Piazza fontana... dove in un clima razzista e di caccia al migrante, alimentato sempre piu' da una politica e narrazione di criminalizzazione portata avanti dal governo fascista, e non solo, anche da tutti coloro che solo adesso, ipocritamente "piangono lacrime di circostanza e di commemorazione" ed emanano comunicati putridi sotto forma di parole di facciata. Tutti coloro che hanno armato la mano agli esecutori, ma di cui sono i mandanti consapevoli!
Anche a Taranto si porta avanti la campagna di militarizzazione e controllo dei "territori a rischio", come li definisce il Comune già da tempo e per cui chiede più forze dell'ordine, più presidi, più "controllo"... (ma di che e di cosa? Se poi proprio nel bar ora indagato di favoreggiamento si svolgevano da tempo attività illecite e malavitose); e poi voglio aggiungere anche la "colonizzazione", diciamo pure la "pulizia etnica" a Taranto vecchia, in funzione dei pescecani del mattone e del cemento che le mani su questo quartiere proletario e sottoproletario le han già messe con attività imprenditoriali, b&b, e quant'altro.
Quanti sono i morti dei migranti annegati nella tomba infinita del mediterraneo, quanti bullizzati, perseguitati e presi volutamente di mira, minacciati ed intimiditi dalle forze dell’ordine...?
Sì, il loro ordine, quello dove la supremazia bianca, occidentale esercita il diritto di vita e di morte (sfruttando i migranti, chi lavora duramente per mandare quattro soldi a casa nel suo paese, chi di questo sfruttamento ci muore, sotto il sole cocente, a spezzarsi le ossa a raccogliere pomodori, schiavizzato ed umiliato, spersonalizzato, senza un nome, un cognome. solo un uomo o una donna di colore che ritroviamo nelle cronache quando ci lasciano la pelle, sì. quella pelle di colore.
Così è toccato a lui, in una piazza di Taranto, bersaglio prescelto, ammazzato due volte: dall'omertà, favoreggiamento di fatto e omissione di soccorso degli unici presenti in un baretto dove aveva cercato rifugio, e dalla mano "aizzata" di ragazzi spinti a offendere, denigrare, colpire ed uccidere vigliaccamente un uomo di colore.
Gli assassini di Bakary sono la mano assassina di tutta una classe politica che lancia la pietra e cerca di nascondere le proprie mani luride. Sempre. Ma un giorno pagherete caro anche la morte di Bakary.
E aggiungo: attenzione! Le lotte antirazziste, quelle per la "dignità" delle minoranze vengono neutralizzate quando si decontestualizzino dai "rapporti di produzione", dal lavoro, dalla casa, dalla sanità, dalle guerre, dalla migrazione intesa come effetto dell'imperialismo e del capitalismo, cioè della catena internazionale dello sfruttamento. Se si decontestualizzano, si è oggettivamente complici del sistema capitalista che lo produce. Fondamentale è non recidere queste lotte dalla loro radice materiale. Perché il migrante non dev'essere semplicemente e comodamente una "icona" umanitaria, ma conseguenza, prodotto vivente delle guerre, saccheggi, economie distrutte, accordi commerciali predatori e manodopera resa ricattabile. Corpi, numeri, trattati come "luogo" di profitto.
Basta, bisogna abbattere, oltrepassare i paletti della solita ed estetica indignazione e colpire i rapporti di potere, le complicità, le stesse che armano, che istigano all'odio, alla caccia al diverso con le loro campagne di criminalizzazione del migrante, di prima o seconda generazione che sia!
Questo e' ciò che arma le menti e poi le mani, i tanti gli episodi razzisti, islamofobi, criminali come quello di Piazza Fontana macchiata del sangue del nostro fratello Bakary.
E soltanto la potenza collettiva delle classi subalterne potranno vendicarne la morte.
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