Mentre a Taranto si consuma un nuovo capitolo sulla crisi dell’ex Ilva e migliaia di lavoratori dell’indotto vedono minacciato il proprio futuro, la NATO avanza nel processo di trasformazione della città in un polo strategico della propria proiezione militare nel Mediterraneo.
L’annuncio del presidente del comitato militare NATO G. Cavo Dragone, non lascia spazio a equivoci: accanto al centro logistico NATO già esistente, sta prendendo forma il Comando Multinazionale Marittimo per il Sud dell’Alleanza, a guida italiana, destinato al fianco Sud e al cosiddetto “Mediterraneo allargato”.
Taranto ospita inoltre il passaggio delle Forze Navali Permanenti NATO ed è già coinvolta nelle attività di pianificazione e coordinamento operativo dell’Alleanza.
Non siamo quindi davanti a un episodio isolato, ma a un ulteriore passo nella militarizzazione del territorio e del Mediterraneo, dentro una strategia che assegna all’Italia e alle sue infrastrutture militari
un ruolo crescente nella preparazione e nella conduzione delle operazioni NATO.
Lo stesso concetto di “Mediterraneo allargato” estende l’orizzonte strategico dal Mar Nero al Medio Oriente, dal Golfo Persico al Sahel e al Golfo di Guinea.
Cavo Dragone sostiene che «non stiamo spendendo in armi» ma “investendo in difesa” e che occorra prepararsi al peggio in nome della deterrenza.
Noi chiamiamo le cose con il loro nome: prepararsi alla guerra significa alimentare la guerra.
La contraddizione per Taranto è stridente.
Mentre vengono messi a disposizione territorio, infrastrutture e risorse per rafforzare il dispositivo militare NATO, non prende forma con la stessa determinazione un piano capace di garantire riconversione industriale ed ecologica, occupazione, bonifiche e futuro alle masse popolari.
Taranto ha già pagato un prezzo enorme al ricatto tra salute e lavoro. Non deve diventare ora una città al servizio dell’economia di guerra.
Le risorse vadano al lavoro, alla sanità, alla scuola, alle bonifiche e alla riconversione produttiva, non al riarmo e alla NATO.
Fuori la NATO da Taranto e dall’Italia.
Fuori l’Italia dalla NATO.
Contro il riarmo e l’economia di guerra, per la pace e i bisogni delle masse popolari.
Coordinamento Nazionale No NATO
Freedom Flotilla Italia
Coordinamento Freedom Flotilla Ita - Taranto e prov.
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