mercoledì 9 settembre 2026

Taranto trasformata in comando Nato e città di guerra, non ci stiamo! Riceviamo e pubblichiamo - Ma soprattutto mobilitiamoci

E' necessario mobilitarci, non far passare sulla nostra testa, questi piani. Per questo e per altro, abbiamo proposto 

la riunione per il 15 settembre alle ore 19 presso la sede Slai cobas Taranto via Livio Andronico, 47, per decidere insieme le iniziative necessarie - per passare dalla denuncia all'azione

Da Franco Oriolo:

Buongiorno, ho provato a mettere giù qualche idea sulla necessità di Israele di perseguire obiettivi che potrebbero garantirgli enormi vantaggi strategici. 

Se un tempo Israele svolgeva soprattutto il ruolo di “Stato gendarme” a difesa degli interessi occidentali e del controllo del petrolio in Medio Oriente, oggi potrebbe cercare di trasformare quella stessa funzione in qualcosa di ancora più importante: diventare uno snodo economico e strategico fondamentale nei nuovi collegamenti tra Asia, Medio Oriente ed Europa. Ecco perché la questione palestinese resta sempre uno snodo indispensabile per comprendere ciò che sta accadendo.
DopotuttoTaranto e la Puglia si trovano in una posizione strategica nel Mediterraneo, proprio davanti alle rotte che collegano Oriente ed Europa. Ed è da qui che va guardato anche l'IMEC, il grande corridoio progettato per collegare India, Medio Oriente ed Europa.
Il percorso previsto è abbastanza chiaro: India, Emirati, Arabia Saudita, Giordania, Israele, Mediterraneo, Europa. Le merci arriverebbero dall'India negli Emirati, attraverserebbero la penisola arabica soprattutto su ferrovia e raggiungerebbero Israele, che avrebbe un ruolo fondamentale: diventare lo sbocco sul Mediterraneo, attraverso il porto di Haifa, verso i mercati europei.
IMEC, però, non significa soltanto container. Lungo questo corridoio sono previsti anche energia, idrogeno, collegamenti elettrici e cavi digitali. In poche parole: merci, energia e dati.
Non è stato deciso che IMEC passerà dalla Puglia. Ma basta guardare una carta geografica e le infrastrutture che già esistono o vengono progettate tipo TAP tra Grecia, Albania e Puglia, porto di Taranto, reti elettriche, progetti per l'idrogeno tra Brindisi e Taranto e nuove infrastrutture digitali.
Il collegamento possibile diventa quindi evidente: Israele, Mediterraneo orientale, Grecia/Adriatico, Puglia, Europa.
Ed è qui che Taranto deve stare molto attenta. Per decenni ci hanno detto che eravamo "strategici" per l'acciaio. Oggi potremmo diventarlo per energia, logistica e dati.
Ma la domanda rimane sempre la stessa: strategici per chi?
Perché dalla Puglia potrebbero passare enormi quantità di merci, energia e informazioni senza che questa ricchezza rimanga sul territorio. Il rischio è passare dalla Taranto sacrificata all'acciaio alla Taranto utilizzata come piattaforma energetica, commerciale e digitale, cambiando il tipo di sviluppo ma non chi ne paga i costi.

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