martedì 2 marzo 2021

i lavoratori devono conoscere chi è Draghi e la natura e programmi del nuovo governo per organizzare la lotta per i propri interessi di classe

 Per questo questa mattina i compagni di proletari comunisti di taranto hanno diffuso alle portinerie dell'arcelormittal e appalto un volantone - tratto dal giornale - che affronta in maniera dettagliata tutto questo.

Nel volantino si fa appello ai lavoratori a organizzarsi nel circolo operaio come strumento di discussione politica e culturale e di iniziativa autonoma 

Il volantinaggio è stato occasione per parlare con i lavoratori dei problemi interni più urgenti:

Esiste un clima di paura e preoccupazione circa i piani di governo e AM e della loro intesa sul futuro della fabbrica - esiste il problema della cassa covid usata in maniera unilatelare indiscriminata e generalizzata dalla azienda  - con un  sindacato che prima annuncia scioperi e poi li revoca sulla testa dei lavoratori che non fanno mai assemblee per poter decidere loro il da farsi - esiste la sitiuazione dell'appalto con minaccia agli stipendi

E' chiaro che bisogna far sentire la voce dei lavoratori a padroni e governo e non ci si può fidare dei sindacati interni compreso USB che un giorno fanno i fuochisti e il giorno dopo i pompieri senza adottare una piattaforma operaia discussa e approvata dalle assemblee dei lavoratori

nella giornata di oggi sono state affisse alle portinerie le locandine dell'8 marzo, giornata internazionale delle donne e occasione per un sciopero generale delle donne lavoratrici proclamato a livello nazionale a cui anche i lavoratori in genere possono partecipare con copertura sindacale assicurata

su tutti questi temi ci si può rivolgere alla sede dello slai cobas per il sindacato di classe taranto

via livio andronico 47 - slaicobasta@gmail.com tel. 347-5301704 

Intervista all'avv. Vitale - dopo le sue conclusioni al processo "Ambiente svenduto" - prima parte

Ascolta l'intervista

pc 2 marzo - DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO CON LO SCIOPERO! LO STATO SI ACCANISCE CONTRO LO SCIOPERO DELLE DONNE - EVIDENTEMENTE FA PAURA!

Pubblichiamo due denunce, delle lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe e della Cub, contro la forte limitazione imposta dalla Commissione Garanzia sciopero allo sciopero dell'8 marzo. 

Lo Slai cobas sc ha inviato questa denuncia a tutti gli organismi Istituzionali. Ma sappiamo bene che nessuno si muoverà per difendere questo diritto fondamentale.
Per questo, chiamiamo:

- tutte le lavoratrici, e i lavoratori, a contrastare questo attacco facendo massicciamente SCIOPERO L'8 MARZO
- tutti i sindacati di base a prendere posizione
- avvocati, giuristi che sono dalla parte dei diritti dei proletari e masse popolari a darci una mano per smontare anche legalmente questo assurdo divieto, chiaramente interno al divieto più generale della "regolamentazione" del diritto di sciopero - "regolamentazione" che via via si fa sempre più restrittiva e da 3 anni a questa parte si accanisce contro le donne.
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SLAI COBAS per il sindacato di classe

Come lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe esprimiamo tutta la nostra indignazione e protesta verso la nota della Commissione di Garanzia, inoltrata a pochissimi giorni dallo sciopero delle donne/lavoratrici dell’8 marzo 2021 indetto da questa O.S. unitamente ad altre sigle sindacali in concomitanza con la giornata internazionale delle donne, con la quale si indica l’esclusione dall’esercizio del legittimo diritto di sciopero, pena sanzioni, una serie di categorie di lavoratrici e lavoratori, ma tra tutte la più grave è la richiesta di escludere tutto il "Settore scuola" – insegnanti e personale Ata, dove vi sono tantissime donne che sempre negli anni scorsi hanno aderito in maggioranza allo sciopero delle donne nell’ambito del settore pubblico delle lavoratrici, condividendone tutte le ampie ragioni.

Riteniamo la motivazione addotta dalla Commissione di Garanzia, per non aver rispettato gli "intervalli tra sciopero generale e scioperi di ambito e livelli diversi, precedentemente proclamati", assolutamente

lunedì 1 marzo 2021

Ormai all'ArcelorMittal la procedura è questa... si indice lo sciopero sapendo che si revoca, e l'azienda se la cava con due chiacchiere... tanto poi fa il c... che gli pare

ARCELOR, REVOCATO SCIOPERO DEL 3 MARZO

DOPO IL CONFRONTO TRA AZIENDA E SINDACATI

Inoltre, si legge nel verbale scritto oggi, “l’azienda tiene conto delle eventuali assenze programmate dai lavoratori tra cui le ferie preventivamente concordate con i preposti aziendali come dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro”. Lo sciopero del 3 marzo era stato già promosso per fine febbraio in tre reparti del siderurgico sempre per la motivazione delle ferie trasformate da ArcelorMittal in cassa integrazione. È intervenuto un primo chiarimento tra le parti e lo sciopero iniziale è stato sospeso. Dopo pochi giorni, il problema si è ripresentato e i sindacati hanno indetto una nuova protesta, per l’1 marzo, stavolta in tutto lo stabilimento. Dall’1 marzo lo sciopero era stato poi fatto slittare al 3 marzo in segno di partecipazione al lutto che ha colpito la famiglia di un giovane dipendente di ArcelorMittal, morto a causa di un infarto nello spogliatoio della fabbrica. Oggi, infine, il nuovo confronto tra azienda e sindacati metalmeccanici e la revoca dello sciopero di mercoledì. (AGI)

Cedimento alla struttura di Afo 2 info - Circa poi il ruolo dello Stato che ci metterebbe a riparo da tutto questo, è una favola... sempre e solo per non prendersi le proprie responsabilità di lotta

 Le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di Taranto, Fim, Fiom, Uilm ed Usb quest’oggi “hanno appreso che vi è stato un cedimento della struttura refrattaria dell’altoforno n.2, a distanza di un solo mese della ripartenza e successivamente all’esecuzione degli interventi previsti dalle prescrizioni della Procura della Repubblica di Taranto. L’azienda, al momento, non ha chiarito alle organizzazioni sindacali quanto accaduto alla struttura dello stesso altoforno e, inoltre, riteniamo inammissibile che accada dopo un mese dall’avvio nonostante vi siano state anche delle attività specifiche ai refrattari di shot creet”.

Fim, Fiom, Uilm, Usb ricordano che “in più occasioni hanno rivendicato e denunciato un’assenza di programmazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria tale da determinare un aumento ingiustificato del personale, addetto alle manutenzioni, che puntualmente è collocato in cassa integrazione. La multinazionale, di fatto, ha una gestione della fabbrica basata principalmente sulla produzione giornaliera nel rapporto con la forza lavoro presente in fabbrica e trascura tutte le attività necessarie a garantire la sicurezza in termini ambientali ed impiantistici”.

“Il ruolo dello Stato diventa imprescindibile per cambiare radicalmente l’attuale gestione della fabbrica che rischia di compromettere il futuro ambientale, occupazionale e industriale del sito di Taranto” concludono le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di Taranto, Fim, Fiom, Uilm. (Corriere di Taranto).

Sindacalisti dell'indotto dal prefetto innanzitutto per chiedere soldi per i padroni - se invece in prefettura ci andassero in massa gli operai non pagati e che richiedono aumenti salariali?

(da Corriere di Taranto) - Quest’oggi, a seguito del sit-in di alcuni lavoratori dell’indotto dello stabilimento ArcelorMittal, svoltosi nelle adiacenze della Prefettura di Taranto, il Prefetto Demetrio Martino ha accolto l’appello delle organizzazioni sindacali e ha incontrato i rappresentanti della Fiom CGIL Fernando Colapi, della UILM  Cosimo Amatomaggi, della Fim CISL Vincenzo Castronuovi e della USB Federico Cefaliello. I quali hanno rappresentato il grave disagio dei dipendenti di numerose imprese per il mancato conferimento delle ultime retribuzioni a causa del ritardo della committente nel pagamento.

Nella circostanza, come già accaduto alcuni mesi addietro, è stata evidenziata anche la grave difficoltà delle imprese locali dell’indotto che si trovano a dover fronteggiare da un lato la mancata correntezza nei pagamenti delle attività lavorative svolte e, dall’altra, le giuste rivendicazioni salariali dei propri dipendenti.

Il Prefetto ha fatto presente di aver già tenuto una pregressa interlocuzione al riguard con l’A.D. di ArcelorMittal, dott.ssa Morselli, da cui è scaturita la rassicurazione dell’avvenuto stanziamento di €. 3.700.000 per il pagamento di parte dello scaduto, di cui €. 500.000 già versate e i restanti €. 3.200.000 in corso di versamento nei prossimi giorni e comunque entro questa settimana.

Inoltre, il Prefetto ha confermato che si procederà quanto prima alla ricostituzione della “cabina di regia“, non appena il quadro informativo necessario sarà completato con gli approfondimenti richiesti a Confindustria e Confapi, per un puntuale monitoraggio dell’attuale situazione e per un costruttivo confronto sull’argomento con la committente, al fine di risolvere le criticità segnalate.

BARI - Presidio di solidarietà al tribunale per gli operai SKF licenziati

Alcune decine di compagni di lavoro, operai, attivisti sindacali e politici solidali hanno partecipato al presidio davanti al Tribunale di Bari dive avrebbe dovuto tenersi l'udienza del procedimento contro il licenziamento di due operai SKF, puniti per "negligenza" in quanto ritenuti responsabili della produzione di pezzi difettosi che avrebbero procurato un danno all'azienda.

Come ci ha raccontato Vincenzo, anche lui operaio SKF:
"in realtà la SKF nega l'evidenza che tutta la produzione avviene in squadra e che le imperfezioni nel processo produttivo sono fisiologiche, quindi non esistono né responsabilità individuali né, tanto meno, negligenza. La verità è che l'azienda ha voluto dare una punizione esemplare per chiarire chi comanda in fabbrica e intimorire tutti gli operai, colpendone due che casualmente si trovavano a lavorare alla postazione che ha prodotto i pezzi difettosi. Si tratta di due lavoratori tranquillissimi, uno era iscritto UILM l'altro addirittura Fismic, non sono stati scelti ma colpiti per dare un esempio a tutti.
Il fatto stesso che l'offerta di transazione per uno dei licenziati sia stata di pagare per intero le retribuzione e i contributi per i pochi anni di lavoro che mancavano alla pensione è una tacita ammissione dell'insussistenza della causa di licenziamento.
La reazione dei compagni di lavoro è stata immediata e solidale, la fabbrica è stata subito bloccata da 24 ore di sciopero, poi però i sindacati hanno scaricato la vicenda sui loro legali, interessati solo a chiudere con una transazione vantaggiosa e non a dare battaglia per difendere il lavoro e la dignità dei licenziati e questi li hanno revocati. A loro difesa si è costituto il 'comitato contro i licenziamenti' che ha organizzato questa iniziativa e in vista della prossima udienza del 2 aprile proverà a mobilitare molta più gente in solidarietà e investirà con volantinaggi l'intera area industriale di Bari".

In effetti la prevista udienza di oggi è stata rinviata a causa dell'indisposizione del giudice ma il Comitato ha voluto tenere comunque l'iniziativa per mostrare che i lavoratori non sono soli nella loro battaglia. E' anche il motivo per cui da Taranto una delegazione dello SlaiCobas per il SC si è mossa per partecipare al presidio e nella breve assemblea volante tenuta a conclusione del presidio ha portato l'informativa sugli analoghi attacchi ai lavoratori sui posti di lavoro a Taranto, le battaglie processuali in cui siamo impegnati e la proposta di costruire un collegamento a livello regionale che consolidi una risposta unitaria ala repressione sui posti di lavoro. Un appello a unire le forze accolto positivamente da tutti i presenti.
L'appuntamento è alla fine della prossima settimana per programmare le iniziative per il prossimo 2 aprile e da Taranto non faremo mancare, se non la presenza un contributo alla riunione.