sabato 23 maggio 2026

Vendola non è stato assolto - Vendola è stato giustamente condannato in 1° grado. Vendola è un verme che è responsabile di complicità oggettiva e soggettiva nel processo "Ambiente svenduto"

Ex Ilva, prescrizione per 15 imputati tra cui Nichi Vendola

Nel processo “Ambiente svenduto” sull’ex Ilva di Taranto, il collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Potenzaha dichiarato prescritti alcuni dei reati contestati a 15 imputati, revocando inoltre tutte le costituzioni di parte civile in relazione ai reati prescritti.

La decisione arriva nell’ambito del nuovo processo ripartito da zero il 21 marzo scorso, dopo l’annullamento della sentenza di primo grado disposto dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto per la presenza, tra le parti civili, di due giudici onorari incompatibili. In primo grado, il 31 maggio 2021, erano state inflitte 26 condanne per un totale di 270 anni di carcere.

Nel corso dell’ultima udienza dell’8 maggio, alcuni difensori avevano chiesto la dichiarazione di prescrizione per diversi capi d’accusa. Il pm aveva poi aderito a tale richiesta per i reati di cui sopra (senza però revocare le accuse che hanno portato al rinvio a giudizio), ritenendo motivata la tesi degli avvocati difensori.

Venerdì mattina quindi il presidente della Corte, Marcello Rotondi, ha letto il dispositivo che sancisce il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di 15 imputati, tra cui Nicola Riva, Fabio Riva, l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l’avvocato Francesco Perli.

La prescrizione riguarda i reati di associazione per delinquere, rimozione od omissione dolosa di cautela sui luoghi di lavoro e concussione. Restano invece contestati i reati considerati più gravi, tra cui l’inquinamento ambientale e il presunto avvelenamento delle acque.

Le motivazioni della decisione saranno depositate entro circa tre mesi. In teoria la Procura di Potenza potrebbe fare ricorso ma l’ipotesi che ciò avvenga appare molto remota in quanto nell’udienza dell’8 maggio il pm, dopo essersi consultato con il Procuratore Generale, aveva aderito alla richiesta dei legali degli imputati.

Il processo di primo grado in Corte d’Assise, lo ricordiamo, è partito dopo che lo scorso 6 febbraio il gup di Potenza Francesco Valente ha rinviato a giudizio i 21 imputati (18 persone fisiche a cui si aggiungono 3 società), accogliendo le richieste che erano state presentate dal procuratore della Repubblica facente funzioni di Potenza, Maurizio Cardea, e dal sostituto Vincenzo Montemurro la scorsa estate.

La quarta udienza dibattimentale è stata fissata invece per il prossimo 5 giugno.

Nessun commento:

Posta un commento