venerdì 12 ottobre 2012

ILVA

Tutti urlano a taranto,la procura per la chiusura,il governo per salvare il culo al padrone ,e di conseguenza allo stato,il comitato lo slogan"ve n'avita scè"...
Ma ciò che fà più rumore è il silenzio della massa degli operai che ancora non fanno sentire la loro voce.
Nessuna chiusura se non si decide PRIMA che fine faranno gli operai e tempi e modalità necessarie per le bonifiche di fabbrica e territorio.
Questo lo si può imporre attraverso una seria unità tra le masse...
una vera dura e determinata LOTTA DI CLASSE.

giovedì 11 ottobre 2012

ENI - lasciata in pace.. contin ua il suo lavoro

l'ennesimo infortunio all'eni è frutto della politica aziendale di lavori non
in sicurezza e di appalti al massimo ribasso
che hanno provocato finora incidenti e morti, emissioni permanenti di gas
puzzolenti e nocivi alla salute
l'eni è stata procdessata anche per la strage della cisterna di molfetta ed è
stata fatta segno di un esposto alla procura, di cui tutt'ora a distanza di
anni aspettiamo una inchiesta dal procuratore sebastio
riproporrremo ancora questo esposto e organizzeremo una iniziativa di lotta
all'eni nel corso del mese

slai cobas per il sindacato di classe taranto
>>
>>Taranto: incendio
>>in raffineria Eni
>>due feriti, uno grave
>>TARANTO - E' di due operai feriti, uno dei quali in prognosi riservata, il
>>bilancio di un incidente sul lavoro avvenuto intorno 15.30 all'interno
della
>>raffineria Eni di Taranto. Stando a quanto si apprende, un tratto della
>>conduttura da dieci pollici che trasporta il greggio nella zona dell'area
>>stoccaggio, per cause ancora da accertare, sarebbe saltata per aria
>>all'improvviso.
>>
>>La fiammata che ne è seguita ha investito due operai. Uno ha riportato
>>ustioni di primo e secondo grado al volto e al torace ed è stato
trasportato
>>in gravi condizioni all'ospedale Perrino di Brindisi dove è ricoverato in
>>prognosi riservata. Un secondo operaio ha ferite al volto giudicate
>>guaribili in una quarantina di giorni. L'incendio è stato spento in pochi
>>minuti dalle squadre dei Vigili del fuoco specializzate in incidenti del
>>genere.
>>
>>La situazione all'interno dell'impianto, secondo le forze dell'ordine, è
>>sotto controllo. Sull'episodio è stata avviata un'inchiesta. I due feriti
>>sono dipendenti di una delle ditte dell'appalto Eni di Taranto.

>

In una grossa assemblea all'Ilva i sindacalisti vengono zittiti

Una buona notizia dall'interno dell'Ilva. Oggi non gli è andata bene ai sindacalisti di Fim e Uilm che stanno tenendo assemblee in fabbrica - puramente informative (notizie che gli operai già possono sapere da Tv e giornali), in cui sembrano fare soprattutto quello che gli riesce meglio: i portavoci dell'azienda.
Ma oggi in una grossa assemblea di più di 400 lavoratori, dove stavano operai del Mua, Ril, ecc. non hanno potuto finire di parlare. Gli operai li hanno presi "a pesci in faccia" - come ha detto un operaio - chiedendo garanzie sul lavoro e sul salario, prima di ogni cosa. E sono stati sommersi da grida di "venduti, corrotti...."!

Intanto oggi pomeriggio alle portinerie A e D lo slai cobas ha tenuto comizi alle uscite delle 15 e delle 16. Molti operai si sono fermati per decine di minuti e hanno concordato su alcuni punti semplici e chiari:
Prima di tutti i lavoratori - la fabbrica non si ferma se PRIMA non c'è garanzia effettiva della continuità lavorativa e della difesa salariale - il risanamento si fa con gli operai dentro, altrimenti finisce anche a Taranto come a Bagnoli - solo gli operai in fabbrica e in lotta possono imporre e controllare una vera messa a norma e risanamento ambientale - Riva bleffa: fa apparire come una risposta la fermata dell'AFO1 che era già in corso e solo per questa dice che gli operai saranno ricollocati, mentre rimanda addirittura al 2015 lo spegnimento dell'Afo5, e a tempi lunghissimi anche la copertura dei parchi minerali, rifacimento batterie, ecc. - il governo/Clini sta varando un Aia che al massimo vuole dare un colpo al cerchio e una alla botte, ma fondamentalmente pro azienda - gli operai non possono essere burattini o invisibili; organizzati possono essere una forza autonoma dai sindacati confederali e dagli ambientalisti che vogliono con la chiusura della fabbrica far sparire l'unica vera forza per imporre lavoro e salute.

Slai cobas per il sindacato di classe ILVA

mercoledì 10 ottobre 2012

...Gli operai non sono colpevoli... ma vittime di un sistema capitalista fondato sul profitto

Dal facebook del Comitato Liberi e pensanti:
"... finiamo con i nostri morti che, pace all'anima loro, vengono troppo spesso strumentalizzati. Mio padre lavorava all'italsider in cockeria, morto a 60 anni; mia madre, morta a 62 anni, lavorava alla mensa dell'ENI ex IP, ex AGIP. Non credo necessario avere dei morti in famiglia per esprimere le proprie posizioni, operai e cittadini siamo stati danneggiati tutti, nessuno escluso, ora più che mai è necessario essere uniti perchè abbiamo gli stessi interessi, capire che il vero cambiamento lo possono fare soltanto gli operai.
Da un lato c'è la magistratura che spinge per la chiusura, dall'altro c'è Clini che corre ai ripari e prepara una A.I.A, molto verosimilmente accompagnata da un decreto, per salvare Riva e permettergli di continuare a produrre. Comunque vada a finire, chiude o non chiude, i politici continueranno a fare politica, i padroni rimarranno padroni, i corrotti corruttori e gli operai...come dire..."zùmb u citrùl". Credi davvero che dopo la chiusura qualcuno avrà ancora interesse a garantire il reddito e spendere miliardi per le bonifiche della fabbrica e del territorio? 
Gli operai non sono colpevoli, mio padre non era complice dei crimini commessi dallo Stato prima e da Riva poi. Complici sono tutti coloro che hanno permesso l'arricchimento spregiudicato del padrone a scapito della salute nostra e dei nostri cari, e per questo vanno perseguiti. L'operaio è una vittima, vittima di un sistema capitalista fondato sul profitto e sul ricatto, schiavo dei sindacati asserviti e compiacenti col sistema Riva, che hanno permesso tutto questo. Il punto è che chiudere la fabbrica senza un tavolo istituzionale che, inspiegabilmente a due giorni dall'avvio delle procedure di spegnimento, ancora non si vede, che preveda soluzioni per i lavoratori e tempi, modalità e procedure per le bonifiche, sarà una sconfitta per il lavoro ma soprattutto per l'ambiente http://www.laboratoriopoliticoiskra.org/documenti/capitale-lavoro/item/229-arbeit-macht-frei
Una compagna mi ha detto "Gli operai non sono burattini, ma la classe operaia muove i fili della storia". 
Benni

Ferrante "collabora" .. mentre tra custodi e commissione Aia si va a male parole .. tutto sulla pelle degli operai naturalmente


TARANTO - Sarà la ditta Paul Wurth a collaborare con i custodi giudiziari, assieme al personale specificatamente indicato, alle operazioni di spegnimento degli impianti dell’Ilva. A comunicarlo è il presidente del siderurgico, e a sua volta custode giudiziario, Bruno Ferrante che ieri mattina ha depositato in Procura l’ordine di servizio firmato per rispondere al provvedimento emesso dai magistrati lo scorso 5 ottobre, rendendo vana così l’attesa per l’ultimatum fissato per domani. Ferrante, infatti, prende atto di quanto deciso venerdì scorso dalla Procura, alla luce delle relazioni presentate dai tre ingegneri tecnici, e dunque dispone, informando pubblici ministeri e custodi stessi, che «il personale, distinto per le singole aree sottoposte a sequestro e per attività ausiliarie e connesse, è adibito alle operazione indicate dalla Procura. Tale personale dovrà risponde alle disposizioni operative che verranno date dai custodi tecnici, secondo turni di lavoro che saranno fissati dalla direzione del personale d’intesa con i custodi. Per le operazione tecniche di spegnimento i custodi potranno avvalersi della società Paul Wurth che ha già elaborato le specifiche di intervento e che ha ricevuto l’ordine dei lavori a iniziare dall’altoforno 1»

a taranto non bastava il comitato ormai impazzano i cittadini .. e questi chi sono ? .. solo gli operai dovrebbero star fermi come agnelli che vanno al macello?

Sitin di cittadini il 12 ottobre per la situazione ambientale

TARANTO – Un gruppo di cittadini sta organizzando per venerdì 12 ottobre un 'sit-in' che si terrà dalle 10 alle 17 nell’area della rotonda del Lungomare per denunciare la “gravità della situazione ambientale e sanitaria del territorio”. Nello stesso giorno è stata annunciata, anche se non c'è ancora una conferma ufficiale, la visita a Taranto del ministro della Salute, Renato Balduzzi, per la presentazione dei dati aggiornati del progetto Sentieri (periodo 2003-2008) dell’Istituto superiore della Sanità sull'impatto sulla salute dei siti contaminati. Per l’occasione saranno collocate 174 sagome di cartone che raffigurano l’eccesso di mortalità a Taranto rispetto alla media nazionale. Gli organizzatori della manifestazione, chiamata 'Verità per Tarantò, chiedono “giustizia – è detto nella nota di presentazione dell’iniziativa – per le almeno 386 vittime accertate per esalazioni industriali nel periodo 1998–2008”. Il riferimento è all’inchiesta a carico dell’Ilva per disastro ambientale.

Seguirà un 'flash mob' e saranno accese sette lanterne cinesi (mongolfiere cilindriche di carta velina che, riscaldate da una piccola fiamma posta alla base, si alzano in volo) “che rappresentano i desideri di tutti quelli che credono in una Taranto diversa”.

anche a genova sindacati spaccati


Ilva, sciopero di 24 ore Il corteo davanti al Nautico Corteo Fim e Uilm dai cancelli della fabbrica a Cornigliano. Sono partiti in 500, gridano: "Stiamo arrivando", seguiti da un corteo di camion che suonano i clacson. Il traffico in città è in tilt.La protesta sancisce la spaccatura con la Fiom che non ha aderito alla protesta
di NADIA CAMPINI Ventiquattro ore di sciopero e corteo in città: gli operai Ilva della Fim e Uilm sono scesi in piazza. Corteo dai cancelli dello stabilimento verso il Salone Nautico.
Sono partiti in 500, gridano: "Stiamo arrivando", seguiti da una decina di tir dell'indotto che suonano i clacson. Da Cornigliano hanno raggiunto piazza Montano e imboccato la Sopraelevata in entrambe le carreggiate seguiti dai tir (per una volta i vigili urbani hanno derogato al divieto di transito dei mezzi pesanti sulla Sopraelevata). Il traffico in città è in tilt. Momenti di tensione quando davanti al corteo si materializzano gli uomini del reparto Celere con tanto di scudi. Urla e protesta, i poliziotti si fanno da parte

Si schierano davanti al Nautico. Una delegazione raggiunge la sala stampa e incontra il presidente dell'ente Fiera Sara Armella: "Siamo solidali con gli operai dell'Ilva. anche il nostro settore è in crisi". Claudio Nicolini e Antonio Alpa, segretari della Fim e della Uilm, le stringono la mano. Poi escono dalla Fiera e si incamminano con i compagni dell'Ilva verso la Prefettura.

Gli operai protestano contro l'ipotesi di spegnimento di alcuni altoforni dello stabilimento di Taranto che provocherebbe la chiusura anche degli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconogi.
"Il nostro obiettivo - ha detto Antonio Apa, segretario della Uilm - è il Salone Nautico Internazionale. Dopodichè ci sposteremo verso la prefettura. Questo sciopero non è contro la magistratura ma per il lavoro. Vogliamo mandare un segnale forte al governo: il presidente del Consiglio, Mario Monti e il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera - ha sottolineato Apa - sono latitanti su questa questione così come su tutta la politica industriale del paese".

La protesta sancisce la spaccatura tra la Fiom da un lato, che non sciopera, e la Fime e la Cisl che hanno deciso la protesta. Stefano Milone, della rsu Fim è duro contro i colleghi della Fiom Cgil: "E' la prima volta che un sindacato che non condivide le scelte delle altre organizzazioni dei lavoratori, fa propaganda contro lo sciopero. Questa protesta - continua il sindacalista della rappresentanza interna - non è politicizzata né telecomandata. In corteo ci sono sole bandiere dei due sindacati che hanno proclamato la protesta, Cisl e Uil. Abbiamo scelto questa forma di contestazione rispondendo ad una richiesta precisa dei lavoratori riuniti in assemblea".
(10 ottobre 2012) © Riproduzione riservata