mercoledì 18 marzo 2026

Operai, perchè al referendum dobbiamo votare NO - Da un operaio dell'ex Ilva

Sono operaio dell’ex Ilva di Taranto dello Slai cobas e dico che votare per il NO è un dovere a cui non possiamo sottrarci. Recarci alle urne non è un qualcosa che facciamo a cuor leggero. Più volte abbiamo sostenuto la pratica dell'astensionismo attivo, riteniamo infatti che nel contesto attuale di avanzamento a vele spiegate della marcia imperialista non ci sia alcun partito dell'arco parlamentare che possa rappresentare le istanze dei lavoratori e delle masse proletarie, nemmeno quelli che ad una prima occhiata sembrano più vicini alle esigenze del popolo come può esserlo un partito come AVS; come può infatti rappresentarci se immediatamente dopo gli arresti di palestinesi in Italia ha preso le distanze dal sostegno alla solidarietà verso il popolo palestinese, e come può rappresentarci se dopo gli avvenimenti del 31 gennaio scorso a Torino ha immediatamente condannato la sacrosanta rivolta dei giovani, esprimendo solidarietà alle infami e violente forze di polizia che si sono dimostrate ad oggi un cumulo di menzogne proprio riguardo a quegli stessi avvenimenti.

Riteniamo che astenersi alle elezioni sia necessario oggi per poter edificare un senso di rabbia e di rivolta verso le classi dominanti, i padroni responsabili delle nostre condizioni di vita sempre più, difficili, miserabili. È fondamentale incanalare questa idiosincrasia verso il potere precostituito nelle lotte e manifestazioni di piazza. Ma c'è un ma. Ci sono casi in cui l'astensione non è sempre la pratica migliore da mettere in atto, bensì è necessario votare e l'occasione per dimostrarlo sta spesso nei referendum, come dimostra il prossimo che si terrà il 22-23 marzo.  

Questo referendum sulla riforma della giustizia sarà importante per l'assetto che questo paese prenderà. Il progetto del dominio incontrastato delle classi dominanti, tanto sognato dalla P2, potrebbe avverarsi nel caso di vittoria del Sì. I membri di questo governo e della maggioranza parlamentare si stanno spendendo a più non posso per la campagna sul Sì.

Ma quale interesse possono avere questi signori nella riforma della giustizia se tra di loro si nascondono come dei ratti nelle fogne almeno 50 tra indagati e condannati? È ovvio che sottomettere la magistratura alla volontà dell'esecutivo sia una priorità di chi vuole imporre il proprio dominio senza alcun contraddittorio. Niente contraddittorio che il fascistissimo ministro Valditara ha imposto nelle scuole se nei dibattiti scolastici si parla di ciò che è un tabù, come lo è ad esempio la questione palestinese. Il ministro della giustizia, Nordio, lo ha anch’egli dichiarato apertamente.

Se vincesse il sì, anche chi oggi è all'opposizione potrebbe trarne vantaggio nel caso si trovasse a governare. Cosa che in realtà difficilmente la casta attuale che detiene il potere lascerebbe fare, visto che un altro grande loro progetto ed il prossimo passo da effettuare è il presidenzialismo tanto sbandierato sin dall'inizio del loro insediamento. A queste oscene dichiarazioni, dette con la consueta nonchalance, fanno seguito quelle agghiaccianti della sua capo di gabinetto Bartolozzi in cui afferma che, votando sì, potranno finalmente togliersi di mezzo la magistratura che rappresenta per loro un vero e proprio “plotone di esecuzione”.

Rendere la magistratura completamente dipendente dalla politica è il fine ultimo di questa riforma, far sì che il modello Ungheria di Orban diventi il modello da seguire. E quali sono le armi di distrazione di massa utilizzate dalla Premier per portare consensi? Qual è la storia a cui fa appiglio attraverso i suoi sporchi mezzi di propaganda? Cade proprio a fagiolo la vicenda dei novelli Tarzan e Jane, mediaticamente conosciuti come la famiglia nel bosco. Qui ne facciamo accenno non perché presi dalla volontà di dire la nostra sull'argomento del gossip del momento, ma perché è proprio questo avvenimento la discriminante che questa imbonitrice usa per venderci le ragioni della riforma.

Questa miserabile ciarlatana fa leva sulla pancia dei più impressionabili colpevolizzando a più riprese la magistratura responsabile, a suo dire, di aver strappato i figli alla coppia, criminalizzando l'applicazione di una legge che il suo stesso governo presentò come il “decreto Caivano”. In realtà, stando alla suddetta legge, ci sarebbe addirittura l'arresto sino a due anni per i genitori responsabili di non garantire l’istruzione ai propri figli, dunque si potrebbe dire che il giudice sia stato addirittura sin troppo poco rigoroso. Ma ora le piace parlare di magistratura ideologizzata, ma che come dimostra questo, ma anche innumerevoli altri, di ideologizzato non ha nulla.

Un governo che ha fatto esso stesso dell'ideologia la propria bandiera, che applica le leggi sulla base della convenienza - basti vedere il rimpatrio con un volo di Stato per il torturatore libico ricercato internazionale Almasri, oppure l'aver concesso al genocida Netanyahu il sorvolo dello spazio aereo italiano, oppure che dire della bambola gonfiabile Santanche?

 Ma non di sola ideologia vive la Meloni ma anche di balle, come, a titolo d'esempio, quando ha dichiarato che i componenti del CSM saranno estranei alle influenze politiche perché “estratti a sorte”, cosa che è tutto un programma se i magistrati dovranno essere sorteggiati piuttosto che eletti per le loro competenze (peccato però che ha volutamente dimenticato di dire che comunque i membri laici saranno estratti a sorte da un elenco selezionato dal Parlamento); oppure quando ha fatto riferimento agli errori giudiziari che, senza questa riforma, continueranno ad esserci – ma sulla base di quale criterio afferma che gli errori saranno eliminati lo sa soltanto lei.

Ho quasi concluso, ma prima di farlo vorrei rivolgermi ai miei compagni di lavoro, esortandoli a non lasciarsi ingannare dalle menzogne che vengono propugnate quotidianamente e sistematicamente da questi reggenti ed andare a votare convintamente per il NO. I fatti ad oggi hanno dimostrato come non ci sia stata una sola proposta a favore dei lavoratori da parte di questi luridi parassiti e la riforma così com'è stata scritta non farà altro che peggiorare anche la nostra situazione. Apparentemente avrebbe poca attinenza col mondo del lavoro, in realtà colpirà anche noi.

Più volte in passato lavoratori ingiustamente licenziati sono stati reintegrati dopo una sentenza, così invece si vuole dare completa libertà di agire ai padroni. Che cosa ne sarà allora dei tanti omicidi sui posti di lavoro che quotidianamente vengono perpetrati in questo Paese?

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