Ormai il processo "Ambiente svenduto" non è più un processo/atto d'accusa contro i padroni Riva, i loro complici, responsabili di sfruttamento, morte dentro la fabbrica e nei quartieri vicini, di repressione verso i lavoratori che denunciavano, di disatro ambientale, di associazione a delinquere, ecc, ecc.,
sta diventando in realtà un "PROCESSO AL PROCESSO". Un processo ai giudici di Taranto, agli operai e abitanti dei quartieri, alle parti civili.
Un processo che da essere "la madre di tutti i processi" di questo tipo, con condanne esemplari, sta diventando "la madre di tutte le ingiustizie di classe"!
Ma c'è solo lo Slai cobas e le sue parti civili, i suoi avvocati che sono presenti alle udienze, denunciano, fanno presidi davanti al tribunale di Potenza, come è accaduto anche ieri, con la solidarietà, presenza di rappresentanti di operai della Stellantis, di compagne di Potenza, di giornalisti democratici.
Un processo che a Potenza, dopo 12 anni dal suo inizio a Taranto, ha già portato per le infinite prescrizioni a passare da 52 imputati a 16 imputati e da 4 società a una sola: Ilva Spa (che in cassa ha solo debiti e quindi non potrà mai risarcire le parti civili).
Un processo che ha archiviato la strgrande maggiorparte dei reati, tra cui associazione per delinquere,
rimozione od omissione dolosa di cautela sui luoghi di lavoro e concussione, ecc, ecc, che per vari reati ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti dei principali imputati, come Nicola Riva, Fabio Riva, l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l’avvocato Francesco Perli. Resta per ora solo "disastro ambientale" e i 2 omicidi degli operai Zaccaria e Marsella.Un processo che si svolge nella spudorata "tranquillità" per gli avvocati dei padroni assassini, che parlano quanto e come vogliono, mentre gli avvocati di parte civile vengono bloccati dal presidente della Corte d'Assise; un processo che, a parte lo Slai cobas e di volta in volta alcuni suoi lavoratori, vede invece la totale assenza delle altre parti civili e dei loro stessi avvocati, dai sindacati confederali, alle varie associazioni, ecc.
Ma non basta! Nell'udienza di ieri si è assistito ad un nuovo colpo di mano degli avvocati degli imputati. Ritornando sulla questione dell'art. 11, trasferimento del processo dalla sua sede, legittima, Taranto, hanno usato questo per dire che non solo il processo di 1° grado va annullato (come è avvenuto) ma tutta l'inchiesta Todisco, tutte le indagini dei periti della Procura, tutta la documentazione dei Rapporti Sentieri, vanno annullati, cancellati; e che, quindi, se dovesse passare questa linea, il processo a Potenza dovrebbe ricominciare da prima dell'inchiesta Todisco, praticamente dal 2010! 16 anni verrebbero cancellati! Anni di sfruttamento, di fatica , di morte, di tumori che non sarebbero mai esistiti. NON C'E' VERITA' E GIUSTIZIA, NIENTE RISARCIMENTI!
Si è arrivati nell'udienza di ieri a sentire che anche la Todisco, anche l'ex Procuratore Sebastio, ogni giudice, PM respiravano l'aria inquinata di Taranto, e quindi "non erano superpartes"; perchè alcuni giudici avevano la casa ai Tamburi (e, colpa loro, se non si erano venduti la casa prima delle udienze preliminari, ecc. ecc.).
E questi miseri avvocaticchi, pagati lautamente hanno potuto dire queste oscenità, e gli unici a contestarli eravamo noi fuori il Tribunale e dentro l'aula (dove sono comparsi subito tre poliziotti della Digos pronti a cacciare dall'aula la rappresentante dello Slai cobas).
Una cosa inaccettabile; un'altra condanna di operai, di cittadini!
VI RENDETE CONTO TUTTI? VOGLIAMO NON FARLI STARE TRANQUILLI)
VOGLIAMO ESSERE ALLA PROSSIMA UDEINZA DEL 19 GIUGNO per impedire che possa esserci la scandalosa decisione di annullare 16 anni e ricominciare dal doppio zero?
SLAI COBAS ILVA/APPALTO - TARANTO
Nei prossimi giorni pubblicheremo materiali, interventi dei nostri avvocati
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