

“Naza” è un film da vedere, ma soprattutto da far vedere a chi ancora non si vuole rendere conto che in Palestina c’è un genocidio, e che quanto succede al popolo palestinese riguarda tutti, tutto il mondo.
“Naza” è utile soprattutto per tre ragioni:

perché mostra l’identità tra la politica, l’ideologia e l’azione genocida di Israele e il nazismo; quanto succede a Gaza, e in Cisgiordania, il piano di Israele di sterminare un intero popolo è nazismo – non ci sono “attenuanti”;

perché viene fuori, oggettivamente, al di là della intenzione dei registi, che lo Stato israeliano, interamente fondato sul genocidio, la deportazione del popolo palestinese, non può e non deve esistere, deve essere cancellato;

perché mostra in modo ineluttabile la “normalizzazione del genocidio”, che l’esercito israeliano, i suoi uomini sono mostri “normali” in uno Stato nazisionista, coscienti e convinti”; e che, quindi, (ma questo lo diciamo noi) devono essere annientati, non possono non esserlo, è un problema di umanità, di civiltà.

Come ha scritto Francesca Fornario; “Naza mette a nudo: la natura automatizzata e istituzionale dell'uccisione, la morte di massa dei civili «by design», il sistema Lavender che seleziona i bersagli. Le rivelazioni sul targeting affidato all'intelligenza artificiale tolgono ai governi occidentali l'alibi della negazione plausibile”.

Alcune testate di movimento, di sinistra, alcuni interventi stanno facendo critiche a questo film/documentario. Alcune sono giuste, legittime, altre, però, sono, sinceramente, un po' sballate, non giuste.

Si fa un facile paragone tra “Naza” e l’importante film “Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio”. ma
questo paragone è improprio, è sbagliato proprio pensare di fare questo paragone. Sono due film totalmente differenti, con scopi differenti: “Naza” riporta, dalla parte di Israele, del suo esercito, il moderno nazismo in azione; “Palestina 36” racconta lo scoppio della Grande Rivolta Araba del 1936, la prima grande ribellione di massa del popolo palestinese contro l'occupazione e il mandato coloniale. Come si fa a paragonarli. E’ certo che il “nostro film” è “Palestina 36”.
Ma mostrare ad un pubblico più vasto la vera natura di Israele, la normalizzazione del genocidio serve o no?

Molti dicono: “I palestinesi hanno denunciato, gridato, documentato, ma solo quando lo dice un israeliano, la sala si alza in piedi e viene creduto”
Vero! Ma il problema non è di chi ha fatto il film documentario, ma del pubblico che lo ha visto a Venezia, o che lo sta vedendo ora nei cinema delle varie città.
Alla piccola/media borghesia piacciono i palestinesi “vittime”, in generale i popoli vittime, non quando si ribellano, resistono in armi, qui fanno le “pulci”, le prese di distanza….
Ma, allora, il film Naza è negativo? Si presta volutamente a questo gioco?
Proviamo a portare, imponiamo la sua visione nelle scuole, facciamolo vedere ai giovani, organizziamo visioni nei posti di lavoro dove è possibile o nei quartieri proletari, popolari… Allora, le cose cambiano, non ci saranno “applausi anche autoconsolanti”, ma rabbia.
Naza – come dice ancora Francesca Fornario - non è un film su chi denuncia il Genocidio. È un film su chi giustifica il Genocidio. Un film su chi lo normalizza. «Era divertente. Era come un videogame» dicono gli intervistati. E la denuncia della “normalizzazione”, è importante, riguarda anche noi, riguarda parte del movimento pro Palestina che si è fermata.

Altri dicono: I soldati in “Naza” non “piangono”, non si pentono, a parte chi denuncia che ciò che sta facendo è quello che hanno fatto i nazisti, gli altri rivelano, confermano tutto il loro orrore, non sono affatto “dissidenti”.
Ma questo è se mai il merito del film, perché è la realtà. Non pensiamo affatto che chi sente le parole di quei soldati pensi che abbiano un millesimo di umanità.
Come dicono gli stessi intervistati, non si tratta neanche di uccisioni di “vittime collaterali” (che in ogni guerra imperialista ci sono); i soldati bombardano le case, vi danno fuoco anche quando sanno che non c’è al loro interno alcun membro di Hamas, né simpatizzante, ma solo civili, donne, bambini; coscientemente premono il bottone sapendo bene che non uccideranno nessun “terrorista” ma intere famiglie, neonati; devono massacrare un intero popolo e lo massacrano anche quando gli fanno arrivare il pane; anzi – hanno detto nel film - quella è una situazione di aggregazione di masse di palestinesi, tantissimi bambini, più utile ad un massacro di massa di palestinesi.
Il Film non dà un messaggio di assoluzione della società israeliana, non distingue una parte cattiva e una decente, tormentata. I soldati al massimo, per giustificarsi e legalizzare il genocidio, dicono «Facciamo quello che la società israeliana vuole che facciamo. Se ti dicono che devi radere al suolo Gaza, tu devi radere al suolo Gaza». Chi sono i veri terroristi?
Noi diciamo che è più che “il sistema” generico, è lo Stato israeliano. Da qui ne viene che è lo Stato israeliano, basato sulla dottrina sionista che deve essere cancellato, perchè uno Stato fondato ideologicamente, politicamente, militarmente sul genocidio, sulla deportazione. Israele (ben accompagnata dagli Usa di Trump) è fuori da ogni “civiltà”, “legalità” anche borghese, e, quindi, non può esistere; non è possibile sostituire ad un sistema un altro sistema. Quindi, altro che “Due popoli, due Stati”, ma un solo Stato, la Palestina dal fiume al mare!

Altra questione che riguarda la “sinistra”. O si dice che i soldati israeliani sono coscientemente delle macchine orribili di morte per migliaia di palestinesi, per bambini, che in una altra società non avrebbero diritto di vivere; o si chiede a loro stessi, come diceva un articolo di stampa di sinistra, di “consegnare le prove agli investigatori, i nomi ai procuratori, di comparire davanti a un tribunale…”; e, quindi, i giornalisti del film “Naza” che non gliel’hanno chiesto e che hanno accettato l’anonimato degli intervistati, avrebbero contribuito ad una specie di assoluzione.
Queste sono stupidaggini da piccoli borghesi moralista. Ai nazisti autori dell’olocausto non si chiedeva certo a loro di comparire davanti ad un tribunale, ma li si scovava e li si portava con la forza.
Come è una stupidaggine dire che il palestinese dell’altro film degli stessi registri “No Other Land”, è stato aggredito, pestato a sangue, portato in carcere, e invece loro, i registi, hanno ricevuto ovazioni. A parte che ora il governo di Netanyahu sta perseguitando i due registi, vuole revocargli la cittadinanza israeliana; ma che centra!? E’ l’imperialismo, bellezza! I rappresentanti dei popoli oppressi vengono aggrediti, pestati, uccisi, i democratici dei paesi imperialisti, o di Israele, vengono “solo” perseguitati, messi all’indice. Chi ha una diversa visione e si scandalizza della profonda condizione differente tra popoli oppressi e popolazione dei paesi oppressori, è quanto meno un illuso

Ancora si dice: “Naza non aggiunge molte informazioni a chi già si documenta da anni da fonti de-sionistizzate, e soprattutto a chi è in contatto con le famiglie palestinesi della Striscia. Già conoscevamo il sodalizio perverso e sadico tra intelligenza artificiale e disumanizzazione emotiva nei ranghi militari israeliani”.
E’ vero, il movimento di solidarietà con la Palestina già ben sapeva del genocidio di Gaza, esso stesso ha diffuso prove, documentari, dati, video sul massacro in corso, ma la gran massa della gente, no; e se questo film, come spesso è successo nella storia, in quanto film riesce ad arrivare ad un pubblico più vasto, è un bene.
Se dobbiamo dire ciò che il film non aggiunge niente, è quando denuncia il numero dei palestinesi uccisi, le stesse immagini dei palestinesi che scavano tra le macerie delle case per salvare i figli, le abbiamo tremendamente conosciute, e qui mandare quelle immagini finali sulle vittime e non altre, della resistenza dei palestinesi, della rabbia delle donne palestinesi, è una scelta dei registi che avremmo voluto differente.

Altra questione. Si critica il film perché comincia dal 7 ottobre e non da tutte i massacri, le atrocità, le deportazioni che il popolo palestinese ha subito da 75 anni.
Ok comincia dal 7 ottobre. Ma ciò che c’è da criticare, da respingere non è questo, ma la parte del film che per mostrare cosa è avvenuto il 7 ottobre, si avvale degli stessi video e spiegazione di Israele, degli Usa, di tutte le televisioni dei paesi imperialisti, avallando di fatto l’interpretazione, la propaganda israeliana del 7 ottobre come azione “terrorista”, in cui gli assassini erano Hamas, i palestinesi, mentre i giovani israeliani erano le vittime. Ecco, qui sì i giornalisti hanno fatto, non sappiamo se intenzionalmente o meno, un servizio ad Israele, falso; non hanno fatto “documentazione”

Si critica anche che il film mostra le abitazioni degli israeliani, la normalità, tranquillità della vita che vi si svolge dentro – in contrasto totale con la non vita dei Palestinesi nelle loro case che da un momento all’altro vengono distrutte e vi muoiono. Ma quelle immagini dentro le abitazioni degli israeliani, secondo noi, invece, confermano la terribile normalizzazione del genocidio, per cui tu soldato un’ora prima hai massacrato bambini, neonati e un’ora dopo ti fumi una sigaretta, ti bevi un aperitivo tornavamo qui a fare l’aperitivo, “prendi in braccio i figli dopo aver sterminato i figli degli altri”. E non solo i soldati dell’Idf, ma tantissima parte della gente israeliana vive “tranquillamente la sua vita, mentre a poche decine di kilometri i suoi amici, conoscenti, stanno bruciando le case, con i palestinesi, grandi, piccoli, neonati, dentro. Questo è il nazismo! Questo lo abbiamo già visto possibile nella nostra storia. Ed è bene che questo nazismo lo si vede durante e non dopo.

Ma, ripeto, facciamo girare questo film e vediamo “l’effetto che fa”.

Vogliamo, però, concludere con un’altra riflessione e “speranza”.

I soldati dell’Idf possono sembrare potenti, imbattibili, le loro armi, i droni, l’uso dell’Intelligenza artificiale (quella più probabile nell’epoca dell’imperialismo e nella fase di guerra mondiale “a pezzi” o concentrata” – per cui non siamo d’accordo con chi, oggi, con il moderno fascismo al potere in tanti paesi, fa una distinzione tra un uso buono e uno cattivo dell’IA), sembrano impossibili da sconfiggere per le masse, i popoli, i proletari. Ma non è così. E in questo, per chi vuole capire, anche le interviste del film Naza aiutano.
Questi soldati sono forti da lontano, con il genocidio a “videogame”, sono degli automi, col cervello sintonizzato su come e quando devono massacrare – non gli serve per pensare.
Questo esercito che sembra potente, proprio perché è così orrendo, le masse, l’intelligenza collettiva delle masse, può sconfiggerlo. Non certo mettendosi in concorrenza con il loro armamento, ma usando l’armamento, la via già dimostrata dei popoli, della guerra di popolo, in cui tutto il popolo è armato, anche - e perché no? – i bambini. Il piccolo paese del Vietnam ce lo ha insegnato, sconfiggendo il grande imperialismo americano.

MC

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