12 marzo - la parola agli operai presidi e assemblee - info 3519575628
Nuova lunga riunione a Palazzo Chigi sull’ex Ilva, fra Governo e organizzazioni sindacali. A presiedere l’incontro il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Per l’Esecutivo erano presenti il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin (collegato da remoto) ed il consigliere per i rapporti con le parti sociali, Stefano Caldoro. Per i sindacati, c’erano i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl metalmeccanici, Usb e Federmanager.
Presenti, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia Davide Tabarelli e Giancarlo Quaranta e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.
Per tutto il corso dell’incontro, di fronte alla Camera dei deputati si è svolto un presidio di una cinquantina di lavoratori dell’ex Ilva, organizzato dai sindacati Fim, Fiom e Uilm.
“Ho chiesto ai commissari straordinari di finalizzare entro tre settimane il negoziato in corso con il gruppo Flacks, alle condizioni già illustrate in questa sede rispetto alla sostenibilità finanziaria del piano e al coinvolgimento di partner industriali attivi nel settore siderurgico. Questo anche al fine di sbloccare al più presto le risorse necessarie alla continuità produttiva dell’ex Ilva che, come è noto, sono erogabili – come richiesto dalla Commissione europea – a condizione che vi sia un acquirente. Ho inoltre chiesto ai commissari di fare tutto il possibile per evitare la chiusura dell’area a caldo di Taranto disposta dal Tribunale di Milano a partire dal prossimo agosto, impugnando la decisione nei tempi già annunciati e formulando al più presto un’AIA sostenibile. In parallelo, di completare la manutenzione di AFO 4 entro il mese di aprile e di procedere con il cronoprogramma già definito di ripristino degli impianti, tornando a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue di acciaio. La sfida era già di per sé molto difficile; ora si è ulteriormente complicata anche per effetto della sentenza del Tribunale di Milano. Serve coesione e la massima responsabilità da parte di tutti”. È quanto avrebbe dichiarato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo sull’ex Ilva a Palazzo Chigi.
I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e di Ilva, hanno subito reso noto quanto ampiamente previsto, ovvero che impugneranno entro lunedì prossimo il decreto del tribunale di Milano che ha disapplicato parzialmente l’Aia 2025 per lo stabilimento di Taranto dell’ex Ilva e ha ordinato l’eventuale sospensione dell’area a caldo del sito dal 24 agosto 2026, in quanto è considerato sbagliato e in alcune parti contraddittorio. I commissari, allo stato, non sono in grado di quantificare l’impatto economico degli interventi richiesti dal decreto del tribunale di Milano per evitare lo spegnimento dell’area a caldo di Taranto, sostenendo che dipenderà dalle indicazioni che arriveranno dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a cui spetterà il riesame dell’AIA.
A tal proposito, anche la Commissione europea ha chiesto chiarimenti sul decreto del tribunale di Milano sull’ex Ilva e sulle possibili conseguenze per il futuro dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, visto che la Commissione aveva autorizzato il prestito da ulteriori 149 milioni di euro per l’ex Ilva, approvato dal Parlamento italiano e che ora, bisogna verificare se potrà essere effettivamente erogato.
Tuttavia, l’impatto del decreto del tribunale è più sulla trattativa in corso per la vendita dell’ex Ilva, alla quale può creare “problemi”. Nonostante il gruppo Flacks abbia smentito quest’oggi questa possibilità, confermando la prosecuzione della stessa.
Nell’ambito dei colloqui, secondo quanto riferito oggi, i commissari hanno chiesto chiarimenti e ulteriori informazioni e approfondimenti a Flacks su alcuni punti, in particolare sulla sostenibilità finanziaria, sul piano industriale e le fonti di finanziamento e su eventuali accordi vincolanti con partner industriali. Infatti, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel dare mandato ai commissari di trattare con Flacks Group, aveva indicato di avere ‘riguardo al consolidamento di possibili partenariati industriali’.
Per i commissari straordinari dell’Ilva e di Acciaierie d’Italia ‘la priorità deve essere il futuro dell’Ilva, non la natura del soggetto acquirente’. In particolare, secondo il commissario, è giusto prestare attenzione al fatto che si tratti di un fondo, un family office, riferendosi a Flacks Group, con cui sono in corso trattative per la cessione dell’ex Ilva, tuttavia, va ricordato che l’ultima volta l’Ilva è stata ceduta al più grande produttore di acciaio in Europa (ArcelorMittal, ndr) e il risultato, secondo i commissari, sono stati 7 miliardi di danni. Inoltre, va tenuto presente che Flacks Group è l’unico soggetto ad aver presentato una proposta senza particolari condizioni di sostegno finanziario a carico del Governo e con l’impegno a mettere in campo fin da subito 250 milioni di euro di equity iniziali.
Parlando della questione delle ulteriori richieste di approfondimento su alcuni temi che saranno inviate oggi a Flacks, il commissario Fiori ha inoltre sottolineato che non sarà mai portato a Palazzo Chigi un piano industriale che non offra tutte le garanzie necessarie e che quella inviata oggi a Flacks sarà una lettera “ultimativa”, con le garanzie per gli investimenti futuri e l’individuazione del partner industriale.
Nel corso dell’incontro, inoltre, il commissario Giovanni Fiori ha illustrato il piano industriale presentato da Flacks Group durante le trattative. Il piano prevede di salire entro un anno a una produzione di acciaio di 6 milioni di tonnellate a Taranto, con l’impegno – fermo restando che si risolva la questione del sequestro dell’altoforno 1 – a mettere sul tavolo 250 milioni di equity. Sul fronte occupazionale, secondo il commissario, Flacks Group è quello che sulle assunzioni ha dato maggiori garanzie.
Nel corso dell’incontro tra l’Esecutivo e i sindacati sull’ex Ilva, il commissario straordinario di Acciaierie d’Italia ha illustrato la situazione, partendo da come sono stati utilizzati i fondi pari a 1,2 miliardi di euro di prestiti per il recupero degli impianti, sottolineando lo stato di degrado in cui erano stati lasciati quando è iniziata la gestione commissariale.
Inoltre, il commissario Quaranta ha specificato che 997 milioni sono stati usati per interventi straordinari di manutenzione e acquisto di ricambi. I sindacati lamentano da tempo la situazione di degrado in cui versa soprattutto lo stabilimento ex Ilva di Taranto e chiedono che venga predisposto un piano straordinario di manutenzione, soprattutto dopo che da inizio anno sono morti due lavoratori impegnati all’intero del sito. In questo quadro, Quaranta ha spiegato che a fine aprile dovrebbe essere pronto il riavvio di dell’altoforno 4 (Afo4) e si sta continuando a dare seguito alle attività di manutenzione. Per quanto riguarda le ditte dell’indotto, i commissari hanno detto che stanno provvedendo al pagamento dei debiti (142 milioni). Confermando che nel 2025 la produzione è stata di 2 milioni di tonnellate.
Intanto, su richiesta dei sindacati, i commissari hanno detto di essere a disposizione per l’apertura di un tavolo insieme alle ditte degli appalti dell’ex Ilva e ai rappresentanti dei lavoratori rispetto alle problematiche della sicurezza già dalla settimana prossima: venerdì 13 marzo ci sarà una riunione a Taranto sulla sicurezza dello stabilimento ex Ilva con i commissari straordinari e i sindacati.
Nel corso del tavolo sull’ex Ilva a Palazzo Chigi è stata anche accettata la proposta dei sindacati di un percorso di condivisione e confronto oltre che in azienda anche al ministero del Lavoro. Questo percorso sarà anche propedeutico a quella che sarà la richiesta di Cassa integrazione e la valutazione dei contratti in essere nelle ditte degli appalti per allinearli al contratto dei metalmeccanici.
La Cigs attualmente riguarda 4.450 dipendenti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e le scorse settimane i commissari ne avevano chiesto il prolungamento oltre il 28 febbraio (data prevista per la scadenza). In occasione dell’incontro per la proroga, su richiesta dei commissari, c’era infatti stata una sospensione per valutare le mutate condizioni ala luce del decreto del tribunale di Milano che ha parzialmente disapplicato l’Aia 2025 per lo stabilimento di Taranto.
Entro la fine di marzo ci sarà una nuova convocazione dei sindacati sull’ex Ilva a Palazzo Chigi “sulla necessità di garantire la continuità produttiva”.
*sul tavolo a Palazzo Chigi leggi “L’ex Ilva deve restare pubblica”
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