Mentre “La spesa militare salirà a 40 miliardi, è record” e Flacks invece di dare vuole dal governo 1 miliardo - Solo i sindacati confederali e Usb danno ancora credito a questo governo, falso e bugiardo.
Operai, non si può continuare essere presi in giro; o si riprende la lotta, o non c'è futuro, l'attacco al lavoro e al salario non può avere fine. Lo Slai cobas è pronto a mettersi al servizio degli operai che vogliono auto organizzarsi. La copertura sindacale e legale la possiamo garantire noi, ma la organizzazione della lotta è prima di tutto decisione vostra. WA 3475301704
Questa decisione è anche una crudele beffa per gli abitanti di Taranto, Tamburi, Paolo VI, ecc: il governo come vuole buttare via migliaia di operai, se ne frega di rispondere ai diritti dei cittadini di non avere inquinamento, malattie.
Quando si capirà che i destini e gli interessi degli operai e delle masse popolari di Taranto sono uguali e insieme deve esserci la lotta, allora qualcosa comincerà a cambiare.
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| Il buffone |
La questione riguarda le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio e, in particolare, i finanziamenti collegati all'articolo 3 del decreto legge 107. La manovra prevede il definanziamento di 498,8 milioni di euro nel triennio 2027-2029 e di ulteriori 221,8 milioni a partire dal 2030, per un totale di 720,6 milioni di euro. I fondi dell'articolo 3 del decreto-legge 107 vengono definanziati per intero, 498,8 milioni nel triennio 2027-2029 e altri 221,8 milioni dal 2030. Non resta un euro» la nuova manovra avrebbe ulteriormente aggravato la situazione, attraverso l'eliminazione completa dello stanziamento e il trasferimento delle somme verso un fondo generale destinato agli incentivi alle imprese.
Il 27 ottobre il Governo ha assunto impegni precisi con le organizzazioni sindacali per affrontare la drammatica crisi dell’ex Gruppo Ilva, che coinvolge oltre 15.000 lavoratrici e lavoratori, tra occupazione diretta e indotto. Impegni che hanno l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per salvaguardare l’occupazione, impedire qualsiasi processo di licenziamento, garantire la continuità produttiva e, soprattutto, sostenere un vero progetto di rilancio industriale fondato sulla decarbonizzazione.
Cosa hanno da dire Fim, Fiom, Uilm, Usb che avevano dato un giudizio positivo dell'ultimo incontro col governo, che aveva dato solo PAROLE di assicurazione? Si indignano, ma chiedono al governo ancora e soltanto parole: "Azzerare il Fondo per la decarbonizzazione della siderurgia, è una scelta che contraddice apertamente gli impegni assunti dal Governo con le organizzazioni sindacali e mette in discussione la credibilità stessa del percorso individuato a Palazzo Chigi. Non si può da una parte dichiarare di voler salvaguardare il futuro della siderurgia italiana e, dall’altra, sottrarre le risorse necessarie per realizzare la sua trasformazione industriale. Chiediamo pertanto al Governo una presa di posizione immediata, chiara e inequivocabile"

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