Martedì 13 gennaio nella riunione convocata da Freedom Flotilla Taranto per costruire un coordinamento Taranto e provincia ha visto una larga partecipazione di realtà e anche di singoli.
Vi sono state proposte costruttive da raccogliere (es. informazione nelle scuole, piazze, banchetti informativi, ecc.), e contributi individuali su terreni non usuali (tipo iniziative artistiche, ecc.); alcune ne abbiamo fatto noi come Slai cobas che di seguito riassumiamo. Per la loro realizzazione serve mantenere uno spirito unitario e la collaborazione di tutti e tutte per realizzarle e spirito pratico.
In particolare, secondo noi, è giusto avviare l'informazione nelle scuole, oggi più che mai contro l’oscena circolare Valditara; realizzare banchetti informativi nelle piazze; costruire a febbraio un nuovo corteo a Taranto per dire NO all'hub delle armi di Israele, No al Fondo filo sionista Flacks, no alle mani dell'Eni a Gaza.
Per trasformare le proposte in azione serve chiaramente costruire un coordinamento ristretto, come dei sottogruppi specialistici.
Occorre mantenere fermo e chiaro il carattere e lo scopo del coordinamento che come è stato detto, raccogliendo anche giuste indicazioni sono:
- mantenere alta ed estendere la solidarietà alla Palestina e alla sua resistenza, ancora più difficile in questa fase;
- la pace, intesa oggi soprattutto come opposizione al riarmo, alla militarizzazione, all'invio di nostri soldati nella zona, contro le guerre imperialiste, difesa diritti dei popoli;
- denuncia del ruolo del governo Meloni, sia nella continuazione nella sua complicità su quello che succede a Gaza sia nella dura repressione in atto verso i solidali e rappresentanti palestinesi in Italia.
Calare questo nel territorio di Taranto deve voler dire informazione/denuncia di ciò che a Taranto avviene o sta per avvenire in contrasto con il sostegno alla Palestina: appunto, dal NO all'Hub delle armi di Israele, No al Fondo filo sionista Flacks, no alle mani dell'Eni a Gaza.
Mentre, secondo noi, non vanno affatto accolte proposte che in nome di un "legame" pongono problematiche ambientali, o altre questioni locali, che devono trovare altri terreni di mobilitazione.
In questo senso, vi sono stati nella riunione anche interventi "disturbante" che ponevano in maniera non avccettabile il legame con il territorio, l'allargamento delle tematiche (che di fatto oscura e indebolisce le battaglie centrali) o interventi che vogliono usare questo coordfinamento per estendere in modo deviante la sua funzione pro flotilla.
Così come, alla luce dei fatti, non serve continuare a fare appello al Comune, alle Istituzioni che invece sono parte del problema, e non si può accettare che assessori vengano a fare la difesa d'ufficio del Comune - in una situazione in cui il sindaco e la giunta non hanno fatto nulla per la Palestina e per contrastare arrivo navi, e invece Bitetti scrive a Piantedosi per avere più forze dell'ordine a TA.
Il coordinamento, giustamente, deve puntare all'unità, all'inclusione delle forze, e guardare alle posizioni e alla partecipazione diretta, e non alle etichette. Ma non accettando usi strumentali, anche da parte di chi era alla riunione ma non è mai scesa in piazza o non ha preso in tutto questo tempo posizione per la Palestina.
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