Tanti hanno ricordato la Panda, sempre in prima fila nelle lotte, "Dove c'era la Panda c'era una lotta" hanno detto. Anche nel quartiere era conosciuta e la sua fine è dispiaciuta a tutti.
Alcuni suoi ricordi:
1) mi sembra giusto segnalare alcune cose che vanno ricordate della Panda. Perché mi pare giusto sottolineare che quella macchina ha fatto una vita che la maggior parte degli esseri umani se la sognano. Anzi, che persino una buona parte di chi si dichiara militante se la sogna. Quella Panda ha vissuto più intensamente di molti esseri umani. E soprattutto meglio.
Ovviamente non possiamo non citare la miriade di cortei che hanno visto sfilare la Panda. Quella macchina ha sfilato per la Palestina, per i disoccupati, per l’India, per l’Ilva, per le lavoratrici, contro la guerra e per tutte le battaglie più importanti che caratterizzano la nostra epoca.
Ha visitato una buona parte del Paese per le motivazioni più disparate, sia legate alle questioni politiche, sia per viaggi di piacere.
La Panda negli anni è stata protagonista di diversi blocchi sul ponte girevole, di presidi sotto il Comune, di cortei, ecc. Ha prestato i suoi vetri e i suoi sportelli per attaccare i manifesti. Erano delle vere e proprie bacheche politiche di serie, dove affiggere le locandine con il nastro adesivo di carta. Oltre a usare la sua batteria per collegare le trombe.
La Panda non si parcheggiava: presidiava. Non sostava: occupava.
Tra i momenti mitici, la Panda si piantò contro il portone del Comune per bloccare l’uscita, impedendo fisicamente che la porta potesse aprirsi e che i consiglieri o gli assessori potessero uscire.
Inoltre, nel processo di Riva contro la mamma, la prima a essere identificata è stata lei. Infatti, il guardiano testimonierà che per prima cosa riconosce una “macchina ben nota”. Dovrebbe essere entrata negli atti del processo. E credo che presumibilmente sia entrata negli atti anche in altri processi (disoccupati, Fiat di Melfi, ecc...).
Anche per questo la Panda è stata vittima di diverse azioni repressive: le multe (alcune politiche, altre meno), i sequestri, le sanzioni, il giorno in cui "hanno arrestato la Panda", e mille altri. Insomma, in molti frangenti la Panda ha subito una vera e propria persecuzione repressiva. Una macchina che quelli della Digos conoscevano bene.
Forse anche per ragioni politiche, la Panda è stata vittima di una serie di aggressioni notturne contro il suo specchietto. Invece, sicuramente non per ragioni politiche, la Panda è stata vittima anche di furtarelli per rubare l’orologetto incollato con la colla dalla mamma.
E ovviamente non era nota solo alla repressione: quando è uscito il video su Facebook “indignato” dalla scritta fatta sotto al cavalcavia dall’MFPR, molti commenti riconoscevano non gli autori della scritta, bensì: “quella è la Panda dei Cobas”.
La Panda è stata anche rubata per una notte e si è schiantata ai Tamburi, concedendosi una notte alla Vallanzasca.
Ci sarebbero molte altre cose da ricordare, meno epiche ma altrettanto caratteristiche:
Quando,
prima di avere il sedile nuovo, la Panda andava in giro con il sedile
rattoppato da un vistoso scotch verde; il paraurti con il filo di
ferro;
quella volta che è stata tamponata da chi voleva fare il
finto incidente;
il giorno che ha deciso di fermarsi una notte a
Massafra;
In generale una macchina che faceva “tremare” la
controparte, i vigili, la digos.
La Panda è entrata anche nel calendario dello Slai cobas.
Alla fine è riuscita ad andarsene senza essere mai bocciata a una revisione.
2) Non avrei mai pensato di commuovermi per un oggetto che è andato distrutto. Ora la Panda ritroverà lassù, nei Pascoli verdi delle automobili, la sua sorella maggiore, la Fiat 126. Insieme racconteranno l'una all'altra le loro vite di militanza, resilienza e avventura. E ricorderanno con affetto e simpatia i due padroni che hanno fatto vivere loro esperienze impensabili per qualsiasi utilitaria e momenti che solo le carrozze a cavallo del passato avrebbero potuto raccontare. Non fiori ma olio
3) Assoluta unicità della panda. Io ricordo bene sia il primo che l'ultimo viaggio con lei e anche altri episodi ma emozionanti e divertenti. Aggiungo solo che anche la sua fine è stata oggettivamente spettacolare, difficilmente Margherita l'avrebbe lasciata andare in maniera naturale.
Que viva la panda!

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