lunedì 12 gennaio 2026

operaio muore dopo una caduta in Acciaieria 2. - info stampa

https://play.telenorba.it/series/6/tg-norba/episode/711a3651118e58e43cfa26ebebfd00e162611762/tg-norba-delle-1325-del-12-gennaio-2026

la testimonianza di un operaio a telenorba 

 

Cedimento di un grigliato nello stabilimento. La vittima, 47 anni, è precipitata durante le attività al convertitore 3. Inutili i soccorsi. Avviate le indagini

L'ex Ilva

L'ex Ilva

TARANTO - Un incidente mortale sul lavoro si è verificato nello stabilimento Acciaierie d’Italia di Taranto. Un operaio di 47 anni, Claudio Salamida, nato ad Alberobello, ha perso la vita mentre era impegnato nelle attività del reparto Acciaieria 2, dopo essere precipitato a seguito del cedimento di un grigliato.



Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava su una struttura posta al quinto livello dell’impianto quando il grigliato avrebbe improvvisamente ceduto, facendolo cadere nel vuoto fino al piano sottostante. L’incidente è avvenuto nell’area del convertitore 3.

L'uomo, che lascia la moglie e un figlio piccolo, secondo fonti sindacali, era impegnato nelle attività di controllo delle valvole quando si è verificato l'incidente. L'operaio stava lavorando su di un paiolato, che sarebbe una specie di pedana. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto insieme ai colleghi di lavoro e ai delegati sindacali. Nonostante i tentativi di soccorso, le gravi ferite riportate nella caduta non gli hanno lasciato scampo e il decesso è stato constatato poco dopo. I funzionari dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.

Sull’accaduto sono state avviate le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. Le autorità competenti stanno procedendo con gli accertamenti tecnici all’interno dell’impianto per verificare le condizioni della struttura interessata dal cedimento.

Sulla vicenda interviene direttamente l'azienda che in una nota fa sapere che "Acciaierie d’Italia in AS esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del dipendente, Claudio Salamida, avvenuta in Acciaieria 2. ADI in AS rende noto che sono in corso tutte le verifiche necessarie per accertare la dinamica dei fatti e conferma la piena disponibilità a fornire tutti gli elementi utili a far luce sull’accaduto".


Morte sul lavoro all’ex Ilva, i sindacati proclamano 24 ore di sciopero in tutto il gruppo

Fim, Fiom, Uilm e Usb nazionale fermano immediatamente le attività dopo l’incidente mortale nello stabilimento di Taranto. Mobilitazione estesa a tutti i siti di Acciaierie d’Italia. Le reazioni politiche. Decaro: "In queste condizioni non c'è futuro"

Operai dell'ex Ilva

Operai dell'ex Ilva (foto d'archivio)

TARANTO – Dopo l’incidente mortale avvenuto nello stabilimento di Taranto di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, arriva la prima, durissima reazione sindacale. Le segreterie di FIM, FIOM e UILM hanno proclamato uno sciopero immediato di 24 ore, con effetto da subito, da svolgersi in tutti i siti del gruppo, secondo le articolazioni territoriali.

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La decisione è stata assunta in seguito alla morte di un lavoratore rimasto vittima dell’incidente verificatosi nel reparto Acciaieria 2 dello stabilimento ionico. Le organizzazioni sindacali sottolineano che la protesta scatta in attesa di conoscere nel dettaglio la dinamica dell’accaduto, mentre sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti.

Nel comunicato, Fim, Fiom e Uilm esprimono inoltre cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore, sottolineando come tutti i dipendenti dell’ex Ilva e dell’intero comparto metalmeccanico si stringano attorno ai familiari in questo momento di dolore.

Lo sciopero rappresenta un segnale immediato di protesta e di attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, tornato drammaticamente al centro del dibattito dopo l’ennesima vittima sul lavoro nello stabilimento di Taranto.

Anche il sindacato Usb nazionale proclama 24 ore di sciopero sin da subito in tutti i siti produttivi di Acciaierie d’Italia. La decisione  è conseguenza diretta dell'incidente mortale avvenuto questa mattina nello stabilimento di Taranto in Acciaieria 2.

Ferdinando Uliano, Segretario Generale FIM-CISL e Valerio d’Alò segretario nazionale FIM-CISL: "Quanto accaduto oggi all’Ilva è un fatto di una gravità estrema che non può e non deve essere archiviato come una tragica fatalità. Da tempo denunciamo la necessità di una maggiore attenzione e di investimenti strutturali sulle manutenzioni e sulla messa in sicurezza degli impianti. Le risorse destinate alla sola gestione ordinaria non sono sufficienti: è indispensabile rafforzare in modo significativo e continuativo gli interventi di manutenzione per prevenire situazioni che mettono seriamente a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori. La definizione di un assetto proprietario stabile è una condizione indispensabile per una migliore pianificazione degli investimenti, sia sul fronte della prevenzione e della sicurezza, sia per il rilancio complessivo degli impianti siderurgici. Per queste ragioni, la nostra richiesta di riaprire con urgenza il tavolo a Palazzo Chigi è oggi ancora più necessaria e non più rinviabile. Auspichiamo che il Governo dia a questa richiesta un riscontro immediato e concreto. Per quanto ci riguarda, la presenza dello Stato deve rappresentare una garanzia aggiuntiva e reale sul piano della prevenzione del rischio infortuni e, al tempo stesso, l’unica strada possibile per assicurare un futuro industriale e occupazionale allo stabilimento. Alla famiglia del lavoratore va il nostro più profondo cordoglio e la nostra piena vicinanza in questo momento di dolore".

Slai Cobas: "Mentre ci apprestavamo a fare la conferenza stampa che avevamo indetto per oggi nella sede dello Slai cobas di Taranto, ci è pervenuta la notizia della morte di un altro operario, questa volta un operaio dell'Accieria 2. Ci uniamo allo sciopero immediatamente indetto per 24 ore in tutto il gruppo che è in corso anche nelle ditte dell'appalto. Mandiamo un forte abbraccio alla moglie e al figlio di Claudio. Da tempo stiamo denunciando come in questa situazione non solo i lavoratori sono messi in cassa integrazione ma quelli che lavorano sono a rischio vita; non solo gli operai dell'Intotto trovano difficoltà a prendere salari e stipendi e tredicesima anche in occasione del Natale; non solo siamo di fronte ad alcune aziende che hanno annunciato chiusure come la Semat, la Pitrelli; non solo siamo di fronte ad aziende che rendono difficile la continuità lavorativa quotidiana dei lavoratori (vedi alla Castiglia ditta dell'appalto ILVA operante al porto, i cui nostri rappresentanti nostri proprio questa mattina chiedevano un intervento immediato perché si potessero lavorare, perché potessero essere assorbiti i lavoratori che sono stati mandati a casa e che vengano tutelati diritti, sicurezza forme di organizzazione del lavoro che permettano effettivamente un lavoro dignitoso), ma ora riprendono anche gli infortuni mortali. E le responsabilità all'Ilva sono chiare, dal governo ai Commissari. L'appello ad una nuova mobilitazione generale degli operari dell'appalto e della Acciaieria è chiaramente ora assorbito dallo sciopero in corso; però, e i lavoratori ce l'hanno sempre detto, proprio in occasione dei morti sul lavoro la lotta non può durare né un turno né un giorno perché è da tempo che gli operai hanno visto che questa forma di protesta non ha portato a risultati concreti e le dichiarazioni di circostanza che vengono da tutti non si traducono in fatti concreti che cambiano la condizione operaria e la condizione di sicurezza, ma la lotta deve continuare fino a risultati effettivi a difesa della vita, della salute, del futuro degli operai; con gli operai che devono ribellarsi, fermarsi, protestare quotidianamente di fronte a situazioni di evidente insicurezza. Noi siamo contro la chiusura dell'ILVA. e non per una ideologia industrialista ma perché gli operai sono la forza reale che può contrastare all'interno di questo assetto industriale e di questa città il piano che porta a meno lavoro, più morti in fabbrica; nello stesso tempo fuori dalla fabbrica senza la forza determinante dei lavoratori non è possibile unire tutte le istanze di questa città che rivendicano la fine di una fabbrica capitalistica che uccide, affermando ancora una volta che è il capitale che uccide e la gestione capitalistica delle fabbriche che uccide in fabbrica e fuori; e che quindi abbiamo bisogno di ricostruire attraverso la lotta degli operai una situazione per cui gli operai controllano la produzione e possano mettere fine all'orrore senza fine rappresentato dalle fabbriche della morte".

La segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci: “Quanto accaduto al siderurgico di Taranto con l’infortunio mortale occorso all’operaio Claudio Salamida, ripropone in modo drammatico ed emergenziale il tema della sicurezza e dell’ammodernamento degli impianti, e quindi degli investimenti per garantire ogni tutela per la salute dei lavoratori e una prospettiva di futuro per l’impianto produttivo. Alla famiglia dell’operaio va il cordoglio le la vicinanza della Cgil pugliese, così come il sostegno alla Fiom e alle altre categorie metalmeccaniche che hanno giustamente e immediatamente proclamato uno sciopero di 24 ore. Io credo che anche a fronte di incidenti e infortuni che si succedono nell’impianto siderurgico, il Governo e il Mimit abbiano il dovere di spiegare a lavoratori e sindacati quali sono le volontà politiche rispetto al futuro dell’azienda. È evidente come i processi di transizione ineludibili devono essere accompagnati da investimenti in ammodernamento e adeguamento degli impianti. E tutto deve senza che un solo posto di lavoro possa andar perso. Ma le strategie produttive sono strettamente connesse al tema sicurezza degli impianti e quindi degli operai. Lo diciamo a Meloni e Urso: non c’è tempo da perdere, serve chiarezza e assunzione di responsabilità”

Cominciano ad arrivare anche le reazioni del mondo politico a questa ennesima tragedia che ha sconvolto Taranto.

Tra i primi a sottolineare il dolore per quanto avvenuto è il Governatore pugliese Antonio Decaro: “Il mio cordoglio più sincero va alla famiglia del lavoratore e a tutti i colleghi che in queste ore piangono la morte di Claudio Salamida. Il dolore merita tutto il nostro rispetto e lo sciopero annunciato dai sindacati è sacrosanto. Ma il cordoglio non basta. Chiedo con forza che si metta immediatamente in campo un piano straordinario di manutenzione e risanamento che garantisca la sicurezza di tutti i lavoratori e avvii con decisione il percorso di decarbonizzazione. In queste condizioni l’acciaieria non ha futuro. Oggi, davanti all'ennesima tragedia, ogni parola rischia di essere superflua. Chi deve indagare lo farà e fin da ora esprimo massima fiducia negli inquirenti. Ma non possiamo derubricare quanto accaduto a un caso isolato. Chiediamo al Governo un intervento immediato, affinché si faccia piena chiarezza sulle condizioni di sicurezza del lavoro e venga data una risposta chiara sul futuro delle acciaierie, che non può prescindere dalla messa in sicurezza degli impianti e dalla tutela dei lavoratori. Così non è più possibile andare avanti”, conclude il Decaro.


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