sabato 13 aprile 2013

"IO SO' CARMELA" - Un fumetto contro il femminicidio

 
Il 21 GIUGNO, IN CUI VI SARA' UNA NUOVA 
UDIENZA DEL PROCESSO A TARANTO CONTRO GLI STUPRATORI DI CARMELA, LE COMPAGNE DEL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO, DA SEMPRE PRESENTI AD OGNI PROCESSO, ORGANIZZERANNO LA PRESENTAZIONE DI QUESTO "FUMETTO" E DEL LIBRO "IO SO' CARMELA".

Io so' Carmela, un fumetto contro il femminicidio

Ispirato al diario della 13enne, violentata da più uomini e abbandonata dalle istituzioni. Poco tempo dopo si gettò dal balcone della sua casa a Taranto. Era il 15 aprile del 2007La storia di un'innocenza violata e di un disarmante silenzio.Un
fumetto edito da Beccogiallo basato sul diario di Carmela, per gridare basta alla violenza sulle donne e al femminicidio. Realizzato in
collaborazione con l'associazione/Io so' Carmela/fondata dal padre,
affinché tutto questo, in futuro, possa non ripetersi più.
 
15 aprile 2007. Carmela Cirella si getta dal settimo piano di un palazzo nel quartiere Paolo VI di Taranto. Aveva 13 anni ed era stata struprata da più uomini. Abbandonata dalle istituzioni, rinchiusa in un centro di recupero, i suoi violentatori liberi come se mai nulla fosse accaduto.
Questo libro a fumetti, basato sul diario di Carmela ritrovato dopo la morte, è un grido d'aiuto, di rabbia e disperanza.

"È arrivato il momento di rompere il silenzio e raccontare come è stata gestita la vicenda di nostra figlia, di come le istituzioni l'hanno trattata prima e dopo la sua morte. Sperando che serva a smuovere le coscienze di chi resta inerme di fronte a queste ingiustizie, indegne di un paese che continua a definirsi democratico e civile." (Alfonso Frassanito, papà di Carmela)

Sceneggiatura: Alessia Di Giovanni
Disegni: Monica Barengo

mercoledì 10 aprile 2013

Confermata la legittimità del decreto salva-Riva

Alle 20 di ieri, martedì 9, è stata resa nota la decisione della Corte Costituzionale, che ha respinto i ricorsi proposti dalla magistratura contro il decreto che autorizza i Riva a continuare a inquinare e vendere il milione e settecentomila tonnellate di acciaio bloccati come corpo di reato.
Con questa decisione, ancora una volta, lo Stato borghese, dopo il governo Monti che adottò il decreto, dopo il parlamento che lo convertì in legge quasi all'unanimità, conferma di schierarsi apertamente a difesa di padron Riva. A dimostrazione, se ce n’era ancora bisogno, che quando sono in gioco gli interessi dei padroni si scavalcano anche gli altri poteri di questo sistema borghese, le sue leggi e norme costituzionali.
Il decreto è una autorizzazione all’Ilva a produrre come ha fatto finora, lasciando la gestione della produzione nelle mani dei Riva, vale a dire di chi è incriminato; è un decreto, quindi, fatto per l'unico scopo di difendere il profitto - e non la messa a norma della fabbrica, visto che per questa vi era già l’Aia che stabilisce prescrizione, tempi e di conseguenza interventi sanzionatori; anzi è CONTRO una messa a norma che metta in discussione la libertà di produrre.


Ciò che il decreto stabilisce è di fatto un lavoro forzato sotto padron Riva e sotto controllo dello Stato, in una fabbrica resa franca da norme e diritti, e non un lavoro sicuro mettendo a norma l'Ilva, come richiesto negli ultimi tempi da operai e comitati cittadini.
 
Ciò che la sentenza della Crte costituzionale conferma è che non c'è alternativa all'organizzazione autonoma e a lotta in prima persona  degli operai, ll'unità operai-cittadini per una rivolta operaia e popolare che imponga a Riva, allo Stato, a ogni governo dei padroni il rispetto del diritto al lavoro e alla salute.

martedì 9 aprile 2013

Continua la sfida della rete Nazionale Sicurezza sul lavoro

La grossa manifestazione cittadina contro l'inquinamento di domenica ha
posto con forza innanzitutto l'emergenza sanitaria.
La rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e territorio, con l'iniziativa nazionale del 22 marzo all'Ilva e a Tamburi ha già trasformato questa domanda in richiesta di un piano e fondi d 'emergenza per monitoraggio', prevenzione,cura strutture sanitarie.
Ma il governo e lo stato, pronti a salvare Riva con decreti ad hoc, nulla fanno di concreto su questo fronte.
Per questo oggi a Taranto, in contemporanea e gemellaggio ideale col sit-in in Piazza Montecitorio nel giorno della pronuncia della Corte Costituzionale, la Rete è tornata in piazza, con un presidio in centro, sul solco della sfida lanciata il 22 marzo, per riproporre e rilanciare la piattaforma popolare uscita dall'assemblea a tamburi il 22 marzo.
Il 22 marzo la rete ha lnciato una sfida, che itende portare avanti con decisione.
Su tutte le richieste della piattaforma si deve mobilitare la classe operaia dell'Ilva e dell'indotto, a fianco delle masse popolari, perché o lavoro e salute si difendono insieme o non  vince nessuno.
La rete a taranto e a livello nazionale e' strumento essenziale per questa unita di lotta - la assemblea a tamburi del 22 marzo lo ha dimostrato
Ora dobbiamo andare fino in fondo a taranto come a livello nazionale

rete nazionale sicurezza e salute sul lavoro e territori

bastamortesullavoro@gmail.com

lunedì 8 aprile 2013

Rinviato il processo ai Disoccupati Organizzati

E' durata pochi minuti l'udienza di oggi del processo con 26 disoccupati organizzato con lo Slai cobas di taranto, accusati di aver bloccato un treno nella stazione di Taranto.
In realtà furono i responsabili di Trenitalia che bloccarono in stazione i disoccupati, che dovevano raggiungere Bari dove era in programma un incontro e manifestazione sotto gli uffici della Regione, ma non avevano tutto il denaro sufficiente a pagare il biglietto.
Nell'udienza di si è constatata che diversi imputati ancioira non hanno ricevuto notifica degli atti, e quindi il processo è stato aggiornato al 28 ottobre.

domenica 7 aprile 2013

Solidarietà con gli operai della Bridgestone Bari ed Enipower Brindisi

Lo slai cobas per il sindacato di classe taranto è solidale con la lotta per il lavoro che stanno conducendo alla Bridgestone di Bari e all'Enipower di Brindisi.
Noi siamo per uno sciopero generale regionale per il lavoro, la sicurezza sul lavoro in tutta la regione
contro padroni, regione e governo.
 
La lotta e' una sola.
Unità di classe e sindacato di classe nelle mani dei lavoratori sono le armi che dobbiamo costruire per resistere e vincere.

Slaicobas per il sindacato di classe Taranto
via rintone 22 taranto

La repressione non fermerà la lotta di precari e disoccupati

Lunedi 8 aprile  si tiene l'ennesimo processo contro i disoccupati organizzati di Taranto.
Decine e decine di compagni, con i dirigenti e attivisti dello SlaiCobas per il sindacato di classe, li subiscono ormai al ritmo di uno al mese, per le forme di lotta sviluppate per il lavoro e il salario garantito a Taranto Blocchi stradali , fermo di un treno per andare in regione a Bari  (questo il reato contestato nel processo dell'8 aprile), occupazione dei comune, presidi e iniziative presso tutte le istituzioni, scontro con i vigili e forze dell'ordine ecc
Un repressione scatenata per impedire che a Taranto la lotta per il lavoro vincesse contro il blocco unito di sindaco, prefettto, Stato, partiti parlamentari, consigli d'amministrazione delle municipalizzate.
Ma, cionostante un bel gruppo di disoccupati oggi lavora, altri hanno fatto corsi di formazione retribuiti, altri ancora sono ancora in lotta per un piano di raccolta differenziata porta a porta per tutta la città, che dia lavoro stabile e sicuro a 200 disoccupati.
Il piano di bonifica ambientale deve dare lavoro a centinaia di disoccupati dei quartieri tamburi e PaoloVI.
Servono corsi di formazione retribuiti per centinaia di disoccupati
Servono forme di salario garantito, da strappare a Comune, Provincia Regione.

I disoccupati organizzati sono uniti nella lotta con gli operai Ilva che lottano per lavoro e salute, sono uniti con i precari degli appalti comunali e provinciali che rischiano di perderlo, con le lavoratrici degli asili e delle scuole statali.

La lotta e' una sola
La repressione non ci fermerà

coordinamento precari-disoccupati organizzati
slai cobas per il sindacato di classe taranto
info slaicobasta@gmail.com tel. 347-5301704

La grossa manifestazione ambientalista del 7 aprile

Oggi alla grossa manifestazione ambientalista di taranto, la Rete Nazionale per la Sicurezza e Salute sui posti di lavoro e sul territorio ha dato la sua adesione e partecipato, invitando ad alzare il tiro della protesta popolare  contro  padron Riva e lo stato dei padroni a unirsi e lottare sulla piattaforma popolare approvata nell'importante manifestazione-sfida del 22 marzo tenuta dalla Rete all'Ilva e ai Tamburi.
Ribadiamo che è dalla fabbrica e dagli operai Ilva e indotto che occorre partire, se si vuole vincere
questa battaglia .
Per questo acquista tutta la sua importanza l'attivo aperto degli operai ilva indetto dallo slai cobas per il sindacato di classe per il 20 aprile 
Ore 9.30 alla sala dello slai cobas taranto via rintone 22 
Infoa.  slaicobasta@gmail.com - tel.3475301704

Al centro dell'attivo ci sarà  la mobilitazione operaia contro ristrutturazione e tagli, le nuove iniziative sulla sicurezza in fabbrica, le elezioni di rsu e rls, la costituzione di parte civile e i risarcimenti per operai e cittadini, la necessità di uno sciopero generale cittadino