mercoledì 19 agosto 2026

Sulla discussione sul 21 agosto nel Coordinamento Freedom Flotilla

Riportiamo di seguito due report sintesi dell'assemblea del Coordinamento Freedom Flotilla (della responsabile per Taranto e provincia e di uno dei partecipanti) tenutasi il 17/8 perchè in essa si è parlato della proposta di manifestazione in piazza del 21 agosto in occasione dell'apertura dei giochi del mediterraneo; con alcune nostre precisazioni e invito a tutte e tutti ad esserci.

Prima di tutto, questa manifestazione è stata proposta dal Cobas Lavoro privato di Brindisi (anzi, è stato il primo a dire giustamente che era necessario il 21 essere in piazza) e dallo Slai cobas Taranto; quindi è inesatto parlare solo dello Slai cobas.

Secondo, nel contesto dei tempi disponibili non si poteva aspettare il 17. In ogni caso avevamo per tempo informato la rappresentante del Coordinamento FF, Mariangela, che per la preparazione che richiede questa mobilitazione (autorizzazioni Digos con varie volte convocati in questura per lunga trattativa, avvisi, preparazione di locandine, materiali per pubblicizzarla, organizzazione pratica dell'iniziativa, ecc. ecc.) non potevamo essere presenti all'assemblea del 17 - come peraltro avevano detto in tanti, per varie ragioni anche personali; avevamo anche suggerito che i punti sul bilancio dell'attività del Coordinamento si tenessero dopo le mobilitazioni del 21 a Taranto e del 4 settembre a Bari (in cui Meloni e tutta FdI a livello nazionale verranno a "celebrare" il loro governo più longevo).

Terzo, dati i tempi stretti (non decisi certo da noi o da Brindisi - ma dall'apparato istituzionale dei giochi del mediterraneo, che ha annunciato il 21, e i nomi di chi doveva venire (Meloni, La Russa, Mattarella) agli inizi di agosto - abbiamo fatto appena possibile una riunione telematica aperta, pubblica, informando tutti e tutte sia coordinamento FF, organizzazioni, che singoli, mandando a tutti il link, ma questo è stato ignorato, nè ci sono state proposte alternative praticabili in urgenza.

Ugualmente, dal giorno del corteo musicale a Taranto vecchia abbiamo cominciato a parlare con la rappresentante del Coordinamento e Casa del popolo della necessità di mobilitarci sia a Taranto che a Bari il 4/9; dopo di che si può dire che quasi ogni giorno abbiamo informato il coordinamento e i suoi partecipanti, passo passo del 21, dei problemi, dei suoi contenuti - non decisi dallo slai cobas o dal cobas Lavoro privato ma dalla realtà grave sul terreno occupazionale e ambientale di Taranto (in primis ex Ilva); abbiamo anche cercato con alcune organizzazioni di parlare direttamente (es. casa del popolo). Ma vi è stato un netto silenzio, ne per dire SI, ne per dire NO, ne per dire altro per il 21.

Ora, invece, ci troviamo ad essere anche accusati di non aver voluto organizzarlo insieme. 

Nello stesso tempo dai report del 17 non è chiaro il perchè politico di non voler il 21 fare una mobilitazione che porti l'altra Taranto, la voce dei gravi problemi di Taranto in piazza (se non, che scendere in piazza nei numeri che siamo sarebbe stato usato dalla Meloni pro domo sua... - come ci ha detto Mariangela - Ma veramente? Allora sempre dovremmo stare fermi e zitti o al massimo farci le iniziative al chiuso). Ci si trincera dietro le "modalità di preparazione" - cosa non vera, come prima detto - ma nella sostanza si lascia in pace il manovratore, non si dà voce alla Taranto dei lavoratori, della popolazione. E alcuni come Fgc ed Urupia scelgono proprio il 21 per fare loro feste. Questo è sbagliato, è ciò che voleva la questura, il Comune, la Prefettura. I tempi in generale, come in questo caso, non li scegliamo noi, per poter preparare "denunce profonde". Ma oggi quello che è veramente importante è scendere in piazza, schierarsi non a parole, ma mettendoci la faccia. 

Solo ieri alle 14 con il comitato predisposto dall'organizzazione dei giochi: prefettura, questura. comune, ecc che naturalmente non ci voleva dare quasi nulla (al massimo un solo presidio statico ma non al centro), abbiamo - dopo 2 incontri e telefonate - ottenuto non solo piazza Immacolata, ma anche piazza Della Vittoria per coprire il centro di Taranto. E' stata una parziale vittoria, faticata, per dare voce  e rappresentanza a tutti coloro che non si possono riconoscere nel potere.

Ora tutti e tutte hanno la responsabilità se portare voce e contributo o stare al gioco truccato dei giochi e dei signori che qui verranno - Noi ci siamo sempre o quasi sempre alle iniziative - vedi anche il corteo musicale di città vecchia - basandoci sull'interesse generale della lotta.

Come si fa a non scendere in piazza il 21?

Per lo Slai cobas Taranto - Margherita Calderazzi

I DUE REPORT sull'argomento


Del Coordinamento:

1) Criticata l'assenza dei promotori dell'iniziativa (impegnati nella costruzione della stessa), le modalità e le tempistiche con le quali si è costruito questo  momento di protesta.
Dai presenti ma anche dagli assenti (impegnati tra ferie e altro fuori dal tarantino) che avevano già espresso la loro opinione, è emersa la necessità e la volontà di costruire collettivamente un percorso che porti ad essere presenti anche nelle manifestazioni di piazza, in modo completo e condiviso.
Il coordinamento non parteciperà alla manifestazione del 21, come Coordinamento Freedom Flotilla Italia Taranto e provincia; questa decisione non limiterà né inficerà in alcun modo chi deciderà liberamente di esserci, come singola unità o con la propria realtà di appartenenza originaria.

2) Nella riunione di ieri sera del Coordinamento Freedom Flotilla, erano presenti realtà cittadine e persone provenienti dai paesi vicini, facenti parte di organizzazioni o semplici attivist*.

Si è discusso di vari punti il primo è stata la manifestazione del 21 Agosto ore 18,30 in piazza Immacolata.

È stato deciso dai presenti, che, pur riconoscendo la validità di una mobilitazione durante i giochi del Mediterraneo a Taranto, per le modalità messe in atto nella costruzione di questa manifestazione il Coordinamento non aderisce con la propria sigla all'evento.

Lo Slai Cobas non era presente con nessuno rappresentante in quanto impegnato in altro. Dunque non si sono.potute fare domande a chi, negli ultimi giorni ha organizzato questo momento di protesta.

Durante l'assemblea, è stata , più volte ribadita la necessità di manifestazioni politiche che siano frutto di un percorso che mette insieme i diversi pezzi di un mondo che cerca di resistere alla barbarie e disgregazione in atto , attraverso processi di discussione e consapevolezza degli obiettivi da raggiungere. Non servono auto convocazioni senza processi di costruzione collettiva.

Un evento pubblico deve essere l'ultimo atto di un processo in cui si mettono in campo le differenti soluzioni pensate, le priorità vissute, le criticità nel fare politica in un territorio martoriato. Se non si applica questo faticoso metodo di confronto, si rischia di essere una piccola testimonianza critica, buona solo a sottolineare l'incapacità di una risposta forte e plurale.

I giochi NEL Mediterraneo sono giochi di morte e questo va denunciato attraverso una denuncia profonda che coinvolga tutte le realtà che vivono e soffrono in questo territorio.

Invita ogni persona a dare il proprio contributo personale, se sentito, ma non approva manifestazioni non costruite dal basso, in quanto semplici testimonianze e non frutto di processi di consapevolezza collettiva.

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