lunedì 17 settembre 2012

Ora si comincia a spalare merda

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/08/17/ilva-13-indagati.html?cronaca

OPERAIO ALL'ILVA USTIONATO


"All'Ilva un operaio di 20 anni della ditta d'appalto Semat, originario di Grottaglie, Roberto Santoro, nella tarda serata di ieri si è
rprocurato ustioni di secondo grado in diverse parti del corpo precipitando in una buca profonda circa un metro, contenente acqua di raffreddamento del coke.

L'operaio è caduto in un canale di scolo con acqua di raffreddamento della cokeria, a temperatura di 70-80 gradi.


Il lavoratore, secondo fonti sindacali, aveva finito il proprio turno di lavoro e stava rientrando negli spogliatoi con un mezzo proprio insieme ad alcuni colleghi quando ha fermato la marcia del mezzo, è sceso e ha scavalcato una recinzione.
Nel ritornare al mezzo è caduto in una buca. Poi è stato soccorso e trasportato all’ospedale Perrino di Brindisi. Non corre comunque pericolo di vita”.


Si può precipitare in una buca come se fosse una strada di campagna abbandonata?

Al di là del perchè l'operaio abbia scavalcato la recinzione, è possibile che i dirigenti sindacali, come il segretario della Cisl, appuntano l'attenzione su questo e non sul fatto che UN CANALE DOVE SCORRE ACQUA A 70/80 GRADI NON PUO' ESSERE SOLO RECINTATO, MA DEVE ESSERE COPERTO E DEVE ESSERE IMPEDITO MATERIALMENTE OGNI ACCESSO?!

Gli operai dicono che in questo periodo, in cui l'attenzione è verso l'ambiente, le condizioni di lavoro all'interno della fabbrica stanno peggiorando.
NON E' CHE CERCHIAMO DI AGGIUSTARE UNA COSA E INTANTO CI DIMENTICHIAMO DELLA SICUREZZA DEGLI OPERAI?

domenica 16 settembre 2012

all'ilva taranto .. dal fatto quotidiano

ILVA, I PM FANNO SUL SERIO DA LUNEDÌ FERMI I PRIMI IMPIANTI
Il ministero dell’Ambiente sarà parte civile contro l’azienda
di Francesco Casula, "Il Fatto Quotidiano", 15 set. 2012

Taranto. Un sollecito ai custodi per “dare immediata e rapida attuazione alle disposizioni del provvedimento di sequestro”. La Procura di Taranto preme sull’acceleratore e impone ai tecnici Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrument di dare il via alle operazioni per eliminare le emissioni inquinanti dell’Ilva di Taranto. Operazioni che a partire da lunedì potrebbero tradursi in una produzione dimezzata. Un primo passo per arrivare, salvaguardando la sicurezza degli impianti, gradualmente al fermo totale come disposto dal gip Patrizia Todisco e confermato poi dal tribunale del Riesame. Una disposizione che nel concreto potrebbe diventare, insomma, uno stop per alcuni impianti. Da lunedì potrebbero infatti cominciare le operazioni di spegnimento di una parte dei dispositivi che ancora operano all’interno dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di proprietà del Gruppo Riva. LA DIRETTIVA della Procura di Taranto arriva al termine dell’ennesima riunione !
 tra i custodi amministratori e il pool di magistrati formato dal procuratore Franco Sebastio, dall’aggiunto Pietro Argentino e dai sostituti Giovanna Cannarile e Mariano Buccoliero. Toccherà ora ai tre tecnici stabilire quali impianti dovranno essere fermati e soprattutto stabilire le modalità di spegnimento che richiederanno, vista la complessità delle strutture, diverse settimane per arrivare al fermo totale. La direttiva della procura arriva a qualche giorno di distanza dalla presentazione delle proposte formulate dall’azienda e ritenute inefficaci dai magistrati tarantini. NELLE TRE PAGINE presentate dal presidente dell’Ilva e quarto amministratore giudiziario dell’azienda, infatti, vi sarebbero le proposte di intervento immediato sull’altoforno 1, le cokerie, il reparto Agglomerato, l’acciaieria 1 e il reparto gestioni materiali ferrosi. Nessuna proposta nuova invece sul parco minerali, principale fonte di emissioni non convogliate, per il quale l’azienda sarebbe ancora intenzionata a rewww.peacelink.it

all'ilva taranto - la posizione dello slai cobas

riceviamo e pubblichiamo

COMUNICATO SULLA GIORNATA DEL 14.9.12

La giornata di ieri ha messo in campo l'insieme della difficile e complessa situazione creatasi all'Ilva e a Taranto in seguito all'inchiesta della Procura.
A Bari, il Tavolo istituzionale è stato di pura rappresentanza e di mera comunicazione. Il Ministro Clini, il commissario europeo, i rappresentanti istituzionali, l'Azienda hanno sciorinato nuovamente le loro promesse e il quadro dei finanziamenti disponibili. Per l'Ilva, Ferrante, ancora una volta non ha portato niente di concreto, se non una “disponibilità” della proprietà.
E tutti gli altri, sindacati compresi, hanno dovuto ascoltare e tacere.
Così è un Tavolo assolutamente inutile! Bastavano dei comunicati stampa!
Lo Slai cobas per il sindacato di classe Ilva denuncia e respinge questa logica e invita gli stessi sindacati confederali a non partecipare più a simili Tavoli, ribadendo, comunque, che essi là sono presenti “non in nostro nome”, “non in nome” degli operai e dei cittadini di Taranto.
Governo, Istituzioni pregano, inoltre, Riva di collaborare, mettendo in luce che il Tavolo è per sostenerlo e per 'togliergli le castagne dal fuoco'. Padroni, Governo e Stato sono responsabili di questa situazione e non possono certo essere quelli che la risolvono!

Clini, poi, è venuto a Taranto e ha incontrato gli ambientalisti di mestiere, sulla base di criteri non trasparenti e puramente diplomatico-formali.
Come si fa a venire a Taranto, incontrare gli ambientalisti e non innanzitutto il 'Comitato lavoratori cittadini liberi e pensanti' che ha costituito in maniera pubblica, di massa, trasparente, la rappresentanza dei sentimenti ambientalisti della città e delle vittime, contro la scellerata politica dei profitti di padron Riva?
Anche a questi ambientalisti del Tavolo va detto che parlavano a titolo personale “non in nostro nome”, non “in nome” dei lavoratori e della città.
E' indegno e in accettabile che i signori ambientalisti vengano ricevuti in pompa magna e al Comitato vengano invece opposti divieti e polizia.
Lo Slai cobas già il 17 agosto aveva invitato, e tuttora invita, a non accettare divieti illegittimi antidemocratici e dittatoriali, e diciamo chiaro al Comitato che i divieti, quando sono illegittimi, si violano e non ci si limita a denunciarli in piazza.

L'incontro col Ministro è stato sicuramente più vivace di quello di Bari, ma non tanto per lo scontro di parole, scontato, tra Ministro e ambientalisti, ma per lo scontro tra gli ambientalisti, tra i sostenitori fanatici per cui vi deve essere solo la chiusura dell'Ilva, e a tutto il resto “ci penseremo...”, e forze ambientaliste che cercano di dare un loro contributo alla soluzione dei problemi e della contraddizione che essi provocano.
Lo Slai cobas è naturalmente vicino a questa seconda tendenza degli ambientalisti che è in realtà molto più rappresentativa, storicamente e attualmente, in città delle aspirazioni ed esigenze dei cittadini in materia di ambiente e inquinamento.
Ma a tutti, a Bari come al Tavolo di Taranto e perfino alla piazza, noi diciamo chiaro che senza la lotta autonoma e organizzata degli operai dell'Ilva con un sindacato non conciliativo nè compromesso con l'azienda ma autorganizzato e nelle mani dei lavoratori, la lotta per la vera messa a norma dell'azienda e per un piano di bonifica serio e prolungato della città, non ha presente né futuro, né porta ad alcun risultato. Ma nessuno vuole confrontarsi realmente con la maggioranza operaia.
Lo Slai cobas Ilva è attivamente impegnato SABATO 22 SETT. con un'assemblea operaia alle ore 10 al Centro Sportivo Magna Grecia, a far sì che gli operai siano protagonisti, rovesciando falsi Tavoli e falsi rappresentanti di una lotta reale per una fabbrica sicura e una città risanata.
Il 22 gli operai decideranno di riprendere la lotta autonoma, non a difesa di Riva e dell'azienda, ma per il lavoro e la salute propria e di tutta la città.

Slai COBAS ILVA per il sindacato di classe cobasta@libero.it – 3475301704 - 0994792086

sabato 15 settembre 2012

Alè, alè si comincia !

un blog di guerra a padroni, poteri forti, istituzioni, opportunisti, aziendalisti, ma anche ambientalisti che vogliono chiudere le fabbriche 

noi siamo e diamo voce all'altra Taranto, 
quella che vuole spaccare la città  
da una parte i padroni, 
dalla altra  operai, precari, disoccupati, sfruttati e  oppressi

Info tarantocontro - partecipate a tutto

martedì 18 alle 15 e alle 16 all'ilva port.D presidio assemblea di chi è contro gli aziendalisti dei sindacati confederali e contro gli ambientisti equivoci che vogliono la chiusura della fabbrica
organizza slai cobas per il sindacato di classe

mercoledì 19 alle ore 10 al Cimitero s.brunone
nella terra dei morti e dei lavoratori che rischiano di morire
conferenza stampa dei lavoratori cimiteriali cooperativa ancora 


mercoledi 19 alle ore 16 presidio all'autorità portuale del neonato

Comitato Lavoratori del PORTO
non vogliamo essere convocati con SMS
non vogliamo una cassaintegrazione con discriminazioni
vogliamo sapere sul nostro futuro !


giovedì 20 ore 10 piazza castello

lavoro subito - basta con chiacchiere, clientelismo e
lotta per poltrone in Comune
non abbiamo soldi 
non paghiamo più un ca..
stop equitalia
stop IMU
organizzano
i disoccupati organizzati