giovedì 5 marzo 2026

9 marzo a Taranto: sciopero delle donne, presidi e... FILM

Al Film possono venire anche gli uomini

Il Film alle ore 17,00 si tiene nella saletta di Red Point cafè, via Polibio 69 - di fronte all'Ist. magistrale "Vittorino" 

Se sette minuti vi sembran pochi…

pensando alle ore che le operaie lavorano gratis per i padroni...

pensando agli accordi svendita dei sindacati confederali e della maggiorparte delle Rsu...
pensando che la lotta è di tutte e per tutte...
pensando che dobbiamo difendere la nostra vita di ora e il nostro futuro...


Il Film

Undici donne, undici operaie, chiuse in uno spogliatoio, dentro una fabbrica vuota, deserta, attorno a un tavolo, tra gli armadietti metallici. Devono decidere della loro condizione ma – soprattutto – di quella delle loro compagne e compagni di lavoro che sono di fuori con cartelli e striscioni ai cancelli. E’ un film tratto da una storia vera, accaduta in Francia, a Yssingeaux, nell’Alta Loira.

La vicenda ha tratti comuni non solo a tante fabbriche ma anche a molti altri posti di lavoro con contratti sia a tempo indeterminato sia con contratti o non contratti del precariato.

Quella di questo film è la fabbrica tessile dei Fratelli Varrazzi (uno dei quali interpretato dallo stesso Placido) che stanno cedendo il pacchetto di maggioranza azionaria a una multinazionale francese. Da Parigi giunge, con il primo volo della mattina, Madame Rochette per stipulare l’atto formale di accordo con la vecchia proprietà. Questo dovrà essere poi approvato dal Consiglio di Fabbrica e quindi ratificato dal resto del personale. Madame Rochette ha molta fretta di concludere il tutto entro le cinque del pomeriggio. All’incontro con vecchia e nuova azienda partecipa Bianca (interpretata da Ottavia Piccolo), la più “anziana” delle delegate.

Quando Bianca torna nello spogliatoio, tra le sue dieci compagne del Consiglio di Fabbrica, ci sono dunque poche ore di tempo per votare sì o no a quell’accordo. L’atto di cessione prevede questo: la fabbrica non chiude, non ci sarà alcun licenziamento, i turni di lavoro rimarranno immutati.

Ma c’è un “ma”: la nuova proprietà chiede il taglio di soli sette minuti di pausa – sembra una cosa piccola ma è grande per le condizioni di lavoro e di vita delle operaie.

Il film mostra una discussione tesa, drammatica, acre, a tratti violenta, che contrappone le singole compagne di lavoro l’una all’altra e che mostra le vite delle operaie (non solo di quella fabbrica)…

Come andrà?...

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