sabato 22 agosto 2026

Ieri in piazza le voci dell'altra Taranto proletaria e popolare, contro la Kermesse Istituzionale dei "giochi del mediterraneo" - 1° parte



A Taranto ieri abbiamo condotto e parzialmente vinto una sfida impossibile in una città occupata e irregimentata per i giochi.
Abbiamo lavorato per la polarizzazione in città, tra tutti i poteri e la nostra mobilitazione che è stata l'unica alternativa visibile di voce proletaria e popolare.

C'è stata anche una polarizzazione nel nostro campo tra 'falso movimento" ad egemonia piccolo borghese. una parte del quale ha preferito proprio ieri farsi le proprie feste al chiuso, e l'organizzazione proletaria antagonista classista che su tutti i temi centrali ha posto la necessità della lotta, e di stare tra le masse.

Siamo stati complessivamente una 50ina di persone; presenti oltre a compagne e compagni dello Slai cobas sc Taranto e del Cobas Lavoro privato da Brindisi, delegazioni dalla Basilicata di rappresentanti della lotta dei lavoratori degli appalti Stellantis, e della battaglia ambientalista e su condizione dei migranti, poi antifascisti di Taranto, compagne e compagni impegnati nella mobilitazione per la Palestina, e vari altri che si sono uniti in piazza e hanno partecipato stabilmente a tutta l'iniziativa.

In piazza Immacolata un palco che c'era già ci ha permesso una sua intera "occupazione" spettacolare con striscioni, cartelli, bandiere che colpiva l'occhio della gente che passava che si fermava ad ascoltare gli interventi. spettacolare; dopo le 20 ci siamo recati in piazza Della Vittoria, per coprire tutto il centro di Taranto, dove sono continuati gli interventi, anche qui seguiti dalle persone che passavano, nonostante qui vi era un massiccio spiegamento di uomini, blindati, delle forze dell'ordine di ogni tipo, polizia, carabineri, ecc., che praticamente bloccava la parte di via D'Aquino verso il ponte. Qualche giornalista straniero, venuto per i "Giochi del Mediterraneo" ha fatto capolino alla nostra manifestazionee uno in particolare ha voluto lanciare con i nostri altoparlanti lo slogan "Palestina libera dal fiume al mare".

Nel finale è stata lanciata la preparazione con Brindisi e Basilicata della manifestazione a Bari del 4 settembre, contro la discesa nazionale di Fratelli d'Italia, con presenza della Meloni per "festeggiare" il loro governo "più longevo".      

Gli interventi lunghi e argomentati li pubblichiamo via via da oggi e negli altri giorni (ci scusiamo per alcuni interventi, come quello del compagno di Potenza, per cui è saltata la registrazione). 

Allo stadio vi è stata la cerimonia da claque - kitsch, da sagra paesana, a cui hanno presenziato molto meno persone di quante annunciate nei giorni precedenti - con un solo momento importante registrato anche dalla stampa: i fischi alla Meloni quando è apparsa sul megaschermo e quando è stata salutata dai gestori dei giochi.

VOCI DALLA MANIFESTAZIONE

   

Slai cobas per il sindacato di classe

Cobas lavoro privato Brindisi

 Proletari comunisti Taranto

«Braccianti al lavoro 12 ore sotto il sole», tre fratelli di Castellaneta a giudizio per caporalato

«Braccianti al lavoro 12 ore sotto il sole», tre fratelli di Castellaneta a giudizio per caporalato

I tre sono titolari di un'azienda agricola. I lavoratori costretti a pagare anche l’affitto al padrone per un alloggio fatiscente

Lavoravano per oltre 12 ore al giorno senza nemmeno il riposo settimanale. Si spaccavano la schiena sotto il sole rovente delle campagne del Tarantino per stipendi ben al di sotto di mille euro al mese. Alloggiati in appartamenti fatiscenti per cui erano costretti a pagare l'affitto e in cui hanno dovuto comprare un ventilatore per trovare un minimo di sollievo. È quanto emerso dall'ultima inchiesta sul caporalato condotta dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro che ha portato sotto accusa tre fratelli titolari di un'azienda agricola nell'area di Castellaneta: sfruttamento della manodopera è il reato contestato dal pubblico ministero Remo Epifani che ha coordinato l'inchiesta prima del suo trasferimento alla Procura Generale. Per l'accusa i fratelli, Francesco, Sante e Saverio Iacobellis difesi dall'avvocata Elisa Pugliese, avrebbero sottoposto lavoratori stranieri e italiani «a condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno» costringendoli persino a subire «metodi di sorveglianza degradanti» come si legge nel capo d'imputazione. Non solo. Per il pm Epifani i lavoratori e le lavoratrici sarebbe stati esposti anche «a situazioni di grave pericolo derivanti dalla lunga esposizione al caldo nel periodo estivo e dalla possibile inalazione di prodotti fitosanitari».

Accuse che ora dovrà essere un dibattimento a valutare: comincerà infatti a novembre il processo nei confronti dei tre imputati dopo il rinvio a giudizio disposto su richiesta della Procura.

L'inchiesta del carabinieri del Nil, come detto, ha portato alla luce, secondo l'accusa, non solo le difficili condizioni in un cui donne e uomini erano costretti a operare, ma anche la situazione logistica che hanno dovuto accettare: secondo le testimonianze rese da uno dei braccianti, infatti, l'abitazione era vecchia e composta da due camere, cucina e bagno e condivisa da più dipendenti: l'impianto di riscaldamento non funzionante patendo così il freddo nei mesi invernali mentre per affrontare il caldo gli «ospiti» hanno dovuto acquistare un ventilatore. Soldi che scalavano da uno stipendio che, nonostante le 12 ore di lavoro quotidiane, con appena due riposi in un intero mese, non superava gli 800 euro. Una volta ricevuto lo stipendio, inoltre, alcuni lavoratori erano costretti a prelevare parte del denaro per consegnarlo al datore di lavoro come pagamento dell'affitto.

venerdì 21 agosto 2026

Un saluto militante ai governanti fascisti oggi presenti a taranto


 

Le ragioni della protesta di piazza in occasione dei giochi del mediterraneo - il futuro che vogliamo si conquista con la lotta

Dalla parte di tutti coloro che protestano - contro coloro che invece hanno preferito stare a casa o nel chiuso delle loro sedi

Un canto ribelle quanto mai necessario alla nostra città oggi

Calcio&Rivoluzione: Nuovo stadio Iacovone di Taranto: anche se bello non ci piace - un contributo interessante

 dal finale dell'articolo

........E l’inaugurazione? La bellissima Cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo? Permetteci di dirlo con nettezza: nulla di più brutto, praticamente mostruoso. E qui non ci riferiamo alla facile ironia verso una proposta artistica che considera Albano Carrisi una delle eccellenze della Regione.

Il problema vero è il parterre di mostri che saranno presenti: Meloni, La Russa, Fontana, Mattarella, gli inetti sindaci dei capoluoghi pugliesi, etc. etc…Nella città dell'acciaio sfila chi rappresenta l’inquinamento e lo sfruttamento. Nella città occupata dalle basi militari sfila chi rappresenta la guerra e il riarmo. Nella città dove ha trovato la morte Bakary Sako, presenzieranno all’inaugurazione coloro che rappresentano il razzismo come pratica istituzionale. Nell’anno 2026 era difficile insozzare peggio di così il battesimo del nuovo Iacovone.


Brutto dentro ma bello fuori

Il 21 pomeriggio però, nel centro città, a piazza Maria Immacolata, alle 18:30 poco prima dell’inizio della cerimonia di apertura, ci sarà anche una contestazione contro tutto questo e non solo. Varie realtà politiche, sociali e sindacali pugliesi hanno deciso di tenere aperto lo spazio del conflitto, della contestazione e del dibattito. Per gli operai dell'ex Ilva, per i morti di inquinamento, per i morti di guerra e di razzismo, per i disoccupati di Taranto e non solo, al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio; ma anche per contrastare il modello che vuole le città in macerie ma piene di grandi eventi, al servizio degli speculatori ma addobbate a festa, piene di telecamere ma senza lavoro né servizi.......

Calcio&Rivoluzione Nuovo stadio Iacovone di Taranto: anche se bello non ci piace - un contributo interessante

x 21 agosto- tappezzata la città

In via Ancona - vicino lo stadio


Al mercato Fadini

giovedì 20 agosto 2026

21 agosto - Inauguriamo una nuova stagione di lotta per il futuro di proletari e masse popolari a Taranto

 

La proposta di Federacciai sull'Ilva - se non è zuppa e pan bagnato: sempre migliaia di tagli di posti di lavoro e nessun piano per bonifiche e ambiente - Ne parliamo con calma in seguito

info stampa

Ex Ilva, la siderurgia italiana scende in campo: Federacciai e 14 imprese presentano la manifestazione di interesse. Tra i gruppi coinvolti Arvedi, Acciaierie Venete, Beltrame, Feralpi e Marcegaglia, insieme a quattordici imprese associate, hanno presentato la manifestazione d’interesse per gli stabilimenti. Una mossa che resta circoscritta alla sola area a freddo dell’impianto di Taranto, ma che apre a nuovi possibili scenari. A trainare il carro sono «praticamente quasi tutti», come aveva già detto Gozzi. Arvedi, Duferco, Feralpi, Marcegaglia, Abs. E ancora Acciaierie Bertoli Safau, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (Gruppo Asonext), Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Ferriera Valsabbia, Lucchini, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel.

La forma della cordata italiana si fa quindi più nitida all’interno di un mese che resta ancora cruciale per il futuro dell’ex Ilva. A pesare è sempre il ticchettio della «bomba sociale» innescata dalla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, come stabilito dal decreto della Corte d’Appello di Milano, con lo stop che resta fissato il prossimo 26 ottobre. Il rischio di esplodere infatti resta, soprattutto dopo che le imprese dell’indotto si sono dette pronte a procedere con la richiesta di licenziamenti collettivi. Un annuncio, quello della scorsa settimana, che si inserisce in iniziative definite «forti» dalle associazioni, richiamando alla necessità di una soluzione che guardi soprattutto ai lavoratori.

Il conto alla rovescia, dunque, non si ferma, mentre la partita della cosiddetta cordata italiana si continua a giocare sugli impianti che non sono interessati dallo stop previsto per il 26 ottobre. Sull'intero perimetro aziendale, quindi anche sull'area a caldo, resta invece puntato l’occhio di Jindal, che ha recentemente aggiornato la sua proposta.

Il passo avanti rappresentato dalla manifestazione d’interesse arriva al termine di una settimana di fuoco, in cui sindacati, associazioni e imprese dell’indotto sono state convocate al Mimit per trovare un piano d’azione comune. In quell'occasione, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso aveva ancora una volta spronato le aziende a fare fronte comune e ad avanzare una proposta. Dai tavoli però erano emerse anche altre possibili strategie. I commissari avevano infatti dato mandato ai propri legali di valutare la possibilità di appellarsi alla sentenza della Corte d’Appello di Milano. Una strada che per Antonio Gozzi era e resta non percorribile. «I problemi sono immediati - aveva già chiarito - e per un ricorso in Cassazione bisogna attendere almeno due anni». La strada ora appare meno inclinata, ma il percorso da compiere è tutt'altro che breve. La manifestazione d’interesse prescinde ancora da una serie di condizioni abilitanti. «Noi abbiamo dato al governo disponibilità immediata», aveva spiegato Gozzi lo scorso 10 agosto, che restano necessarie per consentire l'intervento industriale sulla vicenda ex Ilva.
 

Ex Ilva, tre nodi per la cordata italiana

Gianmario Leone
Come preannunciato nei giorni scorsi, Federacciai – Federazione Imprese Siderurgiche Italiane ha presentato la manifestazione di interesse per gli stabilimenti ex Ilva.

La manifestazione è stata sottoscritta, oltre che da Federacciai, da 14 imprese associate: ABS Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (Gruppo Asonext), AFV Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel.

La discesa in campo delle grandi realtà siderurgiche italiane è stata accolta con favore dal Governo e dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che in più occasioni aveva sollecitato un intervento dell’industria nazionale. La presenza di un secondo competitor industriale rispetto a Jindal potrebbe consentire di ottenere condizioni migliori per un asset che, dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano di fermare l’area a caldo, sembrava destinato alla chiusura.
Il primo tema è e resta quello occupazionale. Jindal, che ha presentato un’offerta simbolica da un euro per rilevare sia l’area a caldo sia quella a freddo, ha fatto sapere di essere disponibile ad aumentare il numero dei dipendenti da mantenere: dai 3.000-3.500 inizialmente indicati fino a 4.500 sui circa 10mila complessivi della vecchia Ilva.

Il raggruppamento degli operatori italiani sarebbe invece orientato a mantenere non più di 3.500 addetti, ritenuti sufficienti per le attività dell’area a freddo, che rappresenta il perimetro di interesse della cordata.

La perimetrazione

Dal momento dell’annuncio della cordata, le grandi realtà siderurgiche italiane hanno spiegato il proprio ingresso nella partita proprio alla luce del nuovo scenario determinato dalla decisione della Corte d’Appello di Milano. Il perimetro dell’asset da acquistare, nella loro prospettiva, è cambiato e dovrebbe comprendere soltanto i siti dedicati alle attività a valle: a Taranto come a Genova, Novi Ligure e Racconigi, gli impianti per la laminazione, il taglio dei nastri e la zincatura.

La decisione della Corte d’Appello di Milano ha infatti rimodulato lo scenario, escludendo dal perimetro dell’operazione l’area a caldo. È da questa nuova configurazione che è maturata anche la scelta degli operatori italiani di presentare una manifestazione di interesse. Da qui la richiesta ai commissari di predisporre un nuovo bando di gara, con una perimetrazione coerente con il nuovo assetto. Un’ipotesi che non convince il Governo, preoccupato soprattutto dal rischio di un ulteriore allungamento dei tempi per il salvataggio dell’ex Ilva, che dispone di risorse fino all’autunno.

Per i componenti della cordata, tuttavia, una nuova gara sarebbe necessaria per evitare possibili ricorsi e richieste di risarcimento da parte degli operatori che hanno già partecipato alla procedura e presentato un’offerta nell’attuale manifestazione di interesse.

Ma c’è anche un’incognita legata alla partita giudiziaria. Un eventuale pronunciamento della Corte di Cassazione favorevole al ricorso presentato dai commissari potrebbe infatti rimettere in discussione lo scenario sul quale si sta costruendo la nuova operazione industriale. Se l’area a caldo tornasse a essere nuovamente parte del perimetro, occorrerebbe capire che cosa accadrebbe alla proposta della cordata italiana e all’intera procedura di cessione.

Quanto vale l’area a freddo?

Altro punto di distanza riguarda il valore degli impianti. A differenza di quanto previsto per gli altiforni, i commissari puntano a monetizzare la cessione dell’area a freddo. Gli asset sarebbero stati valutati tra i 600 e gli 800 milioni di euro. Una valutazione che non sarebbe condivisa né dagli operatori siderurgici italiani né da Jindal.

Entrambi sarebbero disponibili a presentare per questi asset soltanto un’offerta simbolica, pari a un euro. Alla base della posizione degli acquirenti ci sarebbe la necessità di sostenere investimenti molto rilevanti sugli impianti.

La cordata italiana avrebbe stimato circa 300 milioni di euro soltanto per introdurre le migliori tecniche disponibili (BAT), sul fronte ambientale e per rimettere in efficienza i treni di laminazione di Taranto.

Il nodo dello scudo legale

Resta infine la questione dello scudo legale.

Come gli altri soggetti che si sono affacciati alla gara per l’ex Ilva, anche gli operatori italiani avrebbero evidenziato la necessità di non rispondere, sul piano penale o ambientale, del cosiddetto “pregresso”: le azioni e le responsabilità riconducibili alle precedenti proprietà e amministrazioni del gruppo siderurgico.

Su questo punto, però, la politica mantiene una posizione particolarmente cauta, soprattutto dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha disposto lo spegnimento dell’area a caldo per la presenza di amianto e per i livelli emissivi, imponendo prescrizioni ambientali particolarmente stringenti.

L’altra partita: l’indotto

Mentre si discute del futuro industriale dell’ex Ilva, a Taranto cresce però la preoccupazione per le conseguenze immediate dello stop dell’area a caldo sulle imprese che lavorano per il ciclo integrale.

Sono circa venti le aziende dell’indotto che operano direttamente con l’area a caldo, per un totale di circa 2mila addetti impegnati in lavorazioni e servizi collegati al ciclo integrale. Di queste, una decina sarebbe già in condizioni particolarmente critiche.

Confindustria Taranto, Confapi Taranto e AIGI stanno monitorando costantemente le ripercussioni della decisione della Corte d’Appello di Milano, anche alla luce dei contratti in essere e dei crediti vantati dalle imprese nei confronti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.

Proprio la sorte di questi contratti rappresenta uno dei nodi più delicati. La decisione dei commissari di procedere con una manifestazione di interesse potrebbe essere legata anche alla necessità di dare un segnale di continuità alle aziende fornitrici che lavorano per l’area a caldo. Con l’uscita definitiva dell’area a caldo dal perimetro dello stabilimento, infatti, una parte dei contratti rischierebbe di venire meno, aprendo la strada a contenziosi con le amministrazioni straordinarie.

Il 30 luglio, intanto, Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha pagato le fatture dell’indotto emesse a gennaio e febbraio e scadute a maggio. Resta invece da capire che cosa accadrà alle altre fatture in scadenza.

Le imprese guardano alla liquidità della quarta e ultima tranche da 41 milioni di euro del prestito ponte da 390 milioni autorizzato dall’Unione europea per l’ex Ilva. Il Governo ha già provveduto alle prime tre tranche, rispettivamente da 149, 100 e altri 100 milioni di euro.

È questa la speranza delle aziende dell’indotto, che sottolineano come all’area a caldo sia collegato tra il 60 e il 70% dei contratti di Acciaierie d’Italia. Contratti che, con la fermata dell’area a caldo prevista a partire dalla fine di ottobre, rischiano di venire meno.

Ed è proprio qui che si concentra una delle maggiori preoccupazioni per Taranto. Da una parte c’è la costruzione di un nuovo assetto industriale, con la cordata italiana che guarda all’area a freddo e Jindal che resta interessata all’intero perimetro; dall’altra ci sono imprese che devono continuare a lavorare e a essere pagate nel presente. La partita giudiziaria, quella industriale e quella finanziaria dell’indotto procedono quindi contemporaneamente e finiscono per intrecciarsi.

È in questo passaggio – l’uscita dell’area a caldo dal tavolo della cessione, la nascita della cordata italiana, il ricorso in Cassazione dei commissari, la possibile richiesta di sospensiva da avanzare alla Corte di Appello di Milano e le crescenti tensioni finanziarie dell’indotto – che si concentrano il paradosso e tutta la criticità della crisi dell’ex Ilva.

mercoledì 19 agosto 2026

Sulla discussione sul 21 agosto nel Coordinamento Freedom Flotilla

Riportiamo di seguito due report sintesi dell'assemblea del Coordinamento Freedom Flotilla (della responsabile per Taranto e provincia e di uno dei partecipanti) tenutasi il 17/8 perchè in essa si è parlato della proposta di manifestazione in piazza del 21 agosto in occasione dell'apertura dei giochi del mediterraneo; con alcune nostre precisazioni e invito a tutte e tutti ad esserci.

Prima di tutto, questa manifestazione è stata proposta dal Cobas Lavoro privato di Brindisi (anzi, è stato il primo a dire giustamente che era necessario il 21 essere in piazza) e dallo Slai cobas Taranto; quindi è inesatto parlare solo dello Slai cobas.

Secondo, nel contesto dei tempi disponibili non si poteva aspettare il 17. In ogni caso avevamo per tempo informato la rappresentante del Coordinamento FF, Mariangela, che per la preparazione che richiede questa mobilitazione (autorizzazioni Digos con varie volte convocati in questura per lunga trattativa, avvisi, preparazione di locandine, materiali per pubblicizzarla, organizzazione pratica dell'iniziativa, ecc. ecc.) non potevamo essere presenti all'assemblea del 17 - come peraltro avevano detto in tanti, per varie ragioni anche personali; avevamo anche suggerito che i punti sul bilancio dell'attività del Coordinamento si tenessero dopo le mobilitazioni del 21 a Taranto e del 4 settembre a Bari (in cui Meloni e tutta FdI a livello nazionale verranno a "celebrare" il loro governo più longevo).

Terzo, dati i tempi stretti (non decisi certo da noi o da Brindisi - ma dall'apparato istituzionale dei giochi del mediterraneo, che ha annunciato il 21, e i nomi di chi doveva venire (Meloni, La Russa, Mattarella) agli inizi di agosto - abbiamo fatto appena possibile una riunione telematica aperta, pubblica, informando tutti e tutte sia coordinamento FF, organizzazioni, che singoli, mandando a tutti il link, ma questo è stato ignorato, nè ci sono state proposte alternative praticabili in urgenza.

Ugualmente, dal giorno del corteo musicale a Taranto vecchia abbiamo cominciato a parlare con la rappresentante del Coordinamento e Casa del popolo della necessità di mobilitarci sia a Taranto che a Bari il 4/9; dopo di che si può dire che quasi ogni giorno abbiamo informato il coordinamento e i suoi partecipanti, passo passo del 21, dei problemi, dei suoi contenuti - non decisi dallo slai cobas o dal cobas Lavoro privato ma dalla realtà grave sul terreno occupazionale e ambientale di Taranto (in primis ex Ilva); abbiamo anche cercato con alcune organizzazioni di parlare direttamente (es. casa del popolo). Ma vi è stato un netto silenzio, ne per dire SI, ne per dire NO, ne per dire altro per il 21.

Ora, invece, ci troviamo ad essere anche accusati di non aver voluto organizzarlo insieme. 

Nello stesso tempo dai report del 17 non è chiaro il perchè politico di non voler il 21 fare una mobilitazione che porti l'altra Taranto, la voce dei gravi problemi di Taranto in piazza (se non, che scendere in piazza nei numeri che siamo sarebbe stato usato dalla Meloni pro domo sua... - come ci ha detto Mariangela - Ma veramente? Allora sempre dovremmo stare fermi e zitti o al massimo farci le iniziative al chiuso). Ci si trincera dietro le "modalità di preparazione" - cosa non vera, come prima detto - ma nella sostanza si lascia in pace il manovratore, non si dà voce alla Taranto dei lavoratori, della popolazione. E alcuni come Fgc ed Urupia scelgono proprio il 21 per fare loro feste. Questo è sbagliato, è ciò che voleva la questura, il Comune, la Prefettura. I tempi in generale, come in questo caso, non li scegliamo noi, per poter preparare "denunce profonde". Ma oggi quello che è veramente importante è scendere in piazza, schierarsi non a parole, ma mettendoci la faccia. 

Solo ieri alle 14 con il comitato predisposto dall'organizzazione dei giochi: prefettura, questura. comune, ecc che naturalmente non ci voleva dare quasi nulla (al massimo un solo presidio statico ma non al centro), abbiamo - dopo 2 incontri e telefonate - ottenuto non solo piazza Immacolata, ma anche piazza Della Vittoria per coprire il centro di Taranto. E' stata una parziale vittoria, faticata, per dare voce  e rappresentanza a tutti coloro che non si possono riconoscere nel potere.

Ora tutti e tutte hanno la responsabilità se portare voce e contributo o stare al gioco truccato dei giochi e dei signori che qui verranno - Noi ci siamo sempre o quasi sempre alle iniziative - vedi anche il corteo musicale di città vecchia - basandoci sull'interesse generale della lotta.

Come si fa a non scendere in piazza il 21?

Per lo Slai cobas Taranto - Margherita Calderazzi

I DUE REPORT sull'argomento


Del Coordinamento:

1) Criticata l'assenza dei promotori dell'iniziativa (impegnati nella costruzione della stessa), le modalità e le tempistiche con le quali si è costruito questo  momento di protesta.
Dai presenti ma anche dagli assenti (impegnati tra ferie e altro fuori dal tarantino) che avevano già espresso la loro opinione, è emersa la necessità e la volontà di costruire collettivamente un percorso che porti ad essere presenti anche nelle manifestazioni di piazza, in modo completo e condiviso.
Il coordinamento non parteciperà alla manifestazione del 21, come Coordinamento Freedom Flotilla Italia Taranto e provincia; questa decisione non limiterà né inficerà in alcun modo chi deciderà liberamente di esserci, come singola unità o con la propria realtà di appartenenza originaria.

2) Nella riunione di ieri sera del Coordinamento Freedom Flotilla, erano presenti realtà cittadine e persone provenienti dai paesi vicini, facenti parte di organizzazioni o semplici attivist*.

Si è discusso di vari punti il primo è stata la manifestazione del 21 Agosto ore 18,30 in piazza Immacolata.

È stato deciso dai presenti, che, pur riconoscendo la validità di una mobilitazione durante i giochi del Mediterraneo a Taranto, per le modalità messe in atto nella costruzione di questa manifestazione il Coordinamento non aderisce con la propria sigla all'evento.

Lo Slai Cobas non era presente con nessuno rappresentante in quanto impegnato in altro. Dunque non si sono.potute fare domande a chi, negli ultimi giorni ha organizzato questo momento di protesta.

Durante l'assemblea, è stata , più volte ribadita la necessità di manifestazioni politiche che siano frutto di un percorso che mette insieme i diversi pezzi di un mondo che cerca di resistere alla barbarie e disgregazione in atto , attraverso processi di discussione e consapevolezza degli obiettivi da raggiungere. Non servono auto convocazioni senza processi di costruzione collettiva.

Un evento pubblico deve essere l'ultimo atto di un processo in cui si mettono in campo le differenti soluzioni pensate, le priorità vissute, le criticità nel fare politica in un territorio martoriato. Se non si applica questo faticoso metodo di confronto, si rischia di essere una piccola testimonianza critica, buona solo a sottolineare l'incapacità di una risposta forte e plurale.

I giochi NEL Mediterraneo sono giochi di morte e questo va denunciato attraverso una denuncia profonda che coinvolga tutte le realtà che vivono e soffrono in questo territorio.

Invita ogni persona a dare il proprio contributo personale, se sentito, ma non approva manifestazioni non costruite dal basso, in quanto semplici testimonianze e non frutto di processi di consapevolezza collettiva.

martedì 18 agosto 2026

Basta con il sovraffolamento, le pessime condizioni di vita dei detenuti nel carcere di Taranto - ieri poteva essere una tragedia

 Taranto, incendio in carcere: “Sfiorata la rivolta”
Da Corriere di Taranto 

È stata una notte di paura nella Casa circondariale di Taranto, dove un rogo nella sezione 2C del padiglione “Mar Grande” ha costretto gli agenti della Polizia penitenziaria a evacuare l’intera area. A denunciare l’accaduto è l’AL.Si.P.Pe, che parla di una “tragedia sfiorata” e torna a puntare il dito contro sovraffollamento, carenze di organico e condizioni strutturali dell’istituto. 
Le fiamme hanno prodotto un denso fumo, rendendo rapidamente irrespirabile l’aria. Durante le operazioni di messa in sicurezza, tre blindi non si sarebbero aperti a causa del blocco delle serrature. Gli agenti sarebbero quindi stati costretti a tagliare gli sbarramenti metallici per consentire l’evacuazione dei detenuti. 
Nel carcere di Taranto vi è la presenza di circa 850 detenuti a fronte di una capienza attuale indicata tra 350 e 400 posti.

Tra le misure indicate dall’AL.Si.P.Pe ci sono lo sfollamento della struttura per riportare l’affollamento entro i limiti, il potenziamento dell’organico della Polizia penitenziaria e un piano straordinario di manutenzione, con controlli immediati su sistemi di apertura, chiusura e impianti antincendio. 

MATTARELLA IN PASSERELLA A TARANTO... ADESSO SI GIOCA...


Mattarella incontra il Sig. Isaac Herzog Presidente dello Stato di Israele
quirinale.it
Mattarella incontra il Sig. Isaac Herzog Presidente dello Stato di Israele
  
MENTRE COSTORO CONTINUANO A "GIOCARE" SULLE CARNI SQUARTATE, I CORPI MACIULLATI, L'INFANZIA ANNULLATA, VIOLENTATA E ASSASSINATA, LE TERRE BRUCIATE, RUBATE, IL BESTIAME TRUCIDATO, LE CASE OCCUPATE IN CISGIORDANIA DALL'ESERCITO E SOTTRATTE ALLE LEGITTIME FAMIGLIE DAI COLONI ARMATI E PROTETTI. ACQUA NEGATA, RUBATA, ETTRICITA' TAGLIATA, MALATI SENZA CURE, MEDICINE, OSPEDALI. SI MUORE DI TUTTO IN PALESTINA. E IN CISGIORDANIA COME A GAZA.
ISRAELE GENOCIDA E' LADRO. NON HA UNO STATO. QUELLO STATO E' FALSO, USURPATO. QUELLA TERRA E' RUBATA.
QUESTI SONO GLI AMICI DI CUI IL MATTARELLA E COMPANY VANNO FIERI.
LORSIGNORI VERRANNO A TARANTO IL 21, ALL'INAUGURAZIONE DEL GRANDE BARACCONE DEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO... PER OCCULTARE I LORO DI "GIOCHI", SPORCHI ED ASSASSINI.
IL MEDITERRANEO... IL CIMITERO DEI TANTI E TANTI MIGRANTI FATTI MORIRE ANNEGATI... IL MEDITERRANEO.. LO STESSO MARE DEI FRATELLI E SORELLE NOSTRI PALESTINESI..
STRETTE DI MANI, PRIMA AL POLACCO NAZISTA NETANYAHU E POI AL SUO COMPARE HERZOG, MANI GRONDANTI DEL SANGUE DEI MARTIRI, PARTIGIANI, UOMINI, DONNE, BAMBINI, FETI ESPULSI PER IL CONTRACCOLPO DELL'ONDA D'URTO DI ESPLOSIONI DI DRONI MIRATI E BOMBE.
MANI INSANGUINATE DI BOMBE, DAL GENOCIDIO DI UN POPOLO LEGITTIMO DELLA PALESTINA. I NATIVI.
MATTARELLA, SERVO E COMPLICE, A TARANTO IL 21 INSIEME AI SUOI COMPAGNI D'ABBUFFATA AL CASTELLO A " GUSTARE LE ECCELLENZE AGROALIMENTARI".. QUELLE "ECCELLENZE" CHE FIORISCONO DAL SANGUE DI TUTTI GLI SFRUTTATI NEI CAMPI DI RACCOLTA A QUATTROSOLDI, DOVE SI MUORE ... ANCHE BRUCIATI  CON LA BENZINA ... COME AD AMENDOLARA QUESTO GIUGNO..
E NON SOLO DI SOLE COCENTE ...
IL 21 CI SI VEDE...E CI SENTIRETE... 
PALESTINA LIBERA
DAL FIUME AL MARE.... IL MAR MEDITERRANEO.
🇵🇸🇵🇸🇵🇸🇵🇸🇵🇸🌻

lunedì 17 agosto 2026

Le lavoratrici degli asili di Taranto hanno strappato un'altra battaglia

le lavoratrici alle pulizie dello
stadio con la rappresentante
dello Slai cobas


Quest'estate hanno ottenuto di lavorare tutti i due mesi estivi di sospensione - dal lavoro e dal salario - (luglio e agosto). 
Questo risultato è significativo non solo perchè quest'estate è stato impedito, come invece era successo nei due anni precedenti, che venissero mandate a casa da Comune e Ditta, ma anche perchè crea un precedente che non deve essere messo più in discussione: le lavoratrici devono lavorare per tutto l'anno!
Questo risultato ancora una volta è stato conquistato con la lotta: sciopero, presidi, assemblee. 
E l'hanno conquistato solo le lavoratrici dello Slai cobas per il sindacato di classe, per tutte; mentre i sindacati confederali e l'Usb non hanno fatto nulla per imporre il lavoro in estate. 
Non solo. Poichè una parte di questo lavoro estivo si è svolto nelle pulizie post cantiere allo stadio di Taranto dei "Giochi del Mediterraneo", è stato chiesto e ottenuto che venisse aumentato il salario orario per questi lavori più faticosi, fatti sotto il sole 
Ora a settembre ci aspetta un'altra importante battaglia: il netto miglioramento delle condizioni di lavoro nel prossimo appalto: aumento dell'orario di lavoro, aumento del livello retributivo, sicurezza e salute.

"Taranto - È tempo di pace e di giochi" - NO, è sempre più tempo di ribellione e lotta

Non facciamoci ingannare: i giochi passano... i grossi problemi per gli operai, lavoratori precari, senza lavoro, per i giovani, le donne, abitanti dei quartieri inquinati, per i malati, i disoccupati, i servizi che mancheranno ancora, ecc., restano eccome - Non sarà una imbellettata della città a nasconderli. Sia chiaro!

Per questo è un dovere, un obbligo, ma anche uno scatto di dignità, di piacere andare il piazza il 21 per gridare forte e chiaro: Ma quale conciliazione!? Senza giustizia nessuna pace a Taranto come nel Mediterraneo in Palestina, come nel mondo. E sarà tempo che 'giochiamo anche noi ' per mostrare che non siamo servi sudditi, succubi spettatori o benaltristi. - Ore 18.30 del 21 agosto piazza immacolata

Foto F. Manfuso

"Nemmeno a Ferragosto Taranto ha trovato tregua. Le redazioni sono state inondate da comunicati, analisi e controanalisi sull’ex Ilva: chi invoca la chiusura, chi difende la continuità produttiva, chi parla di rilancio e chi teme l’ennesima illusione. Due giorni di voci sovrapposte, senza un vero segnale di distensione. Si discute di amianto, polveri sottili, monitoraggi, limiti emissivi. Da una parte c’è chi denuncia rischi basandosi su scenari massimi; dall’altra chi chiede di giudicare lo stabilimento per ciò che produce davvero...

In mezzo a questo rumore, è arrivata una voce diversa. Durante l’Angelus, Papa Leone ha definito i Giochi del Mediterraneo una “profezia di pace”... Non un semplice augurio, ma una direzione: lo sport come ponte, la competizione come fraternità, la città dei due mari come simbolo di riconciliazione... proprio per questo, dovremmo fermarci un attimo.
Prima di surriscaldare un autunno che sarà già caldo di suo, prima di trasformare ogni tema in un fronte, proviamo a guardare ciò che la città sta mostrando: il bello, l’impegno, la capacità di rialzarsi. Gioiamo per ciò che Taranto è riuscita a costruire e per ciò che mostrerà nei prossimi mesi...

domenica 16 agosto 2026

Anche a Taranto non possiamo tacere - basta con l'assedio alle case in Cisgiordania - 21 agosto ore 18.30 piazza Immacolata

Taranto solidale con il popolo palestinese si rivolge alla comunità nazionale e internazionale

fermare il genocidio, l'annessione, la deportazione l'assedio che toglie l'acqua e luce

non abbiamo bisogno di riunioni, dobbiamo scendere in piazza qui e ora 

Slai cobas Taranto

#iostoconlapalestina Taranto 

sabato 15 agosto 2026

Ora tutti parlano di "Piattaforma" - ma abbiamo cominciato noi dello Slai cobas ...

Le mobilitazioni sono giuste e necessarie - chi non vi partecipa si pone al servizio di padroni, Stato, governo e gestori delle istituzioni locali

21 agosto ore 18.30 piazza immacolata

Ferragosto rovente non solo per il caldo: ex Ilva tra cordata italiana e mobilitazioni sindacali

Mentre prende quota l’ipotesi di un raggruppamento nazionale per gli impianti esclusa l’area a caldo, resta altissima la tensione sul fronte dei lavoratori. Lmo convoca un’assemblea pubblica per il 20 agosto, Slai Cobas prepara la mobilitazione del 21 in occasione dell’apertura dei Giochi del Mediterraneo

redazione.taranto@buonasera24.it

TARANTO - Ferragosto rovente a Taranto, e non soltanto per le temperature. La vertenza ex Ilva entra in una fase sempre più delicata, tra le ipotesi che riguardano il futuro dello stabilimento siderurgico e una mobilitazione sindacale che non concede tregua neppure nei giorni festivi.

Sul fronte industriale, secondo quanto pubblicato da Affari Italiani in un articolo a firma di Salvatore Isola, starebbe diventando sempre più concreta l’ipotesi di una cordata italiana per l’ex Ilva. Una soluzione che, secondo la ricostruzione, sarebbe considerata favorevolmente dal Governo, mentre l’offerta avanzata dagli indiani di Jindal non avrebbe convinto pienamente l’esecutivo, circostanza che avrebbe consentito di mantenere aperta la gara.

Maggiore apertura sarebbe invece riservata al raggruppamento costruito attorno a Federacciai e che comprenderebbe, tra gli altri, Arvedi, Marcegaglia, Feralpi, Duferco, Beltrame e Lucchini. La proposta, però, lascerebbe fuori l’area a caldo.

«Le condizioni abilitanti sono multiple, nel senso che riguardano la perimetrazione e gli altri aspetti», ha spiegato il presidente di Federacciai Gozzi, precisando: «Noi ci occuperemmo di tutti gli impianti esclusi quelli fermati dal decreto della Corte d’Appello di Milano».

Parallelamente, la pressione sindacale resta elevatissima. Lmo lavoratori metalmeccanici punta ad allargare la vertenza oltre il solo destino degli impianti e dell’occupazione, trasformandola in una discussione complessiva sul futuro industriale, ambientale, sanitario e sociale di Taranto.

Per questo è stata convocata un’assemblea pubblica per il 20 agosto al Parco delle Mura Greche Massimo Battista. Il ritrovo è previsto alle 19, mentre l’inizio dell’incontro è fissato alle 19.30.

L’appello è rivolto a lavoratori, associazioni, comitati, realtà sociali e cittadini, con l’obiettivo di elaborare una posizione comune e arrivare alla costruzione di una proposta da sottoporre successivamente al Governo e alle istituzioni competenti.

Secondo Lmo, la continuità produttiva non può più rappresentare l’unico parametro attraverso il quale affrontare la vicenda dell’ex Ilva. Il sindacato chiede che insieme alla questione occupazionale vengano considerate anche le ricadute ambientali, sanitarie, sociali e giudiziarie che interessano Taranto.

La vertenza, nella posizione espressa dal movimento, riguarda quindi non soltanto il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori, ma un’intera città che per decenni avrebbe sostenuto conseguenze pesanti sul piano della salute, dell’ambiente e delle possibilità di costruire un’economia meno legata alla grande industria.

«Non possiamo più accettare che salute, ambiente e lavoro vengano messi gli uni contro gli altri», sostiene Lmo, che propone un percorso capace di tenere insieme diritto al lavoro, tutela sanitaria e giustizia ambientale.

L’appuntamento del 20 agosto viene presentato dunque come l’avvio di un percorso collettivo destinato a produrre una piattaforma più ampia sul futuro di Taranto.

Il giorno successivo sarà invece Slai Cobas Taranto a promuovere una mobilitazione nel capoluogo ionico, scegliendo una data particolarmente significativa: il 21 agosto, giornata dell’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo.

Al centro della protesta ci sarà ancora una volta la situazione occupazionale dell’ex Ilva e delle aziende dell’indotto, con il richiamo al provvedimento della Corte d’Appello di Milano che dispone entro il 28 ottobre la chiusura dell’area a caldo.

La manifestazione del 21 agosto, spiegano le organizzazioni, sarà l’occasione per «continuare a chiedere per Taranto tutela del lavoro, salario, sicurezza e salute in fabbrica e sul territorio», con particolare attenzione ai lavoratori dello stabilimento e dell’appalto.

Slai Cobas e Cobas chiedono inoltre investimenti alternativi e un modello di sviluppo differente per il territorio, collegando la vertenza tarantina anche alle trasformazioni industriali in atto a Brindisi, dove viene richiamata la progressiva chiusura dei cicli energetico e chimico.

In pochi giorni, dunque, Taranto si prepara a vivere un Ferragosto segnato non soltanto dal caldo estivo, ma anche da una temperatura sociale e industriale destinata a salire ulteriormente, mentre restano aperti contemporaneamente il dossier sul futuro dell’ex Ilva, quello occupazionale e il confronto sul modello di sviluppo della città.

L'altra Taranto ha il diritto e il dovere di far sentire la voce dei lavoratori e masse povere che non partecipano al banchetto allestito sulla loro pelle

Non in nostro nome

21 agosto ore 18.30 piazza Immacolata manifestazione

TARANTO: MATTARELLA ORGANIZZA UN SALOTTO DIPLOMATICO AL CASTELLO ARAGONESE PRIMA DELLA CERIMONIA DEI GIOCHI
 
Non soltanto sport, ma anche diplomazia, relazioni internazionali e occasioni di incontro ai massimi livelli. I Giochi del Mediterraneo di Taranto si preparano ad assumere anche questa dimensione, trasformando per qualche ora il capoluogo ionico in uno dei luoghi simbolici del dialogo tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
L’appuntamento è fissato per venerdì 21 agosto alle 18.30, quando il Castello Aragonese ospiterà un "ricevimento" organizzato direttamente dal Quirinale e voluto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Sarà un momento istituzionale, ma anche più disteso rispetto alla solennità della cerimonia inaugurale che seguirà poche ore dopo. Attorno alle eccellenze enogastronomiche del territorio si ritroveranno i 5 Capi di Stato e i 3 Capi di Governo che hanno formalmente annunciato la propria presenza a Taranto.
Gli inviti sono partiti direttamente dal Quirinale e portano la firma del Capo dello Stato. Alla serata prenderanno parte anche le principali istituzioni territoriali pugliesi e il commissario dei Giochi del Mediterraneo Massimo Ferrarese.
La scelta del Castello Aragonese non è casuale. Uno dei luoghi più riconoscibili e suggestivi di Taranto diventerà per alcune ore il punto d’incontro della diplomazia mediterranea, offrendo agli ospiti internazionali uno scenario profondamente legato alla storia della città e al suo rapporto con il mare.
Un’immagine destinata ad andare oltre l’evento sportivo. Se per le grandi competizioni internazionali è consuetudine affiancare allo sport occasioni di confronto politico e istituzionale, per il Mezzogiorno un appuntamento di questa portata rappresenta qualcosa di decisamente meno abituale.
Taranto avrà così la possibilità di presentarsi non soltanto come città ospitante dei Giochi, ma come luogo di accoglienza e confronto tra realtà diverse che condividono lo stesso spazio geografico e culturale.
Il ricevimento avrà inevitabilmente anche una dimensione simbolica. Il Mediterraneo, spesso raccontato attraverso crisi, tensioni e divisioni, sarà per una sera rappresentato attraverso l’incontro e la convivialità, con il territorio pugliese chiamato a fare da cornice e da elemento di raccordo.
Il momento al Castello Aragonese rappresenterà però soltanto la prima parte di una serata dal forte valore istituzionale.
Al termine del ricevimento, Mattarella, i Capi di Stato, i Capi di Governo e le autorità si trasferiranno allo stadio Erasmo Iacovone, dove alle 20 è prevista la cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo.
Sarà quello il passaggio dalla diplomazia allo spettacolo sportivo, con Taranto chiamata a mostrarsi al pubblico internazionale.
Prima delle luci dello stadio, però, ci sarà il Castello. E per qualche ora la città dei Giochi diventerà anche la città della diplomazia mediterranea.

venerdì 14 agosto 2026

Perchè gli operai ex Ilva, che stanno perdendo il lavoro, che rischiano ogni giorno la vita, non dovrebbero rovinargli la festa?

 Dal Quotidiano: 

"Il Messaggio degli operai: "Non rovineremo la festa ma lo Stato ci deve ascoltare"... potrebbe esserci l'ipotesi che, attraverso i canali istituzionali, e la Prefettura, si chieda un incontro anche breve con la presidente del Consiglio o forse anche col presidente della Repubblica..." 

MA CARI SINDACATI, E' SOLO "ROVINANDOGLI LA FESTA" CHE VI POSSONO ASCOLTARE!

Tutta questa accortezza, questo pregare un incontro, quando loro hanno già rovinato la vita degli operai; quando sono mesi e mesi che la Meloni non risponde alle vostre richieste di incontro, quando lo stesso Mattarella non è mai venuto neanche di fronte alle morti degli operai, e ora vengono a Taranto per i giochi, per farsi propaganda - come il 4 settembre la Meloni verrà a Bari per "celebrare" il suo governo "più longevo"; un governo dei padroni che non vuole risolvere i problemi del lavoro, della salute, dell'ambiente.

Sindacalisti, un pò di dignità, che diamine!

Operai, se volete far arrivare forte e chiaro alle orecchie di Meloni, Mattarella la vostra voce, allora venite alla manifestazione che lo Slai cobas e il Cobas lavoro privato hanno invece organizzato per il 21 agosto:

 

Alla parata istituzionale del 21 opponiamo la Taranto dei proletari, delle masse popolari

Giochi: grande parata istituzionale a Taranto

Vengono a Taranto a fare prima una grande abbuffata e poi l'autopropaganda di un governo, di uno Stato responsabili nella nostra città di perdita di lavoro/salari, del "gioco dell'oca" per l'ex Ilva sulla pelle di operai e degli abitanti di Taranto, di morti sul lavoro e da inquinamento, di giustizia negata, di tagli alla sanità, di appalti comunali all'insegna della massima precarietà, di giovani/ragazze senza futuro, di razzismo/di immigrati ammazzati, di complicità nel genocidio in Palestina, di una Base navale sempre più al servizio della guerra...

Leváteve! IL FUTURO CHE VOLETE CHE "ABBRACCIAMO" E' PER VOI BUONO, MA PER PROLETARI E MASSE POPOLARI E' NERO! 

NON CI INGANNATE!

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE DI PROTESTA

 

mercoledì 12 agosto 2026

L'altra Taranto in piazza per reclamare un altro futuro!

Presidio manifestazione a Taranto il 21 agosto

Concentramento ore 18.30 piazza Immacolata / poi

piazza Della Vittoria/ponte girevole/Piazza Castello

Crisi Ilva - lavoro, salario, sicurezza, salute, investimenti alternativi per un modello di sviluppo anticapitalistico.
Giochi mediterraneo - contro spreco, parassitismo, speculazione. corruzione. gentrificazione

Base navale, militarizzazione, guerra. Taranto non è né vuole essere città di guerra. via basi militari e industrie belliche dalla nostra terra.

Taranto è solidale dalla parte della Palestina contro genocidio, deportazione sionista imperialista

Taranto dice no a razzismo e reimigrazione, lottiamo uniti con i migranti nel nome di Bakari Sako.      

Meloni vattene da Taranto il 21 agosto e da Bari il 4 settembre

Presidio manifestazione a Taranto il 21 agosto concentramento ore 18.30 piazza immacolata

Siamo tutti e tutte promotori, organizzatori, manifestanti antagonisti 

a cura di

Slai Cobas Taranto

Cobas lavoro privato Brindisi
info WA 3475301704 

21 agosto - Anche la voce dell'altra Taranto dovrà farsi sentire forte e chiara

 info stampa

Taranto capitale internazionale: allo Iacovone almeno 5 Capi di Stato e 3 Capi di Governo

Attesa enorme per la cerimonia inaugurale del 21 agosto, con 15 ministri dello Sport e le presenze già confermate di Sergio Mattarella e Giorgia Meloni. Le richieste di biglietti sono nettamente superiori ai posti disponibili

Il nuovo Stadio Iacovone di Taranto

Il nuovo Stadio Iacovone di Taranto

TARANTO - Taranto aspetta il 21 agosto come una data destinata a entrare nella sua storia recente. Quella sera il nuovo stadio Erasmo Iacovone accenderà le luci sulla cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo e, per alcune ore, la città diventerà uno dei punti di riferimento della scena internazionale.

A raccontare meglio di qualsiasi slogan quanto sia cresciuta l’attesa sono i numeri. Alla cerimonia sono attesi almeno 5 Capi di Stato, 3 Capi di Governo e 15 ministri dello Sport dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Un parterre istituzionale di assoluto rilievo che accompagnerà l’ingresso delle delegazioni e l’apertura ufficiale della manifestazione.

Al momento sono conosciuti soltanto i nomi delle principali autorità italiane. A Taranto saranno presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le identità degli altri Capi di Stato e di Governo restano invece riservate per ragioni di sicurezza e non è escluso che il numero delle presenze istituzionali possa aumentare ulteriormente nei prossimi giorni.

Ma se l’attenzione internazionale sarà enorme, quella dei tarantini lo è forse ancora di più. Le richieste

Il capitalismo illuminato alla Mapelli al capezzale dell'Ilva - un contributo alla discussione

https://video.milanofinanza.it/video/ex-ilva-mapelli-cordata-italiana-un-operazione-ad-alto-rischio--xawf08y

Le imprese delle indotto Ilva annunciano licenziamenti collettivi per migliaia di lavoratori, e noi dovremmo fare da claque a Mattarella/Meloni/La Russa e compagnia cantando per l'inaugurazione dei Giochi?

Invece il 21 agosto saremo e porteremo in piazza la voce della protesta della Taranto del lavoro, dei bassi salari, della salute della sanità negata, dei migranti ammazzati, della opposizione alla città della guerra e dello sfruttamento, dei licenziamenti indotto ex Ilva

Da Taranto buonasera 

Ex Ilva, l’indotto resta in mobilitazione: le imprese si preparano alla procedura di licenziamento collettivo

Nuova riunione del Tavolo Permanente per Taranto con Confindustria, Confapi, Aigi, Confartigianato e Federmanager. Le associazioni datoriali lanciano l’allarme sulle conseguenze della chiusura dell’area a caldo: “Non c’è più tempo da perdere”


Indotto ex Ilva

TARANTO - Le imprese dell’indotto ex Ilva mantengono lo stato di mobilitazione e si preparano ad avviare la richiesta di licenziamento collettivo. È quanto comunicato dalle associazioni datoriali al termine della riunione urgente che si è svolta questa mattina nell’ambito del Tavolo Permanente per Taranto.

L’organismo è stato costituito 2 settimane fa dagli imprenditori con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni in grado di evitare le pesanti conseguenze occupazionali ed economiche legate alla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico.

Alla riunione hanno preso parte Confindustria, Confapi, Aigi, Confartigianato e Federmanager, nuovamente riunite per fare il punto sulla situazione e sulle prospettive delle aziende che operano nell’indotto.

Dal confronto è emersa la decisione di proseguire con la mobilitazione, mentre le imprese si preparano al passaggio successivo rappresentato dalla procedura di licenziamento collettivo.

Un segnale che le associazioni datoriali accompagnano con un nuovo richiamo all’urgenza della situazione. “Non c’è più tempo da perdere”, affermano al termine dell’incontro.

Il Tavolo Permanente per Taranto prosegue dunque la propria attività mentre cresce la preoccupazione delle imprese per le ricadute occupazionali ed economiche connesse alla chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva e si restringono, secondo le associazioni, i tempi a disposizione per individuare soluzioni capaci di scongiurare il ricorso ai licenziamenti collettivi.

I lavoratori della manutenzione del verde hanno ragione - facciamoci vedere e sentire la protesta a tutti il 21agosto in occasione della venuta a Taranto di Mattarella/Meloni/La Russa, ecc

 Da GdM

Taranto, la protesta degli addetti alla manutenzione del verde blocca il centro: strada occupata e traffico in tilt

Taranto, la protesta degli addetti alla manutenzione del verde blocca il centro: strada occupata e traffico in tilt

Il presidio dei lavoratori, preoccupati per le prospettive occupazionali legate al prossimo affidamento del servizio, ha interessato anche il Ponte Girevole.

La protesta degli addetti alla manutenzione del verde pubblico ha mandato in tilt il traffico nell’area di Palazzo di Città, a Taranto. Il presidio dei lavoratori, preoccupati per le prospettive occupazionali legate al prossimo affidamento del servizio, ha interessato anche il Ponte Girevole. I manifestanti si sono radunati davanti al Comune e hanno occupato la carreggiata sottostante la Ringhiera, rendendo di fatto impraticabile il passaggio tra Borgo e Città Vecchia. Le ripercussioni si sono rapidamente estese alle strade circostanti, con code e rallentamenti in direzione del ponte e del centro storico.

 La protesta nasce dalle perplessità sulle nuove modalità di gara per la gestione del verde comunale. I lavoratori chiedono garanzie sui livelli occupazionali e sull'orario di lavoro e contestano il rischio che un criterio basato sull'offerta economica possa incidere sulle condizioni degli addetti. «No al ribasso nelle gare d’appalto, occupazione e orario non si toccano», si legge sullo striscione portato in piazza. La questione era stata affrontata anche durante una recente seduta del Consiglio comunale. Il nuovo bando prevede infatti la suddivisione del servizio in due lotti di ampie dimensioni, ciascuno destinato a coprire una parte del territorio .