venerdì 7 agosto 2026

COMUNICATO DEL COORDINAMENTO GROTTAGLIE PER LA PALESTINA - Leonardo/guerra e collaborazionismo neocorporativo sindacale

RESPINGERE I PIANI DI GUERRA DI FIM FIOM E UILM PER CONTO DI LEONARDO
 
Il coordinamento Grottaglie per la Palestina, nato più di un anno fa con l'obiettivo di denunciare il genocidio perpetrato dallo stato israeliano contro la popolazione di Gaza e del popolo palestinese tutto, si è fatto promotore di numerose iniziative di solidarietà e di mobilitazione, tra queste il partecipatissimo corteo del 27 settembre scorso che dalla città è arrivato sin sotto ai cancelli della Leonardo per denunciare le responsabilità della multinazionale nella vendita di armi all'esercito israeliano.
Il coordinamento sente oggi la necessità di esprimere la propria netta condanna rispetto alle posizioni assunte da Fiom, Fim e Uilm nazionali in un comunicato del 15 luglio.
Non ha destato sorpresa un comunicato in cui si plaude alle opportunità di crescita per il gruppo Leonardo nei prossimi investimenti sulla produzione militare. I sindacati si preparano, per conto del padronato, a cogliere i frutti del debito di 15 miliardi di euro che il governo si accinge a chiedere in PRESTITO per la produzione di armi, mentre sanità, stato sociale, diritto all’abitare continuano a segnare un feroce arretramento.
Non ha destato sorpresa perché in questi ultimi anni, i continui interventi legislativi di repressione verso le forme di opposizione al processo di guerra in corso, non hanno visto alcun segno di opposizione da parte dei sindacati padronali CISL e UIL.
Inoltre, alle firme di FIM e UILM si è unita la firma della FIOM, sindacato metalmeccanico che nello scorso autunno ha sostenuto una petizione per chiedere che lo stabilimento Leonardo di Grottaglie mantenesse la vocazione di fabbrica dedicata alla produzione civile; un sindacato che ha percorso le nostre stesse strade nelle mobilitazioni contro il riarmo e il genocidio in Palestina. Ha suscitato sdegno vedere la firma della FIOM in un documento che chiede di saldare l’alleanza economico-militare con lo Stato genocida di Israele e, in generale, che sposa senza obiezione alcuna le politiche di riarmo del Governo italiano.
Da parte nostra denunceremo in ogni sede politica e di movimento l’allineamento di questo e di tutti i sindacati agli interessi speculativi dei produttori di morte e respingeremo con forza ogni loro tentativo di infiltrazione nel popolo che lotta contro il processo di militarizzazione della società e per la giustizia sociale.

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