lunedì 13 dicembre 2021

Tessitura di Mottola - Respingere l’accordo azienda/OO.SS. su incentivo all’autolicenziamento!

Stamattina si tiene alla Tessitura di Mottola un’assemblea indetta dai sindacati per far 

approvare l’accordo fatto il 6 dicembre su incentivo all’autolicenziamento. 

 
Già questa assemblea fatta dopo un accordo dove mancano solo le firme è in forte ritardo. Ai lavoratori così si pone solo il problema di prendere o lasciare.

Lo Slai cobas sc e nettamente contrario a questo accordo e fa appello a tutti i lavoratori e lavoratrici a respingerlo! 
 
Invita tutti i lavoratori e lavoratrici ritrovarci GIOVEDI' 16 DICEMBRE (giorno dello sciopero generale) ALLE ORE 14,30 in presidio/assemblea davanti alla fabbrica per discutere e decidere iniziative, prima di tutto sul lavoro per tutti e sul salario.

L'accordo fatto dai sindacati confederali con l’azienda per incentivare l'"autolicenziamento" di max 40 lavoratori e lavoratrici (circa il 40% degli attuali lavoratori) è negativo per tutti. 

L'incentivo al licenziamento sarebbe la miseria di 14mila euro lorde, suddiviso pure in 4 rate mensili.

Questo accordo serve solo gli interessi aziendali, e delle Istituzioni, non certo i lavoratori.

Con questo accordo la Tessitura di Mottola si libera di buona parte dei lavoratori (la sua Agenzia Vertus che stava cercando altre 

"soluzioni occupazionali", ora avrà un problema minore); L'accordo va incontro alle eventuali aziende che volessero acquisire la

 fabbrica, dato che tutte finora hanno comunque posto problemi per occupare tutti gli attuali operai.

L'accordo toglie una parte delle "castagne dal fuoco" a Regione, Governo, che finora hanno annunciato unicamente piani di

ricollocazione individuale, corsi di formazione inutili e anche grotteschi, e che soprattutto hanno permesso al gruppo Albini che ha

 goduto di vari fondi pubblici di chiudere una fabbrica, senza alcuna conseguenza.

Per i lavoratori e le lavoratrici, invece:

-l'accordo è di fatto un ricatto, vengono presi per "fame", visto che questi ultimi due mesi sono stati drammatici non avendo ricevuto

neanche la miseria (700 euro) di cig/covid; a fronte, poi, di un futuro incerto e di probabili esuberi;

-l'accordo è offensivo: una elemosina di 14mila euro con cui non puoi vivere neanche un anno nè tantomeno avviare progetti di attività

alternativi - una grande multinazionale come la Tessitura Albini, che non è in crisi, ma delocalizza la produzione all’estero solo per fare 

più profitti, vuole liberarsi degli con poche briciole – questo è inaccettabile! (Basti pensare che l’Ilva Spa ha dato all'inizio 100mila euro, 

la Whirpool 95mila… ). Si tratta di una svendita sotto costo dei lavoratori che hanno permesso in 18 anni grossi profitti al gruppo Albini - 

Solo respingendo l’accordo è possibile anche imporre di alzare l’incentivo per chi volesse andare via;

-L’accordo prevede inoltre una conciliazione individuale che è “tombale”, per cui il lavoratore non può più richiedere o far

ricorso per inadempienze contrattuali, di livello, qualifica, ecc. o per ogni diritto contrattuale non rispettato dall’azienda;

-l'accordo è di fatto un messaggio negativo a tutti i lavoratori di "liquidazione" della lotta (che comunque finora è stata molto, ma molto

debole - lo stesso presidio non è stato mai utilizzato per avviare iniziative di lotta visibili e che potessero pesare nella trattativa). Chi

avesse voluto poteva licenziarsi e col sindacato concordare un incentivo; in questa maniera invece, attraverso l’accordo, si indebolisce

la forza complessiva dei lavoratori.


Slai cobas per il sindacato di classe 

13.12.21

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