“Lunedì 14 settembre, presso la portinerie delle imprese – annunciano i sindacati- abbiamo indetto l’assemblea dalle 7 alle 9 con i lavoratori dell’appalto, in cui saranno decise e metteremo in campo le iniziative di mobilitazioni al fine di impedire l’avvio di procedura di licenziamento collettivo.
Si è riunito all’interno dello stabilimento ADI di Taranto il Consiglio di Fabbrica straordinario delle Segreterie e delle RSU di Fim, Fiom, Uilm e Usb a seguito della decisione assunta dalla Corte d’Appello di Milano.
Le richieste delle Segreterie – RSU FIM, FIOM, UILM e USB di Taranto - “Serve una risposta politica e industriale all’altezza della gravità della situazione. Chiediamo un intervento straordinario per Taranto per tutelare tutti i lavoratori, quelli di Acciaierie d’Italia in AS, di Ilva in AS e del’intero indotto.
Servono garanzie occupazionali, strumenti sociali adeguati, tutela del reddito e misure previdenziale ad hoc per i lavoratori, insieme a un piano concreto di reindustrializzazione per Taranto.
Le richieste delle Segreterie – RSU FIM, FIOM, UILM e USB di Taranto - “Serve una risposta politica e industriale all’altezza della gravità della situazione. Chiediamo un intervento straordinario per Taranto per tutelare tutti i lavoratori, quelli di Acciaierie d’Italia in AS, di Ilva in AS e del’intero indotto.
Servono garanzie occupazionali, strumenti sociali adeguati, tutela del reddito e misure previdenziale ad hoc per i lavoratori, insieme a un piano concreto di reindustrializzazione per Taranto.
La decarbonizzazione e la transizione ecologica non possono diventare sinonimo di dismissione, perdita di posti di lavoro e desertificazione industriale. Taranto ha bisogno di un progetto industriale credibile, finanziato e vincolante, capace di tenere insieme salute, sicurezza, ambiente e lavoro.
Non accetteremo che il peso delle responsabilità delle istituzioni accumulate negli anni venga scaricato ancora una volta esclusivamente sui lavoratori, il Governo deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità a partire dal blocco dei licenziamenti dei lavoratori dell’appalto sulla quale pende una informativa di procedura di licenziamenti collettivi”
Inoltre, subito dopo l’incontro con il Governo a Palazzo Chigi, Fim, Fiom, Uilm e Usb convocheranno le assemblee con tutti i lavoratori per illustrare gli esiti del confronto, discutere e decidere insieme le prossime iniziative al fine di garantire un intervento straordinario che metta in sicurezza tutti i lavoratori.
Il rischio di una crisi sociale senza precedenti è concreto, le informative e le procedure di licenziamento nell’indotto hanno già coinvolto migliaia di lavoratori.
Infine, crediamo necessario ribadire per evitare inutili strumentalizzazioni che le nostre iniziative di mobilitazioni non saranno rivolte verso la decisione della Corte di Appello di Milano ma bensì verso tutti i governi che si sono succeduti in questi 14 anni sulla vertenza ex-Ilva e che hanno l’esclusiva responsabilità di quanto sta avvenendo in queste ore.
Taranto assieme ai lavoratori non può essere lasciata sola”
Non accetteremo che il peso delle responsabilità delle istituzioni accumulate negli anni venga scaricato ancora una volta esclusivamente sui lavoratori, il Governo deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità a partire dal blocco dei licenziamenti dei lavoratori dell’appalto sulla quale pende una informativa di procedura di licenziamenti collettivi”
Inoltre, subito dopo l’incontro con il Governo a Palazzo Chigi, Fim, Fiom, Uilm e Usb convocheranno le assemblee con tutti i lavoratori per illustrare gli esiti del confronto, discutere e decidere insieme le prossime iniziative al fine di garantire un intervento straordinario che metta in sicurezza tutti i lavoratori.
Il rischio di una crisi sociale senza precedenti è concreto, le informative e le procedure di licenziamento nell’indotto hanno già coinvolto migliaia di lavoratori.
Infine, crediamo necessario ribadire per evitare inutili strumentalizzazioni che le nostre iniziative di mobilitazioni non saranno rivolte verso la decisione della Corte di Appello di Milano ma bensì verso tutti i governi che si sono succeduti in questi 14 anni sulla vertenza ex-Ilva e che hanno l’esclusiva responsabilità di quanto sta avvenendo in queste ore.
Taranto assieme ai lavoratori non può essere lasciata sola”
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