21 agosto ore 18.30 piazza immacolata
Ferragosto rovente non solo per il caldo: ex Ilva tra cordata italiana e mobilitazioni sindacali
Mentre prende quota l’ipotesi di un raggruppamento nazionale per gli impianti esclusa l’area a caldo, resta altissima la tensione sul fronte dei lavoratori. Lmo convoca un’assemblea pubblica per il 20 agosto, Slai Cobas prepara la mobilitazione del 21 in occasione dell’apertura dei Giochi del Mediterraneo
TARANTO - Ferragosto rovente a Taranto, e non soltanto per le temperature. La vertenza ex Ilva entra in una fase sempre più delicata, tra le ipotesi che riguardano il futuro dello stabilimento siderurgico e una mobilitazione sindacale che non concede tregua neppure nei giorni festivi.
Sul fronte industriale, secondo quanto pubblicato da Affari Italiani in un articolo a firma di Salvatore Isola, starebbe diventando sempre più concreta l’ipotesi di una cordata italiana per l’ex Ilva. Una soluzione che, secondo la ricostruzione, sarebbe considerata favorevolmente dal Governo, mentre l’offerta avanzata dagli indiani di Jindal non avrebbe convinto pienamente l’esecutivo, circostanza che avrebbe consentito di mantenere aperta la gara.
Maggiore apertura sarebbe invece riservata al raggruppamento costruito attorno a Federacciai e che comprenderebbe, tra gli altri, Arvedi, Marcegaglia, Feralpi, Duferco, Beltrame e Lucchini. La proposta, però, lascerebbe fuori l’area a caldo.
«Le condizioni abilitanti sono multiple, nel senso che riguardano la perimetrazione e gli altri aspetti», ha spiegato il presidente di Federacciai Gozzi, precisando: «Noi ci occuperemmo di tutti gli impianti esclusi quelli fermati dal decreto della Corte d’Appello di Milano».
Parallelamente, la pressione sindacale resta elevatissima. Lmo lavoratori metalmeccanici punta ad allargare la vertenza oltre il solo destino degli impianti e dell’occupazione, trasformandola in una discussione complessiva sul futuro industriale, ambientale, sanitario e sociale di Taranto.
Per questo è stata convocata un’assemblea pubblica per il 20 agosto al Parco delle Mura Greche Massimo Battista. Il ritrovo è previsto alle 19, mentre l’inizio dell’incontro è fissato alle 19.30.
L’appello è rivolto a lavoratori, associazioni, comitati, realtà sociali e cittadini, con l’obiettivo di elaborare una posizione comune e arrivare alla costruzione di una proposta da sottoporre successivamente al Governo e alle istituzioni competenti.
Secondo Lmo, la continuità produttiva non può più rappresentare l’unico parametro attraverso il quale affrontare la vicenda dell’ex Ilva. Il sindacato chiede che insieme alla questione occupazionale vengano considerate anche le ricadute ambientali, sanitarie, sociali e giudiziarie che interessano Taranto.
La vertenza, nella posizione espressa dal movimento, riguarda quindi non soltanto il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori, ma un’intera città che per decenni avrebbe sostenuto conseguenze pesanti sul piano della salute, dell’ambiente e delle possibilità di costruire un’economia meno legata alla grande industria.
«Non possiamo più accettare che salute, ambiente e lavoro vengano messi gli uni contro gli altri», sostiene Lmo, che propone un percorso capace di tenere insieme diritto al lavoro, tutela sanitaria e giustizia ambientale.
L’appuntamento del 20 agosto viene presentato dunque come l’avvio di un percorso collettivo destinato a produrre una piattaforma più ampia sul futuro di Taranto.
Il giorno successivo sarà invece Slai Cobas Taranto a promuovere una mobilitazione nel capoluogo ionico, scegliendo una data particolarmente significativa: il 21 agosto, giornata dell’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo.
Al centro della protesta ci sarà ancora una volta la situazione occupazionale dell’ex Ilva e delle aziende dell’indotto, con il richiamo al provvedimento della Corte d’Appello di Milano che dispone entro il 28 ottobre la chiusura dell’area a caldo.
La manifestazione del 21 agosto, spiegano le organizzazioni, sarà l’occasione per «continuare a chiedere per Taranto tutela del lavoro, salario, sicurezza e salute in fabbrica e sul territorio», con particolare attenzione ai lavoratori dello stabilimento e dell’appalto.
Slai Cobas e Cobas chiedono inoltre investimenti alternativi e un modello di sviluppo differente per il territorio, collegando la vertenza tarantina anche alle trasformazioni industriali in atto a Brindisi, dove viene richiamata la progressiva chiusura dei cicli energetico e chimico.
In pochi giorni, dunque, Taranto si prepara a vivere un Ferragosto segnato non soltanto dal caldo estivo, ma anche da una temperatura sociale e industriale destinata a salire ulteriormente, mentre restano aperti contemporaneamente il dossier sul futuro dell’ex Ilva, quello occupazionale e il confronto sul modello di sviluppo della città.
Nessun commento:
Posta un commento