procura come un carro armato,
governo e clini con i suoi tempi -aspettate l'aia,
riva con la sua resistenza e lentezza nel fare i lavori necessari, mentre si sbriga a comunicare circa 1000 esuberi da ricollocare,
operai in confusione
Fim e uilm fanno assemblee per non fare sciopero
la Fiom che scioperi non ne vuole fare proprio, fa un referendum inutile ai lavoratori tanto per far vedere che fa qualcosa
il comitato dice ' facciamo come dice la procura', cioè chiudiamo tutto e poi pensiamo ai lavoratori...
come siete buoni ,...
lo slai cobas dice
prima di tutto i lavoratori
non si chiude niente senza accordo e piano che tuteli lavoro e salario ilva indotto
tavolo istituzionale d'emergenza subito, no stop, con tutti compreso lo slai cobas per trovare le soluzioni
necessarie
sciopero generale con blocco di fabbrica e città
per lavoro e salute una lotta sola
che ognuno giudichi con la sua testa
martedì 9 ottobre 2012
a Piombino un sindaco che cerca di fare qualcosa .. a taranto un sindaco c.... che scrive lettere di autotutela
Lucchini, il sindaco di Piombino si barrica su un capannone
Gianni Anselmi ha deciso di ricorrere ad un'azione
eclatante per portare al centro dell'attenzione la grave situazione in
cui si trovano le acciaierie. A rischio crac un polo industriale dove
lavorano 3mila persone
(Fo
IL RITRATTO Chi è Gianni Anselmi
È arrivato alla guida della sua auto personale, una polo a maniche lunghe, uno zaino sulle spalle e un giacchetto impermeabile per ripararsi dalla pioggia che minaccia di venire giù da un momento all'altro. Con lui due lavoratori del consiglio di fabbrica che hanno piazzato sul tetto le bandiere di Fim, Fiom e Uilm.
FOTO Il sindaco sul tetto del capannone
La situazione della Lucchini si fa sempre più grave, tanto che fa temere in tempi brevi un possibile default dell'azienda che sta perdendo circa 10 milioni al mese. Alcuni interessamenti, ma finora nessuna manifestazione concreta da parte di possibili acquirenti che in questi mesi hanno visitato la fabbrica. Domani i sindacati hanno proclamato uno sciopero della siderurgia con manifestazione a Venturina.
lunedì 8 ottobre 2012
a Roma deciso un convegno nazionale per l'ilva a Taranto ai primi di dicembre dalla rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
testo finale
comunicato riunione rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
Si è riunita il 6 ottobre, a Roma, nella sede dell'Unicobas gentilmente concessa, la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro; presenti il Comitato 5 aprile di Roma e operai e lavoratori responsabili dei nodi
della Rete di Milano, Bergamo, Ravenna, Taranto, Marghera-Venezia, da Palermo è giunto un intervento, ha dato il suo sostegno alla riunione 'Legami d'acciaio' di Torino THYSSENKRUPP, è intervenuto l'Avvocato Bonetto che ha curato i processi di Torino Thyssen krupp - Eternit. Presenti come aderenti alla Rete e alla sua attività Slai cobas per il sindacato di classe, USI, Snater e rappresentanti dell'Unicobas.
La riunione è stata aperta dai compagni di Taranto che hanno fatto una relazione sulla questione Ilva che era al centro dell'odg.
La relazione -che sarà contenuta in un più ampio resoconto - è partita dal rivendicare alla Rete nazionale con la riuscita manifestazione nazionale tenutasi a Taranto il 18 aprile 2009 la lotta per salute e sicurezza all'Ilva e sul territorio contro le morti da lavoro e da inquinamento, che aprì la battaglia che oggi si conduce e rese la questione Ilva questione nazionale; per arrivare alla proposta che questa battaglia vada ripresa come la Rete
l'ha portata avanti contro padron Riva, governo, istituzioni, unendo operai dell'Ilva che giustamente difendono il lavoro e la sicurezza in fabbrica e popolazione, in particolare del quartiere Tamburi, che dicono con chiarezza "basta morti e basta inquinamento per i profitti del padrone".
Sulla questione sono intervenuti tutti i diversi compagni della Rete, approfondendola, sulla linea che lavoro e salute sono battaglie congiunte di operai e masse popolari, in fabbrica e sul territorio.
La Rete ha deciso di organizzare un convegno nazionale a Taranto che definisca anche tramite dibattito, analisi, confronto,tra tutti i partecipanti la piattaforma e data di una manifestazione nazionale a Taranto
nel fuoco della lotta in corso a Taranto e in stretto rapporto con gli operai Ilva-indotto e le realtà territoriali in lotta.
Il convegno promosso dalla Rete sarà aperto a tutte le realtà sociali, sindacali e politiche che vogliano contribuirvi, a Taranto come a livello nazionale.
Il Convegno si terrà ai primi di dicembre e entro il 27 ottobre sarà tenuta una riunione organizzativa per definire la data precisa con appello e manifesto di convocazione.
L'Avvocato Bonetto ha portato l'esperienza di come si è costruita la partecipazione operaia ai processi di Torino, per proporre la realizzazione di un modello simile ai processi Ilva per operai e popolazioni.
Il secondo punto all'ordine del giorno ha recepito il documento preparato dai compagni del comitato 5 aprile e ha espresso adesione alla campagna in corso contro le nuove modifiche peggiorative (Bozza Decreto sulla
semplificazione) del D.Lgs 81/2008 sulle disposizioni di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che ne vogliono ulteriormente snaturare la funzione e finalità.
Altri compagne e compagni sono intervenuti sulle condizioni di insicurezza in altre realtà lavorative, in particolare nella scuola dove studenti e insegnanti rischiano anche la vita per lo stato di pericolosità delle
scuole, frutto diretto delle politiche e dei tagli dei governi.
La Rete con questa riunione si assume le sue responsabilità di ridare a tutti uno strumento nazionale di elaborazione e lotta, a partire - come è già stato per Testo Unico, Thissenkrupp, Ilva, strage di Molfetta, rapporto precarietà/morti sul lavoro, ecc. - dalla questione più calda oggi: l'Ilva di Taranto, dimostrando sul campo, con il convegno nazionale e la possibile manifestazione nazionale, l'indispensabile necessità di questo strumento.
RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO
bastamortisullavoro@gmail.com
Roma 6 ottobre 2012
comunicato riunione rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
Si è riunita il 6 ottobre, a Roma, nella sede dell'Unicobas gentilmente concessa, la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro; presenti il Comitato 5 aprile di Roma e operai e lavoratori responsabili dei nodi
della Rete di Milano, Bergamo, Ravenna, Taranto, Marghera-Venezia, da Palermo è giunto un intervento, ha dato il suo sostegno alla riunione 'Legami d'acciaio' di Torino THYSSENKRUPP, è intervenuto l'Avvocato Bonetto che ha curato i processi di Torino Thyssen krupp - Eternit. Presenti come aderenti alla Rete e alla sua attività Slai cobas per il sindacato di classe, USI, Snater e rappresentanti dell'Unicobas.
La riunione è stata aperta dai compagni di Taranto che hanno fatto una relazione sulla questione Ilva che era al centro dell'odg.
La relazione -che sarà contenuta in un più ampio resoconto - è partita dal rivendicare alla Rete nazionale con la riuscita manifestazione nazionale tenutasi a Taranto il 18 aprile 2009 la lotta per salute e sicurezza all'Ilva e sul territorio contro le morti da lavoro e da inquinamento, che aprì la battaglia che oggi si conduce e rese la questione Ilva questione nazionale; per arrivare alla proposta che questa battaglia vada ripresa come la Rete
l'ha portata avanti contro padron Riva, governo, istituzioni, unendo operai dell'Ilva che giustamente difendono il lavoro e la sicurezza in fabbrica e popolazione, in particolare del quartiere Tamburi, che dicono con chiarezza "basta morti e basta inquinamento per i profitti del padrone".
Sulla questione sono intervenuti tutti i diversi compagni della Rete, approfondendola, sulla linea che lavoro e salute sono battaglie congiunte di operai e masse popolari, in fabbrica e sul territorio.
La Rete ha deciso di organizzare un convegno nazionale a Taranto che definisca anche tramite dibattito, analisi, confronto,tra tutti i partecipanti la piattaforma e data di una manifestazione nazionale a Taranto
nel fuoco della lotta in corso a Taranto e in stretto rapporto con gli operai Ilva-indotto e le realtà territoriali in lotta.
Il convegno promosso dalla Rete sarà aperto a tutte le realtà sociali, sindacali e politiche che vogliano contribuirvi, a Taranto come a livello nazionale.
Il Convegno si terrà ai primi di dicembre e entro il 27 ottobre sarà tenuta una riunione organizzativa per definire la data precisa con appello e manifesto di convocazione.
L'Avvocato Bonetto ha portato l'esperienza di come si è costruita la partecipazione operaia ai processi di Torino, per proporre la realizzazione di un modello simile ai processi Ilva per operai e popolazioni.
Il secondo punto all'ordine del giorno ha recepito il documento preparato dai compagni del comitato 5 aprile e ha espresso adesione alla campagna in corso contro le nuove modifiche peggiorative (Bozza Decreto sulla
semplificazione) del D.Lgs 81/2008 sulle disposizioni di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che ne vogliono ulteriormente snaturare la funzione e finalità.
Altri compagne e compagni sono intervenuti sulle condizioni di insicurezza in altre realtà lavorative, in particolare nella scuola dove studenti e insegnanti rischiano anche la vita per lo stato di pericolosità delle
scuole, frutto diretto delle politiche e dei tagli dei governi.
La Rete con questa riunione si assume le sue responsabilità di ridare a tutti uno strumento nazionale di elaborazione e lotta, a partire - come è già stato per Testo Unico, Thissenkrupp, Ilva, strage di Molfetta, rapporto precarietà/morti sul lavoro, ecc. - dalla questione più calda oggi: l'Ilva di Taranto, dimostrando sul campo, con il convegno nazionale e la possibile manifestazione nazionale, l'indispensabile necessità di questo strumento.
RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO
bastamortisullavoro@gmail.com
Roma 6 ottobre 2012
l'ilva tiene contenta la Procura ? forse ma sui lavoratori non dice nulla ! lo slai cobas ribadisce difesa del lavoro e del salario ora!
L'Ilva risponde alla Procura
"Spegneremo l'altoforno 5"
Il direttore dello stabilimento annuncia di avere comunicato ai magistrati e ai custodi il piano di spegnere entro fine novembre l'altoforno 1 e di avere dato incarico alla società Paul Wurth di preparare un programma per fermare l'altoforno 5, il più grande d'EuropaTARANTO - Spegnimento degli altiforni e attività di bonifica del siderurgico. L'Ilva risponde alla procura che sabato sera ha comunicato all'azienda l'ultimatum di cinque giorni per lo spegnimento degli impianti e la cessazione delle emissioni inquinanti. "L'altoforno 1 sarà spento entro la fine di novembre. E' stato affidato l'incarico alla società Paul Wurth, che si occuperà anche del progetto per ricostruirlo". Annuncia lo stabilimento Ilva di Taranto, Adolfo Buffo durante la conferenza stampa convocata per tranquillizzare gli animi e spiegare le strategie dell'azienda.
"Tutte le attività prescritte sono state realizzate e comunicate ai custodi giudiziari", continua Buffo che annuncia anche l'intenzione di procedere allo spegnimento dell'altoforno 5, il più grande d'Europa. "La società Paul Wurth ha ricevuto incarico il 4 ottobre scorso dall'Ilva di progettare lo spegnimento dell'altoforno 5", spiega il direttore dello stabilimento. La Paul Wurth ha cominciato a raccogliere i disegni della struttura dell'altoforno, che venne costruito dai giapponesi della Nippon Steel. Il tutto "è stato comunicato ai custodi giudiziari", riferisce ancora Buffo.Quanto alle procedure per la messa in sicurezza
a taranto settimana di fuoco
i giudici dicono spegnete tutto entro giovedi
clini prepara il decreto salva Riva
ambientalisti tifano per i giudici con fiaccole e manifestazioni annunciate
sindacalisti tifano per clini
operai non possono tifare per riva e clini e sono un altro tipo di tifosi rispettio ad ambientalisti e ultra della chiusura
operai debbono tifare per se stessi e per la lotta per difendere lavoro e salute, anche per i cittadini e con i cittadini
gli operai diventano protagonisti se bloccano la produzione, le strade e la città e gridano
la fabbrica non si chiude ma si tiene aperta per metterla a norma
il lavoro e la salute stanno insieme nella lotta
non si schiera la città contro gli operai
nessuno parli a nome di operai e masse popolari per difendere cause perse e cause sbagliate
solo lo slai cobas parla chiaro su questo e non ha la lingua biforcuta
clini prepara il decreto salva Riva
ambientalisti tifano per i giudici con fiaccole e manifestazioni annunciate
sindacalisti tifano per clini
operai non possono tifare per riva e clini e sono un altro tipo di tifosi rispettio ad ambientalisti e ultra della chiusura
operai debbono tifare per se stessi e per la lotta per difendere lavoro e salute, anche per i cittadini e con i cittadini
gli operai diventano protagonisti se bloccano la produzione, le strade e la città e gridano
la fabbrica non si chiude ma si tiene aperta per metterla a norma
il lavoro e la salute stanno insieme nella lotta
non si schiera la città contro gli operai
nessuno parli a nome di operai e masse popolari per difendere cause perse e cause sbagliate
solo lo slai cobas parla chiaro su questo e non ha la lingua biforcuta
giovedì 4 ottobre 2012
a taranto - la prossima settimana farà caldo
operai, disoccupati uniti nella lotta per il lavoro
martedì sera alle 18 allo slai cobas via rintone 22 se ne parla
martedì sera alle 18 allo slai cobas via rintone 22 se ne parla
in francia gli operai siderurgici fanno un macello
pc 5-6 ottobre - come lottano gli operai siderurgici della fabbrica Arcelor-Mittal di florange - per noi gli operai Ilva dovrebbero fare lo stesso dentro e fuori la fabbrica per difendere lavoro e salute
Usine sidérurgique de Florange
ArcelorMittal : bureaux saccagés, unité bloquée
Les « Mittal »
continuent d’occuper les Grands-Bureaux de l’usine sidérurgique de
Florange et ont bloqué, hier, l’unité de couplage. Face aux rumeurs de
plan social, le mouvement s’est encore durci. Deux bureaux ont été
saccagés.
Les syndicalistes ont saccagé les bureaux du directeur du site et du DRH.
« Ça, c’est le cheminement d’un plan
social. Noir sur blanc ! » Le tableau de travail est planté devant la
salle du conseil d’administration du site florangeois occupée par
l’intersyndicale (CGT-CFDT-FO), depuis mardi soir.
Les militants n’ont pas eu de mal à le
décrypter. PSE (Plan de sauvegarde de l’emploi) s’y affiche en toutes
lettres. « Qu’est ce que vous voulez de plus pour comprendre ? »,
ironise Edouard Martin (CFDT).
Alors, face au silence de la direction,
la colère des « Mittal », contenue depuis des mois, a explosé dans la
nuit. Les syndicalistes ont saccagé les bureaux du directeur du site et
du DRH. Vitres brisées, mobilier et plantes vertes renversés… Au petit
matin, certains regrettaient déjà et ramassaient les débris.
Mais la colère n’était pas retombée pour
autant. « Le site intégré est viable ! Nous ne voulons pas être
consultés, après-coup sur un PSE. Le sujet, c’est bien la perte des
emplois et la survie de toute une vallée », martèle inlassablement Jean
Mangin (CGT), et d’appeler les salariés à « un sursaut d’orgueil ».
Questions sans réponse
Avec le sentiment de « n’avoir plus rien à perdre », les troupes ont pris le chemin des usines à froid du site Sainte-Agathe.
L’action du jour : bloquer le couplage,
point stratégique empêchant le traitement ou l’expédition des bobines
d’acier après la sortie du laminoir. « On alerte d’abord les salariés
pour que tout soit fait en sécurité. On n’est pas là pour casser ! »,
insistent les militants.
L’unité de couplage a été bloquée, empêchant le traitement ou l’expédition des bobines d’acier après la sortie du laminoir.
La ligne est arrêtée dans le calme. Mais
le dialogue avec les salariés en poste reste ardu. Incompréhension
mutuelle. « Comment peuvent-ils ne pas se sentir concernés ? Si ce n’est
pas aujourd’hui, dans un an, deux ans, la filière froide sera à son
tour menacée… »
La mobilisation générale n’est pas au
rendez-vous. Pourtant, les syndicalistes ne lâcheront rien ! « Nous, on
pense à nos gosses, à toute la vallée, et on aura notre conscience pour
nous », assure Céline (CFDT). « On ne s’interdit plus rien. Les actions
seront à la mesure de l’indifférence, insiste encore Jean Mangin. Le
préfet a un rôle à jouer, le gouvernement doit arrêter de tergiverser,
Mittal n’attendra personne ! »
Mais, hier soir, les questions sur
l’avenir du site étaient toujours sans réponse. La direction n’est
sortie de son silence que pour regretter les dégâts occasionnés.
Alors, les sacs de couchage ont encore été déroulés…
Leur presse (Lucie Bouvarel, Republicain-Lorrain.fr, 13 septembre 2012)
ArcelorMittal : l’intersyndicale multiplie les actions à Florange
Dans
la nuit de mercredi à jeudi, des wagons ont perdu leur cargaison de
coke qui s’est retrouvée sur les rails. Sur une voie ferrée de Florange,
puis au niveau du port d’Illange.
Environ 900 tonnes de coke prévues pour l’usine de Dunkerque ne pourront pas être acheminées.
En
milieu de matinée, l’intersyndicale a bloqué la ligne d’électro-zingage
Elsa, celle où est fabriquée l’acier anti-corrosion plébiscité par les
constructeurs d’automobiles haut de gamme. Une action symbolique pour
attirer l’attention sur cet atout de l’usine de Florange.
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